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Indispensabili – La Terra che vogliamo – Cap 7) AGRICOLTURA E TURISMO

Posted by giannigirotto su 2 luglio 2014

la-terra-che-vogliamo-il-futuro-delle-campagne-italiane-libro-70428Continuamo con la pubblicazione di un estratto di un libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Questo libro tratta della visione che, sempre più persone, hanno dell’agricoltura e della gestione del territorio in generale. Una gestione rispettosa e di lunga durata, che non comprometta le basi di sviluppo per le generazioni future. Un’agricoltura che si stacchi dalla deleteria dipendenza dal petrolio (e dalle relative implicazioni di inquinamento ed effetto serra) e dalle monoculture industriali, e riscopra metodi più naturali e la valorizzazione delle varietà locali, e faccia ripartire un nuovo circolo virtuoso di tutta l’ampia filiera di settore collegata.

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Cap 7) Agricoltura e turismo

L’ESPLOSIONE DEL TURISMO RURALE. Negli ultimi trent’anni il numero delle aziende agrituristiche è triplicato, arrivando a oltre 20.000. Trascorrere un finesettimana in un’azienda oggi è normale, ma fino a trent’anni fa era solo un sogno dei più temerari. Secondo un sondaggio, la metà dei giovani tra i 18 e i 34 anni preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato in banca o in una multinazionale perché farebbe una vita più sana e si sentirebbe più autonoma. Il “turismo rurale” è disciplinato da diverse leggi regionali e si può definire come una qualsiasi forma di ospitalità e di attività sportive, ricreative o culturali organizzate nello spazio rurale da imprenditori non agricoli. Il turismo, inoltre, non rientra tra le materie regolate dall’Unione europea, ma è lasciato alla competenza dei singoli stati.

RINNOVAMENTO CULTURALE E NUOVO MODELLO DI SVILUPPO RURALE. Lo sviluppo italiano nel settore dell’agriturismo è dipeso dalla volontà degli imprenditori di valorizzare le risorse sottoutilizzate nelle loro aziende e dalla volontà di integrazione del reddito aziendale, ma anche dal desiderio di nuovi contatti umani. La valorizzazione delle proprie risorse e peculiarità aziendali rimane uno dei capisaldi di ogni azienda agrituristica, infatti il successo non è scontato. Il desiderio di cambiare vita, sia di chi offre ospitalità sia di chi decide di trascorrere del tempo negli agriturismi, ha portato all’apertura verso il cambiamento. Il rinnovamento agricolo-rurale ha favorito la permanenza dei giovani e assicurato l’ingresso nel settore di nuovi attori con capacità imprenditoriali. Tutto ciò ha favorito la capacità di fare sistema con il territorio circostante e di sostenere un modello di sviluppo maggiormente incentrato sulla qualità, sulla tipicità e sul rispetto dell’ambiente. Per di più, ha permesso di recuperare tanti fabbricati di valore che altrimenti sarebbero andati in rovina. Lo sviluppo dell’agriturismo ha rappresentato la piattaforma più solida su cui imbastire il rilancio nella produzione dei prodotti tipici delle nostre campagne. Anche l’enogastronomia risulta un settore in forte crescita e in grado di valorizzare un territorio. L’ascesa dell’agriturismo ha portato anche il decollo di un’ampia serie di attività innovative.

LA DIVERSIFICAZIONE CHE AVANZA… FATTORIE DIDATTICHE E AGRI-ASILI. Le fattorie didattiche o d’animazione offrono servizi di sensibilizzazione e di formazione sulle tematiche agricole, ambientali e alimentari. In Italia non esiste ancora una legge per queste unità, ma ci sono delle “Carte della qualità” che garantiscono un livello minimo di requisiti. Molti enti pubblici hanno sviluppato contatti e rapporti consolidati con le fattorie didattiche. Negli ultimi anni si sono fatti strada anche gli agri-asili.

RECUPERO DEI BORGHI STORICI. Esistono alcune associazioni e società che da anni si sforzano di fornire servizi per il recupero di antichi borghi storici, anche secondo criteri di sostenibilità e di collegamento col territorio circostante, e di promuoverne la conoscenza. Esiste un’elevata domanda potenziale da parte della componente straniera, che fornisce i giudizi più favorevoli in merito all’esperienza turistica fatta in Italia sul paesaggio. Quindi un aumento delle visite ai borghi più caratteristici, durante brevi vacanze distribuite nel corso dell’anno, potrebbe contribuire a ridurre la concentrazione nei mesi estivi con effetti positivi per l’intero movimento turistico nazionale.

IL CASO CASTELFALFI, UN MODELLO DI DIBATTITO PUBBLICO. Molti borghi sono stati acquistati da società immobiliari per operazioni edilizie di dubbio gusto che vorrebbero evocare un’immagine posticcia di antico. A Castelfalfi è stato proposto dalla multinazionale tedesca TUI un progetto per realizzare un villaggio vacanze in stile turrito finto-medievale. Attraverso le assemblee consultive con la cittadinanza, il Comune è riuscito a creare un progetto migliore, attento ai materiali, alle acque e all’agricoltura. La TUI ha partecipato agli incontri e accettato tutte le proposte.

