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Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Indispensabili – Io so e ho le prove – Capitoli 6, 7

Posted by giannigirotto su 10 gennaio 2016

Ancora una volta so che dovrei usare un tono estremamente più indignato nel parlare dei deprecabilissimi (come minimo – illeggitimi e quindi truffaldini come massimo, ma questo può dichiararlo solo la magistratura, non certo io…) comportamenti degli Istituti di Credito, delle banche insomma… Ma non ci riesco, anche perchè seguo questa materia da quasi trent’anni, e so da tempo di quanti misfatti si siano macchiate le suddette, che in questo libro vengono messe tutte in fila, e spiegate e dettagliate al di là di ogni ragionevole dubbio.

D’altronde indignarsi e basta lo fanno già in moltissimi, ma senza agire poi di conseguenza, e quindi dimostrandosi nel migliore dei casi pigri e indifferenti, nel medio ipocriti e nel peggiore complici.

Io continuo imperterrito come cittadino e, finchè lo sarò come Parlamentare, ad offrirvi riassunti di libri che approfondiscono la materia, e quindi e aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i riassunti di questo libro, che voglio offrire sia in versione videoriassunto, per chi se lo vuole ascoltare in auto, in bus, in treno, in bici ecc., sia in versione testo.

Il tema è d’importanza capitale e andrebbe discusso tutti i giorni dai massmedia cosidetti “mainstream”, ma si sa che certi argomenti sono “tabù”. Io nel mio piccolo ci provo e ho già pubblicato nella suddetta sezione “Indispensabili” gli estratti di diversi altri libri sull’argomento Finanza/banche, nello specifico (in ordine alfabetico):

Invito questi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi ad offrirvi i riassunti.

E se leggendo questo libro vi prende una sana rabbia, non sprecatela in azioni inefficaci, fate la cosa più semplice e nel contempo più efficace possibile, cambiate banca e togliete l’ossigeno a questo sistema bancario marcio e predatorio, immettendolo in uno sano, quello della finanza etica, di cui parlo e pratico da anni

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Cap. 6, 7)

Le speculazioni degli istituti di credito

Oltre alle polizze assicurative, di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente, l’attività speculativa delle banche si è basata per molti anni anche sulla vendita di diamanti. Il profitto che il loro commercio genera alle banche è secondo infatti solo ai famigerati derivati, ma con il vantaggio che il cliente ha la sensazione di “toccare” il proprio investimento. Le banche lo propongono dicendo che “il diamante è anonimo nei confronti del fisco, e non è pignorabile…” omettendo però di dire che, una volta comprato, gli sarà ben difficile venderlo, ma sopratutto che se lo si compra a 100 lo si rivenderà a 80.

Anche i famosi “fondi immobiliari”  sono difficilmente vendibili, sovente il cliente deve accontentarsi di un valore inferiore a quello della propria quota. L’unica cosa certa, come sempre, sono le commissioni che la banca incassa. A tutto questo si aggiunga che i funzionari bancari hanno incentivi che arrivano anche al 30% del proprio stipendio, e che certamente non li può far classificare come esenti da conflitto d’interessi.

Il grande inganno su Lehman brothers

Dopo il fallimento della Lehman Brothers i vertici bancari tentarono di far passare il messaggio “non preoccupatevi, è una questione USA, a noi non porterà conseguenze”, ed inoltre “la colpa è delle agenzie di rating”. Erano naturalmente due bugie. Peggio ancora, anche “Patti chiari”, l’organo ufficiale delle banche italiane che dava indicazioni sui rischi di investimento, indicava il titolo Lehman come “a basso rischio” anche il giorno stesso della sua chiusura, mentre era chiaro da tempo che era a forte rischio. Subito dopo il fallimento le banche, per tutelarsi, inviarono una lettera ai propri clienti in cui ricordavano che la nota informativa fornita ai loro clienti affermava che tutti i rischi erano a carico dei clienti stessi. E a chi aveva avuto perdite le banche proposero una nuova polizza (quindi nuove commissioni) per recuperare sì il 100%, ma in tempi molto lunghi, altrimenti avrebbero incassato subito il 50% ma il resto avrebbero rischiato di perderlo.

Peccato che invece si “dimenticarono” di informare che i tribunali, a cui alcuni clienti “esperti” si erano rivolti, avevano sancito che i sottoscrittori di polizze legate a Lehman Brothers avevano diritto di vedersi restituire subito l’intero importo investito.

Molto significativo inoltre è constatare come negli USA, la pur potentissima Bank of America ha dovuto alla fine pagare una multa di 16 miliardi di dollari ed ammettere di aver fornito indicazioni fuorvianti sulla qualità dei titoli che emetteva, mentre in Italia nessuna banca ha pagato multe né tantomeno ha dovuto ammettere di aver compiuto azioni scorrette .

infine, ad integrazione, ricordo la mia sezione “finanza etica” per approfondire e passare dalla rabbia alla soluzione… (ndr)

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Nelle prossime settimane pubblicherò il videoriassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qua

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