Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Archive for the ‘notizie varie’ Category

Ritorno al futuro – i Podcast – Il giardino di Albert

Posted by giannigirotto su 8 dicembre 2012

ps.hcdmobeu.170x170-75 Avevo già parlato qualche tempo fa dei podcast, questi enormi archivi di trasmissioni radiofoniche che ci aprono una conoscenza enorme. Oggi voglio perorare nuovamente la trasmissione scientifica “Il giardino di Albert“, che parla di moltissime materie ma sempre con un taglio divulgativo e capibile un po’ da tutti.

Che sia un caso che è svizzera? Intendiamoci ne abbiamo di buone anche italiane, ma secondo me le reti pubbliche contengono ancora troppa poco scienza…

Ascoltatevi qualche puntata, vedrete che vi piacerà…

Buon ascolto e buona cultura (scientifica) a tutti…

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Ritorno al futuro – i Podcast (ovvero come diventare più informati…)

Posted by giannigirotto su 17 agosto 2012

Tutti conosciamo la radio, e tutti sappiamo che per certi aspetti e meglio della televisione, nel senso che non ti ipnotizza, non ti inchioda ad una sedia/poltrona ma ti permette di informarti passeggiando, girando in bici, guidando l’auto, cucinando o insomma facendo qualsiasi altra cosa.

Tutto quello che rimane da fare è pertanto scegliere i programmi di proprio gradimento ed ascoltarli. Però spesso questi sono trasmessi in momenti in cui non siamo disponibili, e quindi… quindi niente, dal momento che ormai la grande maggioranza delle trasmissioni radiofoniche vengono archiviate e rese disponibili per un utilizzo “differito” attraverso quello strumento che per l’appunto viene chiamato “Podcast”. Podcast è un termine coniato “ad hoc” recentemente, ma che in buona sostanza significa che io posso collegarmi con un archivio, su Internet, che contiene le mie trasmissioni radiofoniche preferite, e quindi ascoltarle “in differita”. Ma non solo, vi sono anche migliaia di “Podcast” che non vengono affatto trasmessi dalle radio tradizionali, ma vengono registrati per essere ascoltati esclusivamente in differita appunto.

L’oggetto di questo post vuole essere in particolare i Podcast “scientifici”, cioè che parlano di argomenti scientifici, ma con un approccio popolare e divulgativo quindi non per esperti ma per tutti coloro che vogliono accrescere la loro cultura generale e tecnica in particolare. Attenzione, esistono ovviamente podcast su centinaia di argomenti diversi, ma io qui mi limito a segnalare una pagina che ha già fatto un lavoro di selezione dei principali podcast scientifici italiani (clicca per vederla), in quanto vorrei ribadirne i vantaggi:

– li potete ascoltare da qualsiasi computer, tablet e soprattutto smartphone, e questi ultimi essendo così piccoli e leggeri sono decisamente il massimo, sia con gli auricolari a filo che con quelli bluetooth… in alternativa vanno benissimo anche i vari ipod o letteri mp3 che dirsivoglia, sui quali si può registrare tutte le puntate desiderate…

– potete ascoltarli (e  riascoltarli all’infinito se non avete capito qualcosa) nel momento che voi scegliete, in automobile, in fila alle Poste, sul treno o in corriera, in bicicletta, mentre stirate o cucinate, o persino seduti in poltrona…

Tutto qua, e scusate se è poco!

Ho scritto quanto sopra con tono molto tranquillo e distaccato, però voglio ribadire con forza che queste “trasmissioni” possono fare una grande differenza per voi stessi, per la vostra cultura, per non farvi prendere in giro dai mass media o dai politici che spesso “sparano” delle grandi cavolate che con un po’ di cultura tecnica si possono smarcherare subito.

Troppo spesso infatti si sentono o si leggono delle “mostruosità” tecniche da persone che evidentemente non conoscono un acca stracca di chimica e/o fisica ma nonostante questo si arrogano il diritto di dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare. Contro queste persone solo una maggiore cultura scientifica “di base” ci può aiutare, per cui vi esorto di prendere in considerazione l’ascolto di queste trasmissioni, sfruttando quindi al massimo il tempo fuori dal lavoro…
Dalla pagina summenzionata mancano però un paio di programmi che consiglio vivamente:

2024, incentrata sulle nuove tecnologie informatiche (internet, smartphone, app…) ma vista dal punto di vista degli utilizzatori, che vi darà notevoli anticipazioni sulle tendenze e sugli sviluppi futuri…

TELLUS di Radio 2 condotto dal noto geologo Mario Tozzi, che spaziava su diversi argomenti, ma tutti molto pratici e concreti e che ci coinvolgono tutti. La tramissione si caratterizza per non avere peli sulla lingua e non essere servile verso nessuno, ed infatti mamma RAI ha pensato bene di chiuderla e sopratutto di far sparire l’archivio delle puntate, che però fortunatamente si possono ascoltare su quest’altro sito…

Buon ascolto e buona cultura (tecnica) a tutti…

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Beneficenza: Mostra di modellismo

Posted by giannigirotto su 29 dicembre 2011


				

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Indispensabili: Mani bucate

Posted by giannigirotto su 11 ottobre 2011

Vengo a conoscenza di questo libro tramite un post di Beppe Grillo, quindi in pratica mi limito a riportare estratti da tale articolo.

Inoltre in questo caso non riportero nessun estratto dal libro, dal momento che l’autore dello stesso ha aperto un blog specifico a tale scopo, raggiungibile all’indirizzo http://manibucate.com/.

Se volete pertanto approfondire tali scottanti ed importantissimi argomenti, è sufficente che clicchiate al link suddetto… ma ecco di cosa parla questo libro che inserisco di diritto tra i miei “Indispensabili“…

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… sono Marco Cobianchi e sono un giornalista, lavoro a Panorama e mi occupo di economia ho appena pubblicato un libro che si intitola “Mani bucate” è la prima inchiesta che è stata realizzata in Italia sull’incredibile mondo degli aiuti di Stato alle imprese private, soldi che, dalle casse dello Stato, finiscono alle casse delle imprese.Non ci sarebbe nulla di male teoricamente, perché tutti i paesi del mondo aiutano con soldi pubblici le proprie imprese, però noi lo facciamo nel modo peggiore, perché finanziamo tutto, tutti ovunque per qualsiasi motivo, non c’è nessuna strategia, non investiamo assolutamente in innovazione, diamo soldi a fondo perduto, sgravi fiscali, incentivi di qualsiasi tipo a un’azienda che va bene, ma anche a un’azienda che va male, a un’altra che si deve strutturare, a due aziende che si devono fondere, oppure a un’altra che deve esportare di più. Non c’è nessuna strategia nell’uso dei soldi pubblici in Italia, né nell’uso dei fondi europei, né nell’uso dei fondi italiani e questo ha diverse conseguenze. La più importante è che i nostri aiuti pubblici alle imprese private, sono perfettamente inutili. Io per fare questo libro ho impiegato circa due anni e ho letto decine di migliaia di pagine di rapporti, di centri studi, studi della Banca d’Italia, di economisti della Corte dei Conti, magistrati e alla fine ho trovato forse la frase tra le centinaia che ho letto, la frase che meglio spiega il in motivo per il quale i soldi pubblici dati alle imprese private in Italia non servono a niente, è di Mario Draghi. Il Governatore della Banca d’Italia che dal primo novembre sarà governatore della Banca centrale europea, in un convegno tenuto a Via Nazionale nel 2009, di cui praticamente nessun giornale ha parlato, ha detto:I sussidi alle imprese sono generalmente inefficaci, si incentivano spesso investimenti che sarebbero stati effettuati comunque, si introducono distorsioni di varia natura, penalizzando frequentemente imprenditori più capaci, non è pertanto dai sussidi che può venire uno sviluppo durevole delle attività produttive. Un mese dopo aver pronunciato questa frase ha aggiunto: “Un’indicazione statistica fondamentale è che è più proficuo investire le risorse pubbliche nell’effettiva applicazione delle leggi, piuttosto che nell’erogazione di sussidi. Credo che questa frase sia la pietra tombale sulla politica dei sussidi alle imprese private, Mario Draghi dice che non servono assolutamente a nulla. Ho cercato di raccontare il maggior numero possibile di casi esemplificativi, i casi più eclatanti, più incredibili, in cui i soldi pubblici sono andati alla criminalità, a imprenditori che dopo tre anni averli ricevuti hanno chiuso l’impresa e i soldi sono spariti, sono andati addirittura a delle famiglie ricchissime che abitano e vivono in altre parti del pianeta, a imprenditori che non avevano nessuna speranza di sopravvivere, a imprenditori che dicevano che avrebbero investito un certo numero di dipendenti, ne hanno assunti la metà, ma i soldi li hanno presi lo stesso ed è questo il motivo per cui Draghi dice che questi soldi non sono serviti a niente…

