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Indispensabili – La maggioranza invisibile – Cap. 8) Organizzare la maggioranza invisibile

Posted by giannigirotto su 14 aprile 2015

La maggioranza invisibileAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si occupa di un tema politico/sociale di enorme importanza, almeno quantitativa, ma credo anche qualitativa. E’ un mio personale tentativo di capire l’enorme trasformazione che è avvenuta negli ultimi decenni, e che ha portato enormi problemi socioeconomici. Metto a disposizione una sintesi di quanto sono riuscito ad apprendere dal volume in oggetto. _____________________

8) Organizzare la maggioranza invisibile

Per rottura storica si intende un momento di cesura dopo il quale si può identificare un profondo cambiamento rispetto alle dinamiche immediatamente precedenti.
Dopo la fine della prima guerra mondiale non si ebbe un momento di vera cesura ma bensì il conflitto sociale fra i diversi soggetti dell’Italia si risolse in favore della ricca borghesia che si servì del fascismo per ricomporre le fratture innescate dalla prima guerra mondiale e tenere sotto controllo le pulsioni rivoluzionarie dei più poveri.
Al termine della seconda guerra mondiale fu il clientelismo diffuso lo strumento principe per controllare saldamente l’intera nazione e di conseguenza indirizzare tutte le scelte politiche più importanti. Nonostante ciò gli operai industriali riuscirono a sfruttare la propria consistenza numerica e la centralità acquisita nel processo produttivo per organizzarsi e ottenere importanti concessioni che ancora oggi costituiscono il nucleo centrale del nostro Welfare.
Con gli anni ’80 si assiste alla progressiva deindustrializzazione del Paese con la crescita dell’economia dei servizi l’aumento del tasso di occupazione tra le donne, e l’impennata del tasso di disoccupazione complessiva.
Si viene pertanto a formare una maggioranza invisibile che però solo trasformandosi in un soggetto politico coeso attorno alla rivendicazione dei propri diritti potrà essere in grado di lottare contro i neoliberiste e i garantiti per avanzare la propria agenda politica.
Intanto si sono affievolite due delle caratteristiche che avevano permesso ai partiti di massa di divenire la cinghia di trasmissione tra la società e l’amministrazione dello Stato: il contatto con il territorio, il cosidetto Paese reale, e la capacità di promuovere i dibattiti interni volti a sviluppare progettualità politica.
La nascita del Movimento 5 Stelle vede provenire principalmente dai ranghi della maggioranza invisibile i propri attivisti. È necessario che venga mantenuto un contatto costante con la pancia dal Paese per riavviare il confronto sulle strategie politiche a lungo termine.
Discorso a parte per i sindacati che invece continuano a proteggere i lavoratori principalmente all’interno dei loro settori produttivi cioè con un’organizzazione verticale in questo modo essi non hanno strumenti adeguati per difendere i precari per i quali servirebbe l’organizzazione basata invece su modello orizzontale cioè sulla tipologia contrattuale piuttosto che sul settore produttivo.
Il progetto politico che dovrebbe venire espresso dalla maggioranza invisibile si potrebbe basare su quattro punti: garantire una maggiore stabilità e continuità al reddito dei precari, accrescere la possibilità di impiego nell’economia formale e nei servizi sociali dei disoccupati, redistribuire più equamente le risorse e ridurre la dipendenza dal welfare familiare che pesa sempre più sulle spalle dei pensionati e infine migliorare i percorsi di inserimento per i migranti rendendoli più virtuosi e dignitosi.
Ulteriori alleati a questo programma potrebbero essere i lavoratori della classe media e gli studenti che pur non direttamente coinvolti nella crisi hanno il dente avvelenato contro la minoranza visibile dei garantiti. L’altro alleato potenziale viene dall’estero, in quanto l’emergere progressivo della maggioranza invisibile non è solo un fenomeno italiano. La maggioranza invisibile ha molto più in comune con i precari tedeschi che con i grandi sindacati italiani.

In sintesi il progetto politico della maggioranza invisibile deve essere internazionalista. Non c’è benessere per il precario o il disoccupato italiano che non combatta in Europa e nel mondo contro le logiche perverse innescate dal neoliberismo.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua.

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