Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Archive for the ‘Scuola’ Category

Indispensabili – Breve storia di (quasi) tutto

Posted by giannigirotto su 22 gennaio 2014

Vi prego di leggere e sopratutto diffondere questo libro. E’ un vero condensato di informazioni tecnico-scientifiche che ritengo davvero utilissime, se non indispensabili, per capire il mondo che ci circonda, le sue potenzialità e i suoi limiti.

Il titolo è chiaramente esagerato, non si può parlare di quasi tutto in un unico libro, però veramente ci va vicino e parla di moltissimi argomenti. A dire il vero io sono arrivato a metà, e sinora ho letto di atomi, quark, stelle, galassie, buchi neri, velocità della luce, ma sopratutto di come si è formato il pianeta, la sua età, la geologia, le montagne, il mare come si sono formati, il loro equilibrio delicato, di come li stiamo ipersfruttando… il tutto condito da abbondante dose di descrizioni curiose sui maggiori scienzati della nostra storia.

Ma confermo che il libro, pur leggibilissimo da tutti, è rigorosissimo dal punto di vista scientifico. Vorrei che tutti lo leggessero per completare la propria cultura generale. Questo libro vi facilita il compito, perchè condensa in poche decine di pagine migliaia di informazioni.

E niente quanto la cultura generale, tecnico-scientifica, ci può aiutare a difenderci da chi vuole sfruttarci, e sono tanti. Per cui vi prego, leggetelo.

p.s. Il Pdf che vi linko l’ho trovato in rete. Spero vogliate iniziare la lettura, e se vi piace, decidirate di comprare il libro in questione, l’autore se lo merita.

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essere Cittadini: non è un gioco!

Posted by giannigirotto su 8 gennaio 2014

Parlare di un gioco da tavolo può sembrare un argomento superficiale o comunque “leggero”, ma sappiamo bene quanto il gioco sia uno strumento educativo importante in generale per tutti ma in particolare per gli adolescenti. E questo gioco sembra fatto apposta per loro, che si stanno aprendo al mondo e formando una coscienza personale e una collettiva.

Ecco allora un gioco che in realtà gioco non è, nel senso che costringe il partecipante a scegliere ogni volta tra un comportamento egoistico che danneggia la società e alla lunga sé stessi, ed un comportamento etico che viceversa favorisce immediatamente la collettività e a medio termine anche se stessi.

In questo gioco infatti il giocatore deve decidere se parcheggiare sbrigativamente ostruendo una rampa di accesso per le carrozzelle, guadagnando quindi tempo ma ostacolando altri, oppure rischiare di arrivare tardi al lavoro per cercare un posteggio regolare, oppure idem come sopra decidere tra “saltare la fila” al pronto soccorso andando per “conoscenze” o rispettare il suo turno, oppure intrufolarsi al Cinema gratis approfittando della calca oppure rinunciare ad entrare perchè non ha i soldi, oppure acquistare merce contraffatta e senza emissione di scontrino, o rivolgersi a negozianti “regolari”, oppure ospitare temporaneamente un immigrato “clandestino” cosa contraria alla legge dello Stato italiano ma favorevole alla legge della propria coscienza e così via, ad ogni turno di gioco.

Interessante e intelligente sopratutto il fatto che ogni “giocata” vada ad influenzare non solo la posizione del singolo partecipante, cioè quanto si avvicini o si allontani dal proprio personale “traguardo”, ma anche abbia influenza su una dimensione “collettiva”, cioè sul fatto che tutte le future “giocate” saranno in regime di “bonus” o “malus” dei puntatti guadagnabili. Infatti la partita si svolge sempre con un indicatore del “Livello di legalità” che influenza ogni giocata in senso positivo, neutrale o negativo, a seconda appunto del livello in cui ci si trova in tale giocata, ed il livello naturalmente si sposta ad ogni giocata a seconda che la risposta del giocatore sia etica o meno.

E’ quindi un gioco da diffondere e proporre, sopratutto presso le scuole e qualsiasi altro punto di aggregazione in cui siano presenti persone disponibili a mettersi “in gioco” su questo, ovviamente i giovani in particolare che saranno i capifamiglia di domani.

