Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

  • visite ricevute

    • 357.373
  • Iscriviti

  • Add to Google

  • Categorie

  • Archivi

Archive for the ‘Scuola’ Category

Risparmio: Video corsi gratuiti d’inglese

Posted by giannigirotto su 15 giugno 2011

Aggiorno la mia sezione “Risparmio” con alcune informazioni riguardo la bellissima opportunità offerta da alcune persone che hanno deciso di condividere gratuitamente le loro competenze linguistiche, e a cui va tutto il mio plauso ed apprezzamento. In particolare mi soffermo sull’offerta di video corsi gratuiti per imparare/perfezionare l’inglese.

Su siti come youtube, ma presumo anche su altri, si trova una vasta offerta di questi materiali, il tutto sta a filtrare il materiale effettivamente gratuito e di buona qualità dal resto.

Personalmente, con una breve ricerca, ho trovato questi corsi, che mi sembrano meritevoli, li indico in ordine assolutamente casuale, li ho visionati brevemente, non voglio essere parziale, considerateli tutti alla stessa stregua…:

Questo video  corso è stato realizzato da un ragazzo di nome David Bonalumi. E’ incentrato sulla spiegazione delle regole grammaticali. Che dire, grazie!

.

.

.

.

.

.

Questo video corso invece viene gestito da una ragazza, Silvia, ed è pensato per i principianti assoluti, parte veramente da zero. I miei sinceri complimenti e ringraziamenti anche a lei.

.

.

.

.

.

.

Questo video corso è stato creato da Gelasio Adamoli, ad oggi conta 60 lezioni, bravo e veramente grazie anche a lui.

.

.

.

.

Mi fermo qui, non perchè non ve ne siano altri, ma solo per brevità, chi vuole proseguire la ricerca troverà sicuramente altro materiale. Mi scuso con gli esclusi a cui va un altrettanto sincero ringraziamento per le loro attività di condivisione del sapere.

E buon inglese a tutti.

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto

Posted in Associazionismo, Cooperazione, educazione, Risparmio, Scuola, Tecnologia utile | 1 Comment »

Divulgare le informazioni: Josè

Posted by giannigirotto su 17 novembre 2010

Uno dei problemi principali che ogni generazione si trova ad affrontare è quello di raccogliere le informazioni utili per farsi un quadro completo e veritiero della situazione, del mondo che la circonda, onde essere cosciente e pronta a decidere come affrontare la vita.

Ora, è oramai innegabile che viviamo in un mondo globalizzato, in cui ciò che succede per esempio in Cina ed India avrà rilevantissime conseguenze anche in Europa, e viceversa e così via dicendo.

E’ necessario pertanto avere una visione complessiva della situazione mondiale e dei meccanismi e criteri che la regolano. E prima (temporalmente parlando) un giovane riesce a formarsi questa cultura, a farsi un quadro sufficentemente completo, meglio sarà per lui e in generale per tutti. Ma come approcciare le giovani generazioni? queste naturalmente usano Internet per informarsi, ma difficilmente si trovano degli articoli, degli scritti che hanno l’obiettivo suddetto e forniscono una situazione globale, e se ci sono si rivelano di difficile lettura.

A questo punto il mio contributo è stata la scrittura di un libretto, intitolato “Josè“. L’ho scritto proprio con l’obiettivo e il desiderio di diffondere e informare sulla realtà delle gravi problematiche che ci circondano. Per approcciare a ciò il più possibile sopratutto i giovani, l’ho scritto con una modalità accattivante (spero), una trama avventurosa e stimolante, e spero anche con linguaggio e stile giovanile, raccontando le avventure di un ragazzino speciale, Josè appunto. Questo racconto, che parla di clima, ambiente, tecnologie, realtà virtuale, inquinamento, credito etico, diritti umani, sfruttamento, multinazionali, e-goverment ecc. ecc., è come dicevo solo un pretesto, un modo di “veicolare” quelle informazioni che ritengo ognuno di noi dovrebbe conoscere, almeno a grandi linee. Questo libretto non è ovviamente pubblicato, ma gira solo in formato digitale, e personalmente non mi interessa affatto sfruttarlo commercialmente (anzi è “open source”, e chiunque lo può modificare come meglio crede).

Se pensate vi possa essere utile, scaricatelo ed usatelo pure come meglio ritenete opportuno.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Agisci, Ambiente, Armi, banche, Cooperazione, Crisi umanitarie, Democrazia, Donne, Economia/Finanza, educazione, Energia, Etica, Giustizia, Indispensabili, Inganni, ITC, Malavita, monopoli, multinazionali, Povertà, Schiavitù, Scuola, sfruttamento, Società/Politica, Tecnologia utile | Leave a Comment »

Indispensabili – La Deriva – Il supermercato delle Lauree

Posted by giannigirotto su 2 Maggio 2010

Proseguo la lettura di questo testo che consente di passare dalle generiche accuse e lamentele “da bar”, alla presa di conoscenza precisa e puntuale di moltissime disfunzioni tipicamente italiane, tipicamente assurde, frutto della nostra burocrazia e del nostro concetto di Stato come entità fine a sè stessa e dotata di una propria cervellotica intelligenza.

In realtà sappiamo bene che lo Stato siamo noi, e la situazione che ci circonda non è altro il risultato di molteplici intrallazzi e scambi di favori tra le varie “caste” che detengono il potere, e per le quali ogni mezzo è buono per arraffare denaro sotto forma diretta di mazzette/tangenti, o indiretta sotto forma di appalti vinti e commesse aggiudicate, o qualsivoglia altra forma di speculazione.

Cap. 14 Lauree belle, lauree fresche, prezzi buoni!

Il capitolo inizia con la descrizione di un caso di “baronato” nel quale un bando per cattedre è stato vinto dai soliti “raccomandati”. La cosa però è finita in tribunale che dopo anni e anni ha finalmente sancito in via definitiva la totale e assoluta colpevolezza dei “baroni” e dei raccomandati……. Ora: se avesse avuto per le mani una sentenza così dura che sanciva «la falsità del verbale conclusivo», cosa avrebbe fatto un ministro serio di un Paese serio? Avrebbe scaraventato tutti, i baroni che avevano falsato la gara e i «professori» andati in cattedra col trucco, fuori dalla porta a calci nel sedere. Qui no. Avuto in mano il verdetto, il ministro dell’Istruzione e dell’Uni­versità Letizia Moratti e i suoi collaboratori chiedono al Consi­glio di Stato: cosa dobbiamo fare?…..va a finire che..«visto che la sentenza penale non annulla automaticamente l’atto amministrativo senza , pronuncia del giudice amministrativo, mai intervenuta» e poichè «l’annullamento di un atto non può fondarsi sulla mera esigenza di ripristino della legalità, ma deve tener conto della sussistenza di un interesse pubblico», il concorso taroccato non viene annullato…..insomma gli italiani onesti sono ancora una volta cornuti e mazziati….

…..Le cronache di questi anni sono stracolme di denunce gior-nalistiche……….Sono decine le inchieste penali, amministrative e disciplina­ri aperte su concorsi pilotati. Decine. Con un sacco di arresti. In buona parte, certo, riguardano il Sud. Ma infangano trasversal­mente tutta la Penisola…………

…………..«Nei concorsi uni­versitari italiani sono ancora frequenti i casi di commissioni che, prese nel loro complesso, hanno meno pubblicazioni del candi­dato poi bocciato a favore del candidato locale. Nel 2003-04, in sedici concorsi a professore ordinario di Economia è accaduto ben otto volte! Nei concorsi a professore ordinario di Economia a Modena e Reggio Calabria del 2003 i commissari e i vincitori non avevano alcuna pubblicazione nelle prime settanta riviste in­ternazionali mentre è stata giudicata inidonea una candidata con pubblicazioni su due tra le riviste più prestigiose, come 1′” Ame­rican Economie Review” e il “Journal of Politicai Economy”». Bocciata, ha sbattuto la porta accettando un posto in una delle principali università statunitensi………

La pessima situazione media delle università italiane si riflette sul bassisimo riconocimento nelle classifiche internazionali, e sullo scarsissimo afflusso di studenti stranieri che vogliono studiare da noi. Una metafore calcistica spiega efficacemente che ……i nostri atenei so­no quasi impossibilitati, per pastoie burocratiche varie, a pren­dere stranieri. Fossero pure premi Nobel. È come nel calcio, dicono. Quando una squadra scadente del paesino di Villautarchia preferisce acquistare un brocco piuttosto che Ronaldinho. Perché? Ovvio: «La “squadra” di Villautarchia non gioca un campionato, ma solo amichevoli, spesso truccate; riceve un contributo fisso dalla federazione indipendentemente dai risul­tati; e gli spettatori di Villautarchia non hanno alternative: o vanno allo stadio locale, o non vedono partite di calcio. Pren­dere Ronaldinho scombussolerà la tranquilla vita dei giocatori, che si allenano solo una volta alla settimana; toglierà la leader­ship della squadra al vecchio capitano quarantenne; e farà risaltare l’inadeguatezza dell’allenatore… Perché crearsi tutti questi problemi, quando prendendo un giocatore di serie C si fa pia­cere a un dirigente locale, che è amico del sindaco in scadenza e che farà vincere il presidente del Villautarchia alle prossime elezioni comunali?». Niente Ronaldinho, niente giovani talenti……

