Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Finanza Etica

Raggruppo in questa pagina tutti i miei post sull’argomento.

è inutile, possiamo far tanti discorsi più o meno sapienti, ma alla fine sono i soldi che contano, sono loro che governano il mondo…..l’amore lo farà anche girare, forse, ma è certo che sono i soldi che lo governano. Per cui se non volete essere complici passivi di speculazioni finanziarie, riciclaggi di denaro proveniente da droghe, armi, prostituzione….., o finanziatori inconsapevoli di progetti che portano devastazioni ambientali, sfruttamento dei lavoratori, inquinamento, consolidamento di situazioni di monopolio, dittature militari, e sperequazioni di ogni genere, togliete i vostri soldi da un circuito vizioso come quello bancario, ed immetteteli in uno virtuoso ed etico come quello di Banca Etica. E non solo, tramite Banca Etica si può orientare pesantemente anche il comportamenteo delle grandi imprese, tramite l’azionariato critico

Azionariato critico

Azionariato critico

Mi spiego: per azionariato critico s’intende l’acquistare alcune “Azioni” di imprese accusate di violazioni dei diritti umani, sociali o ambientali, in modo da portare delle domande e richieste correttive all’attenzione dell’Assemblea degli azionisti e della dirigenza della stessa impresa. Non solo, acquistare azioni di quella tale impresa significa poter votare durante l’assemblea dei soci, e votare naturalmente secondo la propria etica, non quella della società, concorrendo quindi possibilmente ad approvare le decisioni etiche e bocciare quelle non etiche.

Non solo, significa far sapere all’azienda che l’opinione pubblica è al corrente di quella specifica situazione, che magari la stessa voleva occultare, e contemporaneamente avvisare tutti gli altri soci che l’azienda si sta comportanto in maniera eticamente scorretta.

Non solo, essere soci significa avere migliore accesso ai documenti societari, e quindi poter fornire migliore e più precisa comunicazione della situazione all’opinione pubblica.

Già da molti anni Banca Etica si muove in quest’ottica con i propri fondi di investimento, e fortunatamente non è la sola. Esistono altri fondi di investimento e fondi pensione socialmente responsabili (Social Responsible Investment – SRI) che prestano attenzione non solo al rendimento economico dell’investimento, ma anche al comportamento e alla responsabilità dell’impresa in altri ambiti e che intervengono nelle assemblee dei soci per chiedere miglioramenti comportamentali.

In pratica quindi non si tratta di acquistare azioni solo per speculare prevedendo che il loro valore aumenterà e permetterà di realizzare un guadagno, ma acquistarle per cercare di influenzare con il proprio voto le decisioni strategiche prese nelle Assemblee dei soci. Quindi Banca Etica per esempio partecipa alle Assemblee di Enel, Eni e di decine di altre società primarie nazionali e multinazionali:

  • ponendo quelle domande “scomode” che gli altri non pongono;
  • proponendo soluzioni alternative, per non limitarsi alla mera critica;
  • studiando la documentazione aziendale e diffondendola alla società civile;
  • denunciando tutte le situazioni irregolari/dubbie/immorali.

E per chi si sente scoraggiato in partenza, ricordo che a livello mondiale e USA in particolare esistono altri importanti realtà che operano in tal senso, come la statunitense ICCR (Interfaith Center on Corporate Responsibility). Etica sgr con i suoi 2 miliardi di patrimonio aderisce ad ICCR che ne ha 100 miliardi e ICCR al Montreal pledge dove, per esempio, una rete di fondi che assomma un patrimonio di tremila miliardi di dollari ha iniziato a misurare l’impronta di carbonio dei propri portafogli creando una pressione importante sulle aziende a ridurre le emissioni di CO2. Il voto col portafoglio sui mercati finanziari può aiutare molto a raggiungere la meta e a creare per le grandi aziende del settore le convenienze a modificare il loro modello di business verso l’energia pulita..

Aggiornamento: a giugno 2016 è nata ERIN (European Responsable Investment Network – Rete europea investitori responsabili). Al momento della nascita raggruppa 25 realtà tra Ong, sindacati, gruppi religiosi ed altro, e si occuperà di partecipare alle assemblee delle Spa più “critiche”, e grande novità, dell'”addestramento” di azionisti attivi, per insegnarli ad effettuare interventi efficaci nelle assemblee.

Non siete ancora convinti? continuate a leggere allora…

IN BREVE: I 23 vantaggi di Banca Etica

1) una banca di frontiera: pionieri del risparmio responsabile e del voto  col portafoglio, non ci interessa l’interesse (Twittalo!)

2) no all’alibi della filantropia per tappare i buchi dei danni fatti dalla finanza, responsabili subito (Twittalo!)

3) noi soci valutiamo chi e cosa finanziare, e siamo solidali in forma circolare, io do a te, tu dai ad altri: win-win etico (Twittalo!)

4) siamo una cooperativa, i dirigenti sono soci come noi, votati e controllati dagli altri soci in forma diretta, senza intermediari (Twittalo!)

5) gli organi statutari di proposta e di controllo provengono dalla base e sono autonomi, al centro e in periferia (Twittalo!)

6) con la comunità di azione decidiamo insieme, banca e soci, come prestare il nostro denaro (Twittalo!)

7) non giochiamo alla finanza casinò… e vinciamo sempre, possiamo aiutare a uscirne chi ci è cascato! (Twittalo!)

8) Volete sapere chi e cosa finanziamo? Semplice, basta guardare sul web! (Twittalo!)

9) In prima fila con i nostri soldi e la nostra gente contro le mafie e l’usura, per i diritti civili e la democrazia (Twittalo!)

10) I nostri soldi vanno anche a Sud, Banca Etica investe nei territori più difficili abbandonati dal sistema bancario classico (Twittalo!)

