Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili – Banda d’Italia – Cap. 1)

Posted by giannigirotto su 2 settembre 2015

So che dovrei usare un tono molto più indignato nel parlare dei deprecabilissimi (come minimo – illeggitimi e quindi truffaldini come massimo, ma questo può dichiararlo solo la magistratura, non certo io…) comportamenti di Banca d’Italia, ma non ci riesco, dal momento che sono molti anni che ho smesso di indignarmi dei comportamenti degli esseri umani, che so essere perfettamente capaci di qualunque bassezza e meschinità.

D’altronde indignarsi e basta lo fanno già in moltissimi, ma senza agire poi di conseguenza, e quindi dimostrandosi nel migliore dei casi pigri, nel medio ipocriti e nel peggiore complici.

Io invece me ne resto tranquillo, e affianco chi, come Elio Lannutti, denuncia i comportamenti, supposti appunto illeggittimi, a suon di carte bollate presso le sedi competenti.

Lo affianco nel senso che come Parlamentare lotto per gli stessi ideali di giustizia, e come cittadino faccio di tutto per informare i concittadini della realtà in oggetto. Ecco quindi che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i riassunti di questo libro, che voglio offrire sia in versione videoriassunto, per chi se lo vuole ascoltare in auto, in bus, in treno, in bici ecc., sia in versione testo.

Il tema è d’importanza capitale e andrebbe discusso tutti i giorni dai massmedia cosidetti “mainstream”, ma si sa che certi argomenti sono “tabù”. Io nel mio piccolo ci provo e ho già pubblicato nella suddetta sezione “Indispensabili” gli estratti di diversi altri libri sull’argomento Finanza/banche, nello specifico (in ordine alfabetico):

Invito questi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi ad offrirvi i riassunti.

E se leggendo questo libro vi prende una sana rabbia, non sprecatela in azioni inefficaci, fate la cosa più semplice e nel contempo più efficace possibile, cambiate banca e togliete l’ossigeno a questo sistema bancario marcio e predatorio, immettendolo in uno sano, quello della finanza etica, di cui parlo e pratico da anni

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CAP. 1) BANKITALIA ADDIO

Nel 1926 la Banca d’Italia ottiene la concessione esclusiva sull’emissione della moneta estromettendo il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. La legge bancaria del 1936 oltre a regolamentare il sistema bancario e assegnare alla Banca d’Italia il compito di vigilare sulle banche ed emettere moneta quale istituto di diritto pubblico, disegna un assetto del sistema creditizio basato sulla netta separazione tra banca e Industria, e sulla divisione fra credito a breve e a lungo termine confermando la funzione di interesse pubblico dell’attività bancaria.

La situazione cambia nel 1979 con l’ingresso dell’Italia nello SME (sistema monetario europeo). La prima conseguenza è il divorzio fra Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro nel 1981 viene decretato la fine dell’intervento della banca centrale nelle aste pubbliche di collocamento dei titoli di Stato come acquirente residuale. Non potendo più calmierare le aste la Banca d’Italia lasciava in pratica alle banche private il compito di decidere volta per volta a quale tasso d’interesse dovevano essere collocati i titoli di Stato con la conseguenza che queste potevano avvantaggiarsi dell’enorme rendite di posizione. Con la legge del 1992 si stabilisce che le variazioni del tasso di sconto sono disposte dal governatore della Banca d’Italia con proprio provvedimento e non più dal Ministero del Tesoro. La legge vieta anche qualsiasi coordinamento fai due enti suddetti.

Teniamo sempre a mente che il 95% delle quote di partecipazione al capitale sociale di Bankitalia è di proprietà di banche private, in particolare Intesa Sanpaolo e Unicredit ne detengono da sole 52%.

Alla fine del 2014 la Banca d’Italia volta pagina con il passaggio di buona parte della vigilanza sugli istituti di credito alla Bce così come previsto dalla tabella di marcia dell’Unione Europea. Banca d’Italia come tutte le banche centrali dei paesi europei ha perso quindi la responsabilità della politica monetaria, non controlla più la moneta nei cambi, e perde anche la vigilanza sulle 15 banche nazionali maggiori con BCE e che avrà da quel momento in poi voce in capitolo anche comunque sulle altre banche, quelle più piccole, del nome dell’unicità dell’azione di supervisione.

La Bce è la più potente delle istituzioni europee a cui sono state delegate decisioni di politica monetaria di competenza delle banche centrali dei paesi che hanno aderito all’euro spetta a lei decidere le politiche dei tassi d’interesse stabilire la quantità di moneta necessaria supervisionare le operazioni in valuta estera effettuate dalle varie banche centrali nazionali che contribuiscono a determinare i tassi di cambio.
Il trattato sul funzionamento dell’Unione Europea TFUE assegna un chiaro mandato alla BCE; il mantenimento della stabilità dei prezzi nonché una serie di altri compiti per l’assolvimento dei quali il trattato accorda la BCE piena indipendenza da interferenze politica. Nel 2011 in piena crisi finanziaria la BCE inaugura una nuova sede principesca costata oltre un miliardo di euro.

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Nelle prossime settimane pubblicherò il riassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane, mentre quelli precedenti li trovate qua

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