Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili – Io so e ho le prove – Capitoli 1 e 2

Posted by giannigirotto su 1 novembre 2015

Ancora una volta so che dovrei usare un tono estremamente più indignato nel parlare dei deprecabilissimi (come minimo – illeggitimi e quindi truffaldini come massimo, ma questo può dichiararlo solo la magistratura, non certo io…) comportamenti degli Istituti di Credito, delle banche insomma… Ma non ci riesco, anche perchè seguo questa materia da quasi trent’anni, e so da tempo di quanti misfatti si siano macchiate le suddette, che in questo libro vengono messe tutte in fila, e spiegate e dettagliate al di là di ogni ragionevole dubbio.

D’altronde indignarsi e basta lo fanno già in moltissimi, ma senza agire poi di conseguenza, e quindi dimostrandosi nel migliore dei casi pigri e indifferenti, nel medio ipocriti e nel peggiore complici.

Io continuo imperterrito come cittadino e, finchè lo sarò come Parlamentare, ad offrirvi riassunti di libri che approfondiscono la materia, e quindi e aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i riassunti di questo libro, che voglio offrire sia in versione videoriassunto, per chi se lo vuole ascoltare in auto, in bus, in treno, in bici ecc., sia in versione testo.

Il tema è d’importanza capitale e andrebbe discusso tutti i giorni dai massmedia cosidetti “mainstream”, ma si sa che certi argomenti sono “tabù”. Io nel mio piccolo ci provo e ho già pubblicato nella suddetta sezione “Indispensabili” gli estratti di diversi altri libri sull’argomento Finanza/banche, nello specifico (in ordine alfabetico):

Invito questi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi ad offrirvi i riassunti.

E se leggendo questo libro vi prende una sana rabbia, non sprecatela in azioni inefficaci, fate la cosa più semplice e nel contempo più efficace possibile, cambiate banca e togliete l’ossigeno a questo sistema bancario marcio e predatorio, immettendolo in uno sano, quello della finanza etica, di cui parlo e pratico da anni

_________________________________________

Cap, 1 e 2)

L’art. 47 della Costituzione afferma che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.”
Ma questa nobile affermazione è stata stravolta nei primi anni ’90 quando è stato dato il via alla privatizzazione delle grandi banche pubbliche.
La funzione “pubblica” del credito viene sotterrata, e viceversa si inizia a ragionare solo per obiettivi, e l’obiettivo è “piazzare prodotti finanziari” ad ogni costo.
Coerentemente, anche la formazione del manager bancario cambia totalmente nel giro di pochi mesi. Dal puntare alle conoscenze delle tecniche bancarie e finanziarie, si passa ad aumentare la capacità di vendere, di convincere il cliente.
L’analisi di merito di affidabilità del cliente viene totalmente spersonalizzata, non conta più il rapporto personale e la conoscenza diretta del territorio, ma tutto viene demandato ad una computer che analizza freddamente i dati di bilancio del cliente, senza lasciare nessun margine di decisione al direttore di filiale.
Dalla privatizzazione in poi una delle tecniche più classiche per guadagnare è quella di forzare il cliente ad acquistare una polizza assicurativa collegata con la concessione del prestito che il cliente richiede. Questa polizza garantisce margini molto elevati di guadagno, e al raggiungimento di determinati obiettivi di vendita, di corposi premi per l’impiegato bancario che le ha vendute.
Nei contratti con le banche si nascondono leggerezze e insidie che per anni sono state la regola, ovviamente a sfavore del cliente, che però spesso non è in condizione di trattare, o non ha le competenze per accorgersene.
Ma se invece il cliente è in gamba e si accorge di un raggiro e minaccia azioni legali, le banche aprono la procedura “72H”, che significa che nel giro di tre giorni rabboniscono il cliente con una “mancia” generosa, pur di non arrivare davanti al tribunale.
Immorale è anche il fatto che molto spesso le banche all’inizio di un trimestre alzino di qualche decimale il tasso di interesse, contando sul fatto che il 97% dei clienti nemmeno se ne accorge, permettendogli così serenamente di guadagnare cifre da capogiro stante la cifra complessiva su cui il rialzo viene applicato.
Anche le numerose e frequenti fusioni tra le banche hanno dato adito spesso a queste manovre di “aggiustamento”, sempre a favore della banca ovviamente. Sappiate però che i tribunali si stanno orientando a valutare come illegittima la pratica di inviare le proposte di modifica delle condizioni contrattuali con missive semplici, e questo significa che se fate causa avete ottime probabilità di vincere.
Le banche reagiscono duramente ai rari cambiamenti legislativi loro sfavorevoli. Quando fu vietata la “commissione di massimo scoperto”, la sostituirono prontamente con due altre commissioni, la Civ (commissione di istruttoria veloce) e la Dif (Disponibilità immediata fondi), che combinate assieme costano ancora di più della “massimo scoperto” al cliente. Anche in questo caso però il cliente ha buone possibilità di fare causa recuperarando il maltolto.
Quando la banca intima al cliente moroso di “rientrare”, in realtà non ha nessun interesse ad “andare in causa”, perchè facendolo dovrebbe portare, in bilancio, a debito la somma in oggetto, peggiorando così il bilancio stesso. Inoltre non vuole andare in causa sapendo di aver compiuto spesso molte irregolarità. E’ per questo che preferisce rinegoziare il finanziamento col cliente, facendogli firmare un nuovo contratto che “nasconde” al suo interno anche una subdolissima clausola di “manleva” per il pregresso, cioè firmando quel contratto il cliente dichiara di non aver nulla da pretendere rispetto a tutti i rapporti passati intercorsi sino al quel momento con la banca, insomma una sanatoria totale, che il cliente firma a sua insaputa, visto che la frase chiave “estinzione delle descritte debitorie” è volutamente incapibile per la maggior parte dei normali cittadini.
La banca spesso ha incorso nel reato di usura, dal momento che a determinare il superamento del tasso massimo, oltre il quale scatta appunto il reato, concorrono anche tutti i costi accessori a carico del debitore.
Altri comportamenti scorretti, per i quali si può ricorrere in tribunale sono la firma di un contratto di finanziamento senza indicazione della cifra dello stesso (“foglio firmato in bianco”), la presenza della c.d. “clausola di coesistenza”, che prevede cioè entrambe le Commissioni di cui ho parlato poc’anzi, oppure la mancanza della data di sottoscrizione del contratto stesso. o infine il fatto che a firmare per la banca sia qualcuno che non ne ha la facoltà, il c.d. falsus procuratur.

infine, ad integrazione, ricordo la mia sezione “finanza etica” per approfondire e passare dalla rabbia alla soluzione…

__________________________________________________

Nelle prossime settimane pubblicherò il videoriassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: