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Indispensabili – Caccia al tesoro – 5) Italiani all’estero, la grande fuga

Posted by giannigirotto su 21 novembre 2014

caccia_al_tesoroAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di grande finanza: ho già pubblicato “La posta in gioco“, Dobbiamo restituire fiducia ai mercati – Falso!, I Padroni del mondo, Ho sognato una Banca, Il Risparmio Tradito,  Manuale di Finanza popolare. Il titolo fa riferimento non tanto ad un galeone dei pirati o alle segrete di ad un castello medioevale, ma molto più prosaicamente ad una spaventosa quantità di denaro che non è stata pagata al fisco. E si badi bene, non si tratta automaticamente/sempre di attività illegale, cioè “evasione fiscale”, ma molto spesso di un’attività formalmente lecita, diciamo “al limite”, che viene indicata tecnicamente come “elusione fiscale”. Come si legge dal sottotitolo stiamo parlando di cifre elevatissime, che se invece di finire su questi circuiti di finanza speculativa, rimanessero nei paesi in cui sono state generate, risolverebbero quasi automaticamente l’attuale situazione di gravissima crisi in cui ci troviamo da diversi anni. Ed in più rimane la banalissima considerazione che ogni euro evaso o eluso che sia, è un euro che deve essere pagato dal resto dei cittadini. E questo semplicemente non è giusto. Chiedete ai politici che conoscete cosa stanno facendo per non farvi pagare al posto degli altri.

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Cap 5) Italiani all’estero, la grande fuga

Capitali italiani nei paradisi fiscali al 2014: 200 miliardi (Bankitalia)
Capitali sanati con lo scudo fiscale nel 2010: 104 miliardi (Ministero del Tesoro)
Stima non ufficiale dei capitali italiani in Svizzera: 1000 miliardi.

In Italia abbiamo debolissime leggi anticorruzione, e antiriciclaggio, e non è stato reintrodotto il reato di falso in bilancio, cancellato da Berlusconi nel 2001. Si parla invece di “abuso di diritto” quando una società compie operazioni finanziarie finalizzate unicamente a ridurre le tasse da pagare, e questo è ancora classificato come illecito.
A peggiorare il circolo vizioso in cui siamo entrati da anni sono stati anche i mancati investimenti delle imprese italiane, che hanno preferito appunto, anziché reinvestire in Ricerca & Sviluppo, portare i guadagni fuori frontiera. E questo ha amplificato il circolo vizioso di scarsa competitività, crisi, ulteriore fuga all’estero.
Ciliegina sulla torta la rigidità del personale dell’Agenzia delle Entrate, e ancora peggio la difficilissima interpretabilità delle norme italiane, troppo numerose e troppo frequentemente in contrasto tra loro, cosicchè nessuna azienda è sicura della propria condotta, mentre quelle straniere rinunciano a priori a venire da noi.
E naturalmente rimane il fatto che le grandi aziende, in primis le banche, hanno e continuano ad approfittare di tutte le tecniche di elusione fiscale. Elusioni e utilizzo dei paradisi fiscali si ritrovano poi in tutti i grandi casi di fallimenti imprenditoriali, da Parmalat a Ilva, i cui padroni hanno portato nei paradisi fiscali 2 miliardi di euro, salvo poi affermare che non avevano il capitale per risanare lo stabilimento, mentre la politica in tutti questi anni è stata semplicemente assente.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua

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