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Indispensabili – Diario di un Senatore di strada – I COSTI DELLA POLITICA E DELLE CASTE (continua…)

Posted by giannigirotto su 27 marzo 2015

diario-di-un-senatore-di-stradaElio Lannutti è una persona che parla chiaro, davanti a tutti e senza paura di nessuno. Una persona che al suo primo discorso al Senato si è permesso di dire “Etica ed economia sono due facce della stessa medaglia… l’economia non puà prescindere dall’etica dei comportamenti…” avendo denunciato pochi secondi prima anche la totale sottomissione della politica alle grandi lobbies economiche, in primis i “banchieri che hanno strozzato il Paese“.

Molti di voi lo conoscono senz’altro, essendo lui il Fondatore e Presidente dell’Adusbef (Associazione dei consumatori specializzata in banca e finanza), ma magari non tutti sanno che è stato Senatore, eletto come indipendente nelle liste IdV.  Questo libro racconta appunto la sua esperienza nell’aula di Palazzo Madama.

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Piange il telefono: Mi sono a lungo occupato degli abusi degli operatori telefonici, a partire dalla “famosa” vicenda degli 144 (assieme a Beppe Grilo) a pagamento ed altre controversie. Sia io che Beppe partecipammo all’assemblea degli azionisti Stet per accusare il Cda complice in queste vicende.

I maggiordomi dei banchieri: per anni ho seguito la battaglia contro la mostruosa pratica dell’Anatocismo bancario (cioè calcolare gli interessi passivi ogni tre mesi, mentre quelli annuali solo ogni anno, e su quelli passivi calcolare gli interessi sugli interessi, ndr). Infatti nonostante la Corte Costituzionale abbia dichiarato illegittimo il c.d. “decreto salva-banche” del governo D’Alema del ’99, la norma è stata continuamente riproposta negli anni successivi.
Ed io negli anni ho presentato decine di interrogazioni e ricorsi nei tribunali, sino alla sentenza del 2010 in Cassazione che ci diede ragione su tutta la linea.
Ma pochi giorni dopo tale sentenza, il Governo Berlusconi ripropose tale norma. Io espressi all’allora Ministro Tremonti tutta la mia indignazione, e questi mi rispose che la cosa si doveva fare perchè altrimenti le banche, nostre Signore e Padrone, “non avrebbero più acquistato i titoli di Stato”. Un vero e proprio ricatto, mai reso pubblico nelle dovute maniere.
E Renzi poteva forse discostarsi? No, infatto nel suo decreto 91 del giugno 2014, ancora una volta ha riproposto la reintroduzione dell’anatocismo bancario. No comment.

Cossigheide: conobbi Cossiga mentre seguito il caso del crack “Parmalat”. Oltre ad accusare la Consob di fare malissimo il suo lavoro di vigilanza, accusavo anche Banca San Paolo Imi, e in questo mi diede sponda Cossiga, durante la trasmissione Porta a Porta, dicendo all’allora suo Presidente “O sei uno stupido oppure un imbroglione, in tutti e due i casi, farai più bella figura se ti dimetti”, cose che Masera fece effettivamente qualche giorno dopo, ma ahinoi, diventerà negli anni successivi nientemeno che consigliere di Barroso, e opporsi fra l’altro alla principale misura di ri-regolamentazione bancaria, cioè la separazione tra banche commerciali e banche d’affari.
Cossiga espresse il desiderio di diventare Presidente di IntesaConsumatori, che in quel periodo stava combattendo sulla questione del “changeover”, il cambio lira/euro del 2002, che portò ad una massiccia speculazione su prezzi e tariffe a danno di milioni di famiglie.
Cossiga, in occasione del 50° anniversario della sua personale attività Parlamentare, venne a sedersi accanto a me, per dimostrarmi la sua amicizia, nonostante fossi stato eletto (come indipendente) nelle file dell’Idv, che pochi giorni prima aveva violentemente attaccato.
Nel discorso che feci in commemorazione della sua morte, ricorda tra l’altro come avesse definito Mario Draghi un “vile affarista”, aggiungendo che non poteva diventare Presidente del Consiglio un socio della Goldman Sacsh, che aveva già svenduto l’economia italiana a qualche cliente della sua banca d’affari, come aveva già fatto da direttore generale del Tesoro.

Criminale minds: venni denunciato dalla Repubblica di San Marino per aver scoperchiato alcune operazioni relative alla piaga dell’evasione fiscale. Il caso in particolare vedeva il coinvolgimento del gruppo bancario Delta spa, irregolarità confermate da Banca d’Italia, solo però, per l’ennesima volta, a seguito di una inchiesta giudiziaria, anziché per quella che dovrebbe essere la normale attività di vigilanza che fa parte dei compiti statutari di Banca d’Italia appunto.
Ugualmente  contestai proprio a Banca d’Italia la nomina di Commissari che erano in conflitto d’interesse con i compiti attribuiti loro. Presentai numerose interrogazioni di cui attendo ancora risposta. Le mie accuse alla Repubblica di San Marino vennero confermate da un Consigliere della stessa Repubblica, che si autodenunciò proprio per attirare l’attenzione sul fatto che “la malavita organizzata non arriva solo da fuori territorio, qui esiste già da molto tempo, la differenza è che qui l’omertà assoluta è nelle istituzioni…”
Come sta andando a finire? Che nel 2014 l’allora Ministro dell’economia ha firmato decreto che ha fatto uscire San Marino dalla “black list” fiscale, la lista “dei cattivi”. Evidentemente è tutto a posto…

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qui.

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