11) Non scappiamo di fronte alla crisi, la affrontiamo non pensando solamente al nostro interesse, ma a quello di tutti (Twittalo!)

12) Vogliamo contaminare l’economia reale, scegliamo e premiamo le imprese responsabili inserendole nei nostri fondi (Twittalo!)

13) Raccogliamo risorse per fondi di garanzia per i non bancabili, per finanziare microcredito assistenziale e imprenditoriale (Twittalo!)

14) Siamo i “Pierini” della finanza: andiamo alle assemblee delle imprese a chiedere conto dei loro comportamenti (Twittalo!)

15) Noi soci premiamo la Banca, lei premia noi con i suoi comportamenti ma anche con la partecipazione e la condivisione degli utili (Twittalo!)

16) NO trading finanziarioSì cooperazione, servizi sociali, ambiente, cultura x attenzione alle conseguenze delle attività economiche (Twittalo!)

17) Applichiamo i criteri di eticità al nostro portafoglio titoli: non investiamo in Stati e in aziende irresponsabili (Twittalo!)

18) Non lavoriamo nei paradisi fiscali, dove si evade, si elude, si specula su cibo, materie prime, valute, popolazioni: cool! (Twittalo!)

19) Fondazioni bancarie piene di denaro, Fondazione e area culturale di Banca Etica piene di idee: originali  (Twittalo!)

20) NO alle retribuzioni ed agli incentivi mega per i manager bancari, in Banca Etica rapporto max. 1:6: unici (Twittalo!)

21) Banchiere ambulante non retribuito a provvigione ma anche per attività culturale coi soci sul territorio (Twittalo!)

22) Una testa un voto, così siamo indipendenti, non comprabili… e democratici (Twittalo!)

23) Olè, siamo in Spagna, la finanza etica funziona e si diffonde in Europa (Twittalo!)

Qui tutti gli approfondimenti su quanto sopra.

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Distinguiamo, per favore!

In questi giorni (eravamo nel 2009…) tanto si parla e si parlerà del famigerato “Scudo Fiscale”, grazie al quale rientreranno in Italia miliardi e miliardi di euro, ma sarebbe meglio dire circa seicentomila miliardi di lire, una cifra difficilmente immaginabile…..

Vorrei fare alcuni distinguo e una domanda: chi e come ha calcolato la cifra di 300 miliardi di Euro di valore previsto dei capitali che rientreranno; come ha fatto a calcolarla, se pur spannometricamente? se sono capitali “nascosti”, su banche svizzere e paradisi fiscali, come fanno ad avere un idea delle loro dimensioni? hanno tirato ad indovinare? oppure sanno, eccome se sanno ….? ma se sanno perchè non agiscono….? (questo articolo fu scritto nel 2009. Oggi a fine 2013 sappiamo che rientrarono “solo” 120MLD circa, per cui molto meno di quanto previsto, evidentemente non tutti si fidarono delle promesse della politica italiana che tali capitali non sarebbero poi mai più stati tassati…)

A dire il vero ci sarebbero molte altre domande da fare, a partire dal perchè le persone “normali” devono pagare il 30-40-50% di tasse mentre questi “anonimi” (visto che la legge garantisce l’anonimato) pagheranno solo il 5%….., ma sono considerazioni già fatte e rifatte

Il distinguo che vorrei fare io invece è semplice, e lo avrete già capito se avete visto il video: non tutte le Banche si sono prestate a questa operazione (decidete voi se vergognosa oppure lecita). Tutte meno una, tutte meno Banca Etica, per il quale da sempre il denaro non è il fine, non è l’obiettivo da raggiungere con tutti i mezzi e a tutti i costi, ma viceversa un semplice strumento da usare con scienza e coscienza per aiutare un vero sviluppo, basato su equità, condivisione e trasparenza.

 

Intervista a Banca Etica (2009)

Come ha già dichiarato nei miei “Credo“, ritengo che la Banche abbiano un potere immenso nel dirigere la vita dell’umanità. Credo che uno degli strumenti più potenti che ogni singolo cittadino ha a disposizione sia la scelta (e quindi il supporto, sia pure indiretto) di una Banca che sia fondata su principi altamente etici rispetto ad una per cui il denaro è il fine da raggiungere a tutti i costi piuttosto che un mero strumento di sviluppo, così come lo è per Banca Etica. Non tutti però conoscono Banca Etica, anzi la maggior parte degli Italiani non la conosce ancora, o al massimo ne ha appena sentito parlare. Ecco allora un mio piccolo personale contributo per diffondere e divulgare questa splendida realtà. In questa modesta intervista con Luigi Barbieri, Vicepresidente di Banca Etica, cerchiamo di descrivere brevemente chi è e cosa fa Banca Etica.

Per chi avesse solo due minuti due di tempo riassumo ai minimi termini i concetti principali:

