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Indispensabili – Rifiuti Zero – Cap 2) Le iniziative Rifiuti Zero nel mondo (fine capitolo…)

Posted by giannigirotto su 22 settembre 2014

rifiuti-zero-copertina-200Proseguo con la pubblicazione di estratti del libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Il titolo è naturalmente esplicativo, e al suo interno viene spiegato come attuare concretamente i 10 passi per giungere ad una società appunto “a rifiuti zero”. Non è un caso che mi accingo a condividere con voi questa tematica, in quanto proprio pochi giorni fa il Governo, tramite il decreto legge c.d. “Sblocca Italia” vuole incentivare pesantemente l’incenerimento degli dei rifiuti, una pratica ambientalmente molto pericolosa, ed energeticamente pessima, visto che da un corretto riciclaggio e compostaggio si ricava molta ma molta più energia (per esempio 26 volte se si parla di PET) e si produce molto ma molto meno gas dannosi come la CO2 e altro (46 volte meno). Spero pertanto che non soltanto leggiate l’estratto e magari vi approfondiate l’argomento, ma sopratutto che “agiate” per evitare politiche assolutamente dannose, che per far guadagnare i pochi soliti “furbetti”, lascino invece un pesante debito economico ed ambientale a tutti noi e alle future generazioni.

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Cap 2) Le iniziative Rifiuti Zero nel mondo (fine capitolo…)


In Nuova Scozia (Canada) il governo, vedendo che i cittadini protestavano per i progetti di nuove discariche e/o inceneritori, chiese ai cittadini suggerimenti, e quindi questi proposero la raccolta differenziata, compreso il rifiuto organico, che viene compostato. Venne implementato anche un centro dove portare i rifiuti domestici tossici (pitture, solventi, batterie ecc.) Fra raccolta e trattamento e riuso sono state assunte 3mila persone. Inoltre vi è un’analisi di ciò che entra in discarica, per controllare appunto ciò che vi viene conferito.

Nell’isola di Vancouver è stato realizzato un programma per la sotttrazione dei rifiuti alimentari commerciali, coinvolgendo le imprese e le organizzazioni, e un progetto per la raccolta dei rifiuti residenziali da cucina; In INDIA esiste un vero e proprio fenomeno sociale, che coinvolge decine di migliaia di persone, che come vero e proprio lavoro svolgono la raccolta e differenzione di rifiuti. Sono i cosidetti “waste pickers” – raccoglitori di rifiuti, spesso ben organizzati, alcune volte anche con Sindacati (lo stesso fenomeno è presente in diversi altri Paesi al mondo); In GIAPPONE a Kamikatsu differenziano i rifiuti in 34 categorie, e i cittadini devono compostare nel loro giardino; in NUOVA ZELANDA Uno dei fattori di successo è stata la creazione di Centri di Recupero socialmente molto attraenti e interattivi, veri e propri punto di interazione sociale, con spazi per i bambini e gli artisti, in cui le persone vanno per socializzare. Le Filippine sono state il primo Paese al mondo a vietare gli inceneritori; In Slovacchia dal 2000 viene sensibilizzato e supportato il cittadino sul compostaggio domestico. Le famiglie pagano per i rifiuti indifferenziati che vanno in discarica e non pagano se sono differenziati. Il comune separa le bottiglie in PET per colore e altri tipi di plastica e li rivende, guadagnandoci; Nei Paesi Baschi, nelle aree rurali, il compostaggio domestico è obbligatorio. Mentre chi riesce a farlo in città e non abbisogna della raccolta dell’organico, ha uno sconto del 40% sulla tariffa comunale dei rifiuti. In Catalogna già 6 Comuni e 9 Università hanno adottato la strategia Rifiuti Zero e periodicamente si incntra un gruppo di lavoro di organizzazioni e aziende per condividere le migliori pratiche. In Svezia una punta di diamante è rappresentata dal Parco del Riuso e del Recupero di Goteborg, 30mila mq costruito in gran parte con materiali riusati, ove si svolgono decine di attività di supporto come fiere, mercatini, concerti, esibizioni, mostre, laboratori di riparazione ecc. In Galles hanno implementato un programma chiamato Cwm Harry che effettua una serie di raccolte differenziate, e distribuisce lle comunità locali i guadagni derivati dalla vendita dei materiali riciclati. Vi è anche un centro dove porti ciò che non ti serve più e puoi prendere ciò che ti serve…

Negli USA si trova un sito denominato “EcoCycle”, che tra l’altro gestisce anche gli articoli “difficili da riciclare”. La città di Austin in Texas ha deliberato di diminuire del 90% il materiale conferito in discarica.

Il capitolo si conclude riflettendo sul fatto che, in generale, i grandi ostacoli verso Rifiuti Zero sono i burocrati di basso livello e i politici corrotti dalle grandi compagnie di smaltimento che vogliono continuare a guadagnare con discariche e inceneritori. Seguono tutti i link ai siti web che descrivono e approfondiscono le best practices elencate nel presente capitolo, che vi allego sotto.

Note 1 di 3

Note 2 di 3

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Note 3 di 3_________________
I prossimi capitoli seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane… mentre i precedenti li trovate qui, in ogni caso valutate se acquistare l’originale presso il sito dell’editore…

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