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Indispensabili: “Economia Canaglia” – 9° Capitolo

Posted by giannigirotto su 2 marzo 2010

Sinora nella mia sezione “Indispensabili” ho inserito i collegamenti a dei file con gli estratti dei libri che volevo segnalare. Ora con questo libro, di Loretta Napoleoni, per il quale la ringrazio pubblicamente, vorrei cambiare approccio.

In questo caso infatti inserisco un capitolo alla volta, sempre sotto forma di estratto, ma direttamente leggibile.

Considero questo libro veramente “indispensabile”, perchè chiude il cerchio fra la liberalizzazione del mercato globale e il crescente peggioramento della condizione socioeconomica di enormi strati della popolazione, in particolare la cosidetta “classe media”.

Cap 9 – I grandi illusionisti del ventesimo secolo

Nel documentario Una scomoda verità (2006), Al Gore ammette che nella campagna elettorale per le presidenziali del 2000 gli venne suggerito di non puntare su tematiche ambientali – cui lui teneva molto – perché non avrebbero portato voti. I sondaggi infatti confermavano l’indifferenza dell’elettorato nei confronti dell’ambiente……..

La politica è diventata marketing. I politici non dicono ciò che le loro idee e la loro visione suggerisce, ma semplicemente ciò che, secondo studi e sondaggi mirati, fa più presa nel pubblico, ciò che il pubblico vuole sentire insomma. Per aiutarsi in questo gioco assoldano le celebrità e sponsorizzano eventi caritatevoli per passare da altruisti .…..In realtà, l’obiettivo è esattamente l’opposto. Il loro scopo è perseguire tenacemente il proprio disegno politico nel quale il continente africano può solo rimanere sottomesso alle regole dell’economia delle potenze occidentali….

In Africa gran parte degli aiuti erogati dai Paesi ricchi non raggiunge la popolazione, ma viene “dirottato” verso la fazioni militari e le varie bande armate che controllano i territori,…….per lasciare libere le multinazionali di saccheggire le materie prime e le altre risorse che vi sono contenute (aggiungo io)……Storicamente gli aiuti stranieri all’Africa si rivelano una forza canaglia che finanzia soprattutto il terrorismo. Nei paesi dilaniati dalla guerra come Etiopia, Somalia e Sudan, il trasferimento dei beni, ovvero la ridistribuzione degli aiuti esterni, è la fonte di guadagno più redditizia dei gruppi armati locali. Durante la guerra civile in Sudan, il grosso degli aiuti alimentari destinato alle regioni colpite dalla carestia viene usato dai gruppi armati e dai signori della guerra per comprare armi irachene con cui combattere l’esercito sudanese e massacrare la popolazione. Anche i governi africani partecipano a questo furto. Il governo di Karthoum usa la sua quota di aiuti per comprare petrolio iracheno con cui alimentare la macchina bellica e pagare i consulenti militari iraniani. La perdita di parte del capitale degli aiuti è un dato di fatto al punto che i paesi donatori la conteggiano attorno al cinque per cento. Per alcuni stati africani questa percentuale arriva fino al 20 per cento. Quando gli aiuti stranieri non vengono rubati alla fonte, cioè prima che il denaro o i prodotti raggiungano la popolazione, la gente viene derubata in casa.

Invece della beneficenza…..Sarebbe molto più utile abolire i dazi agricoli e i 300 milioni di dollari di sovvenzioni che i paesi ricchi distribuiscono ai loro agricoltori. Una strategia simile farebbe lievitare i proventi dell’agricoltura africana di cento miliardi di dollari, 20 in più rispetto agli 80 che i paesi industrializzati hanno inviato in Africa nel 2006. La soppressione delle sovvenzioni e dei dazi nei paesi industriali permetterebbe ai prodotti africani di competere liberamente con quelli occidentali e di generare profitti pari a 500 miliardi di dollari, sufficienti ad affrancare dalla povertà 150 milioni di africani entro il 2015. Il vero problema è che campagne di questo tipo si scontrerebbero con gli interessi dei coltivatori occidentali, che sono la base dell’elettorato di Bush e un gruppo di pressione molto potente sia in America che in Europa……

La verità dietro la campagna «abolire la povertà» è che gli aiuti stranieri portano vantaggi solo a chi li elargisce, come dimostra nel dopoguerra il Piano Marshall, che crea un nuovo mercato per i prodotti americani e solo indirettamente aiuta l’Europa……. per ogni dollaro che raggiunge il continente tre restano nel paese di origine. La manodopera e i prodotti provengono dai paesi donatori. E in fondo gli aiuti finiscono per creare un mercato per i prodotti occidentali. Secondo la Banca mondiale, il 70 per cento dei prestiti viene speso dai paesi africani per l’acquisto di beni e servizi dalle aziende occidentali.

Molti leader africani si sono pronunciati contro la logica comoda e rassicurante degli aiuti stranieri. Hanno invece chiesto il trasferimento della tecnologia e lo sviluppo di infrastrutture chiave, per esempio nell’industria dei trasporti. All’Africa mancano le strutture e le risorse umane adatte per uscire dalla povertà………..

