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Indispensabili – Rifiuti Zero – Cap 3) I Pionieri… (fine capitolo e fine libro)

Posted by giannigirotto su 18 ottobre 2014

rifiuti-zero-copertina-200Proseguo con la pubblicazione di estratti del libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Il titolo è naturalmente esplicativo, e al suo interno viene spiegato come attuare concretamente i 10 passi per giungere ad una società appunto “a rifiuti zero”. Non è un caso che mi accingo a condividere con voi questa tematica, in quanto proprio pochi giorni fa il Governo, tramite il decreto legge c.d. “Sblocca Italia” vuole incentivare pesantemente l’incenerimento degli dei rifiuti, una pratica ambientalmente molto pericolosa, ed energeticamente pessima, visto che da un corretto riciclaggio e compostaggio si ricava molta ma molta più energia (per esempio 26 volte se si parla di PET) e si produce molto ma molto meno gas dannosi come la CO2 e altro (46 volte meno). Spero pertanto che non soltanto leggiate l’estratto e magari vi approfondiate l’argomento, ma sopratutto che “agiate” per evitare politiche assolutamente dannose, che per far guadagnare i pochi soliti “furbetti”, lascino invece un pesante debito economico ed ambientale a tutti noi e alle future generazioni.

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Cap 3) I Pionieri… (fine capitolo)

C’è un pericolo molto serio al progredire del programma “Rifiuti Zero”, ed è rappresentato dal fatto che molti grandi marchi si stanno organizzando per recuperare loro stessi rifiuti indifferenziati, salvo poi suddividerli grossolanamente e spedirli nei mercati più redditizi, che comprendono discariche e/o inceneritori. Ugualmente e contemporaneamente, sempre la grandi imprese si stanno opponendo strenuamente all’introduzione di leggi che sanciscano la cosidetta “EPR” (Extended Producer Responsability – Responsabilità estesa del produttore) che vuole rendere obbligatorio per il produttore la gestione del “fine vita” dei propri prodotti.

Gli USA sono dietro al Canada e all’Europa nell’attuazione delle politiche per la responsabilità del produttore. Solo da poco si sta diffondendo, dal 2010 sono stati ampliati i campi di applicazione e in contemporanea l’industria ha iniziato a fare opposizione. Il Canada ha fissato l’obiettivo di applicare le politiche per l’EPR virtualmente a tutti i rifiuti prodotti, entro il 2017.

Si sottolinea ancora una volta il tema delle “esternalità”, cioè di come molti dei costi ambientali e quindi sanitari della produzione o dello smaltimento “classici” non sono adeguatamente internalizzati (cioè pagati dalle aziende che causano tali danni ambientali), e inoltre il problema dei numerosi incentivi fiscali per l’uso di materie prime ed energia.

In Giappone, già nel 2006, 2800 aziende avevano adottato Rifiuti Zero come obiettivo.

Il resto del capitolo descrive molti altri esempi ma le situazioni sono più o meno le stesse già descritte in precedenza. Termino altresì qui la pubblicazione delle sintesi in quanto i brevi capitoli successivi, seppur interessanti, non aggiungono nulla di sostanzialmente nuovo a quanto già riportato.

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I prossimi capitoli seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane… mentre i precedenti li trovate qui, in ogni caso valutate se acquistare l’originale presso il sito dell’editore…

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