Tracce

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Indispensabili – Rete padrona – 4)… (continua) Come si costruisce il futuro

Posted by giannigirotto su 8 dicembre 2014

Rete PadronaProseguo la lettura di questo libro che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“.  Il titolo fa riferimento alla “rete delle reti”, cioè Internet, che già così tanto ha cambiato il nostro modo di vivere e probabilmente ancora di tanto la cambierà. Ci ha portato indubbi vantaggi in termini di possibilità e velocità di comunicazione e condivisione di dati (motivo per cui era sorta) ma a tutto questo c’è un grosso prezzo da pagare, sia in termini di qualità di vita (alzi la mani chi di voi riesce a stare un w.e. senza la compulsione di controllare email, messaggini, tags ecc. ecc.) e in termini di nuovi attori commerciali mondiali che ora condizionano pesantemente le nostre vite, e lottano per mantenere determinati oligopoli di fatto. Che dire poi delle registrazioni di ogni nostra attività e spostamenti, molte delle quali avvengono a nostra insaputa per essere usate a fini commerciali? Ecco quindi un veloce riassunto della situazione, come sempre conoscere un problema è il primo passo per risolverlo.

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Come si costruisce il futuro

Le c.d. “start-up”, le aziende appena nate o che sono ancora in fase di “ricerca fondi” per iniziare… Negli USA negli ultimi anni hanno creato più posti di lavoro rispetto alle aziende già esistenti… ma come agevolare questo circuito virtuoso di innovazione e sviluppo… uno dei traini è lo sviluppo della meritocrazia nelle cattedre universitarie… il caso da studiare è la “citta della Kodak”, Rochester, che nonostante la chiusura di tale colosso, ha visto la creazione, sopratutto da parte dei suoi ex-dipendenti, di molte startup (anche però grazie a quasi 2 miliardi di finanziamenti statali per la ricerca). Ma il fattore principale è stato l’atteggiamento di Kodak, che anziché offrire ai suoi dipendenti delle buonuscite verso il pensionamento anticipato, ha incoraggiato ed accompagnato la creazione degli “spin-out” cioè di “aziende-figlie”.

Insomma non è vero che la rinascita di una vocazione manifatturiera è possibile solo rincorrendo “al ribasso” il costo della manodopera, ma puntando sulla qualità dei laureati, che dovranno guidare la reindustrializzazione nei nuovi settori. Studiamo il “modello Rochester” quindi!

 

Campi-addestramento per creativi: in questi campi centinaia di ragazzi vengono selezionati e divisi in gruppi, e dotati di un piccolo capitale iniziale per portare avanti le loro idee. In cambio il finanziatore acquisce il 6% della società così creata. Questi “incubatori” stanno creando le aziende che sfrutteranno le enormi potenzialità potenzialità della Rete, il “cloud”, l’enorme potenza di calcolo e quantità di dati disponibili, e le altre tecnologie innovative, in modi che ancora non conosciamo.

 

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua...

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