Il gioco è stato ideato dalla Cooperativa sociale “Dignità del lavoro“, e lo trovate disponibile nelle botteghe del Commercio Equo e Solidale.

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Ritorno al futuro – i Podcast – Il giardino di Albert

Posted by giannigirotto su 8 dicembre 2012

ps.hcdmobeu.170x170-75 Avevo già parlato qualche tempo fa dei podcast, questi enormi archivi di trasmissioni radiofoniche che ci aprono una conoscenza enorme. Oggi voglio perorare nuovamente la trasmissione scientifica “Il giardino di Albert“, che parla di moltissime materie ma sempre con un taglio divulgativo e capibile un po’ da tutti.

Che sia un caso che è svizzera? Intendiamoci ne abbiamo di buone anche italiane, ma secondo me le reti pubbliche contengono ancora troppa poco scienza…

Ascoltatevi qualche puntata, vedrete che vi piacerà…

Buon ascolto e buona cultura (scientifica) a tutti…

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Risparmio: università gratis

Posted by giannigirotto su 14 settembre 2012

aggiornamento a agosto 2014: aggiungo ai siti che offrono corsi universitari gratuiti in inglese, quello della famosissima Università di Harward, e quello di Coursera al momento il più usato negli USA con un portafoglio di 750 corsi…

Aggiungo anche che l’iniziativa tutta italiana di OilProject è ora disponibile anche nella versione per dispositivi mobili, quindi decisamente un passo in avanti importante…

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Aggiungo alla mia sezione “Risparmio” questo mattoncino.

Cresce il fenomeno della portabilità dei corsi, con in più l’aggiunta di moltissime iniziative gratuite, nelle materie più disparate. Inserisco pertanto di seguito un articolo dell’ultimo numero di Wired, che illustra le ultime uscite e progetti, riassumendo però immediatamente di seguito i link significativi:

IN LINGUA INGLESE

Khan Academy: Economia, storia dell’arte, informatica e molto altro;

Udacity: molte materie, perlopiù tecniche e scientifiche;

CodeAcademy: programmazione;

OpenLearn: più di 600 corsi;

IN LINGUA ITALIANA

Università Federico II di Napoli: dalla finanza all’architettura, dalle lingue straniere alla medicina veterinaria… lezioni non irresistibili ma gratis.

Università di Pisa: l’università online più frequentata.

OVO: enciclopedia di videoclip

Oilproject: unisce lo stile della lezione tradizionale alla freschezza di Wikipedia.

Se ti è piaciuto questo articolo prova a dare un’occhiata alla mia sezione “Risparmio“, forse troverai altre cose risparmiose interessanti…

Buone lezioni…  🙂

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Gianni G

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Ritorno al futuro – i Podcast (ovvero come diventare più informati…)

Posted by giannigirotto su 17 agosto 2012

Tutti conosciamo la radio, e tutti sappiamo che per certi aspetti e meglio della televisione, nel senso che non ti ipnotizza, non ti inchioda ad una sedia/poltrona ma ti permette di informarti passeggiando, girando in bici, guidando l’auto, cucinando o insomma facendo qualsiasi altra cosa.

Tutto quello che rimane da fare è pertanto scegliere i programmi di proprio gradimento ed ascoltarli. Però spesso questi sono trasmessi in momenti in cui non siamo disponibili, e quindi… quindi niente, dal momento che ormai la grande maggioranza delle trasmissioni radiofoniche vengono archiviate e rese disponibili per un utilizzo “differito” attraverso quello strumento che per l’appunto viene chiamato “Podcast”. Podcast è un termine coniato “ad hoc” recentemente, ma che in buona sostanza significa che io posso collegarmi con un archivio, su Internet, che contiene le mie trasmissioni radiofoniche preferite, e quindi ascoltarle “in differita”. Ma non solo, vi sono anche migliaia di “Podcast” che non vengono affatto trasmessi dalle radio tradizionali, ma vengono registrati per essere ascoltati esclusivamente in differita appunto.

