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Archive for the ‘Edilizia sostenibile’ Category

Indispensabili – 2° C (Energia e futuro) – Cap. 9 – Il futuro delle grandi Utilities dell’energia

Posted by giannigirotto su 31 luglio 2016

Aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i videoriassunti di questo libro, che decisamente rientra in questa categoria, in quanto tratta del tema, ormai ben conosciuto, dei cambiamenti climatici.

Il tema è quindi d’importanza capitale e andrebbe discusso tutti i giorni dai massmedia cosidetti “mainstream”, ma purtroppo certi argomenti sono trattati ben poche volte in maniera professionale ed approfondita. Io nel mio piccolo ci provo e ho già pubblicato nella suddetta sezione “Indispensabili” gli estratti di diversi altri libri sull’argomento, nello specifico (in ordine alfabetico):

Invito quindi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale continuo oggi la realizzazione di questi videoriassunti.

E se al termine di questi capitoli vi doveste chiedere “cosa posso fare io”, mi permetto di consigliarvi anche la visione della mia sezione “Consumo critico“, in maniera da spingere industrie, banche e politica ad accelerare questo percorso di transazione verso un modello sostenibile, assolutamente indispensabile.

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Nelle prossime settimane pubblicherò il videoriassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qui

Posted in Agisci, Ambiente, Crisi umanitarie, Decrescita, Economia/Finanza, Edilizia sostenibile, Energia, Indispensabili, Infrastrutture, Lavoro/Impresa, Mobilità, multinazionali, Rifiuti/Riciclaggio, Società/Politica, Sostenibilità, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Indispensabili – 2° C (Energia e futuro) – Cap. 8) La transizione alle Rinnovabili

Posted by giannigirotto su 18 giugno 2016

Aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i videoriassunti di questo libro, che decisamente rientra in questa categoria, in quanto tratta del tema, ormai ben conosciuto, dei cambiamenti climatici.

Il tema è quindi d’importanza capitale e andrebbe discusso tutti i giorni dai massmedia cosidetti “mainstream”, ma purtroppo certi argomenti sono trattati ben poche volte in maniera professionale ed approfondita. Io nel mio piccolo ci provo e ho già pubblicato nella suddetta sezione “Indispensabili” gli estratti di diversi altri libri sull’argomento, nello specifico (in ordine alfabetico):

Invito quindi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi la realizzazione di questi videoriassunti.

E se al termine di questi capitoli vi doveste chiedere “cosa posso fare io”, mi permetto di consigliarvi anche la visione della mia sezione “Consumo critico“, in maniera da spingere industrie, banche e politica ad accelerare questo percorso di transazione verso un modello sostenibile, assolutamente indispensabile.

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Nelle prossime settimane pubblicherò il videoriassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qui

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Indispensabili – 2° C (Energia e futuro) – Cap. 5,6,7 – Energia Nucleare, innovazioni e obsolescenza

Posted by giannigirotto su 25 maggio 2016

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Invito quindi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi la realizzazione di questi videoriassunti.

E se al termine di questi capitoli vi doveste chiedere “cosa posso fare io”, mi permetto di consigliarvi anche la visione della mia sezione “Consumo critico“, in maniera da spingere industrie, banche e politica ad accelerare questo percorso di transazione verso un modello sostenibile, assolutamente indispensabile.

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Nelle prossime settimane pubblicherò il videoriassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane, mentre i precedenti li trovate qui

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Indispensabili – 2° C (Energia e futuro) – Cap. 4) L’abbandono delle fossili

Posted by giannigirotto su 19 maggio 2016

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Invito quindi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi la realizzazione di questi videoriassunti.

E se al termine di questi capitoli vi doveste chiedere “cosa posso fare io”, mi permetto di consigliarvi anche la visione della mia sezione “Consumo critico“, in maniera da spingere industrie, banche e politica ad accelerare questo percorso di transazione verso un modello sostenibile, assolutamente indispensabile.

