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Indispensabili – La Democrazia Energetica in Europa – 3) Esempio 2, la Cooperativa Spagnola

Posted by giannigirotto su 9 gennaio 2015

Energy-democracy-in-EuropeAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di energia: infatti ho già pubblicato gli estratti di “Energia oggi e domani“, Petrolio e Politica, Rinnovabili: se non ora quandoTrivelle d’Italia oltre che tutta una lunga serie di documenti che si trovano in una cartella condivisa denominata “Energia“.

Cos’è la democrazia energetica secondo gli autori? significa che ognuno deve avere accesso garantito all’energia di cui ha bisogno; un’energia prodotta senza inquinare l’ambiente o recare danno alle persone. Ciò ha come conseguenza lasciare sotto terra le fonti fossili e che i mezzi di produzione devono essere socializzati e resi democratici attraverso la partecipazione e le decisioni della popolazione. Ma anche l’approccio verso il consumo energetico va completamente ripensato e gestito direttamente dagli stessi utenti finali, in una logica non di massimizzazione del profitto, ma di mero soddisfacimento del proprio fabbisogno.

Aspetto chiave è dunque definire chi detiene la proprietà della produzione energetica, proprio in una fase storica in cui il potere delle multinazionale dell’energia fossile e nucleare tenta i suoi colpi di coda e in cui anche molti fornitori locali di energia sono stati privatizzati spesso contro il volere della cittadinanza.

Come si vede dal titolo e dalla copertina, in realtà questo libro è in Inglese, quindi ringrazio Eleonora Albini che ha provveduto a tradurlo.

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Esempio 2

Som Energia: la cooperativa spagnola che unisce gruppi locali

La liberalizzazione dei mercati evocata dalla UE ha lasciato l’oligopolio del mercato energetico spagnolo sostanzialmente immutato. Endesa e Iberdrola, da sole, detengono l’80% delle quote di mercato.1 Ad oggi, non esiste in Spagna un gestore green e sono pochi i parchi solari diffusi sul territorio.

La cooperativa Som Energia, fondata da lavoratori e studenti dell’università catalana di Girona quattro anni fa, promette di cambiare la situazione. Gli obiettivi di Som Energia sono molto simili a quelli di progetti di altri paesi – promuovere la tutela dell’ambiente e la transizione energetica in combinazione con un modello economico più sostenibile. A questo scopo, nel 2011, è nata Som Energia che oggi fornisce energia pulita già a 14.000 utenti consumatori che sono al contempo anche soci della cooperativa stessa (vedi la neonata “E’ Nostra” che sta facendo la stessa cosa in Italia, ndr). Il secondo pilastro della cooperativa è rappresentato dagli investimenti in impianti che utilizzano fonti rinnovabili. Som Energia ha finanziato fino ad oggi cinque parchi solari e sta finanziando la costruzione di un grande stabilimento a biogas, così come il primo impianto eolico di proprietà collettiva2. Per finanziare questi progetti, i soci hanno investito 3,5 milioni di Euro. Al tasso del 3,5% il rendimento è scarso se si guarda ad altri esempi presenti in Europa. Tuttavia, la quota minima che consente l’ingresso ai nuovi soci è di soli 100 Euro, quindi piuttosto bassa, oltre che rateizzabile. Questo enfatizza l’approccio fondamentalmente politico e democratico di Som Energia. Nel 2012, la cooperativa si dichiarava ancora in perdita. Di conseguenza, l’investimento rappresenta più un mezzo per raggiungere un obiettivo condiviso e per creare un grande gestore di energia pulita. Anche se istituita solamente tre anni fa, la rapida crescita della cooperativa è sorprendente; questo risultato è stato possibile studiando esempi simili in altri paesi come il Belgio, la Francia e la Germania e quello della cooperative energetica europea RE Scoop.
Fortunatamente, la crisi non ha danneggiato l’impegno di Som Energia, al contrario.
Nella primavera del 2013, la cooperativa è cresciuta a un ritmo di 100 soci a settimana. Secondo il Presidente Marc Rosello, alcuni si sono associati con il fine politico di creare un ordine economico post-fossile e sperimentare nuove forme di democrazia dal basso. Molti erano già coinvolti in altre cooperative, altri ancora semplicemente non erano soddisfatti del proprio gestore; infine, alcuni erano coinvolti in iniziative politiche e successivamente si sono interessati alla questione energetica.3
Som Energia vuole anche diventare una piattaforma comune per vari movimenti sociali, come quelli che lottano contro la pratica del fracking o l’ utilizzo del nucleare. A questo scopo, supporta organizzazioni già esistenti, creando spazi per il confronto e la discussione. In tal senso, il sito web della cooperativa è esemplare in termini di trasparenza e coinvolgimento dei gruppi di lavoro. La cooperativa è composta da sezioni e comunità locali. Ciascun gruppo ha libertà di azione ed è autonomo nell’attirare nuovi soci e organizzare campagne informative. Dato che i gruppi costituiscono la cooperativa dal basso, possono creare i propri statuti e le proprie procedure, senza obbligo di dover necessariamente seguire le regole decise centralmente. La struttura organizzativa si sviluppa dal basso verso l’alto e non il contrario. Ad esempio, mentre a Barcellona l’accento è posto sulla formazione dei soci, altri gruppi si concentrano su come ampliare la capacità energetica oppure su come creare relazioni con altre cooperative al di fuori del settore energetico.