Quante sono le imprese sussidiate? Nessuno lo sa, così come nessuno sa quanti soldi vanno alle imprese, perché lo Stato non è in grado di controllare, di verificare i soldi che concede alle aziende private, sotto le forme più diverse. La stima che faccio dei soldi pubblici dati alle imprese è di circa 30 miliardi l’anno…

… Una massa così incredibile di aziende che ricevono soldi dallo Stato, ovviamente pone un problema dei controlli. Qui regna il caos totale, perfino la Corte dei Conti che ha cercato di capirne di più su quest’argomento, ha dovuto arrendersi e ha parlato di una congerie di dati, provenienti dai vari Ministeri che suggeriscono questi fondi, che rendono impossibile sapere a chi vanno i soldi, quanti soldi di fondi pubblici italiani o europei e soprattutto come vengono usati e quali sono i risultati

… Leggendo i rapporti dell’antimafia ma anche quelli della Corte dei Conti, si scopre che i sussidi pubblici alle imprese private, finiscono alla mafia, significa che lo Stato usando i soldi pubblici, le tasse dei cittadini, finanzia la mafia, finanzia la criminalità organizzata…

Si può uscire da questo inferno degli aiuti pubblici alle imprese? Secondo me sì! Primo: seguire il Consiglio di Mario Draghi, usare i soldi per applicare le leggi e non per pagare le aziende; secondo: far gestire almeno una parte dei soldi pubblici a esponenti o a associazioni della società civile, non vedrei nulla di male, d’altra parte alcune esperienze ci sono già, di imprenditori che possano gestire almeno una parte di quei soldi, in modo anche da rompere il legame tremendo tra politica e affari, tra politici che danno soldi alle imprese e imprese che fanno campagne elettorali per i politici. Un’ultima ricetta potrebbe essere quella di ribaltare il paradigma dell’economia in base al quale è l’offerta che crea la domanda, proviamo a immaginare che sia invece la domanda che crea l’offerta e in altre parole, proviamo a lasciare un po’ più di soldi nelle tasche dei cittadini che comprano quello che vogliono, non sussidiato!

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Per non cedere totalmente allo sconforto e cercare di essere propositivi, vi invito a leggere, sempre gratis, anche i libri “Voglia di Cambiare” e “L’anticasta, l’Italia che funziona“, che descrivono le migliori iniziative di successo, rispettivamente in Europa il primo e in Italia il secondo, realizzate sia dalle Istituzioni pubbliche sia da privati, nei vari settori del lavoro, energia, ambiente, logistica/mobilità/trasporti, turismo, famiglia ecc.

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Buono a sapersi…

Posted by giannigirotto su 21 dicembre 2010

Poichè tutti sappiamo che l’informazione è Potere, ecco un altro tassello, un altro blogger, che è a favore della condivisione di tale potere.

Doriano Rossi è un fotografo/informatico/bioagricoltore con la passione per la verità, l’etica e la democrazia, nel senso più nobile del termine. Nel suo sito si trovano moltissime informazioni, moltissimi esempi, suggerimenti e consigli pratici su come riappropriarci della liberta di scelta e di informazione.

Tra le sue attività Doriano (Dorylinux) ha inserito anche una bellissima newsletter, piena zeppa di notizie utili e utilissime per vivere meglio e più liberi. Io penso che meriti di essere letta, e a titolo di esempio riporto l’ultima uscita, con tra le tante cose belle anche il documentario del famoso regista Luc Bresson “La Terra come non l’avete mai vista”, e poi le auto elettriche, le energie rinnovabili, il commercio equo, la salute fisica e mentale … insomma merita eccome! condividetelo sul vostro Facebook…

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Buono a sapersi… – newsletter periodica di Doriano Rossi

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Risparmio: Le Banche del Tempo

Posted by giannigirotto su 17 settembre 2009

Riporto pari pari da wikipedia:  La Banca del Tempo (abbreviato, BdT) è un tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito di “tempo”. Ciascun socio, quindi, mette a disposizione qualche ora per dare ad un altro socio una certa competenza. Le “ore” date vengono “calcolate” e “accreditate” o “addebitate” nella Banca. Può succedere così, che non sia la stessa persona a “rimborsarle”, ma un’altra.

Tutti gli scambi sono gratuiti; solo è previsto un rimborso spese (per esempio, per i mezzi di trasporto o eventuali materiali utilizzati nel lavoro svolto) e una quota associativa, per lo piu annuale, variabile da Banca a Banca. Ogni ora viene valutata per un’ora, indipendentemente dal valore monetario del tipo di prestazione svolta.

Insomma, semplice no? e conviene a tutti no? Io per esempio me la cavo benino col computer, sono a disposizione per qualche aiutino, mentre d’altra parte vorrei che qualcuno mi aiutasse a migliorare la mia scarsissima abilità col pianoforte e la chitarra….

Ma questo è banale, gli scambi possono avvenire per “prestazioni” molto più serie ed importanti. Mediante le Bdt possiamo:

– Avere un migliore rapporto con un bene che tutti possediamo e che spesso gestiamo male: il Tempo;

– Allargare la propria rete di amicizia;

– Confrontarsi con realtà a noi non-affini senza pregiudizi, perché la varietà e le differenze, siano esse etniche, culturali o generazionali, sono una grande ricchezza di questo mondo;

– Realizzare concretamente uno spazio in cui è garantita reale parità fra tutti i soggetti, il valore della prestazione in tempo non tiene conto, quasi provocatoriamente, delle differenze economiche che nella società esistono fra persone e fra professionalità diverse;
mette sullo stesso piano la casalinga che fa la torta e il musicista che insegna a suonare il sax;

– Partecipare ad essere cittadino attivo. Si partecipa alle regole di una comunità, alle decisioni importanti, ma si partecipa anche a momenti di festa, di divertimento.

“TEMPO DONATO TEMPO RITROVATO”

Il mio augurio e impegno è affinchè queste organizzazioni si espandano il più possibile, sino a diventare presenti in ogni luogo…..queste sì sono banche che mi piacciono……

Se siete d’accordo, potete partire visitando il sito  , che contiene l’elenco di tutte le BdT Italiane, e potrete trovare quindi quella più vicina a voi, oltre naturalmente a tutte le altre informazioni utili anche, perchè no, a crearne una voi nella vostra zona……

Qui in zona Treviso c’è “Il Girotondo delle ore” a Preganziol e la “Ballata delle ore” a Maserada……

Buoni scambi…..Gianni Girotto

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4 passi verso un mondo migliore

Posted by giannigirotto su 16 settembre 2009

Nel mio piccolo non posso fare a meno di dedicare una segnalazione a questa fiera, essendo ormai imminente l’inizio di questa che sarà la 5° edizione. Non più a Maserada, che ha ospitato in maniera fantastica le prime 4 edizioni, ma a Treviso, per pure ragioni logistiche e di spazio.

Questa fiera è diventata a pieno diritto un punto di riferimento per tutti coloro, e sono tantissimi, che sono stanchi delle parole e delle deleghe, e si impegnano in prima persona per una società più giusta ed etica, sia come soci/volontari di una qualche organizzazione, sia come clienti della stessa.

Troverete pertanto i GAS, la finanza etica, il commercio equosolidale, abbigliamento, detersivi, saponi, erboristica, profumi eco ed equo, pannolini riciclabili, le energie rinnovabili, l’edilizia naturale, i produttori agricoli biologici, gli agriturismi, le ONG impegnate nella tutela dei diritti, dell’ambiente, del lavoro, dei bambini, dei diversamente abili…..e tanto tanto altro ancora……..

Spero che moltissimi di voi accettino il mio invito a visitare il sito www.fieraquattropassi.org/ per prendere visione del ricchissimo programma, e a visitare la fiera poi. Io sarò nello stand di Banca Etica il sabato mattina e la domenica pomeriggio… a rivederci. Gianni Girotto

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Notizie ambientali di ordinario sfruttamento….

Posted by giannigirotto su 9 settembre 2009

Avrei fatto un link diretto da Facebook, ma la newsletter in questione non è visibile online (lo sarà tra un paio di settimane), per cui riporto io di seguito un estratto dell’ultima newsletter di

che contiene una serie di notizie che a mio avviso meriterebbero una diffusione televisiva di primo piano, con approfondimenti e aggiornamenti continui, poichè queste sono le notizie reali e importanti su cui tutto il resto poi si appoggia…..una riguarda anche la nostra italianissima ENEL……… In tutti i casi quello che vige è l’atteggiamento predatorio di chi ha tanti soldi, e vuole continuare a farne a tutti i costi……..…Spero siate d’accordo e vogliate segnalarle ai vostri contatti……..solo diffondendo la consapevolezza di quanto succede si potrà avviare un cambiamento……

Cambridge: il boom effimero della deforestazione (pubblicato il Mercoledì 09 Settembre 2009 06:01)
Abbattere le foreste è come svaligiare una banca: le risorse rapidamente accumulate portano un benessere effimero e di breve durata. Lo rivela uno studio congiunto della Università di Cambridge e dell’Imperial College di Londra, pubblicato sulla rivista Science .
L’antitesi tra ambiente e sviluppo non si basa sui fatti: se il saccheggio della foresta amazzonica porta una fase benessere per le comunità della regione, si tratta di un vantaggio di breve periodo. La distruzione delle foreste non avvia lo sviluppo, e in breve tempo il benessere svanisce e lo standard di vita torna alle condizioni precedenti – mentre l’ambiente resta compromesso per sempre.

