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Indispensabili – I padroni del mondo – Parte 1) Megabanche con i piedi d’argilla

Posted by giannigirotto su 6 settembre 2014

Inizio oggi con la pubblicazione di un estratto di un libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Il titolo è molto forte ma credo sia purtroppo realistico, in quanto si parla delle grandi, grandissime, immense, inimmaginabilmente potenti banche multinazionali.

E’ un tema, quello della finanza, che ormai tratto da diverso tempo, ovviamente nel mio piccolo essendoci fior fior di Associazioni che lo fanno, per cui ho già pubblicato “La posta in gioco“, Dobbiamo restituire fiducia ai mercati – Falso!, Ho sognato una Banca, Il Risparmio Tradito,  Manuale di Finanza popolare, che trovate sempre nella suddetta sezione “Indispensabili“.

Anche in questo libro si denunciano come la grande finanza, complice una politica nel migliore dei casi distratta, nel peggiore collusa, abbia assunto delle dimensioni e delle modalità di agire estremamente pericolose e dannose per la stragrande maggioranza di tutti noi.

Naturalmente la finanza non opera necessariamente solo nel ristretto circolo bancario, ma si estende con migliaia di società industriali, commerciali, agricole, che sono per l’appunto gestite e/o di proprietà dal mondo finanziario, il tutto in un crescente regime di oligopolio che vede i grandi diventare sempre più grandi e potenti, e i piccolo soccombere fatalmente.

Da questa cruda analisi discende poi la necessità di trovare delle soluzioni, e l’autore propone la sua. Buona lettura.

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1) Megabanche coi piedi d’argilla

A metà settembre del 2008, quattro giorni dopo il fallimento della Lehman Brothers, si arrivò ad un passo (per l’esattezza a tre ore) dalla catastrofe finanziaria globale, stante la violentissima fuga di capitali dalle banche, che stava avvenendo, catastrofe bloccata dall’annuncia di un piano pubblico USA di salvataggio delle banche. Meno di un mese dopo il Governo USA le salverà infatti acquistando le loro azioni, naturalmente con i soldi pubblici dei contribuenti, in pratica un prestito a tempo “illimitato”…

Nasce in quel periodo il concetto di “too big to fail – troppo grandi per fallire”, il peccato originale che permette tuttora ai banchieri di arricchirsi impunemente mentre la gente comune soffre.

Le grandi banche e i loro complicati strumenti speculativi hanno infatti ingigantito i problemi già generati nei mercati da organizzazioni finanziarie ampie e complesse…

Il capo economista di una delle sedi regionali della FED, William Emmons, ha detto nel 2012 che “qualche volta le grandi banche devono fallire…” e viceversa il loro salvataggio “sembra non portare alcun giovamento alla società nel suo complesso”.

Dopo il 2008 le grandi banche sono diventate ancora meno, come numero, ma molto più dotate a livello di capitali posseduti, grazie ad acquisizioni fatte utilizzando i denari pubblici del salvataggio.

Dopo tali catastrofi finanziarie tutto quello che la politica USA è riuscita a fare è stato tramite il Congresso, che ha emanato nel 2010 il cosidetto “Dodd-Frank Act” che ha imposto nuove regole e controlli al mondo della finanza. Poco, molto poco, il potere effettivo dei banchieri e del sistema è rimasto largamente inalterato. Il sogno, o meglio dico io, la normalità di far ricadere le perdite sulle spalle di azionisti, creditori e obbligazionisti, non sulla collettività, è rimasto inattuato.

 

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I prossimi capitoli seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane…, in ogni caso valutate se acquistare l’originale presso il sito dell’editore…

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