Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

  • visite ricevute

    • 354.825
  • Iscriviti

  • Add to Google

  • Categorie

  • Archivi

Archive for the ‘Assicurazioni’ Category

Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: TTF – Tassa Transazioni Finanziarie

Posted by giannigirotto su 5 novembre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui.

Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

______________

Logo BluradioVenetoUn cordiale saluto da Gianni Girotto e benvenuti a questo nuova puntata di “non con i miei soldi”.
Oggi vorrei partire con un dato preciso. Ogni giorno si effettuano transazioni finanziarie per un controvalore di 7200 miliardi di dollari (14 milioni di miliardi di lire). La grande maggioranza di tali operazioni sono speculative. Non tutti sanno che gli operatori finanziari si sono costruiti già da molto tempo un territorio extralegale chiamato OTC (Over the Counter – letteramente “sopra il bancone”, cioè regolato con contratti non standardizzati), territorio dove, in ossequio al principio ideologico di un mercato autoregolante, possono esporsi a rischi incalcolabili e destabilizzanti. Tanto per fare un esempio di cosa ciò significhi, pensate che grazie, grazie si fa per dire, a questo territorio extralegale, un terzo del gigantesco fondo per la crisi creato dal Governo USA, è finito a una società di assicurazione privata, AIG, che ha utilizzato il denaro PUBBLICO, per ripagare alcuni grandi operatori finanziari PRIVATI, Goldman Sachs in testa, che si erano assicurati contro il fallimento della Lehman Brothers.
Vista la spaventosa quantità di denaro PUBBLICO utilizzato per risanare le banche PRIVATE, è chiaro che queste si saranno dette tra sè e sè: “perchè non rifarlo, cioè perchè non continuiamo a speculare, dal momento che se va bene guadagniamo moltissimo, e se va male veniamo salvati in ogni caso dallo Stato con denaro pubblico.
Da qui nasce l’idea di una tassa sulle transazioni finanziarie (abbreviata in ttf), di cui vi parlerò oggi, una tassa che potrebbe frenare sensibilmente la speculazione facendo pagare il conto a chi lo merita maggiormente, e contemporaneamente in grado di raccogliere ingenti capitali per utilizzarli per il bene pubblico.
Dovete sapere che l’idea di questa tassa sulle transazioni finanziarie è tutt’altro che nuova, se ne discute da moltissimi anni, ma naturalmente è tornata di gran voga dopo la crisi finanziaria del 2008. Nel 2010 il Parlamento europeo aveva votato in senso favorevole alla sua introduzione, ma è stato dopo pochissimo sconfessato e bloccato dalla Commissione Europea che ha bloccato tutto.
Allora questa tassa ha il duplice scopo di disincentivare le speculazioni, e fare cassa di denaro da usare poi per il bene pubblico. Per quanto riguarda il primo aspetto, cioè disincentivare le speculazioni, dovete sapere che oggi è possibile comprare e vendere migliaia di volte in un giorno, 24 ore su 24, nella speranza di guadagnare anche su piccole oscillazioni dei prezzi. Queste sono tutte operazioni che non hanno legame con l’economia reale, ma solo speculative. Se fosse applicata tale tassa, realizzare mille operazioni al giorno significherebbe pagare mille volte la tassa.
Contemporaneamente tale imposta sarebbe sufficientemente piccola (si parla dello 0,05%, ripeto 0,05%) da non scoraggiare le “normali” operazioni di investimento, non avrebbe quindi riflessi negativi su chi opera eticamente in un’ottica di medio-lungo periodo.
Per come è pensata, la tassa sulle transazioni finanziarie  colpirebbe sopratutto le transazioni a brevissimo termine e quelle sui derivati, che sono esattamente quelle più speculative. Riguardo al secondo punto, fare cassa, questa  tassa Permetterebbe di riscuotere un gettito prevedibile, sufficientemente costante, e di rilevante entità, si suppone attorno ai 500 miliardi di euro all’anno, e ripeto sarebbe denaro proveniente dai responsabili della speculazione, da ridistribuire alla popolazione.
Una conseguenza naturale di questa tassa sulle transazioni finanziarie  sarebbe inoltre una stabilizzazione della grande finanza con ricadute molto positive per il mondo industriale e imprenditoriale. Infatti la maggioranza delle grandi e grandissime imprese oggi  è controllata da investitori (cioè fondi di investimento, fondi pensione e privati)  che hanno per obiettivo anzichè uno sviluppo reale e sostenibile nel lungo periodo dell’impresa, quello di massimizzare il valore delle proprie azioni utilizzando appunto questi strumenti speculativi. La tassa sulle transazioni finanziarie permetterebbe quindi di stabilizzare i mercati e rallentare tale fenomeno.
Come ho accennato prima, di questa tassa sulle transazioni finanziarie se ne parla da anni, ed alcuni Paesi hanno al loro interno già qualcosa di simile, cioè hanno introdotto una tassa similare che va a creare una cassa nazionale che poi naturalmente utilizzano localmente, e questo è una serissima riprova dell’utilità di questo strumento.
Bene, ora una piccola pausa e poi andremo a completare il discorso.
(PAUSA)
Bentornati, dopo aver visto nella prima parte cosa è e che vantaggi porterebbe nei  mercati finanziari l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, vorrei ora fornirvi una serie di risposte a quelle che sono le critiche più ricorrenti a questa idea. Infatti se cercate in internet troverete certamente molti articoli a favore, ma ne troverete anche molti di critici, che si oppongono alla sua introduzione, e quindi vorrei fornirvi subito le risposte:
Una prima critica afferma che sarebbe necessario applicare tale tassa su scala internazionale, insomma dappertutto, altrimenti l’effetto sarebbe quello di spostare le operazioni sui mercati privi di questo balzello. Non è vero. Lo dimostra l’esistenza di imposte simili già oggi, applicate solo in alcuni Paesi, come la Gran Bre­tagna, Austria, Grecia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera, Hong Kong, Cina, Singapore e la mini-imposta (0,003%) sulle im­prese quotate al New York Stock Exchange e al Nasdaq.  Per evitare che gli operatori si spostino in Paesi che non applicano la TTF basterebbe che il costo dell’imposta fosse inferiore a quello della delocalizzazione delle attività. Inoltre nei grandi mercati finan­ziari gli investitori lavorano guardando non solo la pressione fiscale, ma una serie di fattori importantissimi come la sicurezza negli scambi, la dimensione dei mercati, il numero di attori presenti, e quindi uno spostamento su altri Paesi non è cosa semplice e automatica.
Un’altra critica riguarda il rischio di una riduzione della li­quidità circolante in un momento in cui i mercati necessitano di essere continuamente stimolati dagli investimenti.
Non è vero. I due mercati più grandi, liquidi e sviluppati del mondo, la City di Londra e Wall Street a New York, sono an­che i due principali casi in cui esiste già un’imposta su alcune particolari transazioni finanziarie.
E poi facciamo bene attenzione che L’assenza di un’imposta sulle transazioni finanziarie rappre­senta un’eccezione nel panorama fiscale. Quasi tutti gli ac­quisti sono caratterizzati da un’imposizione fiscale (pensia­mo all’IVA, che è una tassa di rilevante entità che viene applicata a quasi tutti i beni). Quindi la presenza di tasse frena solo le speculazioni, non l’economia reale.