Lo studio è focalizzato sulla deforestazione nell’Amazzonia brasiliana. Dal 2000 sono stati abbattuti in questa regione 155.000 chilometri quadrati di foresta pluviale, con un tasso di deforestazione di 1,8 milioni di ettari annui (un’area vasta quasi quanto la Toscana). Lo studio ha analizzato l’aspettativa di vita e il reddito pro capite in 286 comuni amazzonici, a diversi stadi di deforestazione. L’Amazzonia è una delle regioni meno sviluppate del Brasile e l’improvvisa disponibilità di…
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Il mangiar sano della foresta (pubblicato il Martedì 08 Settembre 2009 10:54)
Le culture indigene custodiscono una grande ricchezza nutritiva. Lo dice la FAO, nel libro pubblicato assieme al Centro per la Nutrizione e l’Ambiente delle Popolazioni Indigene della McGill University. Ossia, gli indigeni dispersi nel cuore della foresta hanno sviluppato strategie nutrizionali molto efficaci. Purtroppo pero’ gli habitat naturali stanno scomparendo, e con loro questo immenso patrimonio. Insomma, quando arriva lo sviluppo, inizia la fame.

Sotto la pressione dello sviluppo economico, dell’industrializzazione dell’agricoltura, dell’economia di scala e della standardizzazione globalizzata, le risorse alimentari locali stanno scomparendo velocemente – insieme con quei regimi alimentari che un tempo mantenevano le popolazioni indigene in forma e in salute. Considerata sempre con disprezzo, l’economia di sussistenza, ancora alimenta milioni di persone, anche se non viene contabilizzata nelle statistiche.
E’ il caso delle…
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Perù: azione legale degli Indios amazzonici contro progetto petrolifero (pubblicato il Lunedì 07 Settembre 2009 11:57)
Sono passati alle vie legali. Dopo mesi di protesta e di blocco fluviale contro il progetto petrolifero dell’anglo-francese Perenco, gli Indios dell’Amazzonia peruviana hanno deciso di denunciare alla Corte Costituzionale lo sfruttamento in un’ampia area di foresta, catalogata come “Blocco 67”. L’associazione indigena AIDESEP teme infatti che il faraonico progetto (per un investimento dichiarato di 2 miliardi di dollari) possa rivelarsi letale per le tribù indigene che ancora non hanno avuto contatti con l’uomo bianco, e che rischiano di essere sterminate da malattie e germi per cui non hanno anticorpi.
La Perenco nega che all’interno del Blocco 67 esistano tribù incontattate. Non è dello stesso avviso Survival: “E’ vergognoso che gli Indiani del Perù debbano rivolgersi al tribunale per farsi ascoltare dalla Perenco e dal governo” ha commentato Stephen Corry – Dopo la tragedia di Bagua, le autorità promisero che avrebbero consultato i popoli indigeni prima di procedere con i loro enormi progetti, ma ancora una volta vanno avanti contro il volere della popolazione locale.” A Bagua lo scorso maggio sono scoppiati violenti scontri, con decine di vittime, quando l’esercito peruviano ha avuto ordine di stroncare la rivolta indigena.
Kenya: cacciati gli indigeni Ogiek dalla foresta di Mau? (pubblicato il Lunedì 07 Settembre 2009 09:42)
Il 25 agosto le autorità hanno annunciato lo sgombro forzato di tutti i residenti illegali nel complesso forestale di Mau, dando loro 14 giorni di tempo per attenersi ai termini del decreto. Gli Ogiek abitano questa foresta dal secoli, è la loro foresta ancestrale. Ma non sono provvisti di documenti scritti, ne’ di autorizzazioni su carta bollata. Gli Ogiek sono stati i primi a denunciare l’occupazione illegale della foresta e le attività illegali che ne hanno ridotto drasticamente le dimensioni. Conseguentemente hanno richiesto di essere coinvolti e di partecipare attivamente ai programmi volti alla protezione della loro foresta. Lo sgombro annunciato rischia privare gli Ogiek della propria casa, e la foresta dei suoi guardiani più esperti.
Foreste e clima: l’Indonesia scherza col fuoco (pubblicato il Venerdì 04 Settembre 2009 06:44)
Uno studio dell’ente governativo indonesiano sul clima (Consiglio Nazionale sul Cambiamento Climatico) ha proposto di ridurre del 40 per cento le emissioni dell’Indonesia proteggendo foreste e torbiere. Lo fa sapere Radio Australia .
L’Indonesia figura in terza posizione, subito dopo Stati Uniti e Cina, nella classifica mondiale delle emissioni di gas serra. La maggior parte di queste emissioni (8%) proviene dalla deforestazione e dal drenaggio delle torbiere. Infatti, sia abbattendo gli alberi che asciugando la torba, il carbonio ritorna in atmosfera. L’Indonesia infatti detiene un altro record: quello della deforestazione (1,7 milioni di ettari di foreste in fumo ogni anno, secondo la FAO).

Lo studio prevede un costo di 32 miliardi di dollari, da finanziare attraverso il meccanismo internazionale per ridurre le emissioni tagliando la deforestazione (Reducing Emission from Deforestation and Degradation, o REDD http://www.salvaleforeste.it/Foreste-e-Clima-REDD/ ) C’è un problema però: il REDD non sarà operativo prima del 2020, e per quella data il governo indonesiano ha già pianificato il raddoppio della produzione dell’olio di palma, destinando altri 10 milioni di ettari…
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WWF: il Mekong è un tesoro: 1000 specie sconosciute (pubblicato il Venerdì 04 Settembre 2009 07:26)
Un ragno predatore grande quanto un piatto da tavola, un ratto che si pensava avesse cominciato a estinguersi 11 milioni di anni fa, uno stupefacente millepiedi rosa. Sono solo alcuni componenti di un “tesoro biologico” scoperto dagli scienziati del Wwf nella foresta pluviale del Mekong, il fiume che attraversa cinque province dell’Asia meridionale. In totale sono state 1068 le specie fino ad ora sconosciute e portate alla luce tra il 1997 e il 2007: 519 specie di piante, 279 pesci, 88 rane, 88 ragni.

“Crediamo che una simile scoperta sia degna dei libri di storia”, ha commentato il direttore del Greater Mekong Programme, Stuart Chapman. Il ragno predatore, il più grande al mondo, ha zampe lunghe 30 centimetri. Non tutte le nuove specie scoperte si nascondevano nella giungla. Gli scienziati hanno raccontato che il ratto è stato individuato in un mercato locale nel 2005, mentre una vipera fino a quel momento sconosciuta è stata osservata in una trave di un ristorante del Khao Yai, un parco…
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Perù: l’ONU da ragione agli Indios (pubblicato il Giovedì 03 Settembre 2009 00:00)
Il governo peruviano non deve consentire lo sfruttamento di petrolio e gas nelle terre dei popoli indigeni senza il loro previo “consenso informato”. È questa la raccomandazione diramata dalla Commissione ONU per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali (CERD).
In ottemperanza al monito dell’ONU, il governo peruviano dovrebbe sospendere le esplorazioni petrolifere nelle foreste in cui le comunità indigene hanno espresso parere contrario, e in quelle abitate da popoli indigeni non ancora contattati dall’uomo bianco.

