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Indispensabili – La Democrazia Energetica in Europa – 9) RETENERGIE: UN GESTORE COLLETTIVO ITALIANO DI ENERGIA VERDE

Posted by giannigirotto su 29 marzo 2015

Energy-democracy-in-EuropeAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di energia: infatti ho già pubblicato gli estratti di “Energia oggi e domani“, Petrolio e Politica, Rinnovabili: se non ora quandoTrivelle d’Italia oltre che tutta una lunga serie di documenti che si trovano in una cartella condivisa denominata “Energia“. Cos’è la democrazia energetica secondo gli autori? significa che ognuno deve avere accesso garantito all’energia di cui ha bisogno; un’energia prodotta senza inquinare l’ambiente o recare danno alle persone. Ciò ha come conseguenza lasciare sotto terra le fonti fossili e che i mezzi di produzione devono essere socializzati e resi democratici attraverso la partecipazione e le decisioni della popolazione. Ma anche l’approccio verso il consumo energetico va completamente ripensato e gestito direttamente dagli stessi utenti finali, in una logica non di massimizzazione del profitto, ma di mero soddisfacimento del proprio fabbisogno. Aspetto chiave è dunque definire chi detiene la proprietà della produzione energetica, proprio in una fase storica in cui il potere delle multinazionale dell’energia fossile e nucleare tenta i suoi colpi di coda e in cui anche molti fornitori locali di energia sono stati privatizzati spesso contro il volere della cittadinanza. Come si vede dal titolo e dalla copertina, in realtà questo libro è in Inglese, quindi ringrazio Eleonora Albini, Dario Tamburrano (Europarlamentare M5S) e Giusy Campo per le traduzioni.