L’oggetto di questo post vuole essere in particolare i Podcast “scientifici”, cioè che parlano di argomenti scientifici, ma con un approccio popolare e divulgativo quindi non per esperti ma per tutti coloro che vogliono accrescere la loro cultura generale e tecnica in particolare. Attenzione, esistono ovviamente podcast su centinaia di argomenti diversi, ma io qui mi limito a segnalare una pagina che ha già fatto un lavoro di selezione dei principali podcast scientifici italiani (clicca per vederla), in quanto vorrei ribadirne i vantaggi:

– li potete ascoltare da qualsiasi computer, tablet e soprattutto smartphone, e questi ultimi essendo così piccoli e leggeri sono decisamente il massimo, sia con gli auricolari a filo che con quelli bluetooth… in alternativa vanno benissimo anche i vari ipod o letteri mp3 che dirsivoglia, sui quali si può registrare tutte le puntate desiderate…

– potete ascoltarli (e  riascoltarli all’infinito se non avete capito qualcosa) nel momento che voi scegliete, in automobile, in fila alle Poste, sul treno o in corriera, in bicicletta, mentre stirate o cucinate, o persino seduti in poltrona…

Tutto qua, e scusate se è poco!

Ho scritto quanto sopra con tono molto tranquillo e distaccato, però voglio ribadire con forza che queste “trasmissioni” possono fare una grande differenza per voi stessi, per la vostra cultura, per non farvi prendere in giro dai mass media o dai politici che spesso “sparano” delle grandi cavolate che con un po’ di cultura tecnica si possono smarcherare subito.

Troppo spesso infatti si sentono o si leggono delle “mostruosità” tecniche da persone che evidentemente non conoscono un acca stracca di chimica e/o fisica ma nonostante questo si arrogano il diritto di dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare. Contro queste persone solo una maggiore cultura scientifica “di base” ci può aiutare, per cui vi esorto di prendere in considerazione l’ascolto di queste trasmissioni, sfruttando quindi al massimo il tempo fuori dal lavoro…
Dalla pagina summenzionata mancano però un paio di programmi che consiglio vivamente:

2024, incentrata sulle nuove tecnologie informatiche (internet, smartphone, app…) ma vista dal punto di vista degli utilizzatori, che vi darà notevoli anticipazioni sulle tendenze e sugli sviluppi futuri…

TELLUS di Radio 2 condotto dal noto geologo Mario Tozzi, che spaziava su diversi argomenti, ma tutti molto pratici e concreti e che ci coinvolgono tutti. La tramissione si caratterizza per non avere peli sulla lingua e non essere servile verso nessuno, ed infatti mamma RAI ha pensato bene di chiuderla e sopratutto di far sparire l’archivio delle puntate, che però fortunatamente si possono ascoltare su quest’altro sito…

Buon ascolto e buona cultura (tecnica) a tutti…

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Indispensabili – Blue economy – la strategia per i prossimi 100 anni

Posted by giannigirotto su 27 marzo 2012

Come creare posti di lavoro e salvaguardare l’ambiente? Sembra la quadratura del cerchio, ma è anche un imperativo che dovremo porci costantemente nei decenni e secoli a venire, in quanto i due fattori dovranno coesistere pacificamente e virtuosamente.

Bene, la risposta esiste, è positiva ed è descritta in questo che è il prossimo libro che andrò a scansire e riassumere nelle settimane a venire, tempo permettendo.