I sostenitori del libero mercato sostengono poi che la TTF dimi­nuirebbe l’efficienza dei mercati finanziari, il cui primo scopo deve essere quello di garantire l’allocazione ottimale delle ri­sorse tra chi ha bisogno di capitali (tipicamente le imprese) e chi ha dei capitali da investire (famiglie, privati). Beh in pratica ho già risposto prima, cioè è si vero che in effetti la TTF comporterebbe una riduzione della dimen­sione dei mercati finanziari, ma lo farebbe però solo perchè frenerebbe le scommesse a carattere speculativo, non gli scambi legati all’economia reale, e sono solo questi che devono essere salvaguardati, non le scommesse speculative.

Altra critica ricorrente afferma che i due effetti, della TTF – freno alla speculazio­ne e reperimento di risorse – sono incompatibili e si annul­lerebbero a vicenda. Si sostiene cioè che un tasso basso non frenerebbe i fenomeni speculativi e raccoglierebbe poco gettito, mentre un tasso alto scoraggerebbe qualsiasi operazione, ma così ridur­rebbe anche il gettito raccolto. Un argomento che si rivela pri­vo di validità se si guardano agli studi condotti e l’esperienza nei Paesi dove imposte simili esistono già. In primo luogo la base imponibile è talmente grande che anche un tasso molto bas­so garantirebbe enormi introiti. Per quanto riguarda invece il freno all’operatività, abbiamo già risposto prima.

La TTF non risolverebbe i problemi alla base dell’attuale crisi finanziaria
È vero che una Tassa sulle transazioni non rappresenta la pa­nacea dei problemi del mondo finanziario (i suoi proponenti non lo hanno mai sostenuto). Ma potrebbe dare un importan­te contributo. Come afferma il premio Nobel per l’economia del 2008 Paul Krugman, “gli investimenti sbagliati non sono tutta la storia della crisi. Quello che ha trasformato cattivi investimenti in una cata­strofe è stata l’eccessiva dipendenza del sistema finanziario dalle operazioni a breve termine. […] E una tassa sulle transazioni, scoraggiando la dipendenza dalle operazioni di brevissimo periodo, avrebbe reso molto più improbabile il verificarsi de­gli stessi eventi”, cioè della bolla speculativa e il successivo inevitabile crack del 2008 di cui stiamo tuttora patendo le conseguenze, e le patiremo ancora per lungo tempo.

Siamo in conclusione come sempre vi lascio alcuni riferimenti per chi volesse informarsi maggiormente o avesse delle domande o volesse proporre argomenti o idee. Innanzitutto vi è la pagina facebook “Etica? si grazie!”, e poi la sezione “finanza etica” del mio sito, che potete trovare velocemente se sui motori di ricerca scrivete “Finanza etica gianni girotto”. Oltre a ciò trovate l’archivio delle puntate, per poterle riascoltare o consigliare agli amici, nel sito di Blu Radio Veneto.
Bene, abbiamo davvero terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla prossima puntata.

______________

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando l’immagine qui a destra Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Agisci, Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica, monopoli, multinazionali, Risparmio, Società/Politica, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: I lobbysti finanziari a Bruxelles

Posted by giannigirotto su 25 ottobre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui

Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

______________

Logo BluradioVenetoUn cordiale saluto, sono Gianni Girotto, e vi terrò compagnia nei prossimi minuti con questa nuova puntata di “Non con i miei soldi”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente il proprio denaro.
Nel corso della prima puntata vi avevo elencato brevemente gli argomenti che avremmo discusso, e fra questi avevo menzionato il problema della presenza di numerosi lobbisti a bruxelles, presso il Parlamento Europeo, che sono sostanzialmente persone che hanno lo specifico compito di , supportare, aiutare, perorare le cause della grande finanza, insomma fare pressione affinchè la legislazione europa non vada a svantaggio bensì a vantaggio di Banche e Assicurazioni e fondi d’investimento.
Dovete innzitutto sapere che stiamo parlando di una figura professionale e di un lavoro, il lobbista appunto, assolutamente legale e regolamentato, e che , ora come ora, dietro le quinte della Commissione, del Parlamento e del Consiglio dei ministri di Bruxelles, vede operare 700 esperti lobbisti per indirizzare il processo legislativo nella direzione auspicata da banche e assicurazione. Vediamo di chiarire ancora meglio il concetto, allora, l’opera dei lobbisti è assolutamente legale e regolamentata, tanto che è ampiamente previsto che questi abbiano accesso in maniera appunto regolata agli Europarlamentari e ai diversi uffici e funzionari che lavorano nelle numerose Commissioni, uffici ed istituzioni pubbliche di Bruxelles. Ed il loro compito è quello di supportare i loro mandanti, che fra l’altro sono assolutamente noti in quanto un lobbista deve dichiarare in maniera trasparente  quali sono i soggetti per cui lavora. Il lobbista quindi cerca di convincere con una serie di motivazioni tecniche, economiche, matematiche e quant’altro, l’apparato pubblico che le leggi in corso di discussione in quel momento devono essere conformate, modificate in una certa maniera perchè altrimenti questo comporterebbe danni ai loro mandanti e, dicono loro, a cascata su tutti i cittadini. Ed evidentemente questo piccolo esercito di 700 lobbisti finanziari ha lavorato molto bene negli ultimi anni, dal momento che Dall’inizio della crisi nel 2008 sono riusciti sinora a vanificare ogni tentativo di riformare il settore finanziario.
Per completare questo quadretto della situazione ora vi basterà sapere che i lobbisti “pro consumatori”, pro cittadini, non sono letteramente esistiti sino a giugno del 2010, cioè proprio non ve n’erano, e quindi non c’era nessuno che facesse da contrappeso, da contraltare, ai lobbisti della grande finanza, ed anche oggi sono comunque in forte minoranza.
In effetti la presa di coscienza di questa situazione di grande squilibrio è avvenuta proprio nell’autunno 2008, quando è esplosa la crisi finanziaria e di conseguenza è stato necessario individuare le cause della crisi. Pensate, a quel punto ci si è resi conto che non c’erano specialisti veramente indipendenti nel mondo della finanza. A tutti i livelli infatti a valutare le cose c’erano banchieri, amministratori di fondi o esperti comunque pagati dalle banche.
Solo dopo il 2008 e l’esplosione della crisi ci si è resi conto che la Commissione europea e la Direzione generale del mercato interno , che è un organismo estremamente importante, erano letteralmente infiltrati dal settore finanziario. È stato l’Osservatorio europeo delle aziende a rivelare la portata del fenomeno. Il suo rapporto pubblicato nell’autunno 2009 si intitola “Una Commissione prigioniera” e illustra in che modo Charlie McCreevy, commissario in carica all’epoca, avesse di fatto delegato il processo legislativo alle imprese coinvolte… pensate cosa significa dare in mano alle aziende private la produzione delle leggi. Molti si sono indignati naturalmente , ma la faccenda non ha avuto ripercussioni concrete.

Bene, non voglio annoiarvi o entrare troppo in dettagli, credo che la situazione che vi ho delineato sia sufficientemente chiara, abbiamo una situazione di estremo squilibrio tra i gruppi di pressione probanche da una parte e proconsumatori dall’altra a livello di produzione legislativa europea, ovviamente squilibrio a favore del mondo bancario. Ed ecco perchè ho voluto parlarvene in questa puntata che è una delle prime, perchè possiate meglio inquadrare tutto quello che di cui parleremo in seguito, e contemporaneamente capire subito uno dei principali motivi per cui ci troviamo in questa situazione. Infatti è ovvio che una società civile si conforma in base alla propria legislazione, e per modificare la situazione, la struttura, bisogna per forza avere un supporto legislativo adeguato, insomma andare il più possibile a monte dei problemi, non a valle. Quindi spero ora abbiate compreso meglio la situazione, e dopo una breve pausa passeremo ad esaminare come possiamo reagire concretamente.