Banca Etica è nata dal mondo del Volontariato, non dal mondo dell’imprenditorialità “capitalistica”. Soci fondatori sono state infatti serie e note Associazioni di volontariato che inizialmente avevano costituito una Cooperativa (MAG) che gestisse gli aspetti finanziari senza dover essere costrette a passare attraverso le banche normali. Suo scopo è favorire l’accesso al credito per tutti quei soggetti che gli Istituti finanziari tradizionali non servono, in particolare le realtà dei paesi in “via di sviluppo”, e alle organizzazioni appartenenti al terzo settore. Quindi dare credito a chi non ha le classiche garanzie reali da offrire in cambio. Per mantenere assoluta democraticità vige il principio “un socio, un voto” indipendentemente dal numero di azioni possedute (anche le deleghe sono limitate ad un massimo di dieci). Quindi tutti i soci sono eguali. A testimoniare la sua importanza vi sono oggi ben 38mila soci, di cui più di 32mila sono normali persone fisiche, e il tasso di crescita è ogni anno a doppia cifra. Nella pratica Banca Etica, prima di concedere un finanziamento, esegue sempre la Valutazione socio-ambientale, verificando le conseguenze di natura sociale ed ambientale inerenti il progetto. Per contro si attiva essa stessa supportando le pratiche di micro-finanziamento senza garanzie, vera unica e grande rivoluzione per cambiare il destino di migliaia di persone a cui un piccolo prestito permette di iniziare un circolo virtuoso di uscita dalla povertà. Non è richiesto nessun sacrificio per diventare correntisti e/o soci di Banca Etica, poichè essa dispone di tutte gli strumenti propri di qualsiasi altra banca, dal bancomat al home banking, alla convenzione con gli sportelli postali, dai mutui alle carte di credito, dai fondi d’investimento al POS, con tassi e condizioni a livello di mercato. Su una cosa però non è come le altre Banche: la trasparenza. Sul sito trovate tutto, ma proprio tutto, senza nessun tipo di reticenza o ostracismo, dai moduli con le condizioni contrattuali per tutti i tipi di rapporti alla descrizione minuziosa di tutti i progetti, al bilancio ufficiale a persino gli archivi delle passate Assemblee dei soci, ecc. ecc. In definitiva ogni euro tolto da un Istituto di credito tradizionale, e portato in Banca Etica, toglie ossigeno ad un sistema attore e complice delle multinazionali e delle lobby di potere attuale, per immetterlo invece su una struttura in cui l’uomo e non il potere rimane al vertice dei propri pensieri.

Coniugare Etica e rendimenti? si può fare.

Chi ha la fortuna di avere qualche soldino da parte, si ritrova da qualche anno a questa parte ad avere a che fare con rendimenti bancari bassissimi. Investire in fondi o altri strumenti pone problemi oggettivi di sicurezza e soggettivi di etica.

Come socio di Banca Etica da diversi anni, ho investito qualche risparmio nei fondi d’investimento di Etica sgr, la società del Gruppo che si occupa di tali strumenti.  Non voglio aggiungere altro, ma lasciare che parlino per me le comunicazioni relative ai premi vinti nel 2011 da Etica Sgr (come capite ho scritto questo post nel 2012, ma i risultati sono rimasti davvero ottimi anche negli anni seguenti, come sempre trovate tutti i dati ufficiali sul dito di Etica sgr):

Lipper Fund Awards Italy 2011

Premio Alto Rendimento 2011

Mentre di seguito riporto la comunicazione che mi avevano inviato nel 2010, concentrata come leggerete sui rendimenti e sull’azionariato critico.

Milano, 28 luglio 2010
Gentile Cliente,
l’anno in corso si conferma diffìcile per i mercati finanziari a causa di una ripresa economica lenta e disomogenea e per le conseguenze della crisi che si ripercuotono sull’economia reale e sui risparmi delle famiglie.
La nota positiva arriva dalla crescente voglia di finanza socialmente responsabile espressa dalle famiglie italiane. Risparmiare con attenzione  alle tematiche di responsabilità socio-ambiestale è un trend in crescita: nei convegni, presso le università, con le aziende ed i sindacati, nel mondo bancario e finan­ziario, nelle sedi istituzionali, ci permettiamo di ribadire come i temi della finanza etica meritino anche nel nostro Paese un approccio attento, professionale e possano contribuire al dibattito in corso sulle strategie per migliorare il mondo della finanza.
La metodologia di analisi di Etica Sgr, in continua evoluzione e miglioramento, che privilegia le imprese che si impegnano in un cammino di sostenibilità socio-ambientale, continua a ricevere una buona attenzione dal mercato e ciò è confermato dal fatto che, nei primi sei mesi dell’anno, 2200 nuovi clienti hanno scelto i fondi del Sistema Valori Responsabili, portando il numero complessivo dei clien­ti a 17.200.
Nello stesso periodo la raccolta è aumentata di circa 75 milioni di euro attestandosi a 391 milioni di euro. Anche la semestrale della società si è chiusa con un dato estremamente positivo ed in crescita rispetto allo scorso anno.
In questo primo semestre, Etica Sgr ha continuato a lavorare intensamente sui criteri di analisi delle imprese, dettagliando meglio le tematiche riguardanti la corruzione, la biodiversità, i diritti umani, la gestione e il monitoraggio della filiera dei fornitori e la responsabilità di prodotto. Il Comitato Etico ha dedicato ampio spazio a temi delicati quali la gestione delle acque, bene necessario alla vita, da trattare con grande attenzione e senza intenti speculativi. Conscguentemente Etica tiene contò nelle proprie analisi degli sforzi delle imprese che lavorano per razionalizzare e ridurre gli sprechi idrici nei cicli produttivi, che si adoperano per evitare l’inquinamento delle falde acquifere, che rendicontano sugli investimenti effettuati per migliorare la gestione del ciclo dell’acqua.
Anche quest’anno è continuato il dialogo con le imprese per chiedere la trasparenza nella determi­nazione delle remunerazioni e dei bonus dell’alta dirczione, l’impegno nell’adozione di politiche di rispetto dei diritti umani negli stabilimenti in Paesi particolarmente controversi. Ad oggi Etica Sgr ha partecipato e votato per conto dei sottoscrittori dei fondi e secondo le linee guida pubblicate sul sito web della società a 8 assemblee: Indesit Company e Landi Renzo (Italia), Astrazeneca e British Gas Group (Gran Bretagna), Eli Lilly e Dell (Stati Uniti) K+S e BMW (Germania).
Nella newsletter allegata alla presente lettera trova un maggior dettaglio degli interventi.

