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Indispensabili – La Democrazia Energetica in Europa – 7) Il campo Rom in Ungheria

Posted by giannigirotto su 21 febbraio 2015

Energy-democracy-in-EuropeAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di energia: infatti ho già pubblicato gli estratti di “Energia oggi e domani“, Petrolio e Politica, Rinnovabili: se non ora quandoTrivelle d’Italia oltre che tutta una lunga serie di documenti che si trovano in una cartella condivisa denominata “Energia“.

Cos’è la democrazia energetica secondo gli autori? significa che ognuno deve avere accesso garantito all’energia di cui ha bisogno; un’energia prodotta senza inquinare l’ambiente o recare danno alle persone. Ciò ha come conseguenza lasciare sotto terra le fonti fossili e che i mezzi di produzione devono essere socializzati e resi democratici attraverso la partecipazione e le decisioni della popolazione. Ma anche l’approccio verso il consumo energetico va completamente ripensato e gestito direttamente dagli stessi utenti finali, in una logica non di massimizzazione del profitto, ma di mero soddisfacimento del proprio fabbisogno.

Aspetto chiave è dunque definire chi detiene la proprietà della produzione energetica, proprio in una fase storica in cui il potere delle multinazionale dell’energia fossile e nucleare tenta i suoi colpi di coda e in cui anche molti fornitori locali di energia sono stati privatizzati spesso contro il volere della cittadinanza.

Come si vede dal titolo e dalla copertina, in realtà questo libro è in Inglese, quindi ringrazio Eleonora Albini che ha provveduto a tradurlo.

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.7.

Told, Ungheria: un campo Rom supera la povertà energetica

Nel 2012 il 23% degli ungheresi scaldava le proprie abitazioni con la legna, soprattutto a causa del crescente costo del gas.1 Gli esperti stimano che una gran percentuale della legna venduta in Ungheria, probabilmente intorno al 50%, sia tagliata illegalmente, gravando di fatto sulla capacità riproduttiva dei boschi. Il campo Rom di Told offre una possibile soluzione al problema del riscaldamento. Come gruppo socialmente emarginato, i Rom hanno anche meno opportunità di accesso al combustibile rispetto al resto dei cittadini ungheresi. Spesso, i residenti di Told per poter riscaldare le proprie abitazioni, malamente isolate, erano costretti ad utilizzare metodi improvvisati bruciando immondizia, tipo plastica e pneumatici di auto. Occasionalmente, veniva bruciata anche la legna raccolta illegalmente da boschi e foreste. In passato, i Rom si approvvigionavano in maniera legale della legna di cui avevano bisogno ma il graduale processo di privatizzazione ha limitato questa pratica.

Nell’autunno 2012, l’Ingegnere Nóra Feldmár e la Real Pearl Foundation hanno proposto una soluzione economicamente conveniente al problema del riscaldamento e con un budget di soli 2.690,00 Euro. L’ingegnere si è servita di una tecnologia utilizzata nel sud del mondo, cioè i bricchetti di biomassa. Questi bricchetti vengono prodotti tramite un processo piuttosto semplice. La biomassa viene triturata – o fornita già triturata dagli agricoltori– e mischiata con carta straccia imbevuta che serve da collante. Il composto viene poi pressato da appositi stampi, eliminando così molto spreco di acqua.

Con un semplice cric i residenti di Told hanno costruito una piccola macchina capace di pressare simultaneamente molti di questi bricchetti che vengono poi lasciati ad asciugare al sole o in un apposito locale, per dieci/quindici giorni. Dopo vari tentativi, è divenuto chiaro come gli scarti provenienti dalle attività agricole della regione fossero idonei a questo scopo. Fino al 2012 tali residui, (stoppia, gusci, mangimi) venivano scaricati illegalmente in una cava.

Anche la carta straccia, il collante appunto, è stato fornito gratuitamente. Il sindaco del comune cui Told appartiene ha aiutato la raccolta dei materiali. Poiché la spinta è venuta da fuori, il municipio è stato più che felice di cogliere l’occasione per aiutare i rom. Inoltre, il sindaco stesso era proprietario di un bosco.

La fase successiva, prevedeva il reclutamento del personale per lavorare al progetto che, dato il budget limitato, poteva garantire solamente pasto e caffè per dei volontari. Come afferma Nóra Feldmár, la povertà misurabile economicamente è spesso accompagnata da una mancanza di fiducia e di potere decisionale. Si è rivelato difficile trovare dei volontari tra persone che, chiamate a lavorare per un progetto apparentemente astratto, di solito diffidano le une delle altre. Nonostante tutto, alla fine 20 persone, tra uomini e donne, si sono rese disponibili. Tra Agosto e Ottobre hanno prodotto 30.000 bricchetti, cioè L’equivalente di 7 tonnellate di combustibile Co2 neutrale che ha contribuito a ridurre la povertà energetica nell’inverno tra il 2012/2013. L’esempio di Told dimostra come le idee che vengono dal sud del mondo globale possono essere importate nel continente europeo per ridurre il fenomeno della povertà energetica.

Il progetto integra i tre aspetti principali della sostenibilità – quello sociale, economico ed ecologico – in modo encomiabile e in più, implicitamente, affronta il tema della stigmatizzazione etnica.

E’ un esempio incoraggiante di come, il minino sforzo ha portato miglioramenti sostanziali.

1 Ufficio Centrale Statistiche (Központi Statisztikai Hivatal): Uso di energia nelle abitazioni / A háztartások energiafelhasználása, 2008; vedere: http://www.ksh.hu.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, i precedenti li trovate qui

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