E per quanto riguarda il terrorismo, come lo sta utilizzando la politica?…....Prima d’ora i politici non avevano mai «cambiato le carte in tavola» per anticipare un futuro più pericoloso e spaventoso del presente. Ma questa tendenza era già in atto alla vigilia dell’11 settembre. Nel 2001 Andrew Bacevich, docente di relazioni internazionali della Boston University, scrive sulla rivista Foreign Policy che il rapporto del 2001 del Dipartimento di stato, intitolato Patterns of Global Terrorism, «non solo esagera e distorce la realtà, ma nasconde il contesto politico in cui avvengono specifici episodi di terrorismo». …. La manipolazione dei dati e la propaganda politica contribuiscono a creare nel mondo libero ciò che il professor Leif Wenar dell’università di Sheffield definisce «falso senso d’insicurezza» sul terrorismo. Il motto è «Abbiate paura. Abbiate molta paura. Ma continuate a vivere come prima». Questo mantra viene recitato durante i rituali di sicurezza eseguiti ogni volta che saliamo a bordo di un aereo. In realtà «dovrebbero preoccuparci molto di più la diffusione delle malattie, il commercio di droghe, il traffico di esseri umani e altri atti criminali che avvengono attraverso l’aviazione e i trasporti» dice Joe Sulmona. «Questi pericoli rappresentano rischi assai maggiori e frequenti.» Ma queste paure non vengono pubblicizzate dalle celebrità e non possono essere visualizzate o illustrate con foto scioccanti. Soprattutto, non fanno aumentare l’indice di gradimento dei politici. Dopo l’il settembre, il «falso senso d’insicurezza» diffuso dall’amministrazione Bush è servito a far crescere la popolarità di un presidente impopolare e tre anni dopo ha di fatto rappresentato la piattaforma elettorale per la sua rielezioni……La convinzione che oggi in Occidente la probabilità di un dirottamento aereo sia più alta che in passato è uno dei molti miti venduti al mondo dalla coppia Bush-Blair. È la politica della paura……..Gli americani hanno molte più probabilità di essere assassinati in casa che di cadere vittime di un attentato terroristico. Ogni anno negli USA vengono assassinate 16000 persone. Se l’11 settembre ne sono mlorte oltre 3000, mentre sto scrivendo, in America le vittime degli incidenti stradali dopo il 2001 sono oltre 200.000. La probabilità che un americano muoia in un incidente aereo è di circa una su 13 milioni (1l settembre incluso), mentre basta percorrere solo 18 chilometri alla guida sulle strade più sicure d’America (le interstatali in zone rurali) per raggiungere lo stesso livello di rischio. È più probabile morire sulla strada verso l’aeroporto che non esplodere nel terminal o in volo………

La verità è che il terrorismo è un grande strumento mediatico per distogliere lo sguardo dai reali problemi, e giustificare politiche che sotto un velo di razionalità, servono solo a perpetuare i privilegi delle caste al potere.

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Divide et impera

Posted by giannigirotto su 23 febbraio 2009

divide et imperaCome riportato in Wikipedia, Divide et impera “In politica e sociologia si utilizza per definire una strategia finalizzata al mantenimento di un territorio e/o di una popolazione, dividendo e frammentando il potere dell’opposizione in modo che non possa riunirsi contro un obiettivo comune. In realtà, questa strategia contribuisce ad evitare che una serie di piccole entità titolari di una quantità di potere ciascuna possano unirsi, formando un solo centro di potere, implementando così una nuova e unica entità più rilevante e pericolosa. Per evitare ciò, il potere centrale tende a dividere e a creare dissapori tra le fazioni, in modo che non trovino mai la possibilità di unirsi contro di lui.

Il “Clima di Paura” che l’attuale Governo ha dato ordine ai mass media di diffondere fa parte di questa strategia. Riempire i telegiornali e giornali con una sequenza ininterrotta di reati violenti, dagli omicidi agli stupri, financo ai cani che sbranano i bambini, accaduti nel nostro “belpaese”.

Trasmetterli è l’ordine imperativo, anche se non sono accaduti oggi, va bene anche mesi fa, l’importante è che ci attanaglino la mente distraendoci ancora una volta dalle notizie che ci coinvolgeranno veramente tutti nei prossimi mesi/anni, e cioè la chiusura di aziende, la cassa integrazione, la sempre più difficile concorrenza con il costo del lavoro dei Paesi in via di sviluppo, l’ambiente sempre più inquinato ecc. ecc.

Sopratutto queste notizie ci devono mettere in una situazione mentale di allarme tale da vedere come auspicabile e giustificabile ogni nuova misura normativa emanata per “riportare l’ordine”.

Come argomenta bene invece “La Voce“, negli ultimi anni il numero di delitti è rimasto pressochè stabile, invece la percezione di sicurezza dei cittadini è variata a seconda di quanto i mass-media abbiano dato spazio a tali notizie.

La mia sensazione è che si voglia fomentare sia una “guerra tra poveri“, sia un clima da “chiudetevi in casa” in modo che la gente non esca più la sera, non si incontri più, non dialoghi più, ma se ne stia a casa a guardare la “sicura” televisione, e quindi non si organizzi più per fare vera opposizione.

Dando per scontato infatti che gran parte delle forze politiche all’opposizione lo sono/fanno per finta, la strategia è quella di eliminare dalla radice ogni possibile unione di forze sociali che potrebbero generare vera opposizione. Allora vediamo di dividerli su tutto! Dividiamoli facendoli litigare sull’eutanasia, sul testamento biologico, sull’immigrazione clandestina, sull’obbligo di denuncia da parte dei medici verso i clandestini, sulla pena di morte e più in generale sul castigo da comminare agli stupratori e agli assassini ecc. ecc.

Fomentiamo la rabbia, l’odio, il razzismo, solletichiamo tutti gli istinti più bestiali, così saranno occupati a sbranarsi su tutto ciò che li divide, invece che cercare di unirsi su tutto ciò che li accumuna.

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p.s. Se non vuoi più essere vittima di questo giochetto, suggerisco l’adesione, a livello politico al neonato Movimento 5 stelle, mentre a livello di orientamento e controllo sulla politica, al neonato Movimento Etico Solidale. Entrambi hanno a mio avviso tutte le premesse per fare molto, molto bene.

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