Privilegiare imprese e stati sovrani che si impegnano nel rispetto dell’ambiente e delle comunità loca­li ovvero aziende gestite secondo regole di buon governo societario, non significa rinunciare a rendi­menti: a marzo 2010 i nostri fondi hanno vinto per il secondo anno consecutivo i prestigiosi Lipper Fund Awards: il fondo Valori Responsabili Obbligazionario Misto ha vinto nella categoria Mixed Asset EUR Conservative – Eurozone per i rendimenti a tre anni (2007-2009), mentre il fondo Valori Responsabili Bilanciato è risultato il migliore per la categoria Mixed Asset EUR Aggressive – Global per i rendimenti a tre anni (2007-2009)*.

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Altroconsumo e L’Etica delle Banche

Molti di voi conoscono certamente l’ormai storica Associazione di Consumatori “Altroconsumo“, che in Italia conta circa trecentomila iscritti, cioè soci. Questa Associazione, spesso ospite di trasmissioni a tutela del consumatore come “Mi manda Raitre” ed altre, si occupa di tutelare i consumatori da un lato informandoli su pregi e difetti di prodotti/servizi sul mercato, dall’altra denunciando tutti i comportamenti scorretti presso le autorità competenti, ed infine mediante pressione sugli organi politici per il miglioramento delle leggi esistenti, a favore dei consumatori.

Tra le sue attività di informazione l’Associazione stampe diverse riviste (principalmente 5) ciascuna delle quali specializzata in una determinata tematica. La rivista “Soldi&diritti”, come suggerisce il nome, si occupa di tutto ciò che è relativo a Banche, Assicurazioni, fondi pensione, diritti di successione, diritto condominiale ecc. ecc.

Bene, personalmente seguo Altroconsumo da più di 20 anni, e da allora ricevo appunto “Soldi & diritti”. Purtroppo (per noi) una costante di tale rivista sono gli articoli che descrivono piccole e grandi truffe delle banche, sopraffazioni, mancata concorrenza, costante discredito dei diritti del cliente, corporativismo, scarsissima trasparenza ecc. ecc., che appunto da sempre contraddistingue l’operato delle banche italiane.

Lo scorso marzo Altroconsumo ha effettuato un’ennesimo test sulle banche, questa volta concentrandosi sulla “eticità” delle stesse, analizzando tutta una serie di parametri di riferimento. Bene, nel test era finalmente presente anche Banca Etica, e con mia somma soddisfazione ho potuto finalmente vedere una “investitura ufficiale” di ciò che vado ripetendo da molti anni, e cioè che Banca Etica è davvero etica, contrariamente alle altre banche prese in esame, che invece escono dal test assolutamente screditate (e che altro?).

Sono quindi particolarmente lieto di inserire nella sezione “Indispensabili”  questo articolo comparativo in questione, che spero ardentemente vorrete leggere e magari stampare e tenere in salotto, per farlo diventare uno degli argomenti di discussione ogni qualvolta qualcuno propone di “cambiare il mondo”; si può fare, e gli strumenti ci sono già.

 

logomagrete_def-300x225LE MAG – società di Mutua Auto Gestione

Nel mondo della finanza etica ovviamente vanno inserite a pieno titolo anche le MAG – Mutue Auto Gestione. Veramente queste realtà si occupano di moltissime cose, ma poichè sono basate tutte sui criteri di mutualità, e fra tali attività vi è anche la finanza etica, credo sia doveroso inserirle in questa sezione. Maggiori informazioni le trovate a partire da questa pagina di uno dei loro siti web.

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Sì, sì capisco, la parte sinistra del logo  è inconfondibile, ed è quello di Intesa San Paolo, che in generale non è l’idea che abbiamo di eticità. Totalmente negativi e deprecabili sono una serie di comportamenti di Intesa, cito solamente le loro relazioni con il mercato delle armi, mentre per il resto lascio parlare direttamente una fonte autorevole e oggettiva come Altroconsumo e il suo lavoro di giudizio proprio sull’eticità delle banche.

Però credo si debba ammettere che Banca Prossima, nella costellazione di Intesa, è l’eccezione che conferma la regola. Come recita la sua introduzione, è “una banca dedicata esclusivamente al Terzo Settore laico e religioso, il cui scopo è quello di offrire prodotti e servizi specialistici…” diventando “…il Polo Specialistico per l’economia sociale del gruppo Intesa Sanpaolo.“. Ancora: “Non è un’organizzazione nonprofit, ma è partecipata da alcune fra le maggiori nonprofit italiane. Autonoma nelle regole e nella missione, offre tutte le opportunità di Intesa Sanpaolo, a partire dalla rete di filiali su tutto il territorio nazionale.“. Tra le sue principali iniziative e servizi, segnalo sopratutto  il “Programma per l’Efficienza Energetica del Terzo Settore (con Federesco, Manutencoop e Bosh). Per ridurre il costo delle spese energetiche liberando risorse da impiegare nella mission. Le organizzazioni nonprofit possono richiedere un audit energetico a E.S.C.o. convenzionate e decidere il corretto intervento da realizzare, finanziabile dalla banca tramite un prestito.”

Una delle iniziative di Banca Prossima è “Terzo Valore“, e nel sito relativo si possono vedere anche i progetti già realizzati e in corso di realizzazione, quindi valutare i fatti.

Ultima iTITLE FONDAZIONE FITSniziativa, sempre della galassia “Banca Prossima” che vi segnalo rapidamente, è la loro Fondazione, ma qui vi rimando al loro sito perchè non è semplice riassumerla in poche parole, o meglio posso solo riportare che “Non eroga contributi bensì intercetta nuove esigenze sociali, sviluppa modelli di servizio flessibili per rispondere alla domanda sociale in forte evoluzione, replica le migliori pratiche sul territorio generando efficienza, economie di scala e sensibilizza nuovi investitori sociali fra soggetti pubblici e privati.

Insomma un soggetto, Banca Prossima, decisamente da valutare!

