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Indispensabili – L’Italia può farcela – APPELLISTI CONTRO AUSTERIANI

Posted by giannigirotto su 2 agosto 2015

L-italia-puo-farcelaNella mia sezione indispensabili trovate riassunti diversi libri che parlano della grande finanza internazionale e delle sue immense speculazioni.

Inizio ora a riassumere un libro che non parla direttamente della grande finanza, ma forse di uno dei suoi strumenti: l’euro.

L’autore è molto conosciuto in Italia e non ha bisogno di presentazioni. In questo libro espone come la globalizzazione finanziaria ha portato all’abbassamento dei salari, e la moneta unica ha grandemente peggiorato la situazione, proponendo quindi le soluzioni che passano per il recupero della piena sovranità eonomica degli Stati e il ritorno alle valute nazionali. Naturalmente per completare il quadro, al termine di questo libro, ne esaminerò altri che propugnano tesi opposte o comunque diverse, in modo da “sentire tutte le campane” e potersi fare un’opinione personale la più oggettiva possibile.

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APPELLISTI CONTRO AUSTERIANI

Gli austeriani sono gli economisti convinti che dalla crisi si esce praticando politiche di austerità.

Gli appellisti sono convinti che la crisi si risolva pubblicando appelli contro le politichè di austerità, ma in realtà agiscono molto spesso ipocritamente, essendo cioè segretamente d’accordo con gli austeriani, per fare solo del “fumo” e insomma gestire anche “l’opposizione”.

Gli appellisti spesso propalano l’idea che “un altro euro è possibile”…

A proposito, sapete cosa ha detto Junker nel 1999 ad un intervista al giornale “Spiegel”, l’attuale Presidente della Commissione europea, nel 1999, a proposito delle politiche monetarie? Ecco cosa disse: “Decidiamo qualcosa (in Europa), la rendiamo pubblica e aspettiamo un po’ per vedere cosa succede. Qualora non ci siano grosse proteste o opposizioni, dato che i più non capiscono assolutamente cosa abbiamo deciso, allora tiriamo dritto, passo dopo passo, FINO AL PUNTO DI NON RITORNO!

Ora che le grandi aziende amino l’euro perchè gli permette di delocalizzare con maggiore facilità è abbastanza intuitivo, mentre un passaggio in più va fatto per i sindacati, che solo a parole combattono per i diritti dei lavoratori, mentre nei fatti sostengono l’euro e la flessibilità che comporta, tutta a favore delle grandi aziende.

Gli appellisti hanno un mantra: “il problema non è l’euro ma l’austerità”. Invece il problema è proprio l’euro, come riconosce, apertis verbis, lo stesso FMI – Fondo monetario internazionale. E a chi si appella a Keynes, ricordiamo che Keynes difendeva l’uso del cambio flessibile come strumento per evitare il disastro della deflazione.

Parentesi: se è vero che i grandi creditori tedeschi amano l’euro perchè impedisce la svalutazione dei debitori (e quindi del debito), i grandi ESPORTATORI tedeschi sono ormai in grossa sofferenza, perchè il loro mercato principale (che è l’europa, non la cina) non acquista più prima i loro prodotti, ovviamente perchè i cittadini europei si sono mediamente impoveriti. E quindi alcuni tedeschi cominciano ad avere il mal di pancia…

Ricordiamo inoltre agli “Austeristi” che per ogni euro che tagli alla spesa pubblica, il PIL decresce di un euro e mezzo, perchè ovviamente il taglio alla spesa fa partire un circolo economico vizioso. Quindi, matematicamente, l’austerità non migliora il rapporto debito/PIL, ma al contrario lo peggiora.

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Nelle prossime settimane il riassunto dei capitoli successivi, mentre i precedenti li trovate qui

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