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Indispensabili – Banda d’Italia – Postfazione: l’immenso potere della BCE

Posted by giannigirotto su 10 febbraio 2016

So che dovrei usare un tono molto più indignato nel parlare dei deprecabilissimi (come minimo – illeggitimi e quindi truffaldini come massimo, ma questo può dichiararlo solo la magistratura, non certo io…) comportamenti di Banca d’Italia, ma non ci riesco, dal momento che sono molti anni che ho smesso di indignarmi dei comportamenti degli esseri umani, che so essere perfettamente capaci di qualunque bassezza e meschinità.

D’altronde indignarsi e basta lo fanno già in moltissimi, ma senza agire poi di conseguenza, e quindi dimostrandosi nel migliore dei casi pigri, nel medio ipocriti e nel peggiore complici.

Io invece me ne resto tranquillo, e affianco chi, come Elio Lannutti, denuncia i comportamenti, supposti appunto illeggittimi, a suon di carte bollate presso le sedi competenti.

Lo affianco nel senso che come Parlamentare lotto per gli stessi ideali di giustizia, e come cittadino faccio di tutto per informare i concittadini della realtà in oggetto. Ecco quindi che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i riassunti di questo libro, che voglio offrire sia in versione videoriassunto, per chi se lo vuole ascoltare in auto, in bus, in treno, in bici ecc., sia in versione testo.

Il tema è d’importanza capitale e andrebbe discusso tutti i giorni dai massmedia cosidetti “mainstream”, ma si sa che certi argomenti sono “tabù”. Io nel mio piccolo ci provo e ho già pubblicato nella suddetta sezione “Indispensabili” gli estratti di diversi altri libri sull’argomento Finanza/banche, nello specifico (in ordine alfabetico):

Invito questi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi ad offrirvi i riassunti.

E se leggendo questo libro vi prende una sana rabbia, non sprecatela in azioni inefficaci, fate la cosa più semplice e nel contempo più efficace possibile, cambiate banca e togliete l’ossigeno a questo sistema bancario marcio e predatorio, immettendolo in uno sano, quello della finanza etica, di cui parlo e pratico da anni

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Postfazione: l’immenso potere della BCE

L’economia mondiale rimane sulla stessa strada piena di ostacoli in cui si trova da quando è emersa dalla crisi finanziaria globale del 2008. È il risultato di politiche e strategie sbagliate decise dalle grandi banche centrali nonché di errori commessi in Europa soprattutto per le manie della Germania.
Le politiche di austerità hanno determinato tra l’altro il calo dei tassi d’interesse, ma ciò non sta spingendo le persone a chiedere denaro in prestito per consumare o comprare beni, visto che siamo tutti in uno stato d’ansia per il nostro futuro.

Molti ancora non lo capiscono ma saremo schiacciati dai tassi sotto zero voluti da Draghi con la sua disperata manovra per evitare deflazione e stagnazione. Una scelta di classe 1114 miliardi di euro elargiti alle banche e ovviamente non a noi cittadini.
La realtà è che in Europa Draghi ha cominciato a esercitare una funzione politica supplente, prendendo posto e ruolo tipici del governo, nel momento più critico della crisi dell’euro. La questione chiave era spingere, a varie riprese, l’acceleratore dell’integrazione bancaria e monetaria in assenza di quella politica.

Negli anni più recenti ci sono state varie fasi in cui in effetti l’intera architettura UE – una facciata basata su una moneta comune, unico caso nella Storia in cui la valuta nasce prima che esista uno Stato – stava sul punto di collassare.

Poi ci fu il fiscal compact lanciato da Draghi, cioè la prima grossa ciambella di salvataggio per le banche, consistente nel cosidetto Ltro, un programma di prestiti speciali a tassi dell’1%, per un valore di mille miliardi di euro, di cui 250 per le banche italiane.

Ma nè questo nè l’attuale QE (Quantitative easing, cioè un ennesimo programma di aiuti alle banche, ndr) hanno impedito la discesa dei tassi d’interesse, chiaro segno di depressione economica grave, tassi che sono diventati persino negativi, nel silenzio dei media che non vogliono parlare di una situazione totalmente nuova, sconosciuta, piena di incognite molto preoccupanti. Talmente preoccupanti che uno dei maggiori esperti internazionali, funzionaro della Banca internazionale dei regolamenti, Cladio Borio, ha scritto nero su bianco che “Se si continuerà a procedere su questo cammino che non ha precedenti, i confini tecnici, economici, giuridici e persino politici verranno senz’altro messi alla prova.” Un linguaggio diplomatico ma che rivela enorme preoccupazione. Le politiche monetarie aggressive delle banche centrali hanno salvato l’economia mondiale dal disastro, ma siamo sicuri che non ne stiano causando un altro di ben peggiori proporzioni?

La trappola della liquidità in cui ci troviamo non fa ripartire gli investimenti privatie a questo si aggiunge il paradosso che non si sfrutta questo livello di bassi tassi di interesse per coprire il deficit di infrastrutture (strade, aeroporti, porti, ferrovie ecc.) dei grandi paesi, cioè di uno degli impieghi con il più alto rendimento atteso.

Altra manovra di Draghi è stata quella di introdurre il Ssm (Single supervisory mecanism) che permette alla BCE di vigilare direttamente su circa 5mila banche dell’eurozona, lasciando alle varie banche centrali nazionali il compito di vigilare sulle altre, quelle più piccole.

Ora l’Italia deve affrontare un’ulteriore problema legato ad una possibile infrazione legata alla gestione dei cosidetti Dta, cioè il modo in cui le banche gestiscono gli attivi derivanti dalle imposte anticipate iscritte nei loro bilanci, che l’Unione Europea potrebbe considerare “aiuti di Stato”. Molto significativo che nel commentare questo pericolo, il direttore generale di Abi (Associazioni banche italiane) Giovanni Sabatino abbia testualmente dichiarato: “Se è necessario un intervento dela Commissione europea per ristabilire un corretto funzionamento del mercato e una competizione su un terreno di gioco effettivamente livellato, questo avrebbe dovuto essere nel senso di chiedere ai governi… la totale armonizzazione delle norme fiscali, delle norme sul diritto penale dell’economia, delle regole amministrative che oggi ancora rendono incompleto e assimetrico il quadro normativo…” Come dire: prima prima un’unione politica ed economica vera e poi ne riparliamo.

E quanto appena detto riapre l’enorme questione degli aiuti di Stato che invece altre nazioni hanno concesso alle loro banche, Austria ma sopratutto Germania in primis. Berlino ha aiutato diverse banche, arrivando anche a nazionalizzare la seconda banca commerciale del Paese, con un’iniezione di 17 miliardi di euro. Ce anche da dire che le banche pubbliche tedesche, forti delle garanzie pubbliche, si sono avventurate in investimenti ad alto rischio e si sono ritrovate invischiate praticamente in tutte le grandi crisi finanziare globali.

Ma anche le banche inglesi, olandesi e spagnole hanno beneficiato di generosi aiuti pubblici, insomma complessivamente i governi dell’UE hanno eorgato complessivamente 700miliardi di aiuti pubblici, aiuti pubblici per aziende ricordiamolo private (e voi PMI e liberi professionisti? anche voi siete aiutati? ndr).

Ci vorrebbe una riforma generale delle regole del gioco, ma nessuno ha il coraggio di correggere il capitalismo bancocentrico degenerato ormai dominante.

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Nelle prossime settimane pubblicherò il riassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane, mentre quelli precedenti li trovate qua

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