 

Microcredito: uno strumento indispensabile per risollevare l’economia

E badate bene, sto parlando dell’economia italiana, mica quella del Burundi o del Ghana… cioè per i PSV (Paesi in Via di Sviluppo), per quelli dò il concetto per scontato ed assodato (e chi vuole approfondire un attimo può leggere l’estratto gratuito del libro “Un mondo senza povertà” del premio Nobel Yunus…).

No, qui parlo del fatto che l’Italia è il paese che in Europa ha tra i più alti tassi di esclusione finanziaria anche tra i lavoratori dipendenti, tra i quali il 10% non ha un conto bancario.

Parlo del fatto che in Italia, una delle banche più piccole in assoluto, Banca Etica (30 milioni di euro di capitale sociale) in questi anni abbia deliberato oltre 5 milioni di euro in microcredito “italiano” di buona qualità risultando il primo soggetto erogatore in Italia (ricerca Ritmi), mentre colossi come Unicredit (9,6 miliardi, quindi 300 volte maggiore) e Intesa SanPaolo (6,6 miliardi, 200 volte maggiore…)  che hanno disponibilità estremamente più elevate abbiano dato molto molto meno…

Parlo del fatto che, finalmente, dopo la recente tempesta finanziaria (mai prevenire eh, sempre tamponare dopo…), anche le istituzionali europee e internazionali e i governi occidentali riconoscono al microcredito la capacità di diventare strumento di inclusione sociale (capirai, tanto ci voleva appunto…)

Purtroppo la situazione legislativa è tutt’altro che favorevole, non esiste al momento una normativa che faciliti (e renda meno oneroso) – il processo/istruttoria delle banche  nel concedere microprestiti. Sarà forse per non turbare l’operato “tradizionale” di banche e usurai? Domanda legittima visto che il giro di affari (dell’usura) è stimato in 20 miliardi di euro all’anno ed  è ormai controllato perlopiù dalle grandi organizzazioni criminali.

Se potete pertanto, combattete l’usura e l’esclusione sociale supportando chi aiuta i soggetti in difficoltà tramite il microcredito, insomma diventate soci di Banca Etica contribuendo ad aumentare il suo capitale sociale (e di conseguenza la capacità di concedere prestiti).

Credo che l’energia sia potere. Chi detiene/gestisce le fonti di energia, detiene/gestisce il potere. Che si tratti di energia elettrica per la luce, gli elettrodomestici e le macchine industriali, che si tratti del gas per cucinare, che si tratti del carburante per le auto, i camion, i trattori, i treni, gli aerei, tutto richiede energia. Nel mondo una grande fetta di energia si ricava dal petrolio, e la produzione/distribuzione dello stesso è per lo più nelle mani di solo 5 (cinque) grandi multinazionali, le cosidette “cinque sorelle“: ExxonMobil, Royal Dutch Shell, British Petroleum (BP), ChevronTexaco e Gulf Oil (in buona parte però già confluita nella Chevron). Credo non occorra essere grandi esperti economisti per capire che un simile oligopolio non vada a favore del consumatore. Oligopolio che si ripete anche per le altre due importanti fonti di produzione, il nucleare e l’idroelettrico. In nome del petrolio prima, e del metano più recentemente, per garantirsene il possesso/gestione, sono cambiate intere strategie ed alleanze internazionali. Intere nazioni sono ostaggio delle società che gestiscono l’estrazione e la commercializzazione di queste immense fonti di guadagno.

Credo che affrancarsi dalla schiavitù del petrolio/metano significhi non solo migliorare la nostra condizione economica, ma anche eliminare uno dei maggiori motivi di sopraffazione tra popoli; se infatti domani nessuno consumasse più tali prodotti, le grandi multinazionali che li controllano perderebbero ogni interesse a controllare/influenzare la politica del Paese in cui tale prodotto si trova. O credete forse che in tali Paesi siano i cittadini a controllare la politica? come ad esempio in Iraq? ed oltre al controllo dell’acqua perchè Israele attacca la Palestina? e perchè la Russia attacca la Georgia? e naturalmente si potrebbe continuare a lungo…..Ecco perchè va incentivata al massimo la produzione di energia dal sole, dal vento nonchè la geotermica, o lo sfruttamento delle correnti marine e/o del moto ondoso, o qualsivoglia altra fonte veramente rinnovabile e non inquinante. Mi permetto pertanto di inserire il link di INNESCO, la Esco creata da Banca Etica che opera nel settore dell’energia con questi presupposti.

aggiungo infine i collegamenti ad una  rassegna stampa, alcune considerazioni sull’ultima assemblea dei soci, uno sulle truffe/inganni di banche/assicurazioni,  e il mio Credo personale..

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Assicurazioni etiche? una si! anzi due!

Come ho già scritto, credo che il denaro sia potere, e quindi più denaro gestisce una certa entità, può potere detiene.

Ora tutti noi sappiamo che il denaro da molti anni a questa parte ha due circuiti privilegiati di flusso, è cioè il mondo Bancario e il mondo Assicurativo (che tra l’altro, a tutto il 2015, detiene circa €350mld di titoli di Stato italiani, cioè di debito pubblico). Credo molti di noi sappiano perfettamente i vizi e i problemi legati a queste due tipologie di aziende, ma molti meno conoscono delle corrispondenti alternative etiche. Per quanto riguarda le banche, nel mio sito ho parlato più volte di Banca Etica, e quindi non starò a ripetermi ulteriormente. Ma siccome Banca Etica attualmente non entra nel mondo assicurativo, vorrei attirare la vostra attenzione verso una reltà assicurativa che gli assomiglia, e quindi va a coprire questa enorme voragine “attira-soldi” che ad oggi viene gestita nella quasi totalità con criteri tipici del mondo imprenditoriale-speculativo.

