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Indispensabili – State of the World 2013 – Cap. 11,12,13) Costruire una economia sostenibile

Posted by giannigirotto su 15 settembre 2015

sow_2013_cop_itaIl Worldwatch Institute è stato fondato nel 1974 ed è considerato il più autorevole centro di studi interdisciplinari sui trend ambientali del nostro pianeta. Sono 30 anni che emana i suoi rapporti annuali, io personalmente lessi il primo nel 1988.
Affronto ora la lettura della edizione 2013 del rapporto, che è incentrata sul minimo comun denominatore della “sostenibilità“, che in questo rapporto viene analizzata nelle sue molteplici sfaccettature, ma sempre in maniera estremamente analitica e rigorosa.
Lo aggiungo a pieno merito tra i miei Indispensabili e cercherò di condividere con voi per ogni capitolo le parti essenziali.

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Cap. 11, 12, 13) Costruire un’economia sostenibile

 

Premetto che su questi argomenti trovate moltissimo materiale sia nella mia cartella apposita “documenti“, sia in alcuni libri che ho già letto e riassunto e messo a disposizione nella sezione “Indispensabili“, e in particolare “Democrazia Energetica“, “Energia oggi e domani – Prospettive, sfide, speranza“, “Petrolio e Politica“, “Rinnovabili: se non ora quando“,”Trivelle d’Italia“, e indirettamente anche su “Un piano per salvare il Pianeta“, tutto materiale quindi a cui vi rimando nel caso vogliate approfondire… ecco invece i riassunti dei tre capitoli in oggetto:

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Non si può continuare a utilizzare il Pil per misurare il benessere di una società ma lo si deve sostituire con altri indicatori come ad esempio l’indice di progresso genuino in inglese GPI genuine progress indicator.
Infatti mentre il Pil continua a crescere negli ultimi decenni il GPI ha avuto un picco più o meno nel 1975 e da allora è stato fermo o in graduale calo. Oggi gli Stati Uniti e diversi altri paesi industrializzati si trovano in un periodo di quella che potremmo chiamare una crescita antieconomica in cui l’ulteriore crescita delle attività economiche di mercato cioè il Pil a conti fatti sta in effetti riducendo il benessere piuttosto che aumentarlo ( è quello che affermano economisti quando dicono che la redistribuzione della ricchezza si è fermata anzi si è invertita, ndr).

Dobbiamo pertanto rispettare i limiti ecologici, proteggere le competenze tra l’altro con orari di lavoro ridotti, che possono anche aumentare la capacità degli individui di prosperare migliorando l’equilibrio lavoro/vita, determinare dei limiti equi all’ineguaglianze salariali, ovvero un reddito minimo e massimo. Diversi studi hanno infatti dimostrato che la maggior parte degli adulti sarebbe disposta a rinunciare a parte del proprio guadagno personale per ridurre un ineguaglianza che ritengono iniqua. Auspicabile poi anche la possibilità di utilizzare nuove forme di proprietà cooperative vedi per esempio le società darsena detto popolare auspicabile anche dal premio Nobel Yunus (ecco alcuni esempi con cooperative su Finanza, Assicurazioni ed elettricità)

Un altro fattore da rivedere pesantemente è il sistema monetario corrente che intrinsecamente sostenibile la maggior parte della liquidità monetaria è il risultato di quello che viene chiamato sistema bancario a riserva frazionaria. Alle banche viene richiesto per legge di trattenere una percentuale di ciascun deposito che ricevono, il resto lo possono prestare a interesse. Tuttavia i prestiti sono depositati in altre banche che a loro volta possono prestare prestare tutto tranne la riserva richiesta, e il risultato netto è che i nuovi soldi emessi dalle banche più il deposito iniziale saranno uguali al deposito iniziale / la riserva frazionaria. Per esempio se un governo deposita un milione di dollari in banca e la richiesta di riserva frazionaria del 10% le banche possono creare moneta per 9 milioni di dollari concedendo i relativi prestiti per una liquidità monetaria totale di 10 milioni di dollari. In questo modo la maggior parte dei capitali erogati in forma di debito che produce interessi.

Questo sommato ha fatto il processo di allocazione del capitale stato ampiamente sottratto istruzioni che sarebbe un interesse pubblico da invece dominato da istituzioni e individui che cercano solo di massimizzare il profitto fornisce una parte della spiegazione all’attuale enorme crisi finanziaria mondiale. Viceversa deve essere riconfermato al governo di ciascun paese il potere di creare la propria moneta abbandonando l’attuale sistema bancario a riserva frazionaria e procedendo verso la richiesta del 100% di riserva sui depositi (chi vuole approfondire può leggere gratuitamente i riassunti dei libri “Dobbiamo ridare fiducia ai mercati!” e “I padroni del mondo”).

Si deve poi procedere ad internalizzare i costi ambientali esterni, cioè le cosidette esternalizzazioni.  Le tasse verdi sono infatti una forma di acquisizione di reddito perché fanno pagare l’utilizzo privato di risorse create dalla natura. Un primo tentativo di affrontare alcuni di questi problemi sono i bilanci di “responsabilità sociale d’impresa”, o CSR – corporate social responsability.

Altra misura auspicabile è la tassazione progressiva quindi passare il redditi più alti man mano in percentuali maggiori. Infine sono auspicabili maggiori investimenti del governo in beni pubblici, programmi anti povertà, programmi di alfabetizzazione degli adulti, una migliore pianificazione dell’utilizzo del suolo e protezione degli habitat naturali.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre per i precedenti li trovate qua.

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