Prima di deliberare, il CERD ha voluto ascoltare le delegazioni del governo peruviano e delle associazioni indigene e per i diritti umani.
Il risultato è un rapporto allarmato, a causa delle “serie tensioni del paese, che hanno addirittura innescato le violenze, e che sono state alimentate dallo sfruttamento delle risorse del sottosuolo appartenenti tradizionalmente ai popoli indigeni”.
La Commissione ha sollecitato il governo peruviano a compiere un’indagine sul violento
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Malesia: gli indigeni Penan continuano il blocco (pubblicato il Mercoledì 02 Settembre 2009 08:04)
Dopo un infruttuoso incontro con funzionari governativi, i Penan hanno deciso di continuare la loro protesta, il blocco delle strade alle concessioni forestali, in vigore dal 28 agosto. Gli indigeni chiedono che lo stato del Sarawak riconosca i loro diritti sulle foreste tradizionali. Le loro terre infatti vengono cedute alle imprese della carta e dell’olio di palma che le abbattono per sostituirle con piantagioni di acacia, eucalipto e palma da olio.
Nuovo eccidio di Indios in Colombia (pubblicato il Martedì 01 Settembre 2009 19:59)
Si chiamava Tulia García, leader del popolo Awa. La sua colpa era la richiesta di una investigazione sulla morte del marito, ucciso in un’imboscata dai militari lo scorso maggio. Il 26 agosto un commendo militare l’ha uccisa, assieme a tutti i possibili testimoni dell’omicidio: dieci persone, tra cui tre bambini.
“Secondo le informazioni che abbiamo ricevuto, uomini che indossavano divise militari ma con cappucci che li rendevano irriconoscibili, hanno aperto il fuoco alla rinfusa su una casa che apparteneva a una famiglia di Awa” ha dichiarato il portavoce dell’ONIC, l’Organizzazione dei popoli indigeni colombiani.

“I primi resoconti suggeirscono che membri dell’esercito abbiano massacrato queste persone allo scopo di eliminare e intimidire i testimoni delle atrocità” afferma il portavoce di Human Rights Watch. Nel corso del 2009 sono stati uccisi oltre 60 Indigeni in Colombia, e migliaia di loro sono stati forzati ad abbandonare le proprie case e la propria terra.
L’abuso dell’acqua a causa degli incendi forestali (pubblicato il Lunedì 31 Agosto 2009 06:48)

Lo sostiene il Forum Ambientalista, l’abuso dell’acqua sarebbe alla radice degli incendi, facilitandone la diffusione a causa dell’aridità del suolo.
Nel periodo estivo si aumenta il consumo d’acqua facendo scendere la falda acquifera. Mettendo così a rischio l’approvvigionamento idrico di paesi e città e intaccando la riserva di acqua presente nel terreno e tramite la quale le piante sopravvivono – spiega una nota del Forum Ambientalista – Di conseguenza, i boschi, composti da alberi che hanno particolare bisogno di quantitativi superiori di acqua, soffrono la siccità. La California che brucia in queste ore è un esempio”.

Secondo l’associazione, le alte temperature estive sono solo in parte responsabili degli incendi. Nell’estate 2004, osservano, le temperature livelli altissimi per tre mesi da giugno ad agosto, non hanno provocato una sensibile ondata di incendi.
“In fatto di uso e abuso di acqua – conclude la nota – pensiamo a realizzazioni come lo Zoomarine di Pomezia, dove migliaia di metri cubi di acqua ogni giorno vengono captati dalle falde che, viceversa, dovrebbero consentire la vita della duna…
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Gamberoni salati del Bangladesh (pubblicato il Venerdì 28 Agosto 2009 06:25)

Il governo del Bangladesh ha annunciato un piano per il sostegno all’industria dei gamberi, in seguito al blocco delle esportazioni verso l’Unione Europea a causa della contaminazione chimica di nitrofurani. Altri 700 milioni di dollari sono stati stanziati dal Fondo Monetario Internazionale sotto foma di prestiti a tasso agevolato.
Lallevamento dei gamberoni, promosso dal governo e  da organizzazioni finanziarie multilaterali (prevalentemente FAO e Banca Mondiale), ha comportato  la distruzione delle foreste costiere di mangrovie, e conseguentemente dell’economia locale, basata sull’agricoltura e sulla pesca.

Nel corso degli anni ottanta, l’economia del gamberone è arrivata a dominare quasi interamente l’economia delle regioni del sud- ovest. Il Bangladesh è divenuto il quinto produttore mondiale, con una produzione annuale di 30.000 tonnellate, con un giro d’affari di 325 milioni dollari. Parallelamente le foreste di mangrovie venivano convertite in allevamenti, mettendo a tacere, anche con la violenza contadini e pescatori che rifiutavano di fare spazio all’affare del decennio.

In questo…
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L’Uruguay nelle mani delle cartiere (pubblicato il Giovedì 20 Agosto 2009 06:22)
Quattro multinazionali della carta possiedono da sole 600.000 ettari di piantagioni in Uruguay: la scandinava Stora Enso, la cilena Arauco (Chile), la statunitense Weyerhaeuser e la finlandese Botnia.
Il ritiro dalla scena della spagnola Ence a causa della crisi economica, ha favorito Stora Enso e Arauco, che ne hanno subito acquisito i 253.000 ettari di piantagioni, in preparazione della più grande cartiera del mondo, che dovrà avere una capacità produttiva di un milione e mezzo di tonnellate di cellulosa.

Entrambe le imprese hanno pessimi record ambientali e sociali. In Brasile, le piantagioni di eucalipto della sussidiaria di Stora Enso (Veracel) hanno distrutto l’habitat degli indigeni Pataxó, nello stato di Bahia, avvelenando i fiumi con l’uso intensivo dei pesticidi. Le piantagioni della sussidiaria di Arauco (CELCO) nella provincia argentina di Misiones hanno causato affezioni respiratorie e malattie circolatorie alle comunità locali, dato che i pesticidi vengono sparsi su tutta la…
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Finlandia: protette le foreste lapponi degli indigeni Sami (pubblicato il Martedì 25 Agosto 2009 06:07)
Accordo storico in Finlandia. L’agenzia forestale statale Metsähallitus, ha firmato un accordo con i rappresentanti degli indigeni Sami, impegnandosi a proteggere le foreste primarie lapponi nella regione di Nellim per i prossimi 20 anni.
I Sami vivono allevando renne, che sopravvivono nei mesi invernali nutrendosi dei licheni che crescono sugli alberi più antichi. Il taglio delle foreste primarie, oltre ad avere gravi impatti sulla biodiversità, toglie ai Sami la fonte primaria di sostentamento. Per anni i Sami hanno dovuto affrontare la Metsähallitus e i suoi clienti (innanzitutto le cartiere Stora Enso e UPM e M-Real) che non volevano rinunciare a quelle foreste.

In realtà si tratta appena del 5% delle foreste del paese, un’area marginale per la produzione della carta, ma  necessarie per centinaia di specie considerate minacciate dall’IUCN, come lo scoiattolo volante (Pteromy volans), la Ghiandaia siberiana (Perisoreus infaustus) e il Picchio Tridattilo (Picoides tridactylus).
Greenpeace e l’Associazione Finlandese per la Conservazione della Natura avevano sostenuto le richieste dei Sami e organizzato la demarcazione dei territori tradizionali. La…
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Gli indigeni malesi e le foreste del Borneo (pubblicato il Lunedì 24 Agosto 2009 06:04)
Il governo del Sarawak, la provincia malese nel Borneo, ha recentemente deciso di assegnare 1.397.644 ettari di foresta a imprese private, per trasformarli in piantagioni da legno, mentre un’area più vasta, ma di dimensioni ancora indefinite, sarà dedicata a piantagioni di palma da olio. Peccato che molte di queste piantagioni coincidono con le foreste ancestrali dei popoli indigeni dell’isola.


E’ il caso della famigerata Samling, o della Sarawak Timber Industry Development Corporation (STIDC)  Quest’ultima si è associata alla compagnia del legno KTS Holdings Sdn. Bhd, per sfruttare 267.000 ettari di foresta. La joint-venture che hanno creato, la PUSAKA-KTS Forests Plantation Sdn. Bhd. ha identificato piantagioni nelle zone di Belaga, Kakus and Tutoh in the Kapit, Bintulu e Miri Divisions, proprio nel mezzo di territori indigeni.
Per questo le comunità indigene hanno deciso di…
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Borneo: a rischio santuario di oranghi (pubblicato il Sabato 22 Agosto 2009 08:57)
Il Parco Nazionale di Sebangau, nel Kalimantan centrale è assediato dalle fiamme. Nel parco, nella parte indonesiana dell’isola di Borneo, vive una delle ultime popolazioni di orango. Secondo Suwido Limin, direttore dell’Istituto indonesiano per la protezione delle foreste torbiere (CIMTROP) le fiamme avrebbero origine dolosa.

L’incendio si è diffuso incontrollato nelle aree in cui la torba era stata drenata e asciugata per fare spazio a un faraonico (e fallito) progetto agricolo ai tempi del dittatore Suharto.


