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Indispensabili – Diario di un Senatore di strada – Prima parte

Posted by giannigirotto su 30 gennaio 2015

diario-di-un-senatore-di-stradaIn questi momenti si sta votando il futuro Presidente della Repubblica. Bene uno dei candidati che il M5S aveva indicato è Elio Lannutti. Ho atteso prima di pubblicare il presente post perchè non volevo influenzare le “Quirinarie” interne del M5S vista la mia posizione di portavoce. Ma ora posso iniziare a pubblicare i riassunti del suo ultimo libro.

Elio Lannutti è una persona che parla chiaro, davanti a tutti e senza paura di nessuno. Una persona che al suo primo discorso al Senato si è permesso di dire “Etica ed economia sono due facce della stessa medaglia… l’economia non puà prescindere dall’etica dei comportamenti…” avendo denunciato pochi secondi prima anche la totale sottomissione della politica alle grandi lobbies economiche, in primis i “banchieri che hanno strozzato il Paese“.

Molti di voi lo conoscono senz’altro, essendo lui il Fondatore e Presidente dell’Adusbef (Associazione dei consumatori specializzata in banca e finanza), ma magari non tutti sanno che è stato Senatore, eletto come indipendente nelle liste IdV.  Questo libro racconta appunto la sua esperienza nell’aula di Palazzo Madama.

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PROLOGO

Siamo un paese con scarsa libertà di stampa. Ma non basta; il nostro quadro giuridico complessivo favorisce i fenomeni di corruzione tramite normative carenti studiate apposta per impedire la prevenzione della corruzione. Basti pensare che in Italia i condannati che si trovano in carcere per corruzione sono meno di 10 anche se la pratica è endemica. L’ultima legge delega di Renzi ha peggiorato ulteriormente la situazione dal momento che se prima i corrotti erano quasi certi di farla franca ora ne hanno la matematica certezza che manterranno pure la fedina penale pulita. Nel sistema corruttivo sono quasi tutti coinvolti politica magistratura banchieri imprenditori Guardia di Finanza alte Prelature.

INTRODUZIONE

Ho deciso di scrivere questo libro in seguito a un gravissimo fatto. Il 7 marzo 2014 ho avuto un appuntamento a Milano con Gianroberto Casaleggio, tenuto estremamente riservato. In quei giorni tutti volevano convincere il Movimento 5 Stelle ad avallare la riuscita di un governo Bersani. Sei giorni dopo scopro che è stata mandata a 16 indirizzi in Italia all’estero, tutti di personalità estremamente importanti una lettera assolutamente falsa firmata a mio nome e su mia carta intestata. Questa lettera conteneva una serie di falsità lampanti e menzogne così grossolane da avere evidentemente il solo obiettivo di screditarmi agli occhi delle persone cui era stata spedita. Evidentemente qualcuno voleva impedirmi di assumere delle cariche in questo ipotizzabile governo, anche se io avevo sempre smentito pubblicamente qualsiasi interesse a ritornare in politica.

UN GIRO DI GIOSTRA A PALAZZO MADAMA

Le elezioni del 2013 mostrano il grande successo del Movimento 5 Stelle, e sono state un inequivocabile segnale inviato contro le politiche di rigore imposte ai popoli dall’Unione Europea.
La deposizione del governo Berlusconi era stata imposta dalla Bce che voleva sostituirlo con un fiduciario della troika e delle cancellerie europee.
Il 17 novembre 2011 il governo di Mario Monti ottiene la fiducia al Senato e il 22 dicembre io annuncio che il gruppo Italia dei Valori ritira la sua fiducia a tale governo ricordando la vicenda scandalosa delle pensioni che con un colpo di mano erano state spostate di 6-7 anni, e
di come invece continuava lo strapotere delle grandi banche con la complicità degli organi di vigilanza.
Nel mio ultimo discorso alla Camera ribadisco questo concetto dichiarando esplicitamente come “
i banchieri abbiano strozzato il paese e deteriorato le condizioni creditiziee ribadisco altresì come le retribuzioni fossero state tenute ferme, ci fosse stata la perdita del potere di acquisto, la pressione fiscale fosse arrivata ai limiti della decenza, mentre i 24 miliardi dell’Imu venivano utilizzati per salvare le banche in crisi o il fondo salva stati.

Proprio le banche, che nel 2011 avevano registrato perdite per 23 miliardi, avevano ritrovato utili nel biennio 2012-2013 di 10 miliardi grazie alle provvidenze governative e all’omessa vigilanza di Bankitalia collusa con banche, fondazioni bancarie e il Fondo strategico della Cassa depositi e prestiti, in un gigantesco conflitto di interessi tra controllati e controllori che in un paese normale dovrebbe far attivare urgenti indagini penali di qualche Procura.
Dissi che è
era in atto nel mondo globalizzato una guerra silenziosa tra coloro che vogliono cambiare per restituire un futuro ai giovani che con Occupy Wall Street si battono contro la finanza spregiudicata, il denaro dal nulla, il saccheggio sistematico del futuro ipotecato da bankster (fusione tra i termini banchiere e gangester, ndr) senza scrupoli, e appunto i grandi banchieri che vogliono difendere lo status quo esistente, i loro privilegi e assetti istituzionali e addossano ai popoli la responsabilità del salvataggio delle banche troppo grandi per fallire.

Dissi anche che Monti invece di essere portatore degli interessi generali del bene comune, valori che per i banchieri non esistono, ubbidiva agli ordini di Goldman Sachs, di Bilderberg, e della grande finanza internazionale che non si rassegna al ripristino della democrazia tramite libere elezioni nell’Italia commissariata.

 

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