Per il momento vi invito caldamente a leggere il seguente articolo di presentazione che ho preso pari pari da “puntosostenibile” che ringrazio. Credo sarete d’accordo con me nel sostenere che questo libro è di un’importanza fondamentale e va diffuso a tutti i livelli, in primis alle nuove generazioni, che altrimenti un giorno potrebbero chiederci “ma perchè queste cose non c’è le avete dette prima?”…

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Blue economy
Intervista a Gunter Pauli
di Paola Fraschini

Cosa c’entrano balene, libellule, zebre e pomodori con l’economia? In che modo possono aiutarci a uscire dalla crisi in cui siamo sprofondati? Una crisi della civiltà, dei modi di produrre e consumare. In natura non esistono disoccupati e neppure rifiuti. Tutti svolgono un compito e gli scarti degli uni diventano materia prima per altri, in un sistema “a cascata” in cui niente viene sprecato. Lo spiega bene Gunter Pauli, imprenditore ed economista, autore di Blue economy (in libreria dal 20 ottobre), un volume sorprendente in cui sono raccontate le migliori 100 innovazioni ispirate dalla natura che possono cambiare il mondo e creare posti di lavoro. Parliamone con lui. L’autore sarà presente in Italia il 21 ottobre alle 18.30 alla Feltrinelli di Bologna e il 22 ottobre alle 14.00 al Politecnico di Torino, non fatevelo sfuggire.

Cos’è la blue economy e perché si chiama così? C’è qualche relazione con la green economy?
La green economy è il risultato del duro lavoro, delle strategie e dei sogni di molti di noi. A 30 anni di distanza dobbiamo però renderci conto che, nonostante si siano compiuti considerevoli passi avanti, siamo ancora lontani dall’averla realizzata.
Poi è sopraggiunta la crisi. I consumatori ne hanno risentito, si sono tagliati posti di lavoro e pensioni. La domanda da porsi è: in una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando, come possiamo permetterci di sovvenzionare le energie verdi e credere che sempre più persone possano permettersi di pagare di più per prodotti ecologici?
Il problema è che abbiamo fatto del nostro meglio, però non abbiamo raggiunto più dell’1% dei consumatori e appena l’1% di energia.
Questa non vuole essere una critica ma una profonda riflessione su come agire meglio.
Prendere in considerazione tutte le innovazioni pronte per essere messe in atto, in molti casi già realizzate e commercializzate su scala locale, è un modo per modificare radicalmente il modello economico diffuso, e grazie all’introduzione di tali innovazioni ispirate dalla natura sarà possibile trasformare il sistema globale.
Innovando e generando ulteriore reddito, con più valore aggiunto, si creano quindi più posti di lavoro, creando così il capitale sociale, soddisfacendo i bisogni fondamentali di tutti con ciò di cui disponiamo.
Da qui il nome “blue economy”, o se si preferisce “green economy 2.0”. Il pianeta Terra visto dallo spazio è blu, ha un oceano blu e un cielo blu … verde è il colore solo delle piante!

Nel libro propone ben 100 innovazioni ispirate dalla natura. Quante di queste sono già diventate concrete iniziative imprenditoriali e quante no? Perché, quali ostacoli incontrano?
Un terzo delle tecnologie presentate nel libro è già stato testato e applicato. Un terzo è costituito da prototipi e l’altro terzo ha solide basi scientifiche.
Quali sono gli ostacoli? Molti, ma il più importante è il nostro scetticismo. Sostituire le batterie SENZA batterie, gli antibiotici con NESSUN antibiotico, i prodotti chimici per il trattamento delle acque con NIENTE. Sembra una magia… ma l’ispirazione viene dai sistemi naturali attorno a noi che da milioni di anni adottano queste strategie con successo.

Il modo di agire della natura implica collaborazione tra diverse specie per arrivare a un traguardo comune, tutti contribuiscono facendo ciò che sanno fare meglio… bella rivoluzione “culturale” per il modo di pensare tipico delle nostre società… Dobbiamo proprio buttare tutta la nostra civiltà?
La società attuale potrebbe essere migliore di quanto abbiamo mai immaginato, ma finché basiamo la nostra logica economica su risorse finite, faremo della povertà l’unica componente sostenibile della società! Come possiamo continuare ad accettare tutto ciò? La povertà non esiste in natura, negli ecosistemi ognuno ha la propria mansione. Un economista può forse pensare che la piena occupazione non abbia senso… ma direi che neppure una disoccupazione mondiale del 25% e oltre un miliardo di affamati e senz’acqua ha senso!
Quindi non c’è bisogno di criticare ciò che abbiamo fatto o che cosa è andato storto in passato, dobbiamo concentrarci su come possiamo fare meglio, anzi, molto meglio. E mentre l’Mba (master in business administration) presso la Harvard o l’Insead rappresenta il modello di riferimento, è giunto il momento di andare oltre l’approccio riduzionista dove il denaro e le risorse che non abbiamo sono alla base di un sistema che si fonda sui prestiti dalle banche, indebitando le generazioni future!