Nel Parco di Sebangau e nelle aree circostanti vivono 8.000 oranghi, oltre a altre otto specie di primati, leopardi, scoiattoli volanti, orsi malesi e 154 specie di uccelli.
La torba si forma quando la materia organica si deposita sul fondo degli acquitrini e nel corso di 20.000 anni inizia un lento processo di carbonificazione. Con 20 milioni di ettari di torbiere, l’Indonesia è uno dei maggiori depositi di CO2.
Si stima però che gli incendi nelle foreste torbiere, appiccati per fare spazio…
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Unilever: c’è del marcio in quell’olio di palma (pubblicato il Giovedì 20 Agosto 2009 14:36)

Attivisti dell’associazione tedesca Robin Wood hanno protestato ieri presso gli uffici della Unilever ad Amburgo. L’impresa è accusata dagli attivisti di rifornirsi dal colosso dell’olio di palma Wilmar International, noto da anni per le proprie pratiche distruttive e per i conflitti con le comunità locali.
Lo scorso marzo un team di Robin Wood ha investigato sullo stato delle piantagioni della Wilmar in Indonesia, raccogliendo prove e testimonianze di numerose violazioni dei diritti umani, e di un massiccio processo di distruzione delle foreste umide.
Queste foreste sequestrano grandi quantità di carbonio nel substrato di torba, e la loro distruzione comporta un gravissimo rilascio di emissioni di CO2.

Secondo l’associazione  “Save our Borneo” (Salva il nostro Borneo), la Wilmar progetta di espandere le proprie piantagioni nel Kalimantan Centrale di altri 100.000 ettari. Secondo Robin Wood, la Unilever alimenta il boom dell’olio di palma ed è corresponsabile della massiccia deforestazione in corso in Indonesia. “La Unilever deve smettere di acquistare olio di palma proveniente dalla distruzione delle foreste” ha spiegato Jule Naundorf, di Robin Wood.
La Unilever sostiene che l’olio di…
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Guatemala, un sindaco contro l’Enel (pubblicato il Mercoledì 19 Agosto 2009 09:15)

Si chiama Agustin Solis Cedillo, ed è il secondo sindaco indigeno del municipio di Chajul, nella regione di Xeputul. Il primato tutto suo è quello di essere il più giovane sindaco, all’età di 29 anni.
Vive nel piccolo villaggio di Sajbatzà. Le comunità della sua zona hanno un problema: un’impresa ha occupato parte delle loro terre, lungo il fiume Jute, per costruire una centrale idroelettrica. L’impresa in questione è l’italiana ENEL, che ha ottenuto permessi per la costruzione di centrali sui fiumi Jute, San Vicente e Copòn.

L’ENEL è già presente in Guatemala con la centrale idroelettrica di El Canada di 46 Megawatt, costruita nell’Occidente del Paese e in attività da tre anni. Non lontano da El Canada, l’ENEL ha poi costruito Montecristo, una centrale idroelettrica di minore capacità (13,5 Megawatt) situata sul fiume Samalà.
Foreste, paesi e terre comunitarie saranno inglobate nei bacini della centrale e inondate,  mentre gli ecosistemi e le comunità che vivono lungo tutto il corso del fiume, fino ai…
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Caccia: l’Europa condanna l’Italia (pubblicato il Martedì 18 Agosto 2009 06:17)
La Commissione Europea ha deciso di richiedere la condanna dell’Italia al pagamento delle spese in giudizio per le ripetute violazioni della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva “Uccelli”) da parte dalla Regione del Veneto riguardo la concessione di deroghe per la caccia nei confronti di specie di uccelli protetti.


Lo fa sapere la sezione veneta della LAC Lega Abolizione Caccia . “Ora saranno i cittadini a dover pagare le spese in giudizio– ha commentato Andrea Zanoni, della LAC del Veneto. Nel frattempo la Giunta Regionale ha presentato un nuovo e – ben più grave – progetto di legge sulla caccia, che avrebbe previsto la caccia di ben 11 specie protette (Storno, Fringuello, Prispolone, Pispola, Piviere dorato, Frosone, Gabbiano reale, Cormorano, Tortora dal collare, Verdone e Peppola). Il progetto è…
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Finlandia acquista 10.000 ettari di foresta in Romania (pubblicato il Venerdì 14 Agosto 2009 07:25)
L’impresa forestale finlandese Tornator ha acquistato per l’anno 2008, 10.000 ettari di foresta in Romania. Il prezzo di tale operazione e stimato a 50 milioni di euro. Questa è la piu grande transazione privata nel settore del legno in Romania, ma vi sono pèrogetti di acquisto per ulteriori 20.000 ettari. Il terreno acquisito e situato nella zona Oituz del distretto di Bacau. Lo scopo di questo investimento e di vendere legname suil mercato locale. La Tornator possiede già terreni forestali in Finlandia (60.000 ettari) e in Estonia. La decisione di investire in Romania è dovuta alla ricchezza delle foreste di questo paese, in gran parte in mani private.
Dagli Stati Uniti arriva il NO agli alberi transgenici (pubblicato il Mercoledì 12 Agosto 2009 08:08)
Oltre 17.500 risposte al sondaggio avviato dall’agenzia agricola statunitense USDA, sul progetto di piantumazione di 250.000 eucalipti transgenici negli stati del sud. Un vero record di partecipazione. Tra tutte le risposte appena 39 si sono espresse in favore del progetto.
Il progetto prevedeva di piantumare alberi geneticamente manipolati allo scopo di resistere al freddo e di produrre più lignina. L’eucalipto, anche se non transgenico, comporta diversi impatti ambientali, quando è piantato al di fuori del suo habitat naturale: dall’inaridimento del suolo, che favorisce la deseritificazione e gli incendi, alla modifica della composizione chimico-fisica del terreno. La diffusione in campo aperto di un altissimo numero di alberi transgenici comporta il rischio aggiuntivo di contaminazione genetica. Le nuove piantagioni avrebbero avuto inoltre impatti negativi dal punto di vista del clima e avrebbero comportato un’elevato inquinamento chimico derivato dal massiccio impiego di pesticidi.


La ArborGen, un’impresa statunitense di bioenergia, con sussidiarie in Brasile, Nuova Zelanda e Australia. è il leader mondiale nella ricerca e commercializzazione di alberi transgenici, considerati come una commodity strategica nel campo dell’energia. “Gli alberi – dichiara il sito web  dell’impresa – sono la fonte più ricco e versatile fonte di materie prime rinnovabili al mondo”. La ArborGen si è già vista rifiutare un simile permesso in Nuova Zelanda, e ha tentato quindi negli Stati…
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Il biodiesel arriva in Zambia (pubblicato il Venerdì 07 Agosto 2009 08:35)
Una ricerca condotta dal biologo Matongo Mundia ( Agrofuel in Afric a – gli impatti sulla terra, sulla sicurezza elementare e sulla foresta” mette l’accento sugli impatti dell’espansione delle colture energetiche, e in particolare la Jatropha per il biodiesel, mentre la canna da zucchero il sorgo dolce e la cassava per il bioetanolo. “Come per il resto del continente, in Zambia la spinta alle coltivazioni finalizzate alla produzione di biodiesel è incentivata da progetti volti a sostenere lo sviluppo sociale e economico, ma non è chiaro se gli agrocarburanti prodotti saranno destinati al mercato interno o all’esportazione.”

Il governo dello Zambia ha spinto verso l’introduzione nel paese della produzione di biocarburanti, attraverso incentivi quali l’obbligo di una percentuale minima di biodiesel nel carburante. Tra i principali produttori la britannica D1 Oils. “Sembra che imprese come la D1 Oils promuovano i biocarburanti nel mercato interno per aprire le porte a una produzione massiccia finalizzata principalmente al mercato estero –  commenta  Matongo Mundia –  In questo modo non avvantaggerà molto lo…
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Debito in cambio di foreste (pubblicato il Giovedì 06 Agosto 2009 06:34)
I governi di Stati Uniti e Indonesia hanno firmato un accordo che prevede la protezione delle foreste pluviali in cambio di riduzioni sul debito estero.
In base alla legge statunitense Tropical Forest Conservation Act approvata nel 1998, gli Stati Uniti rinunciano a parte del proprio credito in cambio della protezione delle foreste pluviali. Ai 20 milioni di dollari, si aggiungono altri due milioni immessi da due associazioni ambientaliste, la statunitense Conservation International e l’indonesiana KEHATI. Il governo indonesiano si è impegnato a impiegare questi fondi in progetti di protezione dell’ambiente. I fondi coinvolti però sono relativamente insignificanti, se paragonati agli interessi in gioco nel settore della carta e della palma da olio, i principali attori della deforestazione, e rischiano di ridursi a misure accessorie e di scarso effetto.

La Kimberly-Clark si certifica FSC (pubblicato il Mercoledì 05 Agosto 2009 08:04)
Dopo anni di campagna internazionale di Greenpeace, con azioni anche in Italia, Kimberly-Clark, la multinazionale che produce con i marchi Kleenex, Scottex e altri, leader nella produzione di tessuti in fibra di carta in oltre 80 Paesi, ha annunciato oggi l’adozione di standard per l’acquisto di fibre che finalmente garantiscono la conservazione delle foreste.
Kimberly-Clark diventa, con questi standard, uno dei leader della sostenibilità nella produzione di tessuti in fibra di carta.
Nel novembre 2006, di fronte la sede italiana di Kimberly-Clark a Torino, gli attivisti di Greenpeace dimostrarono portando dei water da cui spuntavano dei piccoli alberi, a simboleggiare lo spreco delle risorse naturali, letteralmente buttate nel cesso.


