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Indispensabili – La maggioranza invisibile – Conclusioni

Posted by giannigirotto su 6 giugno 2015

La maggioranza invisibileAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si occupa di un tema politico/sociale di enorme importanza, almeno quantitativa, ma credo anche qualitativa. E’ un mio personale tentativo di capire l’enorme trasformazione che è avvenuta negli ultimi decenni, e che ha portato enormi problemi socioeconomici. Metto a disposizione una sintesi di quanto sono riuscito ad apprendere dal volume in oggetto. _____________________

Conclusioni

La maggioranza invisibile, intrappolata dalle necessità del quotidiano, ha finito per disinteressarsi dei dati e dei fatti sociali alle radici della sua stessa condizione di svantaggio. Quindi oggi in ultima istanza è solo il risveglio della coscienza personale che può farci guarire dalla cecità. Ogni individuo deve ritornare a pensare, domandarsi, dubitare, indagare per sapere. E se è vero che, forzato dall’abitudine ad adattarsi, finisce prima o poi per dare l’impressione di essere sottomesso alla visione dominante, non si deve credere che questa sottomissione sia definitiva.

Gli ostacoli peggiori, quelli più ardui da superare, che moltiplicano le capacità di veto dei grande capitalisti o liberisti, sono interni alla stessa maggioranza invisibile. Sono i fattori che rendono cieca proprio la maggioranza invisibile. Si tratta della mancanza di fiducia nelle proprie capacità, causata da anni di discriminazioni e fallimenti, dei bassi livelli di scolarizzazione, della visione dello Stato considerato spesso come un astrazione o una macchina incomprensibile al servizio dei più potenti.
Aggiungiamo che l’elettore mediano moderato oggi è sempre meno middle class e sempre più parte della maggioranza invisibile, cioè danneggiato dall’assenza di politiche sociali universali, e anch’egli dovrebbe quindi nel lungo periodo volgersi verso la richiesta di una più equa redistribuzione della ricchezza (che è il punto centrale anche dell’analisi di Alberto Bagnai, ndr).

L’approccio che abbiamo proposto nel libro punta sulla necessità di mettere al centro del dibattito l’idea di cittadinanza sociale, diritti e servizi universali, la garanzia di un reddito minimo (ma và? ndr) e una nuova visione del mondo del lavoro. Un lavoro che non deve per forza aumentare direttamente il Pil, ma deve contribuire all’accumulazione sociale di ricchezza. Cioè tutti quei servizi ora resi in forma gratuita, come ad esempio il padre che si prende cura di suo figlio e la nonna che svolge importanti mansioni di cura non retribuite, dovrebbero avere dignità e gratificazione simile a quella di chi lavora nell’economia formale. Per portare avanti a livello pratico questa visione di cittadinanza servirà adattare il Welfare State al nuovo sistema produttivo postfordista e tornare a ridistribuire il reddito. Una redistribuzione non semplicemente filantropica ma basata sugli argomenti razionali che abbiamo illustrato in questo libro. Redistribuire per rendere il Paese più funzionale e per scardinare il luna park dei garantiti. In quest’ottica la richiesta di welfare universale e basato sui servizi e la ridistribuzione dei poteri da reddito e ricchezza sono solo i primi passi concreti per aprire una nuova fase storica. Una fase caratterizzata da diritti di cittadinanza che potrebbero rafforzare la partecipazione sociale e politica della maggioranza invisibile e con essa le sue conquiste future.

_________________

Con questo capitolo il libro è terminato, i precedenti li trovate qua.

Una Risposta to “Indispensabili – La maggioranza invisibile – Conclusioni”

  1. […] Povertà, sfruttamento, Società/Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 […]

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