Mi ha colpito il concetto che la nostra società crea una moltitudine di rifiuti e scarti, tra questi ci sono anche “rifiuti umani” e si intende disoccupati, poveri, affamati, esclusi… Qual è la sua ricetta per uscire dalla crisi e ottenere stabilità economica e sociale?
Prima di tutto dobbiamo comprendere che disponiamo di tutto ciò che ci serve per compiere passi avanti. Questa è la chiave. Anche quando si è poveri e indigenti, è possibile progredire, basta guardarsi intorno. In secondo luogo, quando ci rendiamo conto di questa opportunità, esploriamola! Invece di lamentarsi di tutti i problemi, cerchiamo di identificare le “centinaia di opportunità” che tutti noi abbiamo e una volta che ci rendiamo conto che ci sono così tante possibilità (ho selezionato solo 100 innovazioni su una rosa di oltre 2.200) possiamo iniziare a pensare in positivo.
Dunque, una volta raggiunta questa fase siamo in grado di muoverci rapidamente, abbracciando innovazioni e ridisegnando i modelli di business, in definitiva evoluzione verso un sistema economico in grado di rispondere alle esigenze fondamentali di tutti di acqua, cibo, alloggio, salute ed energia!

Nel tentativo di imitare la natura, il suo libro sembra suggerire che la nostra tecnologia dovrebbe avvalersi delle leggi della fisica prima di ricorrere alla chimica. Potrebbe spiegarci brevemente questo concetto e i suoi benefici per l’ambiente?
Nell’universo, tutto obbedisce alle leggi della fisica, senza eccezioni. L’aria calda sale e la mela cade sempre dall’albero! Quindi, se vogliamo ottenere risultati prevedibili con poca energia o senza, usiamo le leggi della fisica. La chimica si basa sempre su pressione o temperatura e una serie di catalizzatori. I risultati sono prevedibili solo quando abbiamo il controllo di questi parametri. Ed è così che per produrre i biocarburanti consumiamo più energia di quanta ne contengano. È così che i condizionatori producono aria fredda utilizzando agenti chimici di raffreddamento che distruggono lo strato di ozono (come si è scoperto solo decenni dopo) spingendola in alto contro le leggi della fisica (secondo cui tenderebbe a scendere).
Possiamo fare anche di peggio usando la biologia nella nostra “missione” per la sostenibilità. La biologia cambia da luogo a luogo (è per questo che c’è la biodiversità) e si evolve nel corso del tempo (ciò che chiamiamo evoluzione), quindi l’unico modo per ottenere risultati prevedibili è giocare con i geni (ogm), controllare con la chimica (pesticidi, erbicidi, fertilizzanti) e con la fisica (acqua, serre). Naturalmente questo va contro tutto ciò che vive e prospera sul nostro pianeta, e non è una sorpresa che il genere umano sprechi acqua ed energia come nessun altra specie sulla Terra.
Abbiamo solo bisogno di “cavalcare l’onda” delle forze che ci sono in natura, come descritto in fisica, come punto di partenza invece di “creare le onde” che consumano tutte le nostre energie… senza raggiungere gli obiettivi che ci poniamo.