Altra situazione inquietante è rappresentata dall’età media dei docenti, in genere molto anziani, con una scarsissima presenza di giovani, esattamente l’opposto che negli altri paesi sviluppati….

cosa ci costa tutto cio? …..Costa come minimo mezzo milione di euro creare, con almeno 21 anni di studio dalle elementari al perfezionamento, un dottore di ricerca. Un investimento massiccio. Sul quale uno Stato serio, consapevole di quanto sia vitale per il proprio futu­ro, dovrebbe scommettere. Macché. Apri il giornale e leggi che è italiano Paolo De Coppi, lo scopritore delle staminali «amniotiche» (benedette come «etiche» dal Vaticano) che dopo es­sere stato ricercatore in Olanda e negli Stati Uniti è diventato, a 35 anni, primario al Great Ormond Street Hospital di Londra. , e poi che è italiana Valentina Greco, che a 34 anni è una delle ricercatrici di punta della Rockefeller University di New York, salita agli onori per avere pubblicato una ricerca sulla clonazio­ne di topi con l’uso del nucleo di diversi tipi di cellule stamina­li. E poi ancora Ilaria Falciatori, che dopo aver lasciato la Sa­pienza di Roma ha fatto parte con Pier Paolo Pandolfi, un altro italiano fuggito giovane in America e oggi direttore del labora­torio dello Sloan-Kettering Cancer Institute di New York, del gruppo scopritore della «sorgente delle staminali». Tutta «crema» fatta scappare. E certo non recuperabile con progetti quali quello del 1999 per il rientro dei «cervelli in fuga» vanificato dalle resistenze dei baroni. Resistenze così roc­ciose che dei 460 giovani faticosamente riportati in Italia, solo una cinquantina erano riusciti nel 2006 a superare le forche caudine del Cun, il Consiglio universitario nazionale.

altra anomalia italiana è il recente spropositato aumento di Atenei, sia reali che “virtuali” (cioè su Internet), che ormai si trovano anche in piccoli paesini di poche migliaia di anime….Ci sarebbe di nuovo da ridere se il livello dei docenti (ci sono materie tipo Operatori per la pace o Tappeti erbosi), non andasse automaticamente in senso inverso: più sono le catte­dre, più bassa è la preparazione di chi insegna. Ovvio. Col ri­sultato che i ragazzi, adescati col miraggio di un pezzo di carta da prendere senza faticosi e sofferti traslochi nelle città più grandi, si ritrovano alle prese con docenti improvvisati che a volte non sanno nulla…………Perché questa corsa? Il miele che attira le api, quelle buo­ne e quelle meno buone, è la possibilità di rastrellare una quan­tità mai vista prima di «aspiranti dottori». Merito di una riformetta che permette un po’ a tutti di «mettere a frutto il proprio lavoro». Facendosi riconoscere, sulla base dell’esperienza accu­mulata come ragionieri o guardie forestali, giornalisti o vigili del fuoco, impiegati catastali o carabinieri, una gran quantità di crediti formativi universitari (fino a 140, prima che Mussi im­ponesse un tetto massimo di 60 su 180) così da poter puntare a una laurea con pochi esami…..

Sono fiorite pertanto una miriade di pseudo-università tarocche, con nomi improbabil, sedi improbabili, e molto lavoro per gli organi di vigilanza, che comunque non hanno impedito a parecchi notabili politici e altra gente del bel mondo di sventolare lauree in “Relazioni Internazionali” ed altre amenità……insomma siamo alle solite, la totale mancanza di criteri meritocratici, l’appiattimento del valore legale per tutte le lauree, senza distinzione…..Francesco Giavazzi lo ripete da anni: «Eliminiamo il valore legale delle lauree e le famiglie cominceranno a chiedersi se il professore dell’uni­versità locale è veramente bravo». Macché. Tutti, più o meno, sullo stesso piano. Gli atenei ottimi e quelli pessimi. A spartirsi una distribuzione di soldi a pioggia che, disperdendosi in mille rivoli, finisce per salvare chi all’estero verrebbe giustamente lasciato avvizzire, e per assetare invece i migliori, che coi pochi soldi a disposizione non posso­no assolutamente stare al passo dei grandi campus mondiali.