Ora una Piccola pausa, che ci vuole, a risentirci tra pochissimo…

(Pausa)

Ben ritrovati alla seconda parte di “non con i miei soldi”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente il proprio denaro. Stavamo parlando della lobby finanziaria a bruxelles, e dopo aver appunto spiegato prima della pausa cosa sono e come si comportano i lobbisti finanziari a bruxelles, vediamo ora cosa possiamo fare noi cittadini comuni per correggere questa enorme squilibrio. Beh innanzitutto il saperlo costituisce il primo fondamentale passo, la maggior parte della gente ignora questa situazione, e quindi diffondere questa notizia è molto importante e rappresenta appunto il primo passo che ciascuno di noi può compiere: prendersi l’impegno di informare almeno un amico (che ci vuole…, ho detto uno…).
Poi, una volta che si è ben consapevoli, un secondo passo pratico consisterà nel chiedere a tutti i politici che incontreremo d’ora in poi “Cosa intende fare lei per diminuire il potere dei lobbisti finanziari a bruxelles” e stare a sentire cosa ci viene risposto; probabilmente la maggior parte dei politici cadrà dalle nuvole e balbetterà qualche risposta in politichese stretto, ma se continuiamo a domandarglielo li costringeremo a prendere provvedimenti. Inutile aggiungere a questo punto che ognuno di noi valuterà se votare un soggetto politico che abbia nel suo programma una soluzione a questo problema, o se al contrario non lo prenda nemmeno in considerazione, dimostrando così di avere ben altre priorità che non la lotta alle grandi lobby finanziarie. Quindi la conoscenza come primo punto fondamentale, ciascuno di voi passi passare parola ed informi coloro che ancora ignorano questi fatti.
Dopodichè si può pensare ad approfondire la materia e restare aggiornati, e infine associarsi con chi da anni combatte questa situazione. Riguardo il primo punto, per approfondire e restare aggiornati, consiglio di seguire il sito di un organismo che si chiama “Finance watch”. Questo è nato il 30 giugno 2010 ed ha per appunto obiettivo esercitare forti pressioni politiche per la regolazione della finanza, per metterla al servizio dell’economia e non più della speculazione.
Questa iniziativa è partita nel mese di giugno del 2010, quando il deputato ecologista Pascal Canfin lanciò l’idea di un’associazione di specialisti in grado di contrastare gli argomenti delle lobby finanziarie. In poco tempo rappresentanti di cinque gruppi politici diversi– da destra a sinistra – presenti a Bruxelles aderiscono e sostengono il progetto. Nei mesi seguenti vi furono tutta una serie di riunioni per definire degli obiettivi comuni e per finalizzare gli strumenti d’azione: in particolare migliorare gli strumenti di comunicazione per sensibilizzare l’opinione pubblica.
In poco tempo vi hanno aderito oltre trenta organizzazioni (sono 38 ora) , da Attac (che si batte da anni per l’introduzione della Tobin Tax, a cui magari dedicheremo una prossima puntata) alla Confederazione europea dei sindacati, gruppi di Consumatori, fondazioni e altro.
Bene, per passare ancora di più alla pratica, si tratta di dare forza ora a questa Associazione, e quindi associarsi, o direttamente con loro, tramite il loro sito http://www.finance-watch.org/, o tramite realtà che ne sono già membri attivi o che stanno valutando di diventarlo. In Italia una di queste è Altroconsumo di cui Vi ho già parlato , conta 350mila soci in italia, ed èuna delle Associazioni di consumatori più attive ed autorevoli. Altroconsumo da sempre combatte contro lo strapotere delle grandi istituzioni finanziarie, io vi consiglio di passare veramente un po’ di tempo nel loro sito http://www.altroconsumo.it e verificare con il vostri  occhi quante malefatte di banche ed assicurazioni abbiano denunciato nel corso degli ultimi vent’anni, e quanti sforzi stiano facendo per combatterli. Associarsi ad un organismo come Altroconsumo significa contribuire concretamente a darle ancora maggiore potere di manovra, per fare la sua parte direttamente e perchè no anche tramite l’Associazione “specializzata” che è per l’appunto Finance watch di cui vi ho appena parlato. Forza dunque visitate il loro sito, esaminatelo per bene e poi giudicate se meritano di essere provati per un anno, che è il periodo temporale che dura un’iscrizione.
Bene, con questo termina questa puntata, spero di avervi fornito informazioni interessanti, e nella prossima continueremo a parlare di come diventare persone non più passive ma attive nel mondo della finanza etica.
Vi ricordo che per trovarci online su questi argomenti vi è la pagina FB “Etica? si grazie” e il mio sito più in particolare la sua sezione “Finanza Etica” sito che potete trovare cercando sui motori di ricerca “Finanza etica gianni girotto”.
Bene, abbiamo terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla settimana prossima.

______________

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando l’immagine qui a destra Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Agisci, Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica, monopoli, multinazionali, Risparmio, Società/Politica, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Dossier: Economia – Anno Zero

Posted by giannigirotto su 24 ottobre 2012

Inserisco nella mia sezione “Indispensabili” questo articolo della rivista Valori, che secondo me traccia una linea netta di demarcazione tra tutto ciò che è stato e tutto ciò che, sperabilmente, dovrebbe essere a livello di finanza ed economia.

Mi permetto solo di anticipare qualche concetto che spero vi stimoli a leggere l’articolo::

Il teorema di Schmidt secondo cui “i profitti di oggi sono gli investimenti di domani e i posti di lavoro di dopodomani” è imploso. Una massa crescente di ricavi non è stata investita, bensì distribuita sotto forma di rendite finanziarie.

– Esistono produzioni costosissime che non rendono nulla in termini di benessere. Pensiamo all’industria delle armi che non dà nulla alla popolazione, contribuisce ad alimentare le guerre ed è attraversata da ogni forma di corruzione…

– Tutto il settore (automobili, ndr) potrebbe puntare sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Utilizzando la forza lavoro per produrre rotori per pale eoliche o componenti per impianti di micro e macro generazione. E poi pannelli fotovoltaici. Tutte strutture che l’Italia compra dall’estero.

– La Cina ha annunciato un piano quinquiennale che punta sulla green economy, biotecnologie, nuovi materiali, nuove tecnologie dell’informazione… l’italia sulla svendita dei beni pubblici, grandi opere e nuove privatizzazioni…

– E’ necessaria una rivoluzione della leva fiscale per collegare i livelli di tassazione all’inquinamento prodotto, al consumo di risorse e alla biodiversità perduta… (si dice internalizzare i costi ambientali)

______________

______________

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando l’immagine qui a destra Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Agisci, Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica, monopoli, multinazionali, Risparmio, Società/Politica, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: Intervista a Banca Etica

Posted by giannigirotto su 18 ottobre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui.

Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

______________

Logo BluradioVeneto

Un cordiale saluto, sono Gianni Girotto, e vi terrò compagnia nei prossimi minuti con questa nuova puntata di “Non con i miei soldi”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente i propri soldi.