Cedo pertanto la parola, o meglio la tastiera, a Piero Bonis che essendo del mestiere ci presenta brevemente questa interessantissima realtà:

Le spinte etico- solidali sono in movimento da anni anche nel settore assicurativo.

Banca Popolare Etica ha raggiunto l’obiettivo e la visibilità di soggetto portatore di una economia alternativa in un mercato orientato al profitto ed alla speculazione.

Siccome banche ed assicurazioni vanno a braccetto, anzi nel nostro sistema economico agiscono come un unico soggetto decisionale (lobby?), ecco che la Cooperativa C.A.E.S. (Consorzio Assicurativo Etico Solidale), unica per ora in Italia, punta alla nascita di una Impresa di assicurazione etica.

Non ci sono ancora i numeri sufficienti e quindi per ora Caes è un intermediario, una agenzia, che “appoggia” i propri clienti/assicurati presso Assimoco Assicurazioni, Società che per tradizione e per target è vicina al mondo cooperativo e delle banche popolari.

Finora Caes ha raccolto un cospicuo portafoglio clienti ed è un valido riferimento nel settore no profit delle cooperative e delle associazioni.

Il sito www.consorziocaes.org è una valida piattaforma per trovare informazioni (mission, storia, e organizzazione), per conoscere i prodotti (presentazione delle polizze) e per chiedere preventivi. Altri riferimenti si possono trovare anche nelle sedi di Banca etica.

Alcuni pregi: la trasparenza (riguardo anche alle provvigioni riconosciute), la chiarezza delle clausole, la destinazione etica degli “utili”.

Caratteristica che distingue i prodotti Caes nel mercato assicurativo è la normativa studiata, discussa e concordata con l’Impresa di assicurazione (mandante) secondo criteri di equità, solidarietà, eticità, ecc.

Naturalmente il “potere contrattuale” di Caes è direttamente proporzionale alla forza del portafoglio, cioè dipende dal numero e dalla consistenza dei premi raccolti.

Caes non vende prodotti finanziari o speculativi; non vende prodotti vita che non siano tecnicamente assicurativi (cd. rischio puro); nel mercato assicurativo è concorrenziale nelle polizze per cooperative e per associazioni; sebbene la sede sia solo a Milano ha una buona gestione dei contratti via internet e via posta.

Nel nostro territorio ci sono già persone e associazioni che operano con Caes singolarmente o in gruppo.

Si è aggiunta recentemente anche questa alternativa, che si caratterizza per un paio di idee assolutamente originali e determinanti:

1) Il cliente finale, insomma il sottoscrittore della polizza, è altresì socio della Cooperativa;

2) La società Assicuratrice, insomma chi copre il rischio e risarcisce gli eventuali danni, è altresì socia della Cooperativa (ed è la Mutua Assicurazione, l’unica “mutua” italiana, cioè che NON distribuisce i dividendi, il che è tutto dire…).

e scusate se è poco…, per tutti gli approfondimenti cliccate sull’immagine

Se non si riesce a liberarsi dalle assicurazioni (e tutti abbiamo almeno la RCAuto) … vale la pena pensarci. Qui trovate una piccola serie di miei video sull’argomento “Assicurazioni”, qui ve ne anticipo uno a titolo di esempio…

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Risultati immagini per gabv

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Non siamo soli nell’universo… bancario. Oltre a Banca Etica infatti esiste una rete indipendente di istituzioni bancarie di tutto il mondo, che operano per cambiare il sistema bancario verso una maggiore trasparenza e un’attenzione alla sostenibilità economica, sociale e ambientale dei suoi impatti. Tale rete, denominata GABV – Global alliance for banking on values, è nata nel 2009 e oggi conta 36 banche e 4 partner strategici che operano in Asia, Africa, Australia, America Latina, Nord America e Europa.

 

 

Per chi vuole approfondire la genesi della realta “Banca Etica”, sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Per leggere gli estratti dei vari capitoli cliccate sull’immagine della copertina…

Da alcuni anni vi parlo di Banca Etica e delle sue potenzialità per rilanciare l’economia italiana sana ed equosostenibile… in un altro articolo invece ho presentato Yunus e la sua rivoluzione pacifica e silenziosa del microcredito… In molti Paesi infatti vi è uno strato di piccoli e piccolissimi imprenditori che potrebbero ampliare decisamente i loro affari, diffondendo sviluppo e benessere, tramite un piccolo prestito che consenta loro di acquistare un determinato bene ed espandersi. Il problema è che quasi sempre non hanno garanzie da prestare e quindi le banche normali non concedono il prestito.

Oggi pertanto sono felicissimo di poterVi presentare KIVA, che unisce  il concetto del microcredito con l’etica di uno strumento sociale internazionale di prestito. Kiva è un sito web che permette agli utenti (che possono essere  cittadini di qualsiasi Paese) di erogare dei micro-prestiti a piccoli imprenditori nei Paesi in via di sviluppo.

In questo caso quindi è il creditore, che può essere canadese, turco, francese, giapponese ecc., che decide a chi prestare i propri soldi, e sempre a lotti molto piccoli (25 dollari al colpo).

Kiva è nato da pochissimi anni ma ha subito un successo enorme, ed oggi i numeri che riesce a muovere sono enormi. Dal mio punto di vista è uno strumento straordinario, quanto la Greemen Bank di Yunus, quanto Banca Etica, perchè va a finanziare proprio quell'”humus” di microimprendorialità che le banche normali spesso tralasciano, e che viceversa è il vero artefice dello sviluppo di una sana classe borghese/imprenditrice che genere un circolo virtuoso di sviluppo di una filiera e relativa distribuzione della ricchezza.

Insomma ciascuno di noi può, con un piccolo prestito di 25 dollari=20 euro (prestito eh, cioè vi viene restituito!!!) contribuire allo sviluppo vero delle economie più deboli.