“Abbiamo lavorato con Kimberly-Clark e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti” commenta Chiara Campione di Greenpeace.
“E’ un grande successo per le ultime grandi foreste dell’emisfero settentrionale! Quelle foreste ospitano gli ultimi caribou selvatici e oltre un milione di uccelli migratori. E sono il più grande deposito di CO2 del pianeta: l’equivalente di 27 anni di emissioni umane in atmosfera, ai livelli attuali”. Kimberly-Clark si impegna ad usare solo fibre vergini certificate…
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Minacciato il lago di Cavazzo (pubblicato il Lunedì 03 Agosto 2009 07:02)
Circondato di foreste di abeti, il lago glaciale di Cavazzo, è il più esteso bacino naturale del Friuli-Venezia Giulia. Posto all’altitudine di 195 metri sul livello del mare, è delimitato dal monte San Simeone a nord-est, dal massiccio del monte Faéit a ovest e dalla piana di Alesso a sud. Il clima temperato ed il continuo apporto idrico di numerosi torrenti che lo alimentano, avevano contribuito al determinarsi di una condizione biologica favorevole allo sviluppo della fauna ittica.

Fino ai primi anni del Novecento diverse famiglie di Somplago e Alesso vivevano unicamente di pesca. Nel 1957, con l’attivazione della centrale idroelettrica di Somplago, che quotidianamente immette nel lago notevoli quantità di acqua fredda, si sono determinati profondi cambiamenti ambientali e biologici, causando la riduzione dell’ittiofauna sia come consistenza che come numero di specie.
Ora la Edilpower, la società che gestisce la diga di Somplago, ha presentato il progetto di ampliamento…
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Malesia: i Penan tornano sulle barricate (pubblicato il Venerdì 31 Luglio 2009 05:00)
I Penan tornano a bloccare le strade aperte dalle compagnie nel cuore delle foreste pluviali. Armati di frecce e cerbottane hanno eretto i blocchi lungo La polizia malese presidia i blocchi ma non si ha notizia di scontri.
I Penan vivono in Sarawak, la parte malese dell’isola del Borneo. Da vent’anni si battono per fermare il disboscamento delle loro terre ancestrali. Alcune comunità hanno avuto la meglio ma altre hanno dovuto assistere alla devastazione delle loro foreste, all’inquinamento dei loro fiumi e alla scomparsa delle piante e degli animali da cui dipende la loro sussistenza.


“Questa foresta è l’unico luogo che ci è rimasto per cacciare e cercare cibo – spiega uno di loro – Ma è un pezzettino piccolo. La notte scorsa sono uscito a caccia ma sono tornato a mani vuote. Se non riusciremo a salvare questo pezzettino di foresta, non avremo più niente da mangiare.” La famigerata compagna malese Samling sta disboscando nella zona di Long Daloh mentre nell’area di Ba Marong sta operando una sussidiaria della società KTS.

Il disoscamento in corso è coperto dalla…
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Amazzonia: Timberland si impegna, Rino Mastrotto fa orecchie da mercante (pubblicato il Giovedì 30 Luglio 2009 16:23)
Da oggi anche Timberland si impegna annunciando una nuova politica di acquisti della pelle bovina concordata con Greenpeace. L’azienda, infatti, sarà in grado di garantire che la pelle utilizzata per la produzione delle proprie scarpe vendute in tutto il mondo non avrà causato alcun fenomeno di deforestazione recente dell’ultimo grande polmone del pianeta. Secondo quanto stabilito dal documento in questione Timberland richiederà a tutti i propri fornitori di pelle – tra cui il gigante della carne e della pelle brasiliana Bertin – di impegnarsi immediatamente ad una moratoria sui fenomeni di nuova deforestazione in Amazzonia.

Questo annuncio arriva appena due mesi dopo il lancio dell’inchiesta di Greenpeace  “Amazzonia che Macello”, nella quale si ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro schiavile e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. Meno di una settimana fa anche Nike e Geox si sono impegnate a non acquistare pelle dall’interno del Bioma Amazzonico fino a quando non si fermerà la deforestazione a causa…
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Cartiere e biodiesel bruciano l’Indonesia (pubblicato il Giovedì 30 Luglio 2009 06:05)

Lo denuncia E yes on the Forests : su 4.782 incendi segnalati nella privincia di Riau (nell’isola di Sumatra) nei primi sei mesi del 2009, un quarto sono scoppiati nelle concessioni del colosso industriale APP / Sinar Mas, uno dei principali produttori di carta e di biocarburanti.
Le fiamme sono appiccate ogni anno per rimuovere la foresta e estendere le piantagioni di acacia e palma da olio, la prima per la produzione di carta e la seconda per l’olio impiegato nel biodiesel.


Il gruppo Asia Pulp & Paper (APP) è il principale produttore di carta. La APP è controllata dal conglomerato Sinar Mas, che, oltre alle piantagioni di acacia, controlla anche numerose piantagioni di palma da olio.

Gran parte delle foreste date alle fiamme si trovano su suolo di torba, la cui combustione libera in atmosfera immense quantità di carbonio. Tra le foreste date alle fiamme una Riserva della Biosfera dell’Unesco. L’uso del fuoco per rimuovere la biomassa forestale, benché…

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Bulgaria: bloccata la svendita delle foreste (pubblicato il Mercoledì 29 Luglio 2009 06:39)
Il nuovo governo uscito dalle elezioni dello scorso 5 luglio si è impegnato a istituire un bando sulla privatizzazione delle foreste demaniali, troppo spesso cedute sottocosto a imprese private. “Vieteremo immediatamente la cessione dei terreni pubblici per proteggere le foreste del paese e e valutare se le privatizzazioni sono compatibili con principi economici e e ambientali – ha dichiarato Miroslav Naydenov, da molti indicato come il prossimo ministro del’agricoltura – Chi ha infranto la legge, lavorando per interessi di imprese private, dovrà vedersela con la giustizia”.

Obiettivo del governo è ristabilire fiducia sul sistema di governance, seriamente compromesso, al punto che l’Unione Europea aveva sospeso tutti i fondi.
Lo scandalo dell’assalto alla terra nel corso del processo di privatizzazione era stato segnalato dalle associazioni ambientaliste bulgare, e rilanciato dal sindaco di Sofia, Boyko Borisov. Nel gennaio 2009 il parlamento bulgaro aveva imposto uno stop su tutte le operazioni di privatizzazione, bloccando così una cinquantina di cessioni di…
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Amazzonia, pace fatta tra Greenpeace e Nike (pubblicato il Giovedì 23 Luglio 2009 11:17)
Meno di due mesi fa Greenpeace lanciava l’inchiesta “Amazzonia che Macello”, pubblicata dopo tre anni di ricerca e indagini condotte sotto copertura. Qui si ricostruiva la filiera dei prodotti a base di carne e di pelle da allevamenti coinvolti in fenomeni di deforestazione, lavoro schiavile e occupazione di territori indigeni in Amazzonia. In tutto questo erano e sono coinvolti marchi globali tra cui anche Adidas, Timberland e Reebok.

Lavorando direttamente con Greenpeace, negli Stati Uniti e in Italia, Nike ha messo a punto una nuova politica di approvvigionamento che obbliga i propri fornitori a certificare in maniera formale che la pelle bovina venduta a Nike non provenga dal bioma amazzonico mentre Geox si è impegnata “ad attivare strumenti contrattuali di verifica volti ad evitare in maniera assoluta di favorire – anche solo indirettamente – il fenomeno denunciato da Greenpeace”.
“Siamo molto soddisfatti…
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Le foreste mature assorbono carbonio: il caso dell’Africa (pubblicato il Giovedì 23 Luglio 2009 07:57)
Per molti anni la comunità scientifica ha ritenuto che le foreste raggiungessero il massimo livello di produttività nell’età intermedia, e iniziassero a declinare raggiungendo la maturità, fino a diventare neutrali: stesso carbonio assorbito, stesso carbonio rilasciato in atmosfera. Insomma, si riteneva che queste foreste  custodissero un immenso pozzo di carbonio, ma non che continuassero a sequestrarne. Non è così. Nuovi dati emersi dall’osservazione delle foreste tropicali africane, dimostrano che queste continuano ad assorbire carbonio: tra il 1968 e il 2007 ne hanno sottratto all’atmosfera 0,6 tonnellate (più o meno quanto ne rilascia una piccola automobile) per ogni ettaro. Ben tre studi pubblicati di recente su Nature, dimostrano il contrario.