Allora, come vi avevo anticipato già dalla prima puntata, questa trasmissione non vuole essere di mera denuncia delle storture e delle iniquità presenti nel mondo finanziario, ma al contrario vuole essere propositiva di soluzioni reali e concrete. Pertanto in questa ottica vorrei presentarvi un articolo comparso  a marzo del 2008, fatalità proprio poco prima dello scoppio della grande crisi finanziaria, un articolo dicevo pubblicato dalla rivista Altroconsumo. Per chi non lo sapesse, Altroconsumo è una delle maggiori Associazioni di consumatori italiane, conta 350 mila soci, e da sempre si occupa della tutela dei consumatori. Questa Associazione viene invitata spesso in televisione quando si tratta di fare chiarezza e tutelare i diritti dei consumatori, ed è l’unica di quelle italiane presente in un apposito ufficio a Bruxelles presso le istituzioni Comunitarie.

Come dicevo a marzo del 2008 questa Associazione ha deciso di analizzare l’etica nella banche, e ha compiuto quindi una accurata indagine presso alcuni tra i principali istituti bancari, per la precisione Intesa San Paolo, Unicredit, Monte Paschi Siena e BNL e appunto Banca Etica. per la precisione Intesa San Paolo, Unicredit, Monte Paschi Siena e BNL e appunto Banca Etica, per verificarne appunto la coerenza tra l’etica dichiarata e quella praticata, Il risultato è stato piuttosto disastroso, nel senso hanno che tutte queste banche avevano e hanno ancora grosse pecche su questo fronte. Si è salvata solo una banca, Banca Etica, di cui parleremo spesso in seguito. Allora intanto vi informo che potete trovare copia questo articolo di Altroconsumo nel mio sito, nella sezione finanza etica, per trovarlo come sempre è sufficiente cercare su Internet “Finanza etica gianni girotto”.

Bene in realtà già nella scorsa puntata, nella quale abbiamo parlato di Azionariato attivo/critico, vi avevo introdotto brevemente Banca Etica, presentandola come un modello virtuoso di banca che mette al primo posto l’etica dei propri comportamenti piuttosto che la ricerca del guadagno, e siccome in seguito ne parleremo ancora, penso che sia il caso di farvela conoscere più dettagliatamente intervistando direttamente una persona che lavora al suo interno, e quindi oggi abbiamo con noi Davide Romano, direttore della filiale di Treviso, con il quale vorremmo parleremo del mondo della finanza etica in generale  e di Banca Etica in particolare, ben trovato direttore…

ben trovato a te e a tutti i radioascoltatori…

La prima domanda è questa: Secondo lei le banche, in generale il mondo della finanza, hanno imparato qualche cosa dai fatti del 2008, con la grande crisi finanziaria, oppure continuano comportarsi come prima?

Con dispiacere e dati alla mano, raccolti da stampa specializzata, purtroppo confermano che non ci sono stati cambiamenti da parte della finanza di quei comportamenti e pratiche che hanno portato alla crisi del 2007/2008. La crisi del 2008 ha radice lontane a partire dagli anni settanta ed è determinata da quello che si chiama finanziarizzazione dell’economia.

Cioè la finanza si scollega dalle esigenze dell’economia reale di cui prima era a sostegno e diventa sempre più fine a se stessa e quindi da quel periodo la finanza comincia a creare ricchezza da essa stessa con le bolle speculative e titoli chiamati derivati (che sono sostanzialmente delle scommesse). Alcuni dati fonte Sole 24 ore, la finanza “virtuale” ricchezza scritta sulla carta

-nel 2006 (pre crisi) valeva 415 Mila MLD di dollari ( circa 6 volte il pil mondiale )

-nel 2010 non solo non è diminuito ma è aumentato a 583 Mila MLD di dollari (circa 9 “) a maggio 2011 615 ” ” (circa 10 “)

ricordiamo che il PIL Mondiale a maggio 2011 era pari a 63 Mila MLD quindi il castello di carta è quasi 10 volte tanto.

Ricordiamo inoltre che la ricchezza fittizia è stata divisa tra pochi mentre le perdite distribuite su tutti….

 

Aggiungiamo i vari scandali dell’ultimo periodo e mancanza di controllo che continuiamo a sentire:

– JP Morgan che rischiava ancora sui derivati con perdite a maggio 2012 di 2/3 MLD di Dollari

-Scandalo Libor truccato

-Continue variazione delle comunicazioni sulle effettive perdite del sistema come Spagna/Grecia ecc ecc .

Seconda domanda: ci può spiegare in parole povere perchè c’è una tale mancanza di liquidità, ovvero perchè da diverso tempo le banche fanno una fatica enorme a concedere crediti?

La crisi del 2008 con l’esplosione della bolla finanziaria ha comportato due effetti sulla liquidità

A-Il primo effetto : una enorme e immediata distruzione di ricchezza , la più grande mai avvenuta in tempo di pace.

Deprezzamento importante del valore dei titoli e numerosi fallimenti di importanti operatori finanziari.

B) Quindi il secondo effetto e impatto sulla liquidità: dopo i primi fallimenti di questi operatori, per evitare il protrarsi di ulteriori fallimenti a catena, è stata scelta la strada di salvare le banche per salvare il sistema stesso.

Tutto il sistema occidentale e USA comportò una spesa enorme di molte migliaia di MLD da parte degli stati e banche centrali.

Ancora oggi si protrae questa emergenza e le banche sono ancora in grande affanno. La liquidità che sono esse stesse che cercano di assorbirla dal mercato (vedi i tassi attuali che praticano) e dalle istituzioni (Banca Centrale che inietta liquidità ). Quindi il problema è che nel tentativo di salvare se stesse non stanno trasferendo liquidità al mercato Solo un dato -Italia (Banca d’Italia ) da Agosto 2011 ad agosto 2012 il sistema ha una media negativa di prestiti erogati del -0,23% a fronte di una elevata richiesta da parte del paese. Banca Etica attualmente è in controtendenza assoluta pari a +20,7 % per lo stesso periodo temporale.

Terza domanda: E’ vero che gran parte dei flussi finanziari, delle operazioni che avvengono in borsa e nei circuiti bancari sono meramente speculative, ed in questo caso la famosa Tobin Tax cos’è e a cosa servirebbe?

Si purtroppo la maggior parte delle transazioni finanziarie sono di tipo speculativo . delle vere proprie scommesse e la campagna Non con i miei soldi evidenzia e parla di “finanza Casino'”

Questa tassa prende il nome dall’economista James Tobin che la propose nel 1972 quando il mercato finanziario diventò un unico mercato mondiale . Tobin pensò ad un modo per stabilizzare l’intervento degli operatori e lo spostamento di capitali e investimenti .

Poi la proposta di questa tassa globale si è visto che poteva diventare utile per ridurre e colpire sopratutto le transazioni finanziarie meramente speculative e contemporaneamente procurare delle entrate da destinare alla comunità internazionale. Tassazione pari al 0,05 . Se entrasse effettivamente in corso le entrate sarebbero sufficiente in un anno a sradicare dal mondo la povertà estrema.

 4) Quarta domanda: Come si differenza dalle altre Banche la proposta di Banca Etica alla propria clientela e ai propri soci?

Allora innanzitutto la nostra banca è nata in modo totalmente opposto delle banche normali, nel nostro caso i soci fondatori sono stati il mondo del volontariato, le realtà del terzo settore, il commercio equosolidale, e migliaia e migliaia di soci di tali realtà e di altri privati cittadini che erano già pronti e sensibili all’utilizzo del proprio denaro nel settore finanziario.