GIARDINI D’ARTE. I parchi d’autore vengono realizzati dagli artisti nelle loro proprietà di campagna. È un fenomeno distribuito sul territorio in maniera eterogenea, che però accresce l’attrattiva delle zone.

RECUPERO DI TRATTE SECONDARIE. La riscoperta della campagna ha risollevato dal letargo anche il treno, grazie ad una gestione più manageriale e dedicata. Chi usufruisce di questo modo di viaggiare e conoscere l’ambiente rurale viene coinvolto in eventi e tradizioni locali, entrando in contatto coi prodotti tipici dei luoghi.

IL FUTURO POSSIBILE DELLE ATTIVITÀ TURISTICHE NEGLI SPAZI RURALI. Esistono, nonostante la positività delle attività agricole, anche dei notevoli rischi. C’è chi critica l’agriturismo perché distrae l’imprenditore agricolo dalla sua attività principale e perché ha fatto lievitare i valori immobiliari delle zone dove si è maggiormente diffuso. In sostanza, l’agriturismo non ha danneggiato le campagne. Si presentano tre sfide al turismo rurale.

  1. PIÙ RISPETTO PER LA CULTURA RURALE E L’IDENTITÀ DEI LUOGHI. La legge nazionale e la maggioranza di quelle regionali hanno avuto un approccio all’agriturismo “a maglia larga”, privilegiando l’ingresso nel settore piuttosto che la qualificazione verso l’alto. Inoltre la limitata attenzione alla promozione costante della qualità all’interno dell’offerta agrituristica crea un problema di carattere pubblico. La maggior parte degli imprenditori e degli amministratori pubblici era, infatti, preoccupata soprattutto di recuperare all’uso gli immobili, e di avviare le attività di ristorazione o di vendita diretta e di degustazione, sottovalutando il patrimonio culturale-rurale.

VACANZE-LAVORO NELLE AZIENDE BIO. È riuscita a mantenersi viva la vacanza-lavoro. In Italia ci sono circa 500 aziende biologiche che ospitano in cambio di lavoro. L’agriturismo può contribuire a segnalare tradizioni ancora vive e interessanti da preservare al meglio.

ECOTURISMO. La maggioranza degli agriturismo è consapevole che una delle strade obbligate per innalzare la propria qualità è perseguire una maggiore sostenibilità ambientale. Le certificazioni di qualità ambientale sono poco diffuse e i proprietari devono valutarne attentamente il rapporto costi/benefici, ma sono un importante segno aggiuntivo di qualità. In ogni caso, i marchi volontari di zona sono da appoggiare. Legambiente da oltre vent’anni da il suo “marchio” alle strutture turistiche che ricercano la qualità attraverso l’eco-sostenibilità. Un’altra idea da testare sul campo sarebbe il marchio dell’agriturismo “contadino” per poter riconoscere le realtà agrituristiche gestite da chi è nato e cresciuto in una determinata azienda e che vive dei ricavi derivanti dalle attività agricole.

  1. CREARE RETI DI IMPRENDITORIA DI QUALITÀ. Occorrerebbero una maggiore selezione nell’ingresso di nuovi imprenditori e controlli effettuati con regolarità.

SERVIZI ALLE IMPRESE RURALI DI MONTAGNA. Per valorizzare meglio le risorse del mondo rurale si potrebbero fornire agli imprenditori più innovativi servizi qualificati a basso costo e nel momento giusto, per esempio servizi di consulenza alle singole imprese rurali per aiutarle nei momenti chiave, o introducendo un regime di fiscalità fortemente agevolata per i territori delle comunità montane, o agevolando servizi e negozi polifunzionali, oppure banda larga per tutta la dorsale alpina e appenninica. Con queste misure sarebbe possibile offrire ai territori e ai residenti rurali posti nelle zone più svantaggiate del Paese un futuro migliore. Un altro modo per assicurare una migliore ricaduta sul territorio da parte delle attività di turismo rurale è avviare e consolidare rapporti stabili di cooperazione tra le sue diverse componenti.

  1. FARE PIÙ RETE TRA RESIDENTI E ATTIVITÀ ECONOMICHE. Quando le prime dimore sono state aperte per dare ospitalità, si era convinti che la maggioranza dei nuovi arrivi in campagna fosse motivata dalla ricerca di una nuova vita, lontano dal caos della città e a contatto con paesaggi e natura incontaminati. Un recente sondaggio dimostra che ancora oggi più della metà dei parigini vorrebbe fuggire dalla città e oltre un milione l’ha già fatto negli ultimi cinque anni. C’è bisogno di sostenere innanzitutto idee e volontà dei pochi giovani rimasti in loco e dei “neoagricoltori” che continuano ad affluire dalle città. Qualsiasi nuova intrapresa economica è potenzialmente in grado di mobilitare risorse inutilizzate e di fungere da polo di attrazione.

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A Cura di Alessia Biral, che ringrazio sentitamente.
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I prossimi capitoli seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane… mentre i precedenti capitoli li trovate qua,  in ogni caso valutate se acquistare l’originale presso il sito dell’editore…

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