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Indispensabili – Rete padrona – 3)… (continua) Neutralità, oblio, brevetti

Posted by giannigirotto su 23 novembre 2014

Rete PadronaProseguo la lettura di questo libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Il titolo fa riferimento alla “rete delle reti”, cioè Internet, che già così tanto ha cambiato il nostro modo di vivere e probabilmente ancora di tanto la cambierà. Ci ha portato indubbi vantaggi in termini di possibilità e velocità di comunicazione e condivisione di dati (motivo per cui era sorta) ma a tutto questo c’è un grosso prezzo da pagare, sia in termini di qualità di vita (alzi la mani chi di voi riesce a stare un w.e. senza la compulsione di controllare email, messaggini, tags ecc. ecc.) e in termini di nuovi attori commerciali mondiali che ora condizionano pesantemente le nostre vite, e lottano per mantenere determinati oligopoli di fatto. Che dire poi delle registrazioni di ogni nostra attività e spostamenti, molte delle quali avvengono a nostra insaputa per essere usate a fini commerciali? Ecco quindi un veloce riassunto della situazione, come sempre conoscere un problema è il primo passo per risolverlo.

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Cap 3) I nuovi padroni dell’universo

8) Internet a due velocità: la questione della c.d. “Net Neutrality – neutralità della rete” tiene banco da tempo. E’ giusto o sbagliato far pagare ai grossi utilizzatori (Google+Youtube, Facebook, ecc.) di più per il fatto che occupano più “banda”? La questione è apertissima, però un paio di considerazioni:

a) Se facciamo pagare di più a tali soggetti, questi semplicemente ribalteranno l’aumento su noi (consumatori dei loro servizi), in un modo o l’altro.

b) se diamo “più banda” ai grossi, gli diamo un vantaggio ulteriore rispetto alle aziende minori, e quindi li aiuteremo a perpetuare il loro oligopolio.

9) Per pietà, dimenticatemi: altro grosso problema, se Internet pubblica una notizia poi rivelatasi falsa, la prima comunque permane, e spesso rovina la reputazione di un soggetto. A maggio 2014 la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che se un cittadino UE lo chiede, Google deve togliere dal suo motore di ricerca i contenuti dannosi o lesivi della sua reputazione. E’ una questione molto delicata, perchè se da un lato vi sono notizie poi rivelatesi false, dall’altra ci sono notizie semplicemente sconvenienti che qualcno vuole far sparire per continuare ad avere una buona reputazione, ma truffaldinamente. In USA la questione tecnicamente non si pone, perchè nulla si può cancellare, in base al Primo emendamento della loro Costituzione, ma si stanno ponendo ugualmente il problema, in quanto i risvolti del non potersi mai e poi mai liberare del proprio passato, sono appunto enormi.

10) La vallata degli avvocati: Un nuovo business che sta impegnando moltissimo le grandi multinazionale è quello dell’acquisto di brevetti. Negli ultimi anni le grandi aziende hanno intensificato spaventosamente la produzione (e l’acquisto) di brevetti per tutelarsi e ostacolare la concorrenza.
La dimensione del fenomeno è così ampia che è nato persino un racket di falsi “inventori” che aprono migliaia di cause per violazione di brevetti (in realtà inesistenti) perchè molti “accusati” prendomo paura e pagano.
L’unica grande azienda in contro tendenza è la produttrice dell’automobile elettrica “Tesla”, che ha esplicitamente rimosso i brevetti che coprivano la sua auto. Ma non l’ha fatto per altruismo, ma per far crescere la massa critica della filiera di settore e quindi creare un ambiente più favorevole alla vendita delle sue auto. La pagina più bella però l’ha scritta a giugno 2013 la Corte Suprema Americana annullando il brevetto su un gene del dna umano. Questa è una tappa fondamentale nella battaglia per evitare che gli organismi viventi diventino preda di brevetti delle grandi multinazionali, battaglia tuttora in corso. Le conseguenze sono innumerevoli una delle prime è il costo del test basati sull’analisi del dna per verificare il rischio di esser soggetti ad una determinata malattia genetica. Negando il brevetto il costo si abbassa moltissimo perchè non ci sono da pagare i diritti della casa farmaceutica che ha due brevettato il gene che determina la malattia.
La motivazione della corte è semplice “un segmento naturale del dna è un prodotto della natura e pertanto non puo essere brevettato solo perchè qualcuno lo ha isolato” (parole sante, ndr).

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua...

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