Banca Etica da subito ha scelto di escludere dai propri affari il settore delle armi, del nucleare, del petrolio, oaltri settore in cui vi sia lo sfruttamento del lavoro minorile o il mancato rispetto dei diritti umani o un impatto negativo sull’ambiente. Viceversa i nostri clienti possono scegliere la destinazione di utiizzo dei loro risparmi depositati presso di noi.

Da subito la redazione dello statuto della banca ha messo nero su bianco i principi della finanza etica, quindi pieno rispetto delle persone e dell’ambiente nella valutazione dei progetti da finanziare, in pratica significa che prima di concedere un finanziamento, viene eseguita sempre la Valutazione socio-ambientale, che va a investigare le conseguenze di natura sociale ed ambientale inerenti il progetto. Per dare massima trasparena, i soggetti finanziati sono poi resi pubblici, nel nostro sito internet infatti ci sono i tabulati riassuntivi accessibii a tutti. Non viene fatta nessuna distribuzione degli utili ai soci ma viceversa questi vengono utilizzati per aumentare il cap. soc. E Non esiste la possibilità che un gruppo di persone controlli la banca, in quanto ogni socio a prescindere dal numero di azioni possedute ha un solo voto, e al massimo può portare con se dieci deleghe. Banca Etica crede moltissimo nel microcredito, nel 2011 abbiamo erogato più finanziamenti noi da soli di tutte le altre banche italiane messe assieme. Crediamo anche nelle energie rinnovabili al punto che creato una ESCO che segue esclusivamente e appositamente questo settore, il suo nome è INNESCO e la potete trovare sempre su Internet. Abbiamo attiva anche una linea di Fondi di investimento, etici, estremamente filtrati e garantiti, l’esame sulle società in cui investire viene fatto da una ditta francese specializzata, che sta andando estremamente bene, e questa ci permette altresì di intervenire nelle assemblee dei soci di molte importanti società, quindi di fare azionariato critico, che mi accennavi sarà oggetto di una delle prossime puntate.

(esattamente, ne parlerò proprio la prossima puntata…)

 Per quanto riguarda la clientela privata, non è richiesto assolutamente nessun sacrificio per diventare correntisti e/o soci di Banca Etica, poichè disponiamo di tutte gli strumenti propri di qualsiasi altra banca, dal bancomat al home banking, dai mutui alle carte di credito, dai fondi d’investimento al POS, con tassi e condizioni a livello di mercato. Su una cosa però puntiamo moltissimo: la trasparenza. Sul sito trovate tutto, ma proprio tutto, senza nessun tipo di reticenza o ostracismo, dai moduli con le condizioni contrattuali per tutti i tipi di rapporti alla descrizione minuziosa di tutti i progetti, al bilancio ufficiale a persino i verbali delle passate Assemblee dei soci, ecc. ecc.

Bene, abbiamo ascoltato il dr. Davide Romano, direttore della filiale di Treviso di Banca Etica, che ringrazio per il suo intervento. Siamo in conclusione come sempre vi lascio alcuni riferimenti per chi volesse informarsi maggiormente o avesse delle domande o volesse proporre argomenti o idee. Innanzitutto vi è la pagina facebook “Etica? si grazie!”, e poi la sezione “finanza etica” del mio sito, che potete trovare velocemente se sui motori di ricerca scrivete “Finanza etica gianni girotto”. Oltre a ciò trovate l’archivio delle puntate, per poterle riascoltare o consigliare agli amici, nel sito di Blu Radio Veneto.


Bene, abbiamo terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla settimana prossima.

______________

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando l’immagine qui a destra Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Agisci, Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica, monopoli, multinazionali, Risparmio, Società/Politica, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Radio trasmissione “Non con i miei soldi”: Azionariato critico / Azionariato attivo

Posted by giannigirotto su 28 settembre 2012

Per chi avesse difficoltà di udito, o per qualche altro motivo preferisce una versione scritta, ecco la trascrizione della puntata. Le trascrizioni delle altre puntate le trovate qui. Ricordo invece che l’archivio con la registrazione audio lo trovate nel sito di BluradioVeneto, accessibile cliccando sull’immagine appena qua sotto…

______________

Logo BluradioVenetoUn cordiale saluto, io sono Gianni Girotto, e vi terrò compagnia nei prossimi minuti con questa nuova puntata di “Non con i miei soldi”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente i propri soldi.
Nel corso della prima puntata vi avevo elencato brevemente gli argomenti che avremmo discusso, e fra questi avevo menzionato il cosidetto “Azionariato Attivo – azionariato Critico”. Di cosa si tratta allora?  Bene, vi dico subito che a mio modesto avviso è uno degli strumenti più potenti e più efficaci che abbiamo noi singoli cittadini per far modificare il comportamente, in meglio ovviamente, delle grandi multinazionali, delle grandissime aziende, dei grandi enti industriali e commerciali,quelle che sono presenti in borsa, e delle quali si possono acquistare appunto azioni.
Allora, per azionariato critico s’intende proprio l’acquistare alcune “Azioni” di imprese di cui non ci piace il comportamento etico, perchè riteniamo colpevoli di violazioni di diritti umani, sociali o ambientali. Acquistando delle azioni infatti si acquisisce il diritto di partecipare alle assemblee dei soci, di poter parlare durante tali assemblee, porre domande e proporre azioni correttive dialogando con gli altri azionisti e con la dirigenza della stessa impresa. Non solo, acquistare azioni di quella tale impresa significa poter votare durante l’assemblea dei soci, e votare naturalmente secondo la propria etica, non quella della società, concorrendo quindi possibilmente ad approvare le decisioni etiche e bocciare quelle non etiche.
Non solo, partecipare in questo modo significa far sapere all’azienda che l’opinione pubblica è al corrente di tutta una serie di situazioni relative il modo di operare che magari la stessa voleva occultare, e contemporaneamente avvisare tutti gli altri soci che l’azienda si sta comportanto in maniera eticamente scorretta.
Infine, essere soci significa avere migliore accesso ai documenti societari, e quindi poter essere più informati e quindi fornire migliori e più precise comunicazioni sulla situazione all’opinione pubblica.
Riassumento al massimo quindi si tratta di acquistare azioni non per specularci sopra sperando che il loro valore aumenti e ci permetta quindi di realizzare un guadagno rivendendole al momento giusto, insomma non si tratta di  giocare in borsa, ma acquistarle per diventarne soci e concorrere a controllare e influenzare le decisioni strategiche dell’azienda.
Vi voglio dare subito alcuni esempi per farvi capire che non parliamo di mere teorie, di favolette per inguaribili sognatori, per utopisti, ma la cosa è operativa e funzioni da anni con grandi risultati pratici.
Primo esempio: a novembre del 2008 Banca Etica, che uno dei principali attori della finanza etica in Italia e di cui parleremo più volte, con le sue 50mila azioni in “dote”, ha partecipato all’assemblea di CISCO, colosso mondiale che produce gli apparecchi che servono per far funzionare Internet, ed assieme agli altri attori di azionariato critico sono riusciti a far passare una mozione che impedì alla CISCO di collaborare con il Governo cinese nelle operazioni di “censura” ad Internet, operazioni che avrebbero potuto essere tranquillamente effettuate dagli apparecchi che la CISCO fornisce alla Cina. Insomma avrebbero potuto accordarsi per fornire apparcchi  “taroccati”, prefiltrati, invece grazie all’azionariato critico di Banca Etica e degli altri attori questo misfatto è stato impedito.  Ho detto che ha partecipato “assieme ad altri attori” perchè Esistono altri entità come fondi di investimento e fondi pensione socialmente responsabili (se volete cercate in internet SRI  Social Responsible Investment) che prestano attenzione non solo al rendimento economico dell’investimento, ma anche al comportamento e alla responsabilità dell’impresa in altri ambiti e che intervengono nelle assemblee dei soci per chiedere miglioramenti comportamentali, una delle principali di tali realtà è la statunitense ICCR (Interfaith Center on Corporate Responsibility).
Altro esempio: Dal 2008 Banca Etica partecipa in modo critico alle assemblee degli azionisti di Enel e di Eni. Tra i temi che sta seguendo ci sono:
– gli impatti sociali e ambientale di Eni in Kazakhstan;
– il problema del gas flaring in Nigeria;
– la presenza di Eni in paesi considerati “paradisi fiscali” (ricordo che ai paradisi fiscali dedicheremo una puntata);
– il presunto coinvolgimento di Eni in casi di corruzione internazionale;
– i progetti di sfruttamento delle sabbie bituminose nel Congo-Brazzaville.
– la costruzione di cinque grandi dighe sui fiumi Baker e Pascua, e per promuovere il ritorno dell’acqua cilena in mani pubbliche.
Quindi come sentite stiamo parlando di cose serissime e concretissime, non di favolette e filosofia, e dopo una breve pausa, vedremo come passare dalla teoria alla pratica, e quindi come ciascuno di noi può diventare un “azionista critico”. Piccola pausa, restate con noi…

