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Indispensabili – Caccia al tesoro – 7) Un mondo più giusto

Posted by giannigirotto su 13 dicembre 2014

caccia_al_tesoroAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di grande finanza: ho già pubblicato “La posta in gioco“, Dobbiamo restituire fiducia ai mercati – Falso!, I Padroni del mondo, Ho sognato una Banca, Il Risparmio Tradito,  Manuale di Finanza popolare. Il titolo fa riferimento non tanto ad un galeone dei pirati o alle segrete di ad un castello medioevale, ma molto più prosaicamente ad una spaventosa quantità di denaro che non è stata pagata al fisco. E si badi bene, non si tratta automaticamente/sempre di attività illegale, cioè “evasione fiscale”, ma molto spesso di un’attività formalmente lecita, diciamo “al limite”, che viene indicata tecnicamente come “elusione fiscale”. Come si legge dal sottotitolo stiamo parlando di cifre elevatissime, che se invece di finire su questi circuiti di finanza speculativa, rimanessero nei paesi in cui sono state generate, risolverebbero quasi automaticamente l’attuale situazione di gravissima crisi in cui ci troviamo da diversi anni. Ed in più rimane la banalissima considerazione che ogni euro evaso o eluso che sia, è un euro che deve essere pagato dal resto dei cittadini. E questo semplicemente non è giusto. Chiedete ai politici che conoscete cosa stanno facendo per non farvi pagare al posto degli altri.

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Cap 7) Un mondo più giusto

Una delle ipotesi sull’assassinio di J.F. Kennedy si basa sul suo impegno contro l’elusione fiscale, che lo aveva portato a dichiarare più volte pubblicamente guerra ai paradisi fiscali. Ora il responsabile delle politiche fiscali dell’OCSE giura che è la volta buona: “le aziende dovranno pagare le tasse nel Paese in cui avviene la produzione!”, e recuperare quei mille miliardi/anno che l’Europa perde in elusione (l’equivalente della spesa sanitaria complessiva dell’UE).

L’Ocse sostiene che i Paesi ora vogliono effettivamente recuperare tali soldi in quanto ne hanno veramente bisogno, e che i veri grandi danneggiati saranno la criminalità e i professionisti che ora aiutano i clienti offrendo i servizi relativi ai paradisi fiscali. Ovviamente, non avendo l’Ocse poteri normativi e coercitivi, tutto è rimandato al recepimento delle loro proposte da parte di tutti i Paesi. Peccato che il recente studio del Politecnico di Zurigo (non di qualche Centro Sociale), ha ribadito che 147 multinazionali governano di fatto l’intero pianeta attraverso una fittissima rete di incroci societari che gli consente di incamerare il 94% dei ricavi mondiali. E queste 147 si stringono ancora a 50 super-super colossi, di cui 40 sono, indovinate indovinate, banche. Qualcuno dirà che queste cose si sapevano già, vero, ma lo studio del Politecnico di Zurigo ora dimostra scientificamente questa verità, e si spinge persino a parlare della “non improbabile” esistenza di una “superentità economica”.

Poi ci sono quei 630mila miliardi di “derivati” in mano a pochissime banche, poi i 70mila miliardi gestiti dal “Shadow banking – sistema bancario ombra” e i grandi hedge fund che si stanno comprando anche mezza italia, e i cui 25 migliori dirigenti si sono spartiti nel 2013 circa 21 miliardi di guadagni, quasi un miliardo a cranio.

E tutto questo viene supportato da una tecnologia semplicemente fantascientifica, in grado di realizzare potenzialmente 600miliardi di operazioni finanziarie al secondo! Un’assurdità.

Peccato che ad ogni accenno di aumento delle tassazioni, i ricchissimi minacciano di andarsene, e lo possono fare appunto facilmente, portando via anche quella parte di tasse che pagano, e quindi nessun Stato sta veramente calcando la mano.

I media naturalmente sono pesantemente condizionati dal potere dei soldi. Basti vedere com’è cambiata radicalmente la comunicazione sulla crisi; nel 2009 sotto accusa erano le banche, la finanza selvaggia, i paradisi fiscali; oggi sono i governi, colpevoli di aver imposto misure draconiane ai cittadini per risanare i conti pubblici devastati dalla crisi, che è sopratutto crisi delle entrate fiscali, massacrate dall’evasione.

Purtroppo la verità è che l’industria finanziaria, sgravata da ogni vincolo, si è conquistata un potere politico talmente grande da bloccare qualsiasi riforma delle sue operazioni, imponendo la pratica della distribuzione verso l’alto dei profitti raccolti. Ricchi sempre più ricchi quindi, alla faccia del progresso sociale.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua

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