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Indispensabili – 2° C (Energia e futuro) – Cap. 1, 2, 3

Posted by giannigirotto su 4 maggio 2016

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Invito quindi senz’altro tutti a leggersi i (riassunti dei) libri suddetti, e divulgarli, così come del presente libro, del quale inizio inizio oggi la realizzazione di questi videoriassunti.

E se al termine di questi capitoli vi doveste chiedere “cosa posso fare io”, mi permetto di consigliarvi anche la visione della mia sezione “Consumo critico“, in maniera da spingere industrie, banche e politica ad accelerare questo percorso di transazione verso un modello sostenibile, assolutamente indispensabile.

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Nelle prossime settimane pubblicherò il videoriassunto dei capitoli successivi, orientativamente uno ogni due settimane…

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Pillole di risparmio – Come ridurre al minimo la dipendenza dalle banche!

Posted by giannigirotto su 18 aprile 2016

Come avevo promesso a capodanno 2015/16, proseguo con una serie di piccoli video che consigliano una serie di misure pratiche di risparmio, utilizzabili dalla maggior parte degli italiani. .

Questo è dedicato alle aziende e liberi professionisti. Entrambe le categorie infatti da sempre necessitano di credito, di finanziamenti, sia per crescere, sia per la normale “operatività”. E questo le banche lo sanno, e sopratutto si sono organizzate in modo da guadagnarci, molto spesso oltre il lecito.

Ecco allora una serie di strumenti alternativi, spiegati da un ex dirigente bancario di altissimo livello. In estrema sintesi:

In questa pagina potete trovare le puntate precedenti.

Nelle prossime puntate vi parlerò di geotermia ed edilizia in legno, risparmiare grazie ad Internet, banche ed assicurazioni (per i privati), sharing economy (o meglio l’economia delle condivisione), associazioni di tutela dei consumatori, monete complementari ed altro.

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Pillole di risparmio – I gruppi di acquisto

Posted by giannigirotto su 12 marzo 2016

Come avevo promesso a capodanno 2015/16, proseguo con una serie di piccoli video che consigliano una serie di misure pratiche di risparmio domestico, utilizzabili dalla maggior parte degli italiani. La maggior parte riguarderà privati cittadini, ma non mancheranno consigli anche per aziende private e persino pubbliche.

In questa seconda puntata vi parlo dei “Gruppi d’acquisto”. Esaminiamo le decine di opportunità di aggregarsi a realtà già esistenti che, presentandosi in gruppo davanti ad un possibile fornitore, riescono ad ottenere uno sconto decisamente maggiore di quanto si possa ottenere presentandosi da soli. Ce n’è per tutti i gusti, dai beni alimentari all’energia elettrica, dalle auto ibride/bifuel/elettriche ai pannelli solari a tanti altri prodotti per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili.

In questa pagina potete trovare le puntate precedenti.

Nelle prossime puntate vi parlerò di geotermia ed edilizia in legno, risparmiare grazie ad Internet, banche ed assicurazioni, sharing economy (o meglio l’economia delle condivisione), associazioni di tutela dei consumatori, monete complementari ed altro.

Link utili: la mia sezione con i link dei siti spiegati nel video

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Pillole di risparmio – Le detrazioni fiscali per l’edilizia

Posted by giannigirotto su 11 febbraio 2016

Come avevo promesso a capodanno 2015/16, parto con una serie di piccoli video che consigliano una serie di misure pratiche di risparmio domestico, utilizzabili dalla maggior parte degli italiani. La maggior parte riguarderà privati cittadini, ma non mancheranno consigli anche per aziende private e persino pubbliche.

 

 

In questa prima puntata vi parlo delle “Detrazioni fiscali sugli interventi di ristrutturazione edile”.

Questà è un’opportunità che vi consente di recuperare, in dieci anni, rispettivamente il 65% o il 50% di quanto avete speso per manutenere o migliorare la vostra abitazione.