(pausa)

Ben ritrovati alla seconda parte della trasmissione “non con…”, la trasmissione radiofonica che parla di come utilizzare eticamente e efficacemente i propri soldi. Stavamo parlando dell’azionariato critico, quindi dopo avervi spiegato cos’è e a cosa serve e dato alcuni esempi concreti passiamo a vedere come ognuno di noi può decidere di “entrare concretamente in azione”.
Naturalmente lo si potrebbe fare direttamente, cioè acquistando personalmente azioni delle aziende che ci sembrano più scorrette e partecipando personalmente alle assemblee dei soci. Ma chiaramente è un’opzione molto molto difficile e dispendiosa per la maggior parte di noi, chi ne ha il tempo e la competnza? Ecco allora che l’alternativa naturale è quella di associarsi, di appogiarsi a delle realtà già organizzate e competenti, e di nostro metterci solo il denaro che serve per l’acquisto delle azioni.
Tra le alternative che ci consentono di operano in tal senso ci sono anche i fondi di investimento gestiti da Banca Etica. Come vi accennavo prima questa banca, nata dal mondo del volontariato e fondata sui principi della finanza etica, svolge tra le sue attività appunto anche l’azionariato critico.  Questa operazione viene fatta più in particolare da una società del gruppo di Banca Etica, cioà da ETICA SGR (sgr significa società gestione del risparmio, cioè quelle società che sono autorizzate a gestire i cosidetti fondi di investimento). Quindi poichè Etica sgr gestisce fondi di investimento anche azionari, ed effettivamente acquista azioni di svariate aziende, a quel punto può intervenire e appunto interviene effettivamente nelle assemblee dei  soci delle aziende non etiche, come abbiamo spiegato nella prima parte della trasmissione.
In buona sostanza chi tra di voi  ha qualche risparmio, qualche soldino da parte e vuole investirlo con un occhio sì al rendimento, ma anche e sopratutto all’utilizzo etico che ne deve venir fatto del proprio denaro,  ecco la possibilità di aderire a tali fondi sapendo che il proprio denaro contribuirà a fare pressione e a votare nelle assemblee a favore delle decisioni etiche e contro quelle scorrette. Tutti i dettagli ovviamente li potete trovare su Internet o sul sito di Banca Etica o comunque cercando materiale sull’azionariato critico e azionariato attivo.
Per finire volevo leggere due brevi stralci di un articolo comparso qualche mese fa sul “Fatto quotidiano”, la notissima rivista cartacea e online di Travaglio e company, che penso tutti voi conosciate, articolo che conferma e riassume quanto vi ho esposto in questa puntata. L’articolo si intitola  “Noi azionisti critici all’assemblea Enel” è a firma di Mauro Meggiolaro | 30 aprile 2012… allora leggo alcune righe:
Oggi a Roma all’assemblea di Enel saremo in tanti. Azionisti attivi, critici, a cui non basta il dividendo. Vogliamo anche sapere come i dividendi vengono prodotti, perché si sceglie di continuare a investire nel nucleare e nel carbone, perché l’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti si porta a casa il 35% in più dell’anno scorso, oltre 4,3 milioni di euro, anche se l’utile consolidato del gruppo è calato del 5%.
e più avanti
L’azionariato critico all’assemblea di Enel (e di Eni) è arrivato alla sua quinta edizione. Lo promuove la Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Banca Etica), che negli anni ha riunito attorno a sé ong e gruppi di attivisti come Crbm, Greenpeace, Amnesty International e coalizioni di azionisti come Iccr per cercare di spiegare alle imprese – (omissis)– che molto spesso una valutazione poco attenta degli impatti ambientali e sociali o una governance lottizzata possono tradursi in problemi reputazionali o risultati finanziari deludenti che danneggiano tutti gli azionisti.

Bene, con questo termina questa puntata, spero di avervi fornito informazioni interessanti, e nella prossima continueremo a parlare di come diventare persone non più passive ma attive nel mondo della finanza etica.
Vi ricordo che per trovarci online su questi argomenti vi è la pagina FB “Etica? si grazie” e il mio sito più in particolare la sua sezione “Finanza Etica” sito che potete trovare cercando sui motori di ricerca “Finanza etica gianni girotto”.
Bene, abbiamo terminato, a me non mi resta che augurarvi un buon proseguimento e un a risentirci alla settimana prossima.

______________

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando l’immagine qui a destra Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Agisci, Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica, monopoli, multinazionali, Risparmio, Società/Politica, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Radiotrasmissione: “Non con i miei soldi!”

Posted by giannigirotto su 22 settembre 2012

Da anni vado ripetendo come la finanza etica è uno degli strumenti concreti con cui possiamo cambiare fortemente il nostro futuro, in meglio naturalmente. Ma moltissimi italiani purtroppo semplicemente ancora ignorano che tale argomento non è un’utopia o una favoletta, ma una realtà che opera da parecchi anni e con grandi risultati.Logo BluradioVeneto

Sono quindi particolarmente lieto di comunicarvi che lunedì 24 settembre inizia una trasmissione radio sulle frequenze 88,7 e 94,6 di BluradioVeneto, dedicata appunto interamente alla finanza etica.

Gli orari sono il lunedì alle 10.40, il venerdì alle 17.40 e il sabato alle 10.30. Nella pagina web dedicata potrete trovare, man mano che le puntate si susseguiranno (sino a fine  giugno 2013) l’archivio con tutte le registrazioni scaricabili.

Ringrazio la direzione e la redazione di BluradioVeneto, in particolare Mirco Cavallin, per la disponibilità dimostrata e tutta l’assistenza e la collaborazione offerta.