L’ASSEMBLEA GENERALE DIGITALE

La diffusione di gruppi autonomi e decentralizzati – alcuni dei quali fisicamente fuori dalla Penisola Iberica – rendono le votazioni più complicate. Per questo, Som Energia utilizza diffusamente internet. I gruppi locali partecipano all’assemblea generale e alle elezioni tramite diretta streaming. Nel 2013, solo un piccolo gruppo di circa 40 persone hanno fisicamente partecipato alla Asamblea General ma moltissimi hanno seguito in remoto, con i rispettivi gruppi. Inizialmente, data la distanza, alcuni gruppi temevano di non poter partecipare attivamente e si era discussa l’opzione di inviare dei delegati per ciascun gruppo. Ma la rapida crescita della cooperativa avrebbe richiesto uno spazio grande quanto uno stadio per contenere tutti i membri in un’assemblea convenzionale. Alla fine, l’idea dei delegati è stata abbandonata a favore di una forma di democrazia diretta con elezioni via internet. L’uso della rete ha risolto due ordini di problemi: quello della distanza e quello dei numeri. I test fatti prima dell’Assemblea hanno assicurato che anche i più anziani e tutti coloro che non avevano familiarità con lo strumento, ne capissero il funzionamento.

UN’ALTERNATIVA IN TEMPO DI CRISI

Som Energia fa parte di un movimento più ampio in cui molti spagnoli si riconoscono nel cercare e supportare alternative pratiche alla logica capitalista dello sfruttamento delle risorse. Som Energia promuove tra l’altro l’utilizzo di un linguaggio non-discriminatorio e cosa tutt’altro che rara in Spagna. Inoltre, ove possibile, ricerca come partner banche etiche ed ecologiche. Per la cooperativa, un reddito basso non costituisce motivo per escludere un socio potenziale. Tuttavia, l’idea di introdurre una così detta “tariffa sociale” per il momento non ha avuto esito positivo a causa di una legislazione sfavorevole che privilegia i grandi colossi. 4

Per lo meno, 100 euro è una cifra abbastanza contenuta anche per i coloro che hanno un reddito basso. Inoltre, dal Novembre 2013 la cooperativa – insieme ad altre organizzazioni – si batte per far cancellare una nuova legge che obbliga tutti gli operatori che installano impianti fotovoltaici al pagamento di una sorta di “tassa del sole”.5 Con questa legge, di fatto, la politica energetica spagnola è passata dall’ignoranza alla aperta ostilità nei confronti dei piccoli produttori di energia, cioè coloro che tipicamente investono nel fotovoltaico.

1Som Energia, http://www.Som Energia.coop.

2Nel 2013, l’obiettivo di auto fornirsi al 100% di energia pulita non è stato raggiunto. Ad oggi, la cooperativa acquista quotidianamente una parte dell’energia dalla borsa elettrica OMIE. Una volta messo in funzione l’impianto eolico, almeno sulla carta, la cooperativa sarà in grado di fornire ai propri utenti energia pulita al 100% e prodotta autonomamente. Som Energia sta costruendo la prima centrale di proprietà collettiva in collaborazione con Eolpop, una organizzazione fondata da gruppi ambientalisti che finanziano democraticamente impianti eolici.

3Interview with Marc Rosello, president of Som Energia.

4Som Energia è sotto pressione a causa della legislazione spagnola e di un mercato dell’energia dominato da un oligopolio di 5 multinazionali. Fino ad oggi, non è stata in grado di offrire tariffe sociali (come fanno i grandi fornitori) perché il costo più basso offerto dalle grandi aziende ai meno abbienti è soggetto ad un sussidio statale di cui la cooperativa non usufruisce. Un altro problema, afferma Rosello, è che la persona che decide di passare a Som Energia perde diritto alla tariffa sociale. Tuttavia, una volta consolidata la situazione finanziaria, anche Som Energia sarà in grado di offrire una qualche forma di tariffa sociale, finanziata con i profitti della cooperativa, aggiunge Rosello.

5Nel 2013, il governo spagnolo ha introdotto una nuova tassa sugli impianti PV e simultaneamente ha tagliato gli incentivi. Oggi, entrambe le decisioni sono legalmente contrastate. Vedasi: Streck, Ralf: Spanischer Energiekonzern vergleicht das Land mit Bananenrepubliken, in: Telepolis, 22.2.2014.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, i precedenti li trovate qui

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