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Indispensabili – La maggioranza invisibile – Cap. 4) Mercato unico senza anima sociale: europeismo critico e maggioranza invisibile

Posted by giannigirotto su 3 febbraio 2015

La maggioranza invisibileAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si occupa di un tema politico/sociale di enorme importanza, almeno quantitativa, ma credo anche qualitativa. E’ un mio personale tentativo di capire l’enorme trasformazione che è avvenuta negli ultimi decenni, e che ha portato enormi problemi socioeconomici. Metto a disposizione una sintesi di quanto sono riuscito ad apprendere dal volume in oggetto. _____________________

4) Mercato unico senza anima sociale: europeismo critico e maggioranza invisibile

Prima dell’unione monetaria i Paesi usavano il meccanismo di svalutazioni e rivalutazioni, che permetteva di accrescere le esportazioni mediante una riduzione dei prezzi e garantivano l’equilibrio degli scambi e delle bilancie commerciali tra i Paesi. Oggi ciò non è più possibile.

La Germania ha scelto di mantenere una valuta forte, rimanendo competitiva esportando prodotti costosi e di alta qualità, e potendo contare su un sistema sindacale unitario e sulla compartecipazione degli operai nei CdA delle imprese, che hanno permesso di sviluppare strategie concertate con la proprietà.

Quindi all’interno dell’Unione Europea si è venuto a determinare una relazione di subordinazione anziché di cooperazione paritaria tra le nazioni.

Non potendo più svalutare, si è dovuto ridurre il costo del lavoro e il livello di protezione sociale, per cui chi era già garantito dal vecchio sistema restava protetto, chi si affaccia ora è penalizzato dalla flessibilizzazione e mancanza di coperture e welfare.

Il trattato di Maastricht ha stabilito la creazione della BCE e dell’euro, ma dobbiamo prendere atto che mancano i presupposti, perchè l’Unione Europea è composta da territori con strutture produttive e cicli economici diversi, bassa mobilità dei lavoratori e un sistema fiscale che NON compensa le aree e i settori produttivi colpiti negativamente dall’unione monetaria.

L’estensione della strategia tedesca a tutti i membri dell’Unione, in una situazione in cui i principali partner commerciali sono all’interno della stessa Europa, ha generato la spirale negativa in cui ci troviamo. Questo ripetiamo perchè i paesi meno efficienti della Germania, non potendo svalutare, hanno dovuto far leva esclusivamente sulla riduzione del costo di lavoro e della protezione sociale, e questo ha depresso la domanda interna, da qui il ciclo vizioso.

I Sindacati hanno la loro fetta di responsabilità in quanto, anziché proteggere la maggioranza invisibile, hanno tutelato solo le singole fasce di iscritti e i settori produttivi dove sono più presenti.

Ulteriore spinta che rafforza questo circolo vizioso è stata la decisione di inserire il vincolo di bilancio in Costituzione, rinforzando quindi l’austerità che è alla base delle sue difficoltà.

Il M5S dovrebbe pertanto proporre una prospettiva europea di ribaltamento delle politichè di austerità, per non venir schiacciato dalle stesse dinamiche alle quali cerca di opporsi. Infatti le politiche devono essere ripensate a livello europeo perchè le nostre economie sono molto più interconnesse rispetto al passato.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua.

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