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Indispensabili – Banda d’Italia – Introduzione

Posted by giannigirotto su 17 agosto 2015

So che dovrei usare un tono molto più indignato nel parlare dei deprecabilissimi (come minimo – illeggitimi e quindi truffaldini come massimo, ma questo può dichiararlo solo la magistratura, non certo io…) comportamenti di Banca d’Italia, ma non ci riesco, dal momento che sono molti anni che ho smesso di indignarmi dei comportamenti degli esseri umani, che so essere perfettamente capaci di qualunque bassezza e meschinità.

D’altronde indignarsi e basta lo fanno già in moltissimi, ma senza agire poi di conseguenza, e quindi dimostrandosi nel migliore dei casi pigri, nel medio ipocriti e nel peggiore complici.

Io invece me ne resto tranquillo, e affianco chi, come Elio Lannutti, denuncia i comportamenti, supposti appunto illeggittimi, a suon di carte bollate presso le sedi competenti.

Lo affianco nel senso che come Parlamentare lotto per gli stessi ideali di giustizia, e come cittadino faccio di tutto per informare i concittadini della realtà in oggetto. Ecco quindi che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i riassunti di questo libro, che voglio offrire sia in versione videoriassunto, per chi se lo vuole ascoltare in auto, in bus, in treno, in bici ecc., sia in versione testo.

Il tema è d’importanza capitale e andrebbe discusso tutti i giorni dai massmedia cosidetti “mainstream”, ma si sa che certi argomenti sono “tabù”. Io nel mio piccolo ci provo e ho già pubblicato nella suddetta sezione “Indispensabili” gli estratti di diversi altri libri sull’argomento Finanza/banche, nello specifico (in ordine alfabetico):

Invito questi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi ad offrirvi i riassunti.

E se leggendo questo libro vi prende una sana rabbia, non sprecatela in azioni inefficaci, fate la cosa più semplice e nel contempo più efficace possibile, cambiate banca e togliete l’ossigeno a questo sistema bancario marcio e predatorio, immettendolo in uno sano, quello della finanza etica, di cui parlo e pratico da anni

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INTRODUZIONE

Buonasera, 17 agosto, lunedì, come faccio da diversi anni e come promesso nel mio ultimo videopost vi darò i riassunti di un libro che ho già letto recentemente, ma adesso lo voglio ri-leggere e riassumere in maniera che rimangono i concetti principali

È un libro che ritengo molto importante, si chiama La Banda d’Italia, è un ennesimo libro che metto nella mia sezione indispensabili e che tratta della materia banche/finanza. Ve ne sono già diversi su questa materia in questa sezione, c’è “Caccia al tesoro” sull’elusione fiscale,  “Dobbiamo ridare fiducia ai mercati – falso” di Andrea Baranes sulla grande finanza speculativa internazionale, c’è quella su Cassa depositi e prestiti di Antonio Tricarico e Luca Martinelli, c’è il risparmio tradito di Beppe Scienza su errori della finanza e delle assicurazioni e questo, appunto, ve lo vado a riassumere partendo da questo primo video post  in cui vi faccio  la presentazione del libro.

L’autore non ha bisogno di presentazioni ma giustamente la faccio comunque: Elio Lannutti classe 1948 è un ex dipendente bancario diventato decisamente famoso nell’87 quando ha fondato Adusbef, un’associazione che difende gli utenti dei soprusi bancari e finanziari, ne è tuttora presidente, assolutamente attivo, a suon di denunce ed esposti alla procura. Nel 2008 è eletto senatore, come indipendente nelle liste di IdV, e quindi dal 2008 al 2013 ha fatto parte della XVI legislatura come appunto senatore. Ha questa enorme specializzazione nel settore finanziario bancario, ha scritto diversi libri: “Euro la rapina del secolo”, “I Furbetti del quartierino, “La Repubblica delle Banche”, “Bankster” (la crasi tra banchieri e gangster, e quindi il titolo dice tutto…) e “Diario di un senatore di strada”, che ho già letto e messo a disposizione sempre come riassunto. Quest’ultimo libro descrive la sua esperienza nella XVI legislatura come senatore, leggetevi il riassunto, è stato molto attivo e credo abbia il record come numero di Interrogazioni nella storia della Repubblica, andando a spulciare su migliaia di piccoli grandi scandali che pervadono la nostra “povera”, Italia.