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9. RETENERGIE: UN GESTORE COLLETTIVO ITALIANO DI ENERGIA VERDE
Il progetto Retenergie ha avuto origine nella regione Piemonte nel 2007. Un gruppo di amici e
attivisti di vari movimenti ecologicisti decisero di iniziare un progetto e investirono in un set di pannelli
fotovoltaici. Dapprima chiamarono il progetto semplicemente “Solare Collettivo”. Il successivo
progetto fotovoltaico commerciale “adotta un Kilowattora” divenne una grande storia di successo
inatteso. L’attuale presidente dell’organizzazione e co-fondatrice, Anna Maria Olivero, individua nella
fiducia reciproca dei soci fondatori, le ragioni di questo successo. Attraverso internet e con l’aiuto di
una positiva pubblicità di un canale televisivo, il numero di sostenitori è rapidamente aumentato ed è
arrivato a comprendere persone da tutta Italia. L’idea di produrre energia in maniera democratica
ha avuto riscontri molto positivi fin dall’inizio.
Nella fase di impostazione, si dovette discutere di numerose questioni fondamentali. Per esempio, il
gruppo decise di non installare pannelli fotovoltaici su terreni agricoli per non provocare una
competizione con la produzione alimentare. In alternativa decisero di installare i loro pannelli solo
sui tetti. Anche l’organizzazione commerciale necessitava una forma diversa, poiché l’associazione
no-profit Solare Collettivo non consentiva lo sviluppo dell’attività pianificata. Quindi è stato adottato
come partner il collettivo ecologico Proteo, operante nella piccola città di Mondovì. Per finanziare il
primo impianto solare da 20 mW, si riuscì a raccogliere 70.000 Euro da 40 persone. Incoraggiati da
un inatteso buon inizio, presto finanziarono altri impianti fotovoltaici.
Per liberare l’associazione dall’attività commerciale quotidiana, nel 2008 fondarono quindi
Retenergie come collettivo consociato. Marco Mariano, un membro dell’associazione con un passato
di agricoltore biologico, ne divenne il presidente. Egli spiega come sia possibile realizzare degli
avanzamenti senza esperienza specifica: “Siccome sulle energie rinnovabili eravamo tutti
impreparati e ne eravamo consapevoli, ci siamo messi nella situazione di dover studiare. E così ci
siamo preparati”. Le competenze necessarie relativamente a questioni tecniche difficili insorte man
mano, giunsero poi con il tempo, attraverso il coinvolgimento di nuovi soci. Retenergie quindi
necessita di sole tre persone che lavorano part time. Nell’estate del 2013, Retenergie, che è nata
grazie a 13 idealisti, ha raggiunto il numero di 600 soci da varie parti dell’Italia settentrionale e
centrale.
IL MODELLO DI BUSINESS DI RETENERGIE
Il modello di business è basato su due diversi tipi di affiliazione. Questo perché ci si è resi conto che
non tutti i soci hanno identiche possibilità finanziarie. I cosiddetti soci consumatori pagano un
deposito di almeno 50 Euro e possono quindi acquistare energia verde dal collettivo. I soci
investitori oltre a essere consumatori, depositano l’equivalente di dieci quote per un valore totale di
500 Euro. Questo denaro viene utilizzato per nuove installazioni per le quali i soci investitori
ricevono un dividendo. Un’ulteriore forma di finanziamento consiste nell’investimento etico, che
consiste in prestiti che i soci possono effettuare alla società, con un rendimento fisso del 2% a uno
o due anni. In totale il gruppo ha raccolto in questo modo 800.000 Euro.  Tutti i membri hanno
anche accesso ad un’ulteriore offerta di servizi quali la consulenza sull’efficienza energetica. Come
in tutti i collettivi ogni membro ha diritto ad esprimersi. Inoltre Retenergie coopera con un artigiano
locale che offre ai soci prestazioni a prezzi scontati per aumentare l’efficienza energetica degli
edifici.
RETENERGIE GESTORE DI ELETTRICITA’ VERDE
La legislazione italiana non facilita Retenergie nella vendita di energia prodotta per i propri soci. Il
Gestore dei Servizi Energetici (GSE) una società per azioni di proprietà pubblica, gestisce il
mercato delle rinnovabili. L’azienda acquista l’energia rinnovabile prodotta in modo decentrato a
prezzi amministrati e la riversa sulla rete italiana. Ma se gli utenti volessero semplicemente
consumare energia dalla rete istituzionale, non ne avrebbero alcun vantaggio finanziario. Per
risolvere questo problema, Retenergie collabora con Trenta, un gestore più grosso. Trenta acquista
l’energia prodotta da Retenergie e fornisce elettricità verde ai soci del gruppo. Poiché in questo
modo aggira il normale mercato energetico, Trenta può praticare uno sconto del 12% sulle tariffe
vigenti.
DECISIONI E CODICE ETICO
Questo complesso modello di business non significa che il collettivo rinunci ai principi democratici
ed ecologici. Tutti i soci sono invitati all’assemblea generale semestrale, l’organismo decisionale più
importante. Inoltre i gruppi sono organizzati in gruppi locali, definiti nodi, che agiscono in
autonomia. I nodi propongono progetti che il collettivo può decidere di portare avanti. Per garantire
un collegamento permanente, ciascuno dei nove gruppi regionali è rappresentato nel consiglio di
amministrazione.
Un codice etico definisce le basi di tutte le attività. Esso determina, ad esempio, che possano essere
avviate collaborazioni solo con banche etiche o verdi e formula gli obiettivi di miglioramento
dell’efficienza energetica, installando solo impianti di piccola o media dimensione, verificandone
sempre l’impatto, il che significa non collocarli su terreni agricoli.
Marco Mariano ci ha raccontato di come alcuni soci abbiano bloccato il progetto del consiglio di
amministrazione di un parco eolico in Puglia. “Eravamo molto entusiasti quando presentammo
questa grande opportunità all’assemblea generale. Ma dopo aver parlato per solo cinque minuti si
alzarono alcune mani e alcuni soci dissero: Guardate che a noi non piace questo progetto perché i
parchi eolici creano molti problemi. E quindi ci siamo fermati”.
Ciò dimostra l’importanza di un consiglio di amministrazione responsabile e di una base attiva di
soci, ai fini di garantire l’eticità. Attualmente un gruppo di lavoro sta studiando criteri ecologici per i
parchi eolici, in linea a quelli già codificati per il settore fotovoltaico e idroelettrico di Retenergie.
Inoltre, è requisito obbligatorio tenere in considerazione tutti i residenti, anche quelli che soci non
sono. Quanto un progetto viene messo a punto per un particolare paese, città o municipio, il gruppo
prima organizza diversi incontri con i residenti. In questo modo si cerca di coinvolgere quanto più
possibile la popolazione. Secondo Mariano, i principi etici di Retenergie creano le basi per un’ampia
adesione ai progetti presso i residenti locali. Come egli spiega, Solare Collettivo funziona come un
think-tank e Retenergie ne implementa i progetti. Questa divisione del lavoro consente
all’associazione di realizzare anche suoi altri progetti. Questi comprendono la realizzazione di piccoli
parchi eolici in Tanzania e in Africa orientale e la condivisione di un progetto per scooter elettrici in
Italia.
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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, i precedenti li trovate qui

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