Per tutti coloro che sono interessati, curiosi, o vorrebbero coinvolgere amici ma non sanno bene come spiegarsi, spero che questa trasmissione possa rivelarsi utile. Ecco in anteprima i principali argomenti di cui si andrà a parlare:

Dunque, parleremo di come nella finanza, così come in qualsiasi altro settore, se le nostre azioni non sono basate sull’etica, questo comporti sempre un danno diffuso alla popolazione, a fronte di un guadagno solo per i pochi speculatori. Il problema è che spesso tali danni non sono immediatamente evidenti e riconoscibili, ed anzi spesso sia difficile per i non addetti ai lavori capire le implicazioni di una determinata operazione, vedi su tutte la famosa “bolla edilizia” statunitense, che si è gonfiata per anni, senza che il grosso pubblico ne avesse coscienza, salvo poi scoppiare, come sapevano comunque da moltissimo tempo tutte le persone competenti.


Parleremo di come esistano già alcune alternative etiche che consentono un utilizzo dei propri risparmi, e in generale del proprio denaro, rispettando i fondamentali valori umani, sociali ed ambientali, e di come talora tali soluzioni siano addirittura più efficaci e remunerative di quelle tradizionali, e sia possibile in definitiva coniugare etica e rendimenti, insomma Una vera quadratura del cerchio. A queste soluzioni e realtà propositive cercheremo quindi di dedicare molto tempo, in quanto vogliamo dar modo a più persone possibili di comprenderne l’importanza e la validità e sopratutto di passare dalla teoria alla pratica.


Parleremo quindi di come le nostre scelte, di ciascuno di noi, come consumatori ed in particolare come clienti di un istituto bancario piuttosto che un altro o di un fondo d’investimento piuttosto che un altro possano contribuire attivamente a modificare le politiche comportamentali delle grandi industrie, lobbies e multinazionali, (parleremo cioè del cosiddetto azionariato critico/attivo)

Parleremo anche di come difenderci dai messaggi pubblicitari fuorvianti ed ingannevoli che spesso ci vengono propinati per indurci all’acquisto di determinati prodotti finanziari. Credo che molti di voi abbiano avuto una qualche disavventura con banche e/o Assicurazioni, e quindi è bene imparare a prevenire queste situazioni, saperle riconoscere e difendersi.

Parleremo di come il microcredito sia e sarà sempre di più nel prossimo futuro il più grande strumento utilizzabile per cambiare il destino di centinaia di milioni di persone. Voglio ricordare che uno degli ultimi premi nobel per la pace è stato Muhammed Yunus, dalla più parte riconosciuto come il creatore delle più grande rete nazionale di microcredito. Parleremo della situazione attuale di questo strumento all’estero e in Italia, e di come sia possibile per ciascuno di noi contribuire a tale rivoluzione. Vi do subito un dato concreto, pensate con soli venti euro di prestito che viene restituito, ripeto prestito non beneficenza, quindi il denaro viene restituito, potete diventare membri attivi di questa rivoluzione, e contribuire allo sviluppo concreto del pianeta.

Parleremo del mondo Assicurativo, legato a doppio giro con quello finanziario/bancario, e di come anche in questo caso esistano delle alternative più etiche, rispetto a quelle attuali, ma decisamente meno conosciute. In particolare parleremo di un’alternativa italiana, CAES (cioè Consorzio Assicurativo Etico Solidale) che potete già cercare su internet se volete.


Parleremo poi dei cosiddetti “Paradisi fiscali”, di come questi sconvolgano sia l’etica nel mercato finanziario, sia il principio di leale concorrenza tra le imprese, e di come la politica sinora si sia limitata a combatterli a parole, e come quindi serva la partecipazione attiva di noi tutti per debellare tale deleteria realtà.

Parleremo di come a livello di Parlamento Europeo, di Bruxelles, le lobbies finanziarie abbiano decine di loro incaricati, ufficiali, che fanno da portavoce dei loro interessi, mentre i cittadini consumatori ancora non si sono organizzati per avere tali lobbisti. Per chi non lo sapesse faccio presente che il lavoro di lobbista è assolutamente legale è regolamentato a Bruxelles.

Ad ognuno degli argomenti che ho citato dedicheremo una o più puntate a partire dalla prossima, e poi naturalmente man mano che andremo avanti altri argomenti potranno aggiungersi, anche dietro vostri suggerimenti o richieste.

Per chi volesse informarsi maggiormente sia per chi avesse delle domande o volesse proporre argomenti o idee segnalo infine che è attiva  la pagina facebook “Etica? si grazie!“.

 

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando l’immagine qui a destra Bookmark and Share Gianni Girotto

 

 

Posted in Agisci, Assicurazioni, Associazionismo, banche, Cooperazione, Economia/Finanza, Etica, monopoli, multinazionali, Risparmio, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Investi in ciò in cui credi!

Posted by giannigirotto su 26 giugno 2012

La stragrande maggioranza degli italiani è contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili; moltissimi stanno protestando contro l’acquisto degli aerei militari F-35 da parte dell’Italia e i generale sono contro le folli spese militari; molti sono sfavorevoli agli OGM; molti pensano che le grandi compagnie farmaceutiche abbiano una posizione di troppa potenza e che le grandi catene multinazionali alimentari e di abbigliamento badino solo al profitto e poco alla salute dei clienti e dei lavoratori… e l’elenco potrebbe continuare…

ma molti italiani hanno anche dei risparmi in banca (si certo i tempi sono disastrosi ma comunque per fortuna ce ne se sono ancora tanti che qualche risparmiuccio lo hanno ancora), e molti hanno dei fondi d’investimento…

bene, le due cose che potrebbero sembrare a prima vista scollegate, in realtà non lo sono affatto, perchè la grandissima maggioranza delle banche e dei fondi d’investimento, investono appunto nel nucleare, nel petrolchimico, nelle armi, nelle speculazioni alimentari… ecc. ecc.

Ma non tutte le banche e non tutti i fondi di investimento sono uguali, infatti più volte vi ho parlato della finanza etica ed in particolare di Banca Etica, ma oggi voglio puntualizzare che Banca Etica gestisce anche i propri fondi di investimento, appunto etici, in quanto si investe solo azioni di imprese che hanno passato un severissimo esame appunto di eticità, tanto è vero che al momento solo 350 (trecentocinquanta) imprese in tutto il mondo lo hanno passato, e solo quelle pertanto sono entrate nel “paniere” delle azioni acquistabili… 

Quindi in buona sostanza ognuno di voi può decidere di investire e premiare solo le aziende che operano nelle energie rinnovabili, nella agricoltura biologica, nel manifatturiero sostenibile ed in altri settori assolutamente etici e sostenibili, escludendo del tutto le altre… e la cosa eccezionale è che i rendimenti economici di questi fondi sono assolutamente migliori degli altri, tanto è vero che negli ultimi 4 anni hanno vinto i premi appunto per i loro risultati economici…

L’invito per tutti pertanto è quello di smettere di finanziare, seppure indirettamente, le aziende e le categorie che non vi piacciono, e viceversa investire i vostri soldi solo nei settori di vostro gradimento… con i fondi d’investimento etici di Banca Etica lo potete fare… e buoni guadagni!

 se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto

Posted in Agisci, Agricoltura, Ambiente, Armi, Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica, Inganni, multinazionali, Risparmio, Sostenibilità | Leave a Comment »

Banca/Finanza Etica e oltre ….

