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Indispensabili – Diario di un Senatore di strada – I COSTI DELLA POLITICA E DELLE CASTE (fine…)

Posted by giannigirotto su 18 aprile 2015

diario-di-un-senatore-di-stradaElio Lannutti è una persona che parla chiaro, davanti a tutti e senza paura di nessuno. Una persona che al suo primo discorso al Senato si è permesso di dire “Etica ed economia sono due facce della stessa medaglia… l’economia non puà prescindere dall’etica dei comportamenti…” avendo denunciato pochi secondi prima anche la totale sottomissione della politica alle grandi lobbies economiche, in primis i “banchieri che hanno strozzato il Paese“.

Molti di voi lo conoscono senz’altro, essendo lui il Fondatore e Presidente dell’Adusbef (Associazione dei consumatori specializzata in banca e finanza), ma magari non tutti sanno che è stato Senatore, eletto come indipendente nelle liste IdV.  Questo libro racconta appunto la sua esperienza nell’aula di Palazzo Madama.

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Parcheggi: in prossimità del Senato possono parcheggiare le macchine dei senatori, ma non i motorini, molto meno ingombranti. Ho insistito sinchè questa norma, illogica, è stata finalmente modificata, ed ora anche i motorini possono parcheggiare all’interno del Senato.

La banda d’Italia: conobbi Draghi durante l’inchiesta penale avente per oggetto la frode di 4,3 Miliardi di Goldman Sachs e altre banche, ai danni dello Stato. A febbraio 2008 declinai un suo invito per un incontro, cosa che rifeci dopo la sua audizione al Senato, diversi mesi dopo a seguito della crisi finanziaria mondiale che era stata innescata dal crack della Lehman Brothers. Durante tale audizione Draghi svolse il suo compitino dandoci le spiegazioni pseudotecniche degli accadimenti, mentre io replicai spiegando cosa era realmente successo, e cioè la totale sopraffazione della finanza speculativa sulla politica e su tutto il mondo reale (per approfondimenti trovate diversi libri in merito nella mia sezione “Indispensabili”, tra cui “Falso!”, ndr).

Draghi, quando era direttore generale del Ministero del Tesoro, vendette patrimonio immobiliare dell’Eni, del valore di mille miliardi di lire, a Goldman Sachs, per, udite udite, una, una lira. Da questo si capisce come sia naturale che ora, che è alla Presidenza della BCE, non stia facendo nulla per contrastare il regime di totale sopraffazione delle grandissime banche multinazionali.

Il prestito vitalizio: Il PD ha presentato una proposta di legge per promuovere il prestito ipotecario vitalizio; 5mila miliardi di euro è il valore del patrimonio immobiliare delle famiglie che potrebbe finire in pasto alle banche. Questa proposta, che piace tanto all’ABI, pensa un po, rischia di essere l’ennesimo tentativo di saccheggio del sudato risparmio dei vecchi, spogliando gli eredi – che difficilmente riusciranno a estinguere i debiti bancari – con spese, interessi e provvigioni.

Abi, Bankitalia e Consob: Sia nel caso “Mps” che sulle agenzie di rating, si evidenza come vi sia un “triangolo omertoso” tra i 3 soggetti suddetti, che non svolgono adeguamente il loro ruolo di vigilanza. Addirittura Banca d’Italia è sotto processo per concorso morale nel reato di usura, avendo emanato una circolare che di fatto concedava alle banche di operare con tassi d’interesse appunto usurari.

Tarantola e regali: molti sono i regali ricevuti, durante la sua carriera bancaria, dall’attuale Presidente della RAI. E solo negli ultimi anni Banca d’Italia ha finalmente emanato un “codice etico” che vieta ai controllori (Banca d’Italia appunto) di accettare regali dai controllati (le banche italiane).

Gioco d’azzardo: questa terribile piaga italiana che vede vittime sopratutto tra i pensionati, ha visto innanzitutto le concessioni affidate con grande leggerezza, ed ogni tentativo di essere combattuta infrangersi contro il muro di gomma del Ministero dell’Economia e Finanze.

Bocconiani e baroni: Molte sono le amministrazioni pubbliche e le casse di previdenza dei professionisti che hanno investito cospicui capitali privati negli strumenti di finanza virtuale, senza assolutamente avere una competenza sufficiente in merito. In entrambi i casi investimenti fatti sapendo che in ultima istanza avrebbero avuto lo Stato alle spalle ad aiutarli.

Ho seguito anche alcuni casi di “baronato” nella sanità (per chi vuole approfondire è a disposizione gratuitamente l’intero libro “La casta bianca”, ndr). Ho anche votato, in dissenso dal mio gruppo, e della stragrande maggioranza del Parlamento, contro il MES, che costringerà l’Italia a versare a questo meccanismo 125 miliardi di euro in 5 anni.

Quanto alla riforma del Senato, che secondo Renzi deve essere composto da Sindaci e consiglieri regionali (quindi da soggetti votati dai cittadini per fare quello, non per scrivere le leggi… e che avranno però l’immunità parlamentare…), ci vedo una pericolosa vicinanza con il piano scritto da Licio Gelli per la P2.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qui.

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