Partiamo con gli interventi cosidetti di “Efficientamento energetico”, che godono della detrazione del 65%. In pratica si consente di recuperare il 65% sulle spese effettuate per quegli interventi che vi consentono, una volta realizzati, di aver molto meno bisogno di energia per riscaldare la vostra casa d’inverno e rinfrescarla d’estate.

I beneficiari di queste detrazioni sono persone fisiche, professionisti, società e imprese, insomma chi genera reddito IRPEF o IRES (imposta reddito società) che sostengono spese per l’esecuzione degli interventi su edifici esistenti, su loro parti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti. In dettaglio:

♦  miglioramento delle prestazioni termiche dell’involucro dell’edificio (attraverso la  coibentazione di solai, pareti o la sostituzione di serramenti o parti di essi o l’installazione di schermature solai);

♦  installazione di pannelli solari;

♦  sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (quindi comprende caldaie a condensazione, pompe di calore, impianti geotermici a bassa entalpia, generatori a biomassa…)

♦  (in generale altri interventi di) riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio;

ESEMPI E TEMPI DI RIENTRO

Ugualmente usufruiscono della detrazione del 65% gli interventi di adeguamento antisismico degli edifici.

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia (semplice) può fruire della detrazione d’imposta Irpef del 50%, sino al 31-12-2016.

Fotovoltaico: l’installazione di un impianto fotovoltaico gode di detrazione IRPEF del 50%. Si: in “ambito domestico-residenziale” perchè questo tipo di agevolazione riguarda soltanto le persone fisiche (o condomini o soci di cooperative) contributori Irpef. Niente sgravi, quindi, per il fotovoltaico messo da aziende, società o attività commerciali. Per le aziende c’è la possibilità, dal 2016, di sfruttare il super ammortamento del 140%.

Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Ugualmente esiste anche la possibilità di DETRAZIONE IRPEF DEL 19% DEGLI INTERESSI PASSIVI SUI MUTUI. Cioè i contribuenti che intraprendono la ristrutturazione e/o la costruzione della loro abitazione principale, possono detrarre dall’Irpef, nella misura del 19%, gli interessi passivi e i relativi oneri accessori pagati sui mutui ipotecari.

 

Nelle prossime puntate vi parlerò di Gruppi di acquisto, geotermia ed edilizia in legno, risparmiare grazie ad Internet, banche ed assicurazioni, sharing economy (o meglio l’economia delle condivisione), associazioni di tutela dei consumatori, monete complementari ed altro.

Link utili: Agenzia delle Entrate, “Legge di Stabilità 2016, bonus mobili per giovani coppie una detrazione per pochi”, BONUS RISTRUTTURAZIONI, in generale trovate materiale anche sulla la mia cartella pubblica “Efficienza energetica”, che è una sottocartella di “Documenti utili”, sempre pubblica…

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Indispensabili – La Democrazia Energetica in Europa – RISULTATI (parte 2 di 2)

Posted by giannigirotto su 8 novembre 2015

Energy-democracy-in-EuropeAggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di energia: infatti ho già pubblicato gli estratti di “Energia oggi e domani“, Petrolio e Politica, Rinnovabili: se non ora quandoTrivelle d’Italia oltre che tutta una lunga serie di documenti che si trovano in una cartella condivisa denominata “Energia“. Cos’è la democrazia energetica secondo gli autori? significa che ognuno deve avere accesso garantito all’energia di cui ha bisogno; un’energia prodotta senza inquinare l’ambiente o recare danno alle persone. Ciò ha come conseguenza lasciare sotto terra le fonti fossili e che i mezzi di produzione devono essere socializzati e resi democratici attraverso la partecipazione e le decisioni della popolazione. Ma anche l’approccio verso il consumo energetico va completamente ripensato e gestito direttamente dagli stessi utenti finali, in una logica non di massimizzazione del profitto, ma di mero soddisfacimento del proprio fabbisogno. Aspetto chiave è dunque definire chi detiene la proprietà della produzione energetica, proprio in una fase storica in cui il potere delle multinazionale dell’energia fossile e nucleare tenta i suoi colpi di coda e in cui anche molti fornitori locali di energia sono stati privatizzati spesso contro il volere della cittadinanza. Come si vede dal titolo e dalla copertina, in realtà questo libro è in Inglese, quindi ringrazio Eleonora Albini, Dario Tamburrano (Europarlamentare M5S) e Giusy Campo per le traduzioni.

