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Indispensabili – La Democrazia Energetica in Europa – 4) Esempio 3, la transizione di un ex cittadina mineraria

Posted by giannigirotto su 19 gennaio 2015

Energy-democracy-in-EuropeAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di energia: infatti ho già pubblicato gli estratti di “Energia oggi e domani“, Petrolio e Politica, Rinnovabili: se non ora quandoTrivelle d’Italia oltre che tutta una lunga serie di documenti che si trovano in una cartella condivisa denominata “Energia“.

Cos’è la democrazia energetica secondo gli autori? significa che ognuno deve avere accesso garantito all’energia di cui ha bisogno; un’energia prodotta senza inquinare l’ambiente o recare danno alle persone. Ciò ha come conseguenza lasciare sotto terra le fonti fossili e che i mezzi di produzione devono essere socializzati e resi democratici attraverso la partecipazione e le decisioni della popolazione. Ma anche l’approccio verso il consumo energetico va completamente ripensato e gestito direttamente dagli stessi utenti finali, in una logica non di massimizzazione del profitto, ma di mero soddisfacimento del proprio fabbisogno.

Aspetto chiave è dunque definire chi detiene la proprietà della produzione energetica, proprio in una fase storica in cui il potere delle multinazionale dell’energia fossile e nucleare tenta i suoi colpi di coda e in cui anche molti fornitori locali di energia sono stati privatizzati spesso contro il volere della cittadinanza.

Come si vede dal titolo e dalla copertina, in realtà questo libro è in Inglese, quindi ringrazio Eleonora Albini che ha provveduto a tradurlo.

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Ungersheim: cittadina mineraria francese diventa una eco-municipalità

Ungersheim, ex città mineraria dell’Alsazia, ha realizzato con successo una strategia di transizione socio-ecologica locale. L’esito positivo di questo progetto si è basato sulla capacità della città di ideare autonomamente un proprio percorso di transizione rispetto alle linee guida del governo francese. 1 Come spiega il Sindaco, François Mensch, esistono tre diverse dimensioni di autonomia a Ungersheim. I primi due, riguardano l’autonomia energetica e l’autosufficienza alimentare; la terza dimensione riguarda la libertà di pensiero. 2 Con tale spirito, questa piccola città ha iniziato un processo permanente di miglioramento e apprendimento ecologico. Un consiglio formato da 50 cittadini si incontra regolarmente per formulare proposte e sviluppare progetti esistenti. Come sottolinea lo stesso Mensch, Ungersheim apprezza particolarmente il concetto di creatività collettiva. Anche il pensiero non convenzionale, o come dicono i francesi uscire dalla scatola – cioè sortir du carton – è considerato un principio a Ungersheim.

Tutto è nato con il fine di risparmiare e produrre energia per tagliare la spesa pubblica. Ciò ha portato a diverse azioni, tra cui la più importante, era il riscaldamento attraverso gli impianti solari destinato alla piscina della città, oltre ad una piccola rete di riscaldamento a legna. Questo percorso ha poi portato allo sviluppo di vari progetti come l’installazione di piccoli impianti fotovoltaici posizionati sui tetti di edifici pubblici oppure la creazione di un parco solare su una ex area mineraria. Oggi, il parco produce energia sufficiente al fabbisogno dei 3.000 cittadini di Ungersheim, divenuta un esempio virtuoso nell’ambito del progetto francese Energie Partagée (energia condivisa). In questo modo, la città ha risparmiato energia ed è stata in grado di tagliare la spesa. A differenza delle altre città in Francia, le utenze locali non hanno subito aumenti dal 2004.

Un secondo aspetto di questa trasformazione è la produzione agricola locale unita alla pratica culinaria. In linea con la filosofia di Rob Hopkins “città di transizione” Ungersheim ambisce a produrre il proprio cibo localmente. 3 La comunità ha acquistato otto ettari di terra per coltivare cibo biologico principalmente destinato alla mensa scolastica. Anche il tema dell’energia nucleare, data la vicinanza dell’impianto di Fessenheim4, è stato affrontato. Dall’incidente di Fukishima del 2011, un gruppo di azione politica sta portando avanti una campagna per l’uscita dal nucleare e la chiusura di questa centrale.

La cooperativa Cooperative Multicarte, fondata nel 2013 nel giorno della festività nazionale del 14 Luglio, funge da organo di coordinamento per collegare tra loro i numerosi progetti ecologici e per svilupparne di nuovi. 5 La cooperativa è stata fondata proprio affinché i cittadini di Ungersheim possano investire in progetti come il birrificio biologico, i pannelli solari e l’ecoturismo.

Gli utili finanzieranno progetti che non sono ancora remunerativi – come quello del cibo biologico per la mensa scolastica – e campagne politiche ed educative. Fino ad oggi, la città ha accolto la maggior parte dei progetti a braccia aperte, anche i più stravaganti. Come dice il Sindaco, alcuni hanno mostrato scetticismo quando, ad esempio, nel 2008 è stato introdotto il cavallo ecologico a sostituzione del bus scolastico. Tra gli alunni invece questo cavallino è molto popolare. 6

Ungersheim rappresenta un esempio virtuoso per Il processo di trasformazione socio ecologica a livello locale. Le miniere di potassio, in passato attività economica prevalente della città, sono state sostituite con successo. E’ degno di nota il concetto esteso di autonomia combinato con le questioni energetiche e l’autosufficienza alimentare, passando per un importante grado di libertà del pensiero. E’ positivo che il concetto di transizione non sia concepito come un processo chiuso ma che al contrario, gli utili vengano poi reinvestiti in nuove idee e nuovi progetti.

1 Che Ungersheim possa effettivamente essere considerata una cittadina periferica è discutibile. L’ Alsazia, che comprende Strasburgo e la sua industria di grandi servizi, ha il secondo più alto reddito pro capite in Francia secondo Eurostat: http://www.ec.europa.eu/eurostat. Inoltre, la popolazione della città è in costante aumento. Eppure, con la chiusura delle miniere di potassio avvenuta alla fine di questo secolo, la base economica della città scomparve. Ma Ungersheim si trovava abbastanza vicino alla città industriale di Mulhouse e ciò consentì alle persone che vi lavoravano di fare i pendolari e continuare a vivere a Ungersheim. Questo ha fatto sì che diverse dinamiche si sovrapponessero. Come risultato, la diminuzione della popolazione che di solito è caratteristica delle città periferiche, qui non si è verificata.

2 Intervista a François Mensch, sindaco di Ungersheim.

3 Hopkins, Rob: The Transition Handbook. From Oil Dependency to Local Resilience, Cambridge 2008.

4 Costruita negli anni ’70 nei pressi di un’area sismica, Fessenheim è considerata una centrale particolarmente a rischio. L’attuale presidente francese, François Hollande, è intenzionato a chiuderla anche a causa delle forti pressioni provenienti dai cittadini di ambo le sponde del Reno.

5 A Ungersheim esiste anche una valuta locale accettata in dodici negozi, la maggior parte, in una città di 3.000 abitanti. Si deve ancora valutare se questa valuta funzionerà o meno, certo i cittadini di Ungersheim si augurano di sì.

6 Il cavallo viene utilizzato anche per la raccolta dei rifiuti e come mezzo di trasporto pubblico.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, i precedenti li trovate qui

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