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Indispensabili – La maggioranza invisibile – Cap. 5) Il nuovo welfare

Posted by giannigirotto su 14 febbraio 2015

La maggioranza invisibileAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si occupa di un tema politico/sociale di enorme importanza, almeno quantitativa, ma credo anche qualitativa. E’ un mio personale tentativo di capire l’enorme trasformazione che è avvenuta negli ultimi decenni, e che ha portato enormi problemi socioeconomici. Metto a disposizione una sintesi di quanto sono riuscito ad apprendere dal volume in oggetto. _____________________

5) Maggioranza invisibile e nuovo welfare: universalismo e produttività sociale

Dobbiamo operare una riforma del welfare, imperniata sul sostegno universale al reddito, per tornare ad accrescere il nostro status sociale.
Nel vecchio sistema prevalentemente industriale il welfare era concentrato  sulle pensioni di anzianità e invalidità, e un pò di cassaintegrazione per i momenti di difficoltà.
Il passaggio ad una forte precarizzaziome del lavoro e l’invecchiamento della popolazione ha fatto saltare questo sistema.

La ricetta dei governi per aumentare l’occupazione è stata ridurre la legislazione che protegge i lavoratori e aumentare la flessibilità, e in Italia questo ha portatato alla creazione di una giungla di contratti atipici. E questo pone sotto pressione anche i lavoratori tipici, che sentono tale “concorrenza” e in ogni caso sono disposti a tutto pur di non perdere il loro lavoro a tempo indeterminato.

Vi è poi la questione della rappresentatività, perchè i soggetti meno protetti dal welfare sono anche i meno rappresentati nei partiti e nei sindacati, e il loro voto tende ad essere più frammentato rispetto a quello delle categorie protette. Ricordiamo che il taglio neoliberista della protezione sociale è stato applicato solo ai lavoratori entrati sul mercato dopo il 1996. La lotta pertanto si configura ora tra 3 blocchi: i neoliberisti che vogliono ridurre il perimetro del welfare State, sostituendo i servizi pubblici con quelli privati; i garantiti che vogliono difendere lo status quo del welfare State che ora li agevola; la maggioranza invisibile. Questo welfare State dovrebbe:

– occuparsi dell’individuo nei momenti di transizione lavorativa;

– occuparsi dell’individuo che abbia scarse competenze o non sia comunque in grado di guadagnarsi il proprio sostentamento;

– occuparsi di tutti i cittadini fornendo loro i servizi di base.

Parentesi: nell’economia della conoscenza i trasporti, la formazione e le comunicazioni devono essere considerati beni pubblici, e non privati, perchè contribuiscono all’efficienza e alla produttivià di tutto il sistema-paese.

Per quanto riguarda il reddito minimo garantito, si ribadisce che una parte dei fondi andrebbe ricavata tassando progressivamente le pensioni superiori ai 2000 euro. Infatti abbiamo 2 milioni di pensioni superiori a tale cifra, che pesano il 31% della spesa complessiva, e sono pensioni ingiuste nel senso che i beneficiari vi hanno contribuito in media per circa la metà, con i loro versamenti, mentre 11 milioni di pensionati percepiscono 500 euro al mese.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua.

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