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Indispensabili – I padroni del mondo – Parte 7) Addio Capitalismo guasto (… continua…)

Posted by giannigirotto su 10 novembre 2014

Proseguo con la pubblicazione degli estratti di un libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Il titolo è molto forte ma credo sia purtroppo realistico, in quanto si parla delle grandi, grandissime, immense, inimmaginabilmente potenti banche multinazionali. E’ un tema, quello della finanza, che ormai tratto da diverso tempo, ovviamente nel mio piccolo essendoci fior fior di Associazioni che lo fanno, per cui ho già pubblicato “Caccia al Tesoro“, Dobbiamo restituire fiducia ai mercati – Falso!, Ho sognato una Banca, Il Risparmio Tradito,  Manuale di Finanza popolare, che trovate sempre nella suddetta sezione “Indispensabili“. Anche in questo libro si denunciano come la grande finanza, complice una politica nel migliore dei casi distratta, nel peggiore collusa, abbia assunto delle dimensioni e delle modalità di agire estremamente pericolose e dannose per la stragrande maggioranza di tutti noi. Naturalmente la finanza non opera necessariamente solo nel ristretto circolo bancario, ma si estende con migliaia di società industriali, commerciali, agricole, che sono per l’appunto gestite e/o di proprietà dal mondo finanziario, il tutto in un crescente regime di oligopolio che vede i grandi diventare sempre più grandi e potenti, e i piccolo soccombere fatalmente. Da questa cruda analisi discende poi la necessità di trovare delle soluzioni, e l’autore propone la sua. Buona lettura.

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7) Addio Capitalismo guasto (… continua…)

La nota agenzia di rating Standard&Poors ha pubblicato un rapporto nel quale denuncia il pericolo di un nuovo crack finanziario che si potrebbe verificare entro il 2018, e consistente nella spaventosa cifra di 46mila miliardi di dollari. D’altronde i grandi investitori internazionali, che sono molto pessimisti sulla ripresa dell’economia, stanno però banchettando lautamente stante la grandissima immissione di liquidità che la Fed continua a compiere sul mercato finanziario, 80 miliardi al mese, e quasi altrettanti dalla banca giapponese.

Uno dei problemi principali sono le dimensioni dei vari debiti pubblici nazionali, in continua crescita, arrivati globalmente alla cifra di 200mila miliardi di dollari, 3 volte il pil mondiale (l’Italia ha un debito pari a 1,3 volte il proprio Pil)

Il Chicago Plan: è una proposta del Fmi, il cui obiettivo è di far sì che siano i governi ad assumere il controllo dell’offerta di moneta, non le banche private (vi sembra scontato, beh non lo è, dal momento che adesso sono appunto le banche private a controllare l’offerta di moneta…). La proposta non è passata per la feroce opposizione delle, guarda un po’, banche private. La proposta si basava semplicemente sull’obbligare le banche a concedere in prestito solo ciò che hanno di riserva a garanzia dei depositi, e non quindi come avviene oggi, che avendo in cassa 10, le banche fanno prestiti per 100.

Riguardo al debito pubblico, l’ultima spiaggia è una soluzione che storicamente è avvenuta più volte, e che oggi si comincia lentamente a riconsiderare, la remissione del debito, cioè la sua cancellazione.

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I prossimi capitoli seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qui…, in ogni caso valutate se acquistare l’originale presso il sito dell’editore…

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