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RISULTATI (parte 2 di 2)

4. TARIFFE SOCIALI
La democratizzazione dei processi decisionali riguardanti l’energia dovrebbe in qualche modo collegare i prezzi al reddito, almeno in quelle realtà nelle quali la povertà prevale e la popolazione è indigente. Tuttavia non abbiamo trovato questo modello da nessuna parte. A Berlino questo sistema sarebbe stato introdotto se avesse avuto successo il referendum sul gestore municipale. In Spagna il governo concede sussidi alle famiglie povere per pagare le loro bollette, ma i piccoli gestori come Som Energia sono esenti da questi supporti.
Cuba è la dimostrazione di come l’efficienza energetica e la predominante povertà energetica possano essere complementari all’interno di un’unica strategia. Nel 2006 il governo cubano introdusse una “rivoluzione energetica” un sistema fortemente progressivo e rigoroso di tariffe elettriche. 100 kWh di elettricità che sono considerati sufficienti per soddisfare necessità basilari, vengono offerti al prezzo molto basso di 0.3 Euro/kWh. Oltre questo consumo, i prezzi per kWh salgono. Tale sistema con tariffe progressive consente ai più poveri di soddisfare le loro necessità e permette anche ai ricchi il lusso, per esempio, dell’aria condizionata. Poiché l’aria condizionata
consuma molto energia, essa viene tassata come bene di lusso al prezzo di 16,50 centesimi di Euro

 

5. CREAZIONE DI VALORE E OCCUPAZIONE

In molti nostri esempi, gli organizzatori tentano di stipulare contratti con artigiani locali. Inoltre, a seconda delle dimensioni del progetto, le organizzazioni creano anche anche nuovi posti di lavoro per la gestione o la manutenzione degli impianti. C’è poi un effetto aggiuntivo che è legato alla riduzione dei flussi di capitali verso l’estero, poiché vengono importati meno combustibili e si possono quindi creare posti di lavoro nell’indotto.
Se dovessimo citare un esempio positivo potremmo riferirci alle isole scozzesi. A Gigha, la popolazione è aumentata e gli investimenti hanno reso possibile lo sviluppo ulteriore del turismo.
Questi risultati sono certamente meno spettacolari di quelli con i quali vengono giustificati regolarmente i progetti relativi alla costruzione di dighe o di centrali nucleari. Ma a differenza di queste ultime, comunque, i progetti di Gigha non hanno mai causato effetti collaterali negativi. Al contrario hanno condotto ad un progresso graduale, ma costante.
In ogni caso noi cerchiamo di non creare aspettative eccessive. Senza dubbio la costruzione di pale eoliche e pannelli solari crea numerosi posti di lavoro. Tuttavia solo poche aree di produzione se ne avvantaggeranno e i benefici saranno distribuiti non in modo uniforme. Come altre tecnologie (comprese l’industria altamente automatizzata dei combustibili fossili), la transizione energetica non offre una via maestra per la disoccupazione di massa. E’ il non fare che è uno dei suoi benefici: non si estrae carbone e non bisognerà interrare le scorie nucleari. Il compito della società è distribuire in maniera equa il tempo che si libera in questo modo. Concentrare le nostre speranze solo sulla transizione energetica (come viene occasionalmente rilevato), porterebbe comunque un ritorno alle
illusorie utopie tecnologiche e la loro propensione verso il fanatismo.