Nel libro “Banda d’Italia”, che gioca sul termine “Banca d’Italia”, Lannutti si concentra sulla Banca d’Italia, che teoricamente dovrebbe essere un organismo super-partes, che in maniera indipendente controlla, o meglio controllava perché ora gli è stato tolto questo compito, le banche nazionali, le supervisione, appunto fa un’attività di controllo. Invece questo libro, con documenti alla mano, prova che i controlli non ci sono stati, o sono stati molto parziali, molto inefficaci, molto tardivi, molto opachi.

Viceversa quello che è chiaro e trasparente sono i guadagni, i privilegi di chi fa parte di Banca d’Italia, a partire dal Presidente che guadagna il 30% in più del suo omonimo statunitense, solo che gli USA hanno la FED che è decisamente più grande che non la Banca d’Italia, eppure il suo presidente guadagna il 30-40% in più del presidente di fed. E a parte quello ci sono 7.000 dipendenti di banca d’Italia che ogni anno ci costano un miliardo di euro. Perché dico ci costano? perché anche se in realtà Banca d’Italia è detenuta al 95% da banche private, è chiaro che i costi che supportano le banche private per mantenere Banca d’Italia da qualche parte devono essere ripagati e naturalmente vengono ripagati caricando tali costi su tutti i vari servizi, dal conto corrente ai fidi a tutti i servizi, che poi paghiamo noi correntisti. Qundi molti provilegi per i dipendenti sprechi, carte di credito per spese personali, affitti regalati, i favoritismi parentali, visto che questa è un’istituzione in cui entra quasi ha diritto ereditario di padre in figlio, c’è un rapporto di parentela enorme. Un sindacato assolutamente proforma e scandali a dismisura, a partire da Parmalat, che tutti quanti vi ricorderete, e che non si ricorda, o è giovanissimo, lo invito caldamente a digitare su un motore di ricerca la vicenda Parmalat; come fece Banca d’Italia anno a NON accorgersi del monte pazzesco di ricevute bancarie false che Parmalat presentava?, come fece a non accorgersene, lo sa solo Dio lo sa, si dice in questi casi, e probabilmente l’allora presidente di Banca d’Italia. A Monte Paschi Siena, altro scandalo di cui Banca d’Italia non se accorta, a Carige Cassa di Risparmio di Genova a tante altre banche più piccole, Banca d’Italia non se mai accorta di nulla. Non se n’è mai accorto Ciampi, Visco, Draghi, tutti ex presidente di Banca d’Italia . Non hanno mai erogato sanzioni, se non poche, leggere e tardive, mentre i soldi non sono mai mancati per i furbetti del quartierino perché ricordiamo che lo 0,5% della clientela italiana riceve più del 50% del credito bancario disponibile. Quindi è il solito discorso, piove sul bagnato, oligopolio su oligopolio.

Quindi quando io dico è in atto una guerra tra classi, una guerra tra poveri, non lo dico io lo dicono i maggiori economisti, è così; c’è una classe di oligarchi che hanno un potere economico enorme e poi sotto c’è il popolino che si dibatte per rimanere letteralmente a galla.

Bene allora nelle prossime puntate io vi farò i riassunti dei vari capitoli di questo libro, la banda d’Italia, e quindi vi do appuntamento alle prossime settimane, compatibilmente cercherò di fare un capitolo alla settimana. Grazie e alla prossima

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Nelle prossime settimane il riassunto dei capitoli successivi, alla prossima…

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