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Indispensabili – La Democrazia Energetica in Europa – 2) Esempio 1

Posted by giannigirotto su 27 dicembre 2014

Energy-democracy-in-EuropeAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di energia: infatti ho già pubblicato gli estratti di “Energia oggi e domani“, Petrolio e Politica, Rinnovabili: se non ora quandoTrivelle d’Italia oltre che tutta una lunga serie di documenti che si trovano in una cartella condivisa denominata “Energia“.

Cos’è la democrazia energetica secondo gli autori? significa che ognuno deve avere accesso garantito all’energia di cui ha bisogno; un’energia prodotta senza inquinare l’ambiente o recare danno alle persone. Ciò ha come conseguenza lasciare sotto terra le fonti fossili e che i mezzi di produzione devono essere socializzati e resi democratici attraverso la partecipazione e le decisioni della popolazione. Ma anche l’approccio verso il consumo energetico va completamente ripensato e gestito direttamente dagli stessi utenti finali, in una logica non di massimizzazione del profitto, ma di mero soddisfacimento del proprio fabbisogno.

Aspetto chiave è dunque definire chi detiene la proprietà della produzione energetica, proprio in una fase storica in cui il potere delle multinazionale dell’energia fossile e nucleare tenta i suoi colpi di coda e in cui anche molti fornitori locali di energia sono stati privatizzati spesso contro il volere della cittadinanza.

Come si vede dal titolo e dalla copertina, in realtà questo libro è in Inglese, quindi ringrazio Eleonora Albini che ha provveduto a tradurlo.

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Esempio 1

Cooperativa socio-ecologica:

il fornitore di energia di Berlino

Il nostro primo esempio è un’eccezione. Una cooperativa socio ecologica, concepita dalla campagna Berliner Energietisch che soddisfa tutti i nostri criteri di democrazia energetica eccetto uno: sfortunatamente, non è mai stato realizzato. Tuttavia, abbiamo ritenuto di includerlo qui perché avrebbe potuto realmente rappresentare molto di più che un semplice esempio di energia municipalizzata. Avrebbe unito principi sociali e ambientali in modo esemplare, garantendo ai cittadini di Berlino un alto grado di potere decisionale.

Nel 2013 c’è stato un dibattito molto acceso su come la capitale tedesca avrebbe gestito la fornitura di energia elettrica nei decenni a venire. Attraverso un referendum, una campagna autonoma di iniziative ecologiche e socio-politche, locali e trans-regionali – il così chiamato Energietisch – aveva quasi obbligato l’amministrazione di Berlino a istituire una cooperativa sociale ed ecologica per controllare e gestire la rete elettrica. Quasi, perché il 3 Novembre 2013 il referendum fallì, per pochissimo. Sarebbe stato sufficiente raggiungere il 25% degli aventi diritto per trasformare la bozza in legge ma solo 599,588 persone votarono a favore, cioè il 24,1% degli aventi diritto. Nonostante la maggior parte dei berlinesi avesse accolto positivamente l’iniziativa e nonostante l’83% di coloro che si erano recati alle urne avesse votato a favore, il referendum non raggiunse quindi il quorum necessario. L’ambizioso obiettivo di questa cooperativa si è trovato di fronte equivalente resistenza da parte degli oppositori. Primo fra tutti Vattenfall, l’azienda che detiene tutt’oggi il monopolio della rete tedesca e che ha dato vita alla sua propria campagna poco prima del referendum. Nonostante le urne mostrassero che la maggior parte dei berlinesi supportava l’iniziativa Energietisch, il governo locale non chiarì la propria posizione. Il partito conservatore CDU e il partito liberale FDP erano apertamente schierati contro. Il partito social democratico SPD inizialmente sosteneva ufficialmente il referendum ma poi sollevò le proprie resistenze su un punto chiave. CDU e SPD votarono unanimamente per far slittare la data del referendum. Se, come inizialmente previsto, avesse avuto luogo nello stesso giorno delle elezioni parlamentari, come ad Amburgo, sicuramente l’iniziativa avrebbe riscosso maggior successo e certamente ci sarebbe stata più affluenza.

E’ un vero peccato perché attraverso questa cooperativa Berlino avrebbe avuto la possibilità di diventare la prima metropoli europea a fornitura energetica eco-sociale e collettiva. A differenza di un gestore municipale convenzionale, la proposta dell’Energietisch avrebbe impedito successive privatizzazioni. Il CDA sarebbe stato composto da governo locale, consumatori e lavoratori che avrebbero deciso insieme sulle questioni fondamentali. Ciò avrebbe reso quasi impossibile future vendite ad altri gestori dato che lavoratori e consumatori tendono a mantenere la proprietà pubblica e si oppongono alle privatizzazioni. Per implementare i suoi obiettivi sociali, come ad esempio una differenziazione delle tariffe per i consumatori, 6 tra i 15 membri del Consiglio sarebbero stati rappresentanti dei consumatori stessi. Nel proprio interesse, avrebbero votato a favore di tariffe convenienti e contrastanti la povertà energetica. Tuttavia quello del diritto alla partecipazione è stato un aspetto particolarmente contrastato dall’amministrazione. I cittadini non avrebbero più delegato le decisioni e, anzi, avrebbero fatto parte del processo decisorio stesso. Un passo importante per la democrazia diretta. Poco prima del referendum, il governo della città aveva annunciato che avrebbe comunque proseguito con il progetto di fornitura municipalizzata. L’Energietisch definì questo progetto “mini gestore comunale” dato che non ritenevano avesse le dimensioni e la portata adatte a identificarlo come un reale progetto di questo tipo. Come prevedibile, mancava di una vera partecipazione democratica e la questione delle tariffe sociali non era contemplata. Tuttavia, un’opportunità resta. La nuova cooperativa energetica di Berlino, la BEB (Bürger Energie Berlin), ambisce ora a ottenere le concessioni della rete elettrica della città. E’ una iniziativa meno ambiziosa di quella dell’ Energietisch ma è sempre meglio che lasciare tutto in mano a Vattenfall. Il condizionale è d’obbligo. Berlino potrebbe veramente diventare un esempio pionieristico.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, i precedenti li trovate qui

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