Una ricerca pubblicata da Sebastiaan Luyssaert dimostra come le foreste africane assicurano un importante servizio ambientale, sequestrando carbonio ma anche riducendo la crescente concentrazione di carbonio nell’atmosfera.
All’opposto, il carbonio sequestrato dalle foreste per secoli viene rilasciato in atmosfera quando queste vengono disturbate. Per garantire che le foreste continuino a svolgere la loro positiva funzione, secondo il team di ricercatori è necessario rinforzare e far…
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Salvate il Mekong (pubblicato il Martedì 21 Luglio 2009 06:39)

15.000 firme sono state consegnate al primo ministro tailandese Abhisit Vejjajiva per richiedere di abbandonare il progetto di centrale idroelettrica che taglierà in due il fiume Mekong, e optare invece per progetti di dimensioni ridotte, in grado di produrre, messi assieme, lo stesso quantitativo di energia. Il fiume svolge una funzione essenziale per la vita, la cultura e la biodiversità della regione. Tra gli impatti della diga, oltre a conseguenze per la biodiversità forestale, tutta basata sulla vitalità del fiume, una drammatica minaccia alle risorse ittiche, su cui si basa la sicurezza alimentare delle popolazioni rivierasche, e un’attività economica pari a tre miliardi di dollari annui. Anche un gruppo internazionale di scienziati ha richiesto l’abbandono del progetto. La campagna Save the Mekong Rive r è attiva in Tailandia, Vietnam, Cina e Cambogia.

Liberia, sbarcano i pirati della Malesia (pubblicato il Lunedì 20 Luglio 2009 06:47)
Sono sempre loro, i gangster del taglio illegale. Sono sbarcati in Liberia e hanno fatto bottino: di foreste.
Due imprese legate al gigante malese del legno Samling, si sono aggiudicate appetitose concessioni forestali di ben 25 anni, grazie a provvidenziali leggerezze nella gara di appalto.
Lo fa sapere Global Witness, con una documentata denuncia alle autorità liberiane. Usando un sistema di scatole cinesi, la Samling è riuscita a fare banco di una buona fetta di foreste liberiane. Si è presentata infatti con due imprese, la Southeast Resources Limited e la Atlantic Resources Limited, che possiede attraverso due consociate (rispettivamente Woodman, e Perkapalan Damai Timar (PDT).

La Liberia è ancora in fase di ricostruzione dopo un’aspra guerra civile, che aveva visto il settore del legno coinvolto nel conflitto. Le nuove norme dovrebbero prevenire l’intreccio di corruzione e criminalità che aveva alimentato la guerra civile, ma i baroni del taglio illegale continuano a infiltrarsi, grazie a compiacenti disattenzioni.

“L’industria del legname ha giocato un ruolo chiave nel finanziare il conflitto in Liberia, lasciare questo settore in mano a imprese con lo stessa…
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Foreste, petrolio e corruzione: il pastrocchio della Val d’Agri (pubblicato il Venerdì 17 Luglio 2009 06:04)
Tra monti, boschi, laghi e fiumi, tra cultura e storia, la Valle dell’Agri è un autentico patrimonio ambientale e paesaggistico. Compresa tra i monti Sirino e Volturino, al confine con la Campania, la valle prende il nome dal fiume Agri, che attraversa tutto il suo territorio. La zona è in parte compresa nel Parco nazionale della Val d’Agri e Lagonegrese, proprio per il suo alto valore ambientale. Ma negli ultimi venti anni si moltiplicano i pozzi petroliferi. Nell’ultimo decennio sono stati scoperti ulteriori giacimenti petroliferi tanto da supporre che nella valle ci sia il più grande giacimento d’Europa.
E tra devastazioni e  erosione del territorio, spuntano la corruzione e gli appalti truccati.

Il pubblico ministero di Potenza Henry John Woodcock ha chiuso le indagini preliminari su un presunto giro di tangenti legato ad appalti per le estrazioni petrolifere in Basilicata, nell’area della Val d’Agri. L’inchiesta che ha coinvolto l’Amministratore della Total italiana “Esplorazione e produzione”, che ha ricevuto un avvis di garanzia, e ha portato al sequestro di beni mobili, terreni e fabbricati.
Ai dirigenti Total (oltre a Levha, Jean Paul Juguet, responsabile del progetto…
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Cile: cartiera condannata aumenta le emissioni (pubblicato il Giovedì 16 Luglio 2009 15:34)

L’annuncio di un aumento della produzione sembra essere la risposta della Arauco alla recente condanna per le discusse attività dell’impianto di Valdivia.
La Corte di Appello di Santiago ha ratificato la condanna alla multinazionale cilena Arauco, controllata dal gruppo brasiliano Angelini, per la contaminazione del Rio Cruces tra il 2004 e il 2005 da parte della cartiera di Valdivia. La Arauco è nel frattempo coinvolta in un altro processo, per la contaminazione de Rio Mataquito.
La risposta della Arauco è stata provocatoria: l’impresa ha annunciato un aumento del 20 per cento della produzione di cellulosa nella regione cilena di Valdivia, portandola da 550.000 a 660.000 tonnellate annue.

L’avvio dell’impianto di Valdivia, dedicato alla produzione di cellulosa, era stato fortemente criticato dalle comunità indigene della X Regione Los Lagos. L’impianto è situato sulla riva del Rio Cruces, che fornisce acqua all’intera valle ed al vicino Santuario della Natura Carlos Anwandter, posto sotto tutela dalla Convenzione RAMSAR sottoscritta dal Cile nel 1981. Il Santuario è costituito da una riserva acquatica di 4.877 ettari, che corrisponde agli ultimi 20 km del Rio Cruces.

Lo…
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India: l’assalto alla montagna sacra (pubblicato il Giovedì 16 Luglio 2009 08:58)

La montagna sacra è quella dei Dongria Kondh, un popolo indigeno dello stato indiano di Orissa, che vive nelle rigogliose foreste alle sue pendici. L’assalto è organizzato dalla compagnia mineraria Vedanta Resources, che proogetta di aprire il ventre della montagna per farne una miniera di bauxite. La tribù, che abita quelle foreste da secoli, non è mai stata consultata sul progetto.
I Dongria si oppongono alla miniera in modo deciso organizzando regolari manifestazioni di protesta e bloccando le strade in costruzione nelle loro foreste.


Contro la miniera sono già arrivate allarmate proteste da parte di Amnesty International, ActionAid e War on Want e Survival. Quest’ultima ha presentato un ricorso alla Commissione Onu per l’Eliminazione della discriminazione razziale, chiedendo di investigare urgentemente sul caso e di invocare misure provvisorie per fermare la miniera prima che la popolazione dei Dongria sia danneggiata in modo irreversibile.

Anche il governo britannico sta conducendo delle indagini su un ricorso presentato…
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Lo zucchero amaro del Guatemala (pubblicato il Mercoledì 15 Luglio 2009 06:29)
Foreste addio. Le piantagioni di canna da zucchero si espandono nelle regioni pianeggianti della costa pacifica, sul fertile suolo vulcanico. 14 impianti di raffinazione sono alimentati da 216.000 ettari di piantagioni, la stessa superficie dell’intero distretto della capitale, e le piantagioni continuano a espandersi, ai danni della foresta tropicale. A ogni raccolto, le canne vengono bruciate, mentre le acque dei fiumi vengono deviate per alimentare gli zuccherifici.
Durante la stagione delle piogge, i canali di irrigazione veicolano inondazioni dei villaggi, e diffondono i pesticidi nell’intera zona, minacciando le delicate foreste di mangrovie della costa.

Tra le vittime dello zucchero, il santuario della fauna selvatica di Bocas del Polochic, avvelenato dai pesticidi dello zuccherificio della Guadalupe.
“Non ci sono più terre disponibili, abbiamo raggiunto il limite” ha dichiarato Armando Boesche, manager dell’associazione guatemalteca dei coltivatori di canna (Asazgua – Asociación de Azucareros de Guatemala). Ma l’avanzata continua, alimentata dalla nuova richiesta di biocarburanti, e costellata di estinzioni.
I baroni della carta sequestrano due giornalisti francesi. Indagavano sul taglio illegale. (pubblicato il Martedì 14 Luglio 2009 07:29)
Due giornalisti della testata televisiva France 24 sono stati detenuti illegalmente dalla security dell’impresa PT Lontar Papirup Pulp and Papers, una sussidiaria del gigante cartario indonesiano Asia Pulp and Papers (APP).

