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Indispensabili – Diario di un Senatore di strada – La battaglia con le banche

Posted by giannigirotto su 8 febbraio 2015

diario-di-un-senatore-di-stradaElio Lannutti è una persona che parla chiaro, davanti a tutti e senza paura di nessuno. Una persona che al suo primo discorso al Senato si è permesso di dire “Etica ed economia sono due facce della stessa medaglia… l’economia non puà prescindere dall’etica dei comportamenti…” avendo denunciato pochi secondi prima anche la totale sottomissione della politica alle grandi lobbies economiche, in primis i “banchieri che hanno strozzato il Paese“.

Molti di voi lo conoscono senz’altro, essendo lui il Fondatore e Presidente dell’Adusbef (Associazione dei consumatori specializzata in banca e finanza), ma magari non tutti sanno che è stato Senatore, eletto come indipendente nelle liste IdV.  Questo libro racconta appunto la sua esperienza nell’aula di Palazzo Madama.

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Varie

L’incarico a Monti era maturato mesi prima, con una manovra voluta da Napolitano che con tale atto esautorò il diritto di voto degli italiani. Napolitano preparò accuratamente tale manovra, incontrando e dialogando con Monti ed altri referenti già molti mesi prima dell’evento.

Per quanto riguarda le banche, non vi è solo lo scandalo del trasferimento di 7,5 miliardi di euro dalla Banca d’Italia alle banche private, tramite una rivalutazione senza giustificazioni, ma vi sono tutta una serie di ulteriori distonie che vanno tutte a favore delle banche stesse, dal costo dei conti correnti che è il triplo rispetto alla media europea, ai tassi di interesse sui mutui del 40% mediamente più alti rispetto sempre all’Europa, alla garanzia che Cdp presta alle banche stesse, publicizzando quindi i rischi ma lasciando privatizzati i profitti, all’operazione ancora in corso per offrire sempre la garazia statale sempre di Cdp su 300 miliardi di sofferenze-incagli sui crediti amical-clientelari agli Zaleski, Zunino, Ligresti di turno.

Sul ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, pendono diverse ombre relative ai suoi conflitti d’interesse con l’azienda di famiglia, che ha delle posizioni delicate con Simest e Bredamenarinibus.

LA BATTAGLIA CON LE BANCHE

fondi dormienti: tentai di istituire una class action per risarcire le vittime del risparmio tradito, ma questa fu svuotata dal governo Berlusconi, e la Commissione di gestione del fondo si rivelo quasi tutta a favore delle banche, per cui diedi le dimissioni per non esserne complice e in segno di protesta.

La divania di Bari: sto seguendo un processo in atto verso dirigenti Unicredit per aver fatto sottoscrivere a tale azienda dei prodotti finanziari ad altissimo rischio senza averla informata dei rischi relativi. Nel processo entra anche il Banco di Napoli, indagato per usura aggravata.

La rappresaglia: nel 2008 Consob mi chiede 100.000 euro per aver denunciato l’anno prima i prodotti derivati, strumenti complessissimi, tra l’altro fatti sottoscrivere anche a tanti piccoli comuni con contratti scritti in inglese e avente foro per le controversie a Londra.

Il giorno dopo la denuncia, 400 articoli di giornali in tutto il mondo mi attaccano ferocemente. Ovviamente ben pochi scriveranno, e ben in piccolo, che nel 2014 vengo assolto in 2° grado ed anzi il denunciante dr. Cardia (allora presidente di Consob e poi promosso alla Presidenza delle Ferrovie di Stato, ndr) viene condannato per “lite temeraria” (cioè chi apre una causa davanti al tribunale sapendo in partenza di avere torto, ma contando sul suo “potere” in senso lato e sperando così di vincere ugualmente, ndr). Nella sentenza si scrive che “l’intera vicenda… è del tutto priva di adeguato supporto logico-probatorio che possa conferirle credibilità e condivisibilità”. Aspettiamo ora la Cassazione.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qui.

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