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Indispensabili – Rifiuti Zero – Cap 3) I Pionieri… (inizio)

Posted by giannigirotto su 4 ottobre 2014

rifiuti-zero-copertina-200Proseguo con la pubblicazione di estratti del libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Il titolo è naturalmente esplicativo, e al suo interno viene spiegato come attuare concretamente i 10 passi per giungere ad una società appunto “a rifiuti zero”. Non è un caso che mi accingo a condividere con voi questa tematica, in quanto proprio pochi giorni fa il Governo, tramite il decreto legge c.d. “Sblocca Italia” vuole incentivare pesantemente l’incenerimento degli dei rifiuti, una pratica ambientalmente molto pericolosa, ed energeticamente pessima, visto che da un corretto riciclaggio e compostaggio si ricava molta ma molta più energia (per esempio 26 volte se si parla di PET) e si produce molto ma molto meno gas dannosi come la CO2 e altro (46 volte meno). Spero pertanto che non soltanto leggiate l’estratto e magari vi approfondiate l’argomento, ma sopratutto che “agiate” per evitare politiche assolutamente dannose, che per far guadagnare i pochi soliti “furbetti”, lascino invece un pesante debito economico ed ambientale a tutti noi e alle future generazioni.

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Cap 3) I Pionieri… (inizio)


ILSR è stata una delle prime organizzazioni a lavorare per sviluppare programmi per l’utilizzo dei rifiuti e i sistemi energetici decentralizzati. Ha aiutato le aziende ad iniziare nel settore del compostaggio, nella demolizione edile, nei settori di riuso e riparazione. Questo ha creato moltissimi nuovi posti di lavoro, per esempio dai 6mila lavoratori nel settore degli scarti elettronici del 2002, si è arrivati agli attuali 35mila. Oggi l’industria del riciclo impiega pià lavoratori dell’industria automobilistica, negli USA, ma per molti anni, a partire dagli ’80, ILSR assieme ad altri partner, dovettero combattere con le industrie dell’incenerimento e delle discariche.
Per proseguire nella lotta fu fondato il ZWIA (Zero Waste International Association) con adesioni da parte di realtà di ogni Continente.

Un’altra esperienza virtuosa è il centro privato Urban Ore (letteralmente “minerale grezzo urbano”), nominata “il miglior posto per riciclare” di San Francisco. E’ un grande centro in cui imprese e cittadini possono portare i loro “rifiuti” che vengono pagati un tot a seconda della tipologia. Si ribadisce come il riciclaggio sia un’attività che richieda competenza tecnica, fantasia, imprenditorialità, per poter allargare continuamente i materiali recuperabili e i loro riutilizzi.
Un’idea che mi sembra da approfondire è la “differenziazione fiscale”, cioè che le tasse pagate dalla cittadinanza per il servizio di raccolta finalizzata alla consegna dei materiali in centri di recupero dovrebbero essere più basse di quelle pagata per un servizio di mero conferimento in discarica. Infatti nel primo caso si genera ulteriore reddito (tassato dall5’Iva e da altre tasse).

Eric Lombardi, altro protagonista di questa rivoluzione, ci spiega come questa si sia dispiegata quando si è capito che le “esternalità”, cioè i danni ambientali, venivano pagati dalla stessa Comunità che inquina, e quindi si è capito che non era più conveniente inquinare le falde acquifere, i terreni e l’aria con le discariche.

Altra idea significativa è fare come Regno Unito e USA che hanno creato rispettivamente una “Community Interest Company” e una “Low-profit limited liability company”; sono entrambe delle tipologie di imprese (come le nostre srl e spa per capirci) caraterizzate da trattamenti speciali dovuti al fatto che si occupano di questioni “sociali”, accontendandosi di una scarsa redittività e viceversa perseguendo obiettivi sociali come appunto la salvaguardia dell’ambiente o altri valori fondamentali. Rientrano cioè in un concetto di “Capitalismo sociale/Impresa sociale” e nel più vasto “Economia sociale”…

 

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I prossimi capitoli seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane… mentre i precedenti li trovate qui, in ogni caso valutate se acquistare l’originale presso il sito dell’editore…

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