 

6. ECOLOGIA E POST SVILUPPO
Per molte delle iniziative e dei progetti esaminati, i valori ecologici sono importanti forze motivazionali per quelle che sono di frequente attività di volontariato. Abbiamo riscontrato, almeno negli stadi iniziali, pratiche che collegano la transizione energetica ad una politica di autosufficienza e post-sviluppo. A Machynlleth, Galles, un terzo dei proventi raccolti con l’eolico viene versato in un fondo per aiutare le famiglie più povere per finanziare l’efficientamento energetico. Anche sull’isola scozzese di Gigha, le pale eoliche finanziano l’isolamento termico delle abitazioni. In questi casi, la transizione energetica finanzia l’efficienza energetica. Se ciò fosse implementato a livello nazionale,
l’obiettivo dell’approvvigionamento energetico 100% rinnovabile potrebbe essere raggiunto molto
prima di quanto non sostengano la maggior parte dei governi.
Di nuovo, la Revolucion Energetica cubana è un modello esemplare di efficienza energetica e post-sviluppo. Il governo cubano ha fornito agli inquilini un milione di nuovi ventilatori e circa nove milioni
di lampade a risparmio energetico in cambio dei vecchi ventilatori e delle vecchie lampadine. Da
allora, il consumo nazionale di elettricità si è ridotto di circa il 10%, nonostante nel frattempo molte
stufe a gas siano state sostituite con stufe elettriche.
Il concetto di post-sviluppo non implica che tutti i settori dell’economia debbano essere ridotti. La
crescita in alcuni settori selezionati è in realtà necessaria alla transizione verso il post sviluppo. Il
settore delle energie rinnovabili e in particolare la transizione energetica democratica, ha bisogno di
una forte espansione in modo da soppiantare e sostituire le fonti energetiche fossili distruttive. Ad
esempio, Greenpeace propone di potenziare e coprire le aree scoperte della rete elettrica europea
costruendo nuove linee. Questo investimento, tuttavia, non è antitetico al post-sviluppo ma piuttosto
incoraggia la transizione energetica. L’impronta ecologica associata all’espansione della rete è molto
inferiore dell’attuale produzione energetica basata sui combustibili fossili.
Infine, abbiamo anche ricercato esplicitamente i miglioramenti ambientali. La città francese di
Ungersheim ha un progetto ecologicamente esemplare per incrementare le biodiversità. La città
investe i proventi della propria transizione energetica per sostenere ed estendere forme di
agricoltura biologica. Nel Wendland, in Germania, i proventi delle pale eoliche sono impiegati per
l’acquisto di semi di erbe selvatiche che vengono posti lungo i bordi dei campi e che, fiorendo
forniscono un habitat per uccelli e insetti. Inoltre, l’adattamento molto attento della dimensione
delle pale eoliche al paesaggio in Scozia e Galles, può essere considerato un contributo alla
biodiversità regionale.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, i precedenti li trovate qui

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Indispensabili – State of the World 2013 – Cap. 18-19-23-24) Cultura indigena – Cambiamento – Insegnamento

Posted by giannigirotto su 7 novembre 2015

sow_2013_cop_itaIl Worldwatch Institute è stato fondato nel 1974 ed è considerato il più autorevole centro di studi interdisciplinari sui trend ambientali del nostro pianeta. Sono 30 anni che emana i suoi rapporti annuali, io personalmente lessi il primo nel 1988.
Affronto ora la lettura della edizione 2013 del rapporto, che è incentrata sul minimo comun denominatore della “sostenibilità“, che in questo rapporto viene analizzata nelle sue molteplici sfaccettature, ma sempre in maniera estremamente analitica e rigorosa.
Lo aggiungo a pieno merito tra i miei Indispensabili e cercherò di condividere con voi per ogni capitolo le parti essenziali.