I francesi Ciryl Payen e Gilaume Martin, sono stati trattenuti assieme al loro collega indonesiano Dewi Arilaha, mentre riprendevano i camion carichi di tronchi nel parcheggio  dell’impresa, a Tebing Tinggi, nella provincia indonesiana di Jambi (Sumatra). La security ha poi consegnato i giornalisti al locale posto di polizia, che però non li ha ritenuti responsabili di alcun reato. Malgrado ciò il responsabile della security aziendale ha continuato a trattenerli in detenzione, per aver fotografato i camion della ditta. In realtà la stessa legge indonesiana prevede due anni di prigione per chi nasconda prove alla stampa (Legge n. 40 del 1999).
I tre giornalisti stavano conducendo un servizio investigativo sulle operazioni di taglio illegale da parte dei gruppi cartari, e avevano intervistato il direttore del gruppo PT Sinar Mas, che controlla la APP, oltre a estese piantagioni di olio di palma.

Avvelenati dai pesticidi scompaiono gli ultimi elefanti di Sumatra (pubblicato il Lunedì 13 Luglio 2009 06:05)
Un altro elefante, l’ottavo da maggio, è stato ucciso dai pesticidi sparsi in abbondanza nelle piantagioni di palma da olio. Lo annuncia il Wwf Indonesia: “Si trattava un piccolo di due anni, ancora dipendente dal latte materno”. Molti composti organo clorurati infatti tendono a concentrarsi proprio nel latte. Le piantagioni hanno preso il posto delle foreste in cui gli elefanti vivevano, e i pesticidi si diffondono dei corsi d’acqua adiacenti. Scacciati dalle loro foreste, gli elefanti cercano disperatamente cibo nelle piantagioni, entrando in contatto con insediamenti umani. Spesso vengono uccisi intenzionalmente, altre volte rimangono vittime dei pesticidi. La popolazione degli elefanti di Sumatra si è ormai ridotta a 2.400 individui, in costante declino.
Le foreste e il Presidente (pubblicato il Venerdì 10 Luglio 2009 06:15)
Una moratoria sulla deforestazione. Era l’impegno formale di Megawati Sukarnoputri, candidata alla presidenza della repubblica. Un impegno non troppo oneroso, dato che la Megawati aveva ben poche possibilità di vittoria. E difatti è stato rieletto il presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono. Ma per la prima volta la protezione delle foreste è entrata nel programma elettorale di un Presidente della Repubblica, prevedendo una moratoria su tutte le concessioni forestali e minerarie.

Cosa farà il vincitore? Yudhoyono si è più volte impegnato a proteggere le foreste, ma non ha mai parlato di moratoria, e buona parte dei suoi impegni sono restati lettera morta. Secondo Greenpeace, il suo mandato è stato caratterizzato dal record della di deforestazione e dalla diffusione incontrollata degli incendi forestali, legati all’espansione delle piantagioni di acacia e palma da olio.


“Gran parte degli incendi sono avvenuti nelle aree concesse all’industria del legno e alle piantagioni dal ministro delle foreste  MS Kaban” ha dichiarato Bustar Maitar, di Greenpeace, chiedendo alla Commissione sulla corruzione di investigare sul rilascio di queste licenze. Malgrado l’utilizzo del fuoco sia illegale, l’US National Aeronautics and Space Administration ha segnalato 2.643 hotspot nella sola isola di Sumatra.

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Nuova influenza A: massima attenzione, ma niente panico

Posted by giannigirotto su 27 luglio 2009

Fonte: Altroconsumo

17-07-2009

Pandemia inarrestabile e vaccinazione di massa. Quando parlano della nuova influenza A (o influenza suina), i media usano sempre i grossi calibri. Peccato che sparare sulle prime pagine dei giornali titoli di questo tenore (così come urlarli in prima serata) non ha altro effetto se non quello di seminare panico e allarmismo ingiustificati. Qual è allora la situazione reale?

Una guardia più alta
Il mese scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha portato il grado di allerta pandemico al livello più alto, la fase 6. La mossa è stata decisa per sollevare l’attenzione delle autorità sanitarie e del personale medico nei confronti di una infezione che ormai si è estesa anche a persone che non hanno effettuato viaggi internazionali.

Il livello 6 però non indica un aumento del grado di mortalità della malattia: le autorità sanitarie dicono che fino a oggi il numero di decessi è stato inferiore rispetto a quello della normale influenza stagionale, che i sintomi sono lievi e il decorso piuttosto semplice e privo di complicazioni nella maggioranza dei casi. Né sono richieste cure particolari.

La principale preoccupazione degli scienziati è però che un virus nuovo come questo, diffondendosi largamente, abbia più possibilità di incrociarsi con altri virus, mutare e dare origine malattie più severe (come successe nel caso della famosa pandemia di Spagnola del 1918-19). Inoltre potrebbe facilmente sviluppare resistenza ai farmaci antivirali.

Diffusione rapida
Un’altra caratteristica (questa volta meno positiva) di questo virus è che si diffonde rapidamente. Il Centro di Controllo Europeo delle Malattie (ECDC) riporta al 16 luglio più di 113.000 casi nel mondo e 663 decessi. Solo due settimane fa (1 luglio 2009), si contavano circa 77.000 casi e 330 morti.

In Europa, sono confermati più di 14.600 casi, 2 morti in Spagna e 29 nel Regno unito.

In Italia la quasi totalità dei casi (al 16 luglio 258 casi, nessun decesso) è ancora dipendente da viaggi in Usa, Messico, Canada, e Paesi dell’America Latina. A questi si aggiunge il Regno Unito, dove solo la scorsa settimana sono stati stimati circa 55.000 nuovi casi.

Non è tempo di misure estreme
Anche se il virus della nuova influenza A è un virus nuovo, di cui la popolazione non ha “memoria immunitaria ” derivante dalle passate stagioni influenzali, per ora non ha senso parlare di vaccinazione di massa.

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dato per ora parere ufficiale solo per la vaccinazione dei professionisti sanitari per garantire l’assistenza sanitaria e degli operatori di altre infrastrutture pubbliche critiche.

Starà poi ai singoli paesi individuare i soggetti per i quali la vaccinazione potrebbe essere più utile sulla base della situazione epidemiologica locale. Situazione che in questo momento, per quanto riguarda l’Italia, non è assolutamente allarmante.

Allo stesso modo non è consigliabile fare scorta di farmaci antivirali, di cui non conosciamo l’efficacia nei confronti del nuovo virus, ma che si sono dimostrati poco efficaci nel risolvere la sintomatologia e nel prevenire le complicazioni dell’influenza stagionale nella popolazione generale.

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Notizie varie

Posted by giannigirotto su 10 luglio 2009

Cina e Russia entrano nel ‘governo’ di Internet

Il colosso asiatico ha aderito al GacGovernmental Advisory Committee – di Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), l’organismo internazionale che sovrintende al funzionamento della Rete e del sistema dei domini a livello mondiale. E’ una buona o cattiva notizia? dipenderà, come al solito anche da noi, da quanto saremo attenti all’evolversi della situazione.

Governare con la paura. Il G8 del 2001, i giorni nostri, un libro e un film di Enrico Deaglio, Beppe Cremagnani, Mario Portanova

……..la paura che consente di governare indisturbati assume sempre nuovi aspetti (quella che si vuole incutere nei cittadini, ovviamente): talvolta sono i rom, altre volte gli immigrati in generale, un’influenza qui, uno stupro là ed ecco che i cittadini impauriti se ne stanno tranquillamente chiusi in casa a guardare la televisione e sono felici di consegnare le loro sorti all’uomo forte di turno. ………..

Su questo volevo farci un articolo io, ma i suddetti ovviamente lo spiegano mille volte meglio di me….

Obiettivo mille energie: (L’Espresso) Ecco alcune delle ultime tecnologie allo studio per liberarci dalla schiavitù del petrolio…..saranno il nostro futuro ??…

poi abbiamo due chicche tutte italiane……

L’ENI e i bitumi del Congo: Una ricerca sul campo condotta da un pool di associazioni in Congo (la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, la Fondazione Boell e l’associazione congolese Rencontre pour les droits de l’homme) denunciano una serie di progetti dell’Enel che rischiano di avere impatti devastanti sull’ambiente e le popolazioni locali nella Repubblica del Congo.  Le associazioni chiedono all’ENI di fermare i propri progetti sulle sabbie bituminose e l’olio di palma nel Bacino del Congo.

L’Agip e il pasticcio nigeriano :Un vero pasticcio. Petrolio che sgocciola e schizza da tutte le parti, torrenti inquinati, campi distrutti, foreste avvelenate, comunità ridotte sul lastrico. Nessuna cultura della manutenzione, efficienza zero. E’ l’immagine dell’Agip che traspare dai rapporti delle missioni sul campo organizzate dall’Environmental Rights Action , la branca nigeriana di Friends of the Earth.
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Vi lascio con una frase celebre, da ripassare mentalmente ogni giorno: La Grande Bugia è una bugia così enorme da far credere alla gente che nessuno potrebbe avere l’impudenza di distorcere la verità in modo così infame – Adolf Hitler, “Mein Kampf”

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