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Ecco come risolvere il problema dei migranti!

Sono ormai più di due anni che siedo in Parlamento e mi occupo quasi esclusivamente di politica, e ora mi permetto di dire la mia opinione sul problema degli immigrati.

Semplicemente, la politica è impotente, e forse, contraria, a risolvere il problema degli immigrati.

Impotente, perchè il problema si è generato nel corso dei decenni, le cause quindi si sarebbero già potute rimuovere ampiamente se ci fosse stata volontà e potere politico. Queste due condizioni non ci sono evidentemente mai state, e non si possono creare oggi per magia.

Quando dico che il problema si è generato per decenni faccio riferimento al fatto che il cosidetto “neo-colonialismo” opera appunto da decenni, sfruttando ignobilmente i territori, in questo caso africani, e non solo, per depredare petrolio, gas, carbone, rame, ferro, coltan ecc. ecc.

E quale sistema migliore per operare se non quello di sobillare e incentivare il disordine, il despotismo, la guerra civile, armare i capibanda locali, manipolare l’informazione, corrompere i politici ecc. ecc., insomma praticare la sempre efficace strategia del “divide et impera“?

Come sempre quindi chiedere alla politica di risolvere un problema che essa stessa ha contribuito in maniera determinante a generare, è come minimo ignoranza, come massimo masochismo.

Un sistema decisamente più efficace invece è lavorare appunto sulle cause del problema, e come detto una è rappresentata dal fatto che in molti dei Paesi sede di emigrazione vigono dei regimi altamente dispotici, che continuano a operare senza che la politica internazionale intervenga, quantomento efficacemente.

Beh si può fare molto più di quello che generalmente si crede firmando gli appelli di Amnesty International, e vi spiego rapidamente perchè: perchè la politica locale si permette di continuare le sue malefatte contando sul silenzio della politica internazionale e sul fatto che tali malefatte rimangano “nell’ombra”, sconosciute ai più. Vedete le singole persone che compongono i regimi dispotici, prese singolarmente sono dei vigliacchi, degli ominicchi, e nel momento in cui il “bubbone” diviene di dominio pubblico, si affrettano a “mollare l’osso” dello scandalo pur di non apparire colpevoli.

Questo non lo dico per presunzione personale, ma per i decenni di esperienza che Amnesty International ha nel operare con la semplice modalità delle denunce pubbliche relative ai casi di mancato rispetto dei basilari diritti umani. Insomma molto più spesso di quanto si creda, è “sufficente” che arrivino centinaia, migliaia di lettere di denuncia da parte di cittadini sparsi per tutto il mondo, che un prigioniero politico viene liberato, o quantomeno la sua detenzione ritorni “umana”, e più in generale venga ripristinata la giustizia.

Ripristinando la giustizia sociale, si migliora in modo esponenziale la situazione generale economico/sociale appunto, e gli abitanti di quel Paese hanno molti meno motivi per fuggire.

Questo è un modo efficace per combattere il fenomeno dell’emigrazione da fuga!

Invito pertanto tutti a visitare il sito di Amnesty International e spendere qualche minuto al mese per semplicemente firmare gli appelli.

E’ gratis, non dovete per forza né associarvi né fare offerte, che sono sempre assolutamente facoltative. E non abbiate paura nel scrivere (basta una volta sola, poi i dati vengono memorizzati) i vostri dati come nome cognome e indirizzo, io lo faccio da più di trent’anni, e questo vale per milioni di altri soci Amnesty in giro per il mondo, e non ho mai subito nessun tipo di ritorsione… 🙂

Se avete piacere, sotto il video di una Conferenza stampa che ho voluto ospitare a Palazzo Madama, sulla pena di morte, in cui nei primi minuti spiego un po’ meglio i concetti brevemente sù esposti. E se poi volete fare qualcosa in più per cambiare definitivamente in meglio la situazione, valutate il “consumo critico“.

Spero adesso sia chiaro che il titolo è “forzato”, nel senso che quella che ho descritto è una delle soluzioni, a mio avviso tra le più efficace, che agisce però sui sintomi, mentre l’altra soluzione, che agisce sulle cause, è questa. Le mie altre considerazioni sul tema le trovate sugli altri miei post sull’argomento.