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CAP. 18-19 – LA CULTURA INDIGENA PROGETTE IL PIANETA –

Le popolazioni indigene abitano più dell’85% delle aree protette del pianeta, e svolgono spesso, essi soli, il ruolo di guardiani di molti tra gli ultimi luoghi della terra ricchi di biodiversità. Gli Enti pubblici spesso traggono benefici dalle culture indigene di gestione della terra e ripristino ecologico.
Va riconosciuta e rispettata la conoscenza ecologica degli anziani e dei raccoglitori di cibo tradizionale, perchè i cibi nativi non possono essere protetti senza la conoscenza pratica su come coltivarli, nutrirli, raccogliergli, lavorarli, cucinarli e consumarli. Alcuni Paesi stanno inserendo in Costituzione tali principi.
Invece sul lato del supporto economico, i rapporti pubblicati dell’International Funders for Indigenous Peoples dicono che solo l’1% dei milioni di dollari versati ogni anni in beneficienza vengono assegnati ai popoli indigeni e alle loro attività di tutela degli ecosistemi. Da ricordare che l’abbondanza di risorse naturali preservata nei territori indigeni offre un’enorme opportunità per ampliare le stretegie di conservazione, permettendo di alleviare la fame e la povertà e conservando e progettendo allo stesso tempo le risorse mondiali.
Invece ancora oggi molti governi utilizzano la conservazione dell’ambiente come pretesto per allontanare a forza e intimidire i gruppi etnici indigeni, cancellando migliaia di anni di conoscenza specifica.
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CAP. 23 DAL CAMBIAMENTO INDIVIDUALE AL CAMBIAMENTO DELLA SOCIETÀ 

L’inquinamento parte dalle persone e le persone possono fermarlo.
Attenzione all’effetto rimbalzo ossia la tendenza a vanificare il risparmio ottenuto con l’utilizzo di dispositivi più efficienti aumentandone la frequenza ed intensità di utilizzo. L’esempio più comune è quello di chi acquisto nuova auto ibrida che potrebbe dimezzare i consumi ma poi finisce per percorrere il doppio dei chilometri proprio perché viaggiare è diventato relativamente meno caro cancellando in questo modo il beneficio.
Attenzione anche a non concentrarsi solo sui comportamenti domestici perdendo di vista l’importanza delle strutture industriali per esempio a livello di rifiuti solo il 3% sono i rifiuti solidi urbani mentre quelli industriali sono il 75%. Però a livello mediatico si parla molto poco di questi ultimi ci si concentra solo sui primi.

Per arrivare a dei cambiamenti sono necessarie quasi sempre almeno tre mosse la prima è avere un’idea generale di come le cose potrebbero essere i migliori presentandole ai cittadini in maniera che siano una fonte d’ispirazione moralmente convincente potente e invitante. In secondo luogo dobbiamo unirci agli altri per costruire un movimento di massa abbastanza forte da raggiungere il livello di cambiamento necessario.
La terza è l’impegno collettivo per innescare il cambiamento politico e strutturale azionandosi con decine e decine di modalità differenti a seconda del luogo, della situazione e del contesto in cui si opera.

Ricordiamoci sempre che “il modo più comune di cedere il proprio potere e pensare che non ne abbiamo”

CAP. 24 – INSEGNARE AD AFFRONTARE LE TURBOLENZE

Mai come oggi il bisogno di programmi efficaci di scienze e di studi ambientali nelle scuole superiori e nelle università è stato così forte, e coloro che progettano e offrono questi programmi sembrano tenere in scarsa considerazione gli studenti e il pianeta.

Da una parte si tende a semplificare il problema offrendo un kit di “soluzioni semplici”, ma non è detto che cambiamenti, anche importanti, nello stile di vita delle persone si traducano in effetti significativi.

E’ vero che in momenti di crisi improvvisi l’umanità ha dimostrato grandi potenzialità di resilienza e recupero, ma qui siamo di fronte ad un evoluzione climatica del pianeta che sarà molto lenta e ondivaga. Inoltre il peggiorarsi delle situazioni sociali che comporteranno, portano un elevatissimo rischio di amplificare regimi dittatoriali e/o antidemocratici in generale.

In generale nei corsi di studio afferenti le materie ambientali, raramente viene offerto un quadro integrato e sistematico di come sarà possibile porre rimedio.

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I prossimi capitoli, tempo permettendo, seguiranno nelle prossime settimane, orientativamente uno ogni due settimane, mentre per i precedenti li trovate qua.

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