Posted by giannigirotto su 25 maggio 2010

Scrivo queste righe dopo aver vissuto la giornata del 22 maggio l’Assemblea nazionale dei soci di Banca Etica, che si è svolta a Padova. C’era un bella atmosfera, rilassata, persino gioiosa, sicuramente molto dinamica….con la formazione continua e inarrestabile di capanelli di gente che discuteva su mille iniziative della Banca e più in generale di tutto il mondo del volontariato, che la stragrande maggioranza dei soci conosce e di cui fa parte, complice anche il grande giardino posto immediatamente a fianco della sala assembleare, che ha dato accoglienza ad una lunghissima serie di mini-picnic e momenti di rilassamento…

Al di là del problema oggettivo della registrazione dei partecipanti, che ha preso più di 5 ore alla quindicina di dipendenti che erano addetti alla mansione, peraltro molto gentili e organizzati, e che dimostra una volta di più come senza un uso esteso della firma digitale (che esiste da più di 10 anni ma nessun “privato cittadino” può obiettivamente conoscere e usare) rimaniamo dei sudditi di serie B costretti a enormi sprechi di tempo e risorse per adempiere a molte formalità burocratiche che altrimenti potrebbero essere risolte con qualche “click” al computer…..al di là di questo appunto, vorrei riportare alcune riflessioni che sto facendo in questi giorni…

1) Banca Etica è nata per operare come Istituto di Credito, ma in realtà questo è solo un punto di appoggio per poter intervenire e operare a 360 gradi nella società. Aver costituito “Innesco” per operare nelle energie rinnovabili (e Salviato in uno dei suoi interventi ha ribadito che se un milione di utenti installassero i pannelli fotovoltaici da 3KW, avremmo la creazione di più energia di quanta ne dovrebbero produrre le 4 centrali nucleare che il governo vuole, con in più la generazione di un numero molto maggiore di occupati in tale settore…), essere partner di Jacopo Fo sia per il G.A.S. sul suddetto fotovoltaico ma anche per la creazione degli “Ecovillaggi“, essere supporter ufficiosi della Campagna per la ripublicizzazione dell’acqua, essere attivi tramite la tecnica dell’azionariato critico con l’ENI ed altre importanti società….ecc. ecc. dimostra come il gruppo di dirigenti, che sono naturalmente espressione della base degli azionisti, abbia una visione ed una voglia di impegnarsi globale, in cui come recita lo Statuto, il denaro è solo uno strumento per attivare progetti e soluzioni che aumentino il benessere di tutti gli uomini.

Per continuare su questa strada però servono risorse, sia intese come risorse umane, sia quelle finanziarie. E’ prioritario pertanto fare tutto il possibile per acquisire nuovi soci “attivi”, che si impegnino localmente nei vari GIT,  e aumentare parallelamente il capitale sociale, stante il famoso vincolo di legge che fissa il valore dei prestiti  a circa 10 volte il valore del cap. soc. Queste sono secondo me le priorità assolute che condizionano tutta l’operatività della Banca. In tal senso naturalmente vanno le future acquisizioni della Cooperativa Francese e di quella Spagnola.

2) Ancora troppi italiani non conoscono Banca Etica. Chi dice l’80% chi dice il 90%, sta di fatto che finchè B.E. non esce da questo limbo facciamo doppiamente fatica a crescere. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi con gli Enti “moltiplicatori/diffusori” come sono le altre realtà Associative e la scuola. Ritengo non vada trascurato anche il canale Internet, stante anche che è a “costo zero” farci conoscere dai blogger e usare più pervasivamente gli altri strumenti di social network.

3) L’attività bancaria è uno dei due grandi strumenti di accentramento e gestione del denaro. Le Assicurazioni sono a mio avviso l’altro grande strumento che ci manca. Mi piacerebbe che il nuovo CdA rafforzasse i rapporti con il CAES e si ponesse come obiettivo finale quello dell’ingresso nel mondo assicurativo. Viceversa questo resterà appannaggio esclusivo dei “soliti noti” grandi gruppi. Potrebbe essere una buona idea quella di fare un piccolo sondaggio interno ai soci di B.E. per vedere quanti di loro sarebbero favorevoli ad un’idea del genere.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica, multinazionali, Povertà, Sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

I miei credo – Denaro (2a parte)

Posted by giannigirotto su 30 marzo 2010

Come ho già scritto, credo che il denaro sia potere, e quindi più denaro gestisce una certa entità, più potere detiene.

Ora tutti noi sappiamo che il denaro da molti anni a questa parte ha due circuiti privilegiati di flusso, è cioè il mondo Bancario e il mondo Assicurativo. Credo molti di noi sappiano perfettamente i vizi e i problemi legati a queste due tipologie di aziende, ma molti meno conoscono delle corrispondenti alternative etiche. Per quanto riguarda le banche, nel mio sito ho parlato più volte di Banca Etica, e quindi non starò a ripetermi ulteriormente. Ma siccome Banca Etica attualmente non entra nel mondo assicurativo, vorrei attirare la vostra attenzione verso una realtà assicurativa che gli assomiglia, e quindi va a coprire questa enorme voragine “attira-soldi” che ad oggi viene gestita nella quasi totalità con criteri tipici del mondo imprenditoriale-speculativo.

Cedo pertanto la parola, o meglio la tastiera, a Piero Bonis che essendo del mestiere ci presenta brevemente questa interessantissima realtà:

————————-

Le spinte etico- solidali sono in movimento da anni anche nel settore assicurativo.

Banca Popolare Etica ha raggiunto l’obiettivo e la visibilità di soggetto portatore di una economia alternativa in un mercato orientato al profitto ed alla speculazione.

Siccome banche ed assicurazioni vanno a braccetto, anzi nel nostro sistema economico agiscono come un unico soggetto decisionale (lobby?), ecco che la Cooperativa C.A.E.S. (Consorzio Assicurativo Etico Solidale), unica per ora in Italia, punta alla nascita di una Impresa di assicurazione etica.

Non ci sono ancora i numeri sufficienti e quindi per ora Caes è un intermediario, una agenzia, che “appoggia” i propri clienti/assicurati presso Assimoco Assicurazioni, società che per tradizione e per target è vicina al mondo cooperativo e delle banche popolari.

Finora Caes ha raccolto un cospicuo portafoglio clienti ed è un valido riferimento nel settore no profit delle cooperative e delle associazioni.

Il sito www.consorziocaes.org è una valida piattaforma per trovare informazioni (mission, storia, e organizzazione), per conoscere i prodotti (presentazione delle polizze) e per chiedere preventivi. Altri riferimenti si possono trovare anche nelle sedi di Banca etica.

Alcuni pregi: la trasparenza (riguardo anche alle provvigioni riconosciute), la chiarezza delle clausole, la destinazione etica degli “utili”.

Caratteristica che distingue i prodotti Caes nel mercato assicurativo è la normativa studiata, discussa e concordata con l’Impresa di assicurazione (mandante) secondo criteri di equità, solidarietà, eticità, ecc.

Naturalmente il “potere contrattuale” di Caes è direttamente proporzionale alla forza del portafoglio, cioè dipende dal numero e dalla consistenza dei premi raccolti.

Caes non vende prodotti finanziari o speculativi; non vende prodotti vita che non siano tecnicamente assicurativi (cd. rischio puro); nel mercato assicurativo è concorrenziale nelle polizze per cooperative e per associazioni; sebbene la sede sia solo a Milano ha una buona gestione dei contratti via internet e via posta.

Nel nostro territorio ci sono già persone e associazioni che operano con Caes singolarmente o in gruppo.

Se non si riesce a liberarsi dalle assicurazioni … vale la pena pensarci.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Assicurazioni, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Etica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 1 Comment »