In conclusione cita il Bhutan, ci dice qualcosa in merito a questo “paese lontano lontano”? Sono davvero felici? Perché?
Bhutan. Beh, un paese singolare a un bivio. Tutta l’agricoltura è biologica (ad eccezione di alcuni campi di patate). Ogni cittadino ha il diritto costituzionale alla medicina tradizionale. Lo stato si rifiuta di vendere le sigarette perché non vuole capitalizzare sulla morte. Le miniere sono chiuse poiché rovinano il paesaggio. Il cibo spazzatura (junk food) viene tassato allo stesso modo delle auto di lusso di importazione! Questa nazione è una realtà. Da quasi 40 anni per la pianificazione dello sviluppo economico, ha imposto indici in grado di valutare sia la crescita monetaria sia quella della felicità.
Quando il Primo Ministro ha letto il mio libro mi ha chiesto di individuare i migliori progetti per il suo paese e ora abbiamo un piano di sviluppo nazionale che prevede lo sviluppo economico dell’Himalaya tenendo in considerazione la felicità del popolo in base alla loro concezione buddista. Esso comprende anche la creazione di una nuova banca, la Banca della Felicità Nazionale Lorda… un’opportunità straordinaria.

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1) Altro articolo di approfondimento;

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5) Altro articolo di approfondimento;

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Indispensabili – Fumetti: La collina dei rifiuti

Posted by giannigirotto su 7 marzo 2012

Questa storia è stata scritta nel 1991. Sono passati quindi più di vent’anni ed ancora troppo poco è stato fatto per eliminare completamente questo termine sostituendolo con la sua terminologia più appropriata: materia prima secondaria!

Il pianeta infatti è uno solo, non ne abbiamo altri di scorta, e quindi tutto ciò che usiamo deve far parte di un ciclo che ne preveda la trasformazione a scopo di recupero e riutilizzo, altrimenti prima o poi finiremo tutto. In ogni caso finiremo prima noi, se non ci decidiamo a bonificare e neutralizzare tutti i rifiuti altamente tossici che sono il frutto delle lavorazioni industriali in genere, e che in questi decenni hanno portato a sversare su terreni e fiumi ogni sorta di veleno…

Questo racconto credo sia opportuno farlo leggere ai bambini delle scuole elementari, in modo da formarli immediatamente alla cultura della differenziazione, del riciclo e del riuso… buona lettura!

(p.s. ovviamente basta cliccare sulle piccole immagini per ingrandile…)

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Modelli da diffondere – Sakena Yacoobi

Posted by giannigirotto su 14 settembre 2011

Sakena Yacoobi  ha 60 anni e da trenta si occupa di combattere la guerra con la cultura. Sakena è un’insegnante. Ogni giorno, escluso il venerdì, 350mila persone affollano le sue classi e prendono parte a quella che lei ha definito una “Jihad con la penna” ovvero imparano a leggere e a scrivere. Perché l’alfabetizzazione è la prima arma per sconfiggere la guerra e in un cervello occupato da quello che gli raccontano i libri piuttosto che da stragi spacciate per ideali di martirio, il fascino dei mitra e delle bombe attecchirà meno.

È stato in Pakistan, in mezzo ai profughi, alle donne che avevano subito violenze di ogni tipo, che Sakena ha capito che l’istruzione è l’unica via per risollevare la sua gente. Da allora non si è mai fermata e ha aperto scuole e raccolto studenti ovunque ha potuto. Nemmeno l’Afghanistan dei Talebani l’ha intimorita. Proprio all’epoca del loro dominio, negli anni Novanta ha fondato l’ Ali (Afghan Institute of Learning). “ Da Kabul, da Herat, da Logar, mi chiedevano di aprire scuole clandestine”, racconta Sakena Yacoobi suWired. “ Mi imposi allora una regola: se la gente era in grado di proteggerci e di darci i locali e il personale da preparare, l’avremmo fatto”.

Sekena si concentra sopratutto le bambine, che normalmente vengono per ultime come priorità di alfabetizzazione nelle famiglie povere: “Se educhi un bambino educhi un individuo, se educhi una bambina educhi una famiglia e dunque una comunità”

A mio avviso è una delle tante persone che veramente meritano il Nobel per la pace… e come al solito decine di altri articoli ed anche video li trovate sparsi su Internet, naturalmente la maggior parte è in Inglese, i telegiornali italiani invece preferiscono parlare delle “Papi girl” e di calcio…
Vi ricordo che trovate una scheda su altre grandissime persone nella mia sezione “Modelli“.