e ancora esempi di sprechi e di finanziamenti concessi a titolo clientelare…docenti senza titoli ma figli di politici…come sperare pertanto che sia la politica a riformare questo sistema ??

se ti piace condividi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto


Posted in Scuola, Società/Politica | Contrassegnato da tag: , | 6 Comments »

Indispensabili – La Deriva – Lo sfacelo della scuola italiana…

Posted by giannigirotto su 29 aprile 2010

clicca per l'indice capitoli...Proseguo la lettura di questo testo che consente di passare dalle generiche accuse e lamentele “da bar”, alla presa di conoscenza precisa e puntuale di moltissime disfunzioni tipicamente italiane, tipicamente assurde, frutto della nostra burocrazia e del nostro concetto di Stato come entità fine a sè stessa e dotata di una propria cervellotica intelligenza.

In realtà sappiamo bene che lo Stato siamo noi, e la situazione che ci circonda non è altro il risultato di molteplici intrallazzi e scambi di favori tra le varie “caste” che detengono il potere, e per le quali ogni mezzo è buono per arraffare denaro sotto forma diretta di mazzette/tangenti, o indiretta sotto forma di appalti vinti e commesse aggiudicate, o qualsivoglia altra forma di speculazione.

Cap. 13 – Niente pagelle, siamo professori

Il livello medio di preparazione scolastica è molto, molto basso. Enormi differenze tra Nord e Sud, ma la media è purtroppo bassa. Uno dei motivi è francamente sconcertante e angosciante: spessissimo il docente insegna materie che non sono quelle concernenti la sua Laurea: ….. alle medie solo il 17% di chi ha la cattedra di matematica ha la laurea corrispondente…..

Risultato? «Alle superiori, in dieci anni, abbiamo scrutinato e mandato avanti circa 8 milioni e 800.000 studenti con lacune gravi o gravissime». Tradotto: aboliti gli esami di riparazione per dare vita al sistema dei «debiti» da recuperare attraverso Corsi integrativi che sono stati istituiti in modo serio solamente in alcune aree di eccellenza e invece solo sulla carta nella mag­gior parte del Paese, abbiamo promosso nell’ultimo decennio quasi 9 milioni di somari che un tempo sarebbero stati rimandati o addirittura bocciati………..mezzo secolo fa, nel 1951-52, mentre stavamo prendendo la rincorsa per il boom, la quota di bocciati alla maturità fu del 28,4%. Nel 2006, se escludiamo i privatisti (bocciati comunque solo in un caso su 6), è stata del 2,8%. Dieci volte di meno….

….l’abolizione degli esami a settembre, che erano stati introdotti nel ’23 da Giovanni Gentile, fu infatti decisa con un decreto quando a Pa­lazzo Chigi c’era Silvio Berlusconi…..

………. Mai stato facile, governare la scuola italiana. Non è un pez­zette del Paese: è molto di più. È un mondo. Che come ricorda la combattiva associazione TreeLLLe di Attilio Oliva, «rappre­senta il luogo di lavoro o di studio di oltre un sesto dell’intera popolazione». Un pianeta, tra pubblico e privato, con poco meno di 9 milioni di studenti, oltre 900.000 insegnanti, circa 10.000 dirigenti e, nella sola scuola statale, oltre 250.000 impie­gati, tecnici, bidelli.

Se va male la scuola, al contrario di quanto pensano certi industrialotti convinti che conti solo «laurà», va male l’intera società. Come spiegano nel loro Contro i giovani Tito Boeri e Vincenzo Calasse, «nei Paesi dove si studia in media dodici an­ni c’è un livello di reddito prò capite otto volte superiore a quello dei Paesi in cui mediamente si studia la metà, vale a dire sei anni». Il capitale umano è tutto, nelle società moderne. Ed è lì che vedi come una scuola alla deriva sia lo specchio di un Paese al­la deriva…..

Per quanto riguarda i docenti, siamo in un circolo vizioso di assenza di criteri meritocratici e basse retribuzioni…..nel patto scellerato con lo Stato, di cui abbiamo già parlato (tu mi paghi poco e mi chiedi poco), molti docenti finiti in cattedra solo per anzianità di supplenza e di precariato includono il diritto a una certa ignoranza: «Per quello che mi pagano do anche troppo». Che i docenti italiani siano pagati meno della media europea è verissimo….seguono dati comparativi con gli altri Pasei sviluppati….

