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Indispensabili – Caccia al tesoro – 6) Guerre e guerriglie

Posted by giannigirotto su 30 novembre 2014

caccia_al_tesoroAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di grande finanza: ho già pubblicato “La posta in gioco“, Dobbiamo restituire fiducia ai mercati – Falso!, I Padroni del mondo, Ho sognato una Banca, Il Risparmio Tradito,  Manuale di Finanza popolare. Il titolo fa riferimento non tanto ad un galeone dei pirati o alle segrete di ad un castello medioevale, ma molto più prosaicamente ad una spaventosa quantità di denaro che non è stata pagata al fisco. E si badi bene, non si tratta automaticamente/sempre di attività illegale, cioè “evasione fiscale”, ma molto spesso di un’attività formalmente lecita, diciamo “al limite”, che viene indicata tecnicamente come “elusione fiscale”. Come si legge dal sottotitolo stiamo parlando di cifre elevatissime, che se invece di finire su questi circuiti di finanza speculativa, rimanessero nei paesi in cui sono state generate, risolverebbero quasi automaticamente l’attuale situazione di gravissima crisi in cui ci troviamo da diversi anni. Ed in più rimane la banalissima considerazione che ogni euro evaso o eluso che sia, è un euro che deve essere pagato dal resto dei cittadini. E questo semplicemente non è giusto. Chiedete ai politici che conoscete cosa stanno facendo per non farvi pagare al posto degli altri.

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Cap 6) Guerre e guerriglie

La comunità internazionale ha approntato le seguenti misure per combattere i paradisi fiscali:

Entro il 2014 dovrebbe entrare in vigore il FATCA, un sistema studiato dagli USA contro l’evasione intemazionale dei cittadini statunitensi.
– Dal 2015 dovrebbe scomparire il segreto bancario in Svizzera e in altri paesi blindati, come il Lussemburgo.
– Nel 2016 è previsto il completamento del piano BEPS richiesto dal G8 all’OCSE per costringere le multinazionali a pagare le tasse.
– Infine, nel 2017 dovrebbero entrare in vigore gli accordi intemazionali per lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali di tutti i paesi. In pratica, è la data decisiva, una specie di Capodanno della legalità mondiale, al quale aderirebbero tutte le nazioni del mondo.

Ma sinora, a parte le roboanti dichiarazioni che da anni e periodicamente rilasciano i capi di Stato, non vi è stato un seguito reale. Infatti la sola arma che veramente potrebbe avere efficacia non è ancora stata realmente usata. Si chiama “scambio automatico d’informazioni” e l’ha ideata l’OCSE nel 2009. In pratica consiste nel fatto che ogni Paese è tenuto a scambiare con le autorità fiscali di tutte gli altri Stati, le informazioni sui movimenti di capitali nel proprio territorio, in modo automatico, cioè senza che serva una richiesta. Se venisse attuato, il flusso costante di dati che correrebbe tra i vari Paesi renderebbe il mondo finanziario completamente trasparente, e non vi sarebbero più zone opache in cui naascondere capitali neri.

Ma per il momento appunto, nisba. Anche il Parlamento Europeo recentemente si è pronunciato con una risoluzione che sembrerebbe un passo avanti, salvo essere vanificata da poche parole “salvo il diritto alla privacy”, che vanificano tutto. L’ultima dichiarazione è stata del 19 marzo 2014 con la quale 44 Paesi si impegnavano ad implementare lo scambio automatico di informazioni, peccato però che tra questi Paesi non vi è la Svizzera, Singapore… insomma acqua fresca…

Altri tentativi sono quelli introdotti negli USA da un provvedimento identificato con la sigla FATCA, e un altro dall’OCSE, denominato BEPS. Ma entrambi sono sostanzialmente fermi, sia perchè entrambi terribilmente complicati e richiedono un perfetto coordinamento tra Stati, e inoltre il BEPS paga lo scotto che l’OCSE non ha nessun potere impositivo, quindi…

Ma alla fine è arrivata l’arma decisiva, che sta funzionando in molti Paesi, cioè il cosidetto VD – Voluntary Disclosure. In pratica si dice all’evasore: “guarda non hai scampo, possiamo risalire e ricostruire tutti i tuoi movimenti di denaro, per cui pentiti e confessa spontaneamente, in cambio regolarizzeremo la tua posizione, facendoti pagare salato, ma evitandoti il carcere.”. La cosa ha funzionato appunto in molti Paesi, ma non in Italia, perchè proprio nell’imminenza di promulgarla, il Governo Letta, che la stava decisamente spingendo, è caduto ed è stato sostituito da Renzi, che l’ha depennata dalla sua lista delle priorità, impegnatissimo com’è a reperire miliardi a destra e a manca, e “dimenticandosi” del fatto che con la VD potrebbe portarne a casa diversi, recuperandoli appunto dall’elusione fiscale.

Che possa centrare qualcosa il fatto che i centomila ricchissimi italiani che avevano usufruito dello “Scudo fiscale” non vedono di buon occhio la VD? La quale applicazione avrebbe richiesto di mettere nero su bianco tutta una serie di reati fiscali, civili e penali che tali capitali hanno generato. Una vera arma di distruzione di massa per l’intera classe dirigente italiana, per le imprese, le banche, i politici.

Da segnalare il fatto che la VD non è uno spauracchio solo teorico, ma potrebbe effettivamente dispiegarsi grazie al contributo di due corpi di “007 finanziari” che il mondo ci invidia per competenza ed efficacia, nello specifico si chiamano UIF e UCIFI, e che potrebbero fare ancora molto di più se la legge non li costringesse a non interfacciarsi con il fisco, ma solo con la GdF, l’Antimafia e le Procure.

Altra strada che sta emergendo da alcuni anni sono i cosidetti “pentiti del fisco”, spesso ex dipendenti bancari, che fanno fuoriuscire dati teoricamente utili a combattere l’evasione. Teoricamente, perchè se si tratta di dati acquisiti in modo illegale, la legge semplicemente vieta il suo utilizzo in un qualsiasi procedimento giudiziario. Ma intanto alcuni evasori hanno “preso paura” e hanno fatto rientrare i capitali tramite la succitata VD. Molti “pentiti” lo fanno per denaro, vendono cioè database con i dati bancari degli evasori (e in questo modo Francia, Usa e Germania hanno scovato 30mila evasori), altri per altri motivi, come il caso più eclatante di un hard disk contenente 2 milioni e mezzo di documenti recapitato nel 2012 ad un consorzio internazionale di giornali investigativi.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua

Una Risposta to “Indispensabili – Caccia al tesoro – 6) Guerre e guerriglie”

  1. Giuliano said

    Caro Gianni, sono stato suo ascoltatore venerdì scorso ad Adria e ho cominciato a leggere i riassunti dei libri nella sezione indispensabili. Grazie per il suo lavoro, mi piace.
    Anch’io ho un sito dove faccio recensione di libri e in qualche modo sto facendo una cosa simile che poi utilizzo nel mio lavoro di insegnante.
    Ho appena letto un libro dal titolo “finanza per indignati” e tentavo in qualche maniera di fare una sintesi ora che ho conosciuto il suo sito sicuramente utilizzerò molti link della sua pagina.
    Il mio sito si chiama http://www.insegnaredivertendosi.com e si occupa di cultura generale.
    Saluti Giuliano Mazzocco

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