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Indispensabili – La maggioranza invisibile – Cap. 7) La maggioranza invisibile al voto

Posted by giannigirotto su 22 marzo 2015

La maggioranza invisibileAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si occupa di un tema politico/sociale di enorme importanza, almeno quantitativa, ma credo anche qualitativa. E’ un mio personale tentativo di capire l’enorme trasformazione che è avvenuta negli ultimi decenni, e che ha portato enormi problemi socioeconomici. Metto a disposizione una sintesi di quanto sono riuscito ad apprendere dal volume in oggetto. _____________________

7) La maggioranza invisibile al voto

Si parla di cesarismo quando in politica si sceglie di delegare il potere decisionale a un “uomo forte” in grado di tenere insieme le diverse anime del Paese, favorendo in realtà però gli interessi di alcune determinate élite. Quindi non si tratta di un vero cambiamento portato avanti dal basso ma piuttosto da gruppi forti all’interno del sistema.
Normalmente un partito per conquistare la maggioranza dei voti si deve accattivare il favore dell’elettore mediano senza disilludere i suoi votanti storici.

Le coalizioni pigliatutto è il Cesare di turno che hanno dominato la scena politica per quasi due decadi hanno finito per perdere non solo consensi ma più in generale il contatto con le trasformazioni sociali del paese e ciò a causa della fortissima crisi economica che ha sconvolto l’Europa. La classe dirigente italiana non è riuscita a stare al passo con una nazione che vedeva le proprie strutture sociali mutare in modo deciso.
In questo periodo la sfiducia degli italiani verso i partiti politici è seconda solo a quella verso le banche.
Il Movimento 5 Stelle è stato il partito più votato tra i disoccupati i lavori atipici i giovani le donne e i meridionali.
Però non è stato in grado di raccogliere la fiducia dei pensionati e non si può pensare di trasformare il Paese senza avvicinarsi ai pensionati meno abbienti che sono la categoria più numerosa.
Dopo le elezioni il Movimento 5 Stelle ha palesato importanti frizioni tra i diversi livelli su cuiè organizzato. Da una parte la leadership di Grillo e Casaleggio che controlla il simbolo è il blog, dall’altra la classe dirigente del Movimento che si sta formando in Parlamento e dall’altra ancora la base degli attivisti che partecipa alle consultazioni online. In questo senso il rifiuto del Movimento di proseguire nel solco di una tradizione politica “classica” lo costringe a una continua e logorante verifica interna che mette in tensione i differenti piani decisionali.
Ma soprattutto non è riuscito a sviluppare un legame stabile con le forze sociali che compongono la maggioranza invisibile e quindi non è riuscita a fidelizzarle.
Questo, e l’aumento dell’astensione, spiega in buona sostanza il peggioramento del risultato delle europee 2014.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua.

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