…..l’Italia destina alla formazione dei suoi giovani, cioè a quella cosa vitale per il no­stro futuro che occupa tra professori, studenti, impiegati e bi­delli un cittadino su sei, solo il 4,6% del prodotto interno lor­do contro il 7,4 della Svezia, il 7,6 della Norvegia o l’8,4 della Danimarca, che non a caso comandano le classifiche di prepa­razione e di competitivita senza tante lagne sulla Cina e i dazi…..

La società ha grande colpa per il lassismo ed il permissivismo degli studenti, a cui tutto sembra dovuto e nulla richiesto, con enormi colpe dei genitori, e dall’altro lato…. la politica ha colpe enormi. Da una parte, infatti, ha per la massa degli insegnanti, degli impiegati, dei bidelli un’e­sorbitante attenzione elettorale: sul personale della scuola, co­me dimostrano mille episodi di complicità, si possono vincere e perdere le elezioni. Dall’altra, incassati i voti, se ne infischia (salvo eccezioni) di «come» la scuola funzioni.

Altri dati significativi: abbiamo più professori, rispetto al numero degli allievi, che negli altri Paesi, gli stessi professori hanno un impegno orario più basso, gestiscono classi più piccole, («se il nostro sistema educativo dovesse avere una media di studenti per insegnante pari a quella euro­pea ci si troverebbe di fronte a oltre 250.000 insegnanti in so­prannumero») e percepiscono una pensione più alta e sino a poco tempo fa potevano arrivarci anche in versione “baby”, cioè molto presto. Infine gli studenti italiani passano più tempo sui banchi rispetto ai loro colleghi, ma con minori benefici ……

ed ultimamente si è aggiunto il “dramma” dell’autonomia…..Oggi in Italia ci sono facoltà umanistiche che arrivano a dare anche il 70% di 110 e lode ai loro lau­reati. È uno dei frutti dell’autonomia: dovendo soddisfare il clien­te, ricompensiamo con la patente di genio – voti altissimi – l’of­ferta di una laurea squalificata. Alcuni laureati continuano a esse­re eccellenti, altri, anche con lode, sono men che mediocri.

e ancora…..l’u­nica cosa che conta è l’anzianità. Col risultato che per trovare un supplente, racconta «Tuttoscuola», la segretaria di una scuo­la in provincia di Latina alla fine del 2006 è arrivata a fare 574 telefonate. «No, grazie.» «Non posso.» «Ho da fare.» «Oggi no.» Cinquecentosettantaquattro telefonate. Una volta almeno, fino al 2000, chi rifiutava una supplenza doveva fornire un mo­tivo valido o slittava in fondo alla graduatoria. Adesso no. Puoi anche pensare che visto il sole stupendo è meglio andare in spiaggia e non succede nulla. Dire di no è un diritto sindacale. Altro esempio? Ancora in provincia di Latina. L’anno è ap­pena iniziato e saltano fuori due supplenze per maternità. Al­lettanti, sulla carta. La segreteria della scuola, come la legge le impone, manda in giro 103 telegrammi. Niente da fare. Finché una signora risponde: «Accetto io». «Si presenti domani matti­na…» «Non posso, sono incinta.» «Ooooh, no!» Legge alla ma­no, infatti, nel preciso momento in cui la aspirante supplente incinta ha detto «sì» il posto spetta a lei. Che da quell’istante ha diritto a essere pagata come facesse scuola. Solo che se ne sta a casa mentre l’istituto deve cercarsi un terzo insegnante che finalmente troverà alla 316″ riga della graduatoria. Una catte­dra, tre stipendi. Proprio un bell’affare, per le pubbliche casse.

La disamina prosegue con una serie di misfatti e malcomportamenti diffusi dei docenti, che sono praticamente intoccabili, anche in casi conclamati ed evidenti di illecito…..Niente spiega l’andazzo nella scuola italiana e l’eccesso spropositato di garantismo, forse dovuto anche alla massa enor­me di sindacalisti, quanto un rapporto della Corte dei Conti. Dove si racconta che, perfino nei confronti dei docenti con sen­tenza confermata in Cassazione, «ben il 45,4% dei condannati definitivi è sfuggito alla applicazione della sanzione disciplina­re» e che «del restante 54,6% appena il 16,9% è stato effettiva­mente espulso mentre il 6% è stato adibito a compiti diversi dopo sei mesi di sospensione» o addirittura reintegrato là dove stava, magari (in un caso virgola uno su cento!) con una «ridu­zione dello stipendio per sei mesi».

Una considerazione infine: gli studenti sono in gran parte minorenni, e quindi non votano, mentre i docenti sono “voti da accapparrarsi”….quindi a chi verrà data maggiore attenzione….???

se ti piace condividi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto


Posted in Scuola, Società/Politica | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »