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Indispensabili – La Terra che vogliamo – Cap 10) La PAC – Politica Agricola Comune (europea)

Posted by giannigirotto su 31 agosto 2014

la-terra-che-vogliamo-il-futuro-delle-campagne-italiane-libro-70428Continuamo con la pubblicazione di un estratto di un libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Questo libro tratta della visione che, sempre più persone, hanno dell’agricoltura e della gestione del territorio in generale. Una gestione rispettosa e di lunga durata, che non comprometta le basi di sviluppo per le generazioni future. Un’agricoltura che si stacchi dalla deleteria dipendenza dal petrolio (e dalle relative implicazioni di inquinamento ed effetto serra) e dalle monoculture industriali, e riscopra metodi più naturali e la valorizzazione delle varietà locali, e faccia ripartire un nuovo circolo virtuoso di tutta l’ampia filiera di settore collegata.

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Cap 10) La Politica Agricola Europea

L’agricoltura in Europa assicura lavoro a meno del 2% degli occupati totali, tuttavia il settore gode di circa il 40% del bilancio dell’Ue, cioè circa 56 miliardi di euro all’anno.

LA LUNGA STORIA DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE (PAC). Le prime spese per la Pac sono state nel 1962 con lo scopo di migliorare il settore agricolo e ciò che si collega. In pochi anni di applicazione degli aiuti, il settore mostrava delle cattive tendenze, così nel 1968 la Pac è stata riformata, senza grandi miglioramenti. Una svolta davvero positiva fu nel 1992 con la riforma McSharry e successivamente con l’Agenda 2000, nel 2003 è stata inserita una nuova riforma da Fischler. Attraverso questo lungo percorso, il peso delle spese agricole nel bilancio Ue è sceso dal 67% (1988) al 40%.

LE POLITICHE AMBIENTALI E DEI SETTORI COLLEGATI ALL’AGRICOLTURA. L’Ue ha cercato di tutelare le risorse naturali emanando direttive quadro, basate sulla precauzione. Le priorità e gli atrumenti per la tutela dell’ambiente sono stati delineati nel Sesto programma quadro di azione per l’ambiente, scaduto a luglio 2012 senza essere rimpiazzato, a causa dello scarso interesse generale. Infatti da alcuni anni non si registrano nuove norme nell’ambito delle politiche ambientali dell’Ue.

SICUREZZA ALIMENTARE. Le direttrici delle politiche europee che hanno avuto un maggiore impatto sul settore agricolo sono quelle della sicurezza alimentare, del biologico e sugli Ogm. A Parma nel 2002 è nata l’EFSA, che si occupa della sicurezza di alimenti e mangimi, dell’alimentazione e del benessere degli animali, della salute delle piante. Dal 2006 viene applicato in tutti i paesi Ue il “pacchetto igiene” per prevenire contaminazioni. Purtroppo solo la metà delle 80 misure previste è stata attuata.

IL SOSTEGNO ALL’AGRICOLTURA BIOLOGICA. La politica di sostegno all’agricolutra biologica da parte dell’Ue inizia il 2 giugno 1991 con l’approvazione del regolamento 2092, che è stato aggiornato nel 2007 da un’altra norma. L’agricoltura biologica asseconda le leggi e i cicli naturali senza ricorrere a sostanze chimiche di sintesi. Il settore si è sviluppato in tutta Europa fino a toccare un giro d’affari di oltre 21 miliardi di euro, dando lavoro a oltre 130.000 addetti e interessando quasi il 6% dei terreni. Comunque la spinta decisiva allo sviluppo del settore bio è stata data dai consumatori, sempre più interessati, che hanno fatto pressione sui politici affinché approvassero l’agricoltura biologica.

LA POLITICA SUGLI OGM. La politica dell’Ue relativa alla diffusione degli Ogm è basata sul principio di precauzione, che ne ha limitato la presenza negli stati: già 107 regioni d’Europa si sono dichiarate Ogm-free (www.liberidaogm.org). L’Ue ha anche previsto una piena informazione ai consumatori sulle contaminazioni da Ogm nei prodotti, attraverso etichette. Però si sta ancora discutendo su come attuare la coesistenza tra coltivazioni Ogm e non, poiché la vicinanza rischia di contaminare le coltivazioni biologiche.

IL SOSTEGNO AL REDDITO DEGLI AGRICOLTORI. La Pac aveva come obiettivo principale il sostegno ai redditi degli agricoltori. Gli ultimi dati indicano che l’andamento dei redditi è in aumento rispetto al 2005 nella maggior parte dei paesi. In media è cresciuto del 29%. A parte è il caso italiano, preoccupante perché è l’unico grande produttore Ue che arretra sensibilmente: senza l’aiuto dell’Ue, una grande parte dell’agricoltura italiana sarebbe rimasta al palo.

COSA CI ASPETTA NEI PROSSIMI ANNI? Nel 2011 sono state presentate delle riforme alla Pac: un limite all’ammontare degli aiuti alle singole aziende, l’introduzione di requisiti ambientali vincolanti, una complessa articolazione dei pagamenti, una progressiva convergenza dei premi/ettaro erogati. Contro questa proposta si sono schierati numerosi paesi e associazioni. Verrà presto introdotta una nuova misura di carattere “agro-climatico-ambientale” che affianca l’agricoltura biologica e le altre misure agroalimentari. In ogni caso si prevede che il settore agricolo sarà progressivamente sempre meno sostenuto.

SCENARI PER L’AGRICOLTURA EUROPEA. Si evidenzia una tendenza comune: il declino del settore agricolo in termini di occupazione, di reddito generato e di uso della terra; quindi, rimuovendo gli aiuti europei diretti all’agricoltura, aumenterebbe lo sfruttamento intensivo dei terreni e delle aree migliori, e verrebbero abbandonate quelle con produttività più bassa. Inoltre, la riduzione degli aiuti diretti comporterebbe un calo di circa l’11% della quota di fondi destinata agli agricoltori italiani. Le misure che si sono dimostrate più efficaci nella maggior parte dei paesi sono state quelle sulla formazione degli operatori, di sostegno ai redditi nelle zone svantaggiate, le misure di sviluppo forestale, le misure agro-ambientali, quelle di rinnovamento e sviluppo dei villaggi e di diversificazione delle attività agricole. L’efficacia di queste misure aumenta se vengono attuate in maniera complementare. Comunque la situazione generale è molto differenziata tra un paese e l’altro e tra l’attuazione di una misura e le altre.

I PROBLEMI DELL’AGRICOLTURA E DEL MONDO RURALE OGGI. Frequente è l’accusa di scarsa equità mossa al sistema degli aiuti disaccoppiati, che premia chi possiede delle terre a suo tempo coltivate assicurando solo le norme base di condizionalità ambientale. Inoltre si critica il sistema perché è “forte con i deboli ma debole con i forti”, cioè si impongono misure sproporzionate; infatti l’apparato normativo è tale da ostacolare lo sviluppo di attività artigianali basate su regole tradizionali senza studiare soluzioni appropriate anche per simili imprese. Inoltre la Pac non si preoccupa adeguatamente dei suoi impatti sull’occupazione, per esempio dando contributi a chi lascia i terreni a riposo. Un altro problema è il rapporto tra singola impresa agricola e contesto rurale, infatti, non c’è la capacità di operare in sintonia col contesto socio-economico in cui l’azienda stessa è inserita, questo significa sprecare energia ed opportunità. In ogni caso, diverse aree rurali offrono prospettive di qualità della vita e di sviluppo economico maggiori delle aree urbane. È essenziale, però, che ci si muova verso la modernizzazione del settore primario e verso la fornitura di servizi socio-economici e di infrastrutture adeguate alle aree rurali.

COME VORREMMO CHE FOSSE LA POLITICA EUROPEA VERSO L’AGRICOLTURA E IL MONDO RURALE. Come prima cosa si dovrebbero riequilibrare le dotazioni finanziarie tra aiuti diretti e sviluppo rurale. Attualmente i primi sono tre volte superiori al secondo. Un’altra novità sarebbe il pagamento diretto per gli operatori che forniscono servizi ambientali di corretta manutenzione del territorio in aree sottoposte a dissesto idro-geologico, oppure a servizi di conservazione della biodiversità all’interno di aree protette. È indubbio che tutto ciò richiederà un salto di qualità tecnica e culturale ai vari attori coinvolti. Infine è importante ricordare che altri tipi di politiche europee hanno un’influenza notevole sulle dinamiche interne del mondo agricolo e rurale. Le nuove politiche di Coesione attuate dall’Ue e dal governo italiano fortunatamente vanno in questa direzione.

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A Cura di Alessia Biral, che ringrazio sinceramente.
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I prossimi capitoli seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane… mentre i precedenti capitoli li trovate qua,  in ogni caso valutate se acquistare l’originale presso il sito dell’editore…

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