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Risparmio: Video corsi gratuiti d’inglese

Posted by giannigirotto su 15 giugno 2011

Aggiorno la mia sezione “Risparmio” con alcune informazioni riguardo la bellissima opportunità offerta da alcune persone che hanno deciso di condividere gratuitamente le loro competenze linguistiche, e a cui va tutto il mio plauso ed apprezzamento. In particolare mi soffermo sull’offerta di video corsi gratuiti per imparare/perfezionare l’inglese.

Su siti come youtube, ma presumo anche su altri, si trova una vasta offerta di questi materiali, il tutto sta a filtrare il materiale effettivamente gratuito e di buona qualità dal resto.

Personalmente, con una breve ricerca, ho trovato questi corsi, che mi sembrano meritevoli, li indico in ordine assolutamente casuale, li ho visionati brevemente, non voglio essere parziale, considerateli tutti alla stessa stregua…:

Questo video  corso è stato realizzato da un ragazzo di nome David Bonalumi. E’ incentrato sulla spiegazione delle regole grammaticali. Che dire, grazie!

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Questo video corso invece viene gestito da una ragazza, Silvia, ed è pensato per i principianti assoluti, parte veramente da zero. I miei sinceri complimenti e ringraziamenti anche a lei.

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Questo video corso è stato creato da Gelasio Adamoli, ad oggi conta 60 lezioni, bravo e veramente grazie anche a lui.

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Mi fermo qui, non perchè non ve ne siano altri, ma solo per brevità, chi vuole proseguire la ricerca troverà sicuramente altro materiale. Mi scuso con gli esclusi a cui va un altrettanto sincero ringraziamento per le loro attività di condivisione del sapere.

E buon inglese a tutti.

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Divulgare le informazioni: Josè

Posted by giannigirotto su 17 novembre 2010

Uno dei problemi principali che ogni generazione si trova ad affrontare è quello di raccogliere le informazioni utili per farsi un quadro completo e veritiero della situazione, del mondo che la circonda, onde essere cosciente e pronta a decidere come affrontare la vita.

Ora, è oramai innegabile che viviamo in un mondo globalizzato, in cui ciò che succede per esempio in Cina ed India avrà rilevantissime conseguenze anche in Europa, e viceversa e così via dicendo.

E’ necessario pertanto avere una visione complessiva della situazione mondiale e dei meccanismi e criteri che la regolano. E prima (temporalmente parlando) un giovane riesce a formarsi questa cultura, a farsi un quadro sufficentemente completo, meglio sarà per lui e in generale per tutti. Ma come approcciare le giovani generazioni? queste naturalmente usano Internet per informarsi, ma difficilmente si trovano degli articoli, degli scritti che hanno l’obiettivo suddetto e forniscono una situazione globale, e se ci sono si rivelano di difficile lettura.

A questo punto il mio contributo è stata la scrittura di un libretto, intitolato “Josè“. L’ho scritto proprio con l’obiettivo e il desiderio di diffondere e informare sulla realtà delle gravi problematiche che ci circondano. Per approcciare a ciò il più possibile sopratutto i giovani, l’ho scritto con una modalità accattivante (spero), una trama avventurosa e stimolante, e spero anche con linguaggio e stile giovanile, raccontando le avventure di un ragazzino speciale, Josè appunto. Questo racconto, che parla di clima, ambiente, tecnologie, realtà virtuale, inquinamento, credito etico, diritti umani, sfruttamento, multinazionali, e-goverment ecc. ecc., è come dicevo solo un pretesto, un modo di “veicolare” quelle informazioni che ritengo ognuno di noi dovrebbe conoscere, almeno a grandi linee. Questo libretto non è ovviamente pubblicato, ma gira solo in formato digitale, e personalmente non mi interessa affatto sfruttarlo commercialmente (anzi è “open source”, e chiunque lo può modificare come meglio crede).

Se pensate vi possa essere utile, scaricatelo ed usatelo pure come meglio ritenete opportuno.

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