Non voglio dilungarmi troppo, spero di avervi interessati abbastanza per leggere il relativo articolo con cui Wired Italia parla di Kiva, che ho cercato di sintetizzare al massimo, mentre per gli “inglesofoni” (tranquilli, ci sono i sottotitoli in italiano🙂 segnalo questo toccante intervento/spiegazione di una delle fondatrici del progetto, Jessica Jackley.

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10 minuti di riflessione

Questo è un video che dura 10 minuti, e che vi consiglio se volete far capire a studenti, ragazzi, ma anche persone comuni, cosa significa “Banca” e cosa significa investire i propri soldi senza chiedersi come vengono impiegati. Il video è molto “giovane”, scorre  con ritmo veloce e moderno, con un sottofondo musicale che cattura. M non è certo la musica il contenuto importante, ma i dialoghi riportati in italiano come sottotitoli. Guardatelo, sono dieci minuti impiegati benissimo…

 senza chiedersi come .

Radiotrasmissione: “Non con i miei soldi!”.

Ciclo di Radiotrasmissioni: “Non con i miei soldi!”

.Logo BluradioVenetoPer chi vuole approfondire le tematiche accennate in questa pagina, segnalo che da settembre 2012 sino a marzo 2013 (poi sono stato eletto al Senato e quindi mi è stato chiesto di cessare la trasmissione) ho tenuto con BluradioVeneto un ciclo di puntate radiofoniche dedicato appunto interamente alla finanza etica. Cliccando sul titolo di questo paragrafo giungete all’articolo specifico con tutti i dettagli.

Gli orari sono il lunedì alle 10.40, il venerdì alle 17.40 e il sabato alle 10.30. Nella pagina web dedicata potrete trovare, man mano che le puntate si susseguiranno (sino a fine  giugno 2013) l’archivio con tutte le registrazioni scaricabili.

Trovate invece l’archivio di ciascuna puntata trascritta, quindi il suo testo, se ve lo volete stampare e leggere comodamente, in questa pagina.

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Finanza Etica – 30 minuti di divulgazione

Trenta minuti in cui si parla di Banca Etica, TTF, speculazioni, crisi alimentari, azionariato attivo/critico, lobbies finanziarie…

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Manuale di finanza popolare

Manuale di Finanza Popolare

Un libro per provare a spiegare come gestire le questioni finanziarie che riguardano le persone comuni…
L’ho curato con Giulio Tagliavini, che è stato il principale stimolo alla realizzazione per tutti gli autori.

Potrà sembrare strano che non sia un manuale di finanza etica visto l’esperienza di molti degli autori.
È una scelta precisa. È un manuale per chi non conosce la finanza e per provare chiarire le scelte che spesso inconsapevolmente facciamo.
Il tentativo è quello quindi di spiegare, dare informazioni base, riportare un po’ di buon senso nelle scelte finanziarie.
La finanza etica è sullo sfondo: perché il primo passo che ci porta alle scelte di finanza etica è dato dal farsi buone domande, dal capire il senso delle nostre scelte finanziarie.

Oltre a me (Ugo Biggeri, ndr) e Giulio hanno scritto Luigi Bellavita, Alberto Fantuzzo, Federica Ielasi, Lucia Poletti, Paolo Righini, Maurizio Spedaletti: un mix di esperienze e punti di vista a nostro avviso interessante, un lavoro fatto solo per passione da tutti gli autori.
Il manuale si può leggere a pezzi: le parti introduttive e i 6 capitoli sui problemi finanziari connessi alle varie fasi della vita delle persone.
E soprattutto si può decidere se comprarsi il libro stampato o scaricarlo gratuitamente.
Anche di questo siamo soddisfatti

Lo potete trovare qui https://docs.google.com/open?id=0B_8jG_cpcd2ySWs5WFI1bGgtQ3M

Una presentazione a diapositive per il grande pubblico

Presentazione finanzaCercando di preparare un appoggio visivo per chi volesse parlare di questa materia, ho predisposto questa presentazione, in cui, oltre a quanto scritto nelle diapositive, vi sono gli approfondimenti/spiegazioni sulle note, visibili attivando dal menu “View”, l’opzione “Show speaker note”.

SOLUZIONI

Nella parte finale di questo articolo, tutto da leggere, Andrea Baranes individua una serie di soluzioni, oltre alla finanza etica, per correggere le gravissime distonie della finanza attuale…

PER IMPRESE E PROFESSIONISTI

COME RIDURRE AL MINIMO LA DIPENDENZA DALLE BANCHE

Entrambe le categorie infatti da sempre necessitano di credito, di finanziamenti, sia per crescere, sia per la normale “operatività”. E questo le banche lo sanno, e sopratutto si sono organizzate in modo da guadagnarci, molto spesso oltre il lecito.

Ecco allora una serie di strumenti alternativi, spiegati da un ex dirigente bancario di altissimo livello. In estrema sintesi:

In questa pagina potete trovare le puntate precedenti.

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LA FINANZA “UFFICIALE” INVECE…..

Breve raccolta di articoli, libri, servizi radiotelevisivi nient’affato esaustivi, sulle modalità di azione, le strategie, le intenzioni e quant’altro della finanza tradizionale…

Qui trovate una piccola serie di miei video sull’argomento “Assicurazioni”

report_rai3

Questo servizio di Report di aprile 2015 parla dei famigerati “derivati”, spiegando cosa sono, e trattando in particolare quelli sottoscritti dallo Stato Italiano, e che ci stanno costando tanti, tanti miliardi di euro.

LA GRANDE FINANZA SPECULATIVA INTERNAZIONALE – LA MADRE DI TUTTI I MALI ODIERNI

fiduciaVi voglio parlare di questo libretto che ho inserito nella mia sezione “Indispensabili”,  è di Andrea Baranes, e tratta dell’apocalittico, nel vero senso del termine, problema della speculazione finanziaria globale.

Oggi la speculazione domina la finanza. La finanza controlla l’economia. L’economia determina le scelte politiche e quindi la vita delle persone. Quello che dobbiamo fare è semplicemente ribaltare l’attuale scala di valori e leggere al contrario le frasi precedenti.

Cliccando sull’immagine della copertina verrete rimandati alla sintesi che ho fatto, capitolo per capitolo del libro. Ritengo che non vi sia nulla di più fondamentale al mondo, stante che la finanza virtuale mondiale mannegga decine e decine di volte il valore monetario della finanza reale, e viene pure supportata dai Governi.

Per cercare di convincervi inserisco di seguito la prefazione, è capibile da chiunque visto che tratta del mercato delle mele, fatela leggere anche a vostra nonna, la capirà e vi esorterà ad agire!

ANDIAMO AL MERCATO

Andiamo a comprare della frutta. Chiediamo due chili di quelle mele laggiù, quelle rosse e brillanti che fanno venire l’acquolina in bocca.
Ma il fruttivendolo ci dice che non possiamo averle, e subito dopo si gira verso il collega vicino. I due iniziano a contrattare e a scambiarsi casse di mele, quintali di mele che passano di mano prima tra pochi fruttivendoli, poi in tutto il mercato. I commercianti sono preda di una inspiegabile frenesia. Comprano e vendono sem-pre più velocemente, sempre e solo tra di loro. I prezzi salgono e scendono, grossi fasci di banconote passano di mano. Non siamo i soli clienti al mercato, moltissime altre persone vorrebbero le mele. Ma non riusciamo ad acquistarle. Finalmente un commerciante ci degna della sua attenzione e ci racconta che le mele che vengono vendute non sono che una piccolissima parte degli scambi che si realizzano al mercato.
Il grosso degli affari si fa puntando sul prezzo futuro di un chilo di mele. Possiamo partecipare a questo gioco, scommettendo con lui su quale sarà il prezzo al quale venderà le mele al banchetto vicino la settimana prossima. Gli facciamo notare che noi volevamo semplicemente comprare frutta per mangiarla, e comunque che le possibilità di vincere sono praticamente nulle se lui da una parte fissa i prezzi e dall’altra è una delle parti in causa nella scommessa.
Un po’ infastidito, il commerciante ci dice che ha smesso con la vendita al dettaglio, perchè per lui è molto più conveniente continuare con i suoi giochi. E ce ne propone un altro. Possiamo comprare una busta di carta, nella quale lui ha messo qualche mela. Non ci dice quante sono e nemmeno se sono bacate. Possiamo comprarle a scatola chiusa a un prezzo che fissa lui.
Proviamo a dire che anche questo gioco sembra piuttosto ingiusto, ma non ci sta più a sentire: ha ricominciato a comprare e vendere quantitativi enormi di mele, sempre e solo ad altri suoi colleghi.
La storia si ripete, giorno dopo giorno. Nessuno che voglia mangiare una mela può acquistarla. Abbiamo fame e le mele stanno iniziando a marcire. Il prezzo sale perché sono sempre meno quelle commestibili. Quando sono marcite, i venditori iniziano a lamentarsi, a piangere miseria. Se non interviene qualcuno dovranno dichiarare fallimento, e non potranno più vendere mele a noi consumatori.
Il giorno dopo è difficile arrivare al mercato a causa di un ingorgo di Tir che stanno andando a scaricare. Sembra che il governo, sapendo che i clienti non riescono a comprare la frutta, abbia deciso di regalarne tonnellate ai fruttivendoli.
Quando arriviamo, i banchi sono letteralmente invasi, montagne di mele talmente alte che quasi non se ne vede la fine. Speranzosi, ci avviciniamo, ma la storia non cambia. I commercianti le comprano e vendono tra di loro, noi non possiamo averne.
Nel frattempo ci viene chiesto di saldare la fattura dei camionisti che hanno scaricato la frutta. Dobbiamo pagare le mele che non possiamo comprare. Non solo. Dobbiamo aspettarci che comunque ne arriveranno di meno, perché i banchi sono ancora pieni di quelle marce del carico precedente. Lo Stato inoltre si è indebitato con i fruttivendoli, dobbiamo rimborsare anche questa spesa. Per saldare i debiti dobbiamo abituarci a mangiare un po’ meno mele e stringere la cinghia. Guai a protestare. Il mercato è per defìnizione efficiente. Proviamo timidamente a far notare che se chi vuole comprare le mele non ne ha la possibilità, ovvero se domanda e offerta non si incontrano, è difficile parlare non solo di un mercato efficiente, ma anche semplicemente di un mercato e basta. Ma è tutto inutile. Dobbiamo accettare sia il funzionamento di questo mercato sia i sacrifici, perchè è l’unico modo per sperare di avere, in un futuro remoto, forse una fettina di mela. Anche se non riusciamo a capire perchè, ci viene detto che la situazione attuale è colpa nostra. Ci siamo abituati a mangiare troppa frutta in passato, ora non ci sono alternative, dobbiamo accettare misure di austerià. Dobbiamo restituire fiducia ai mercati.

Tutti gli altri capitoli li trovate qui. Qui il link per chi volesse comprarlo. Diffondetelo e buona lettura.

LA TRUFFA DELLE TRUFFE (ITALIANE): CASSA DEPOSITI PRESTITI

Ho inserito nella mia sezioni “Indispensabili” questo libretto, tanto piccolo quanto veramente indispensabile, visto che effettua una approfondita “radiografia” alla più grande “banca” pubblica o semipubblica italiana. Una “banca” che è nata pubblica e che tale è rimasta per 153 anni, salvo poi venire violentata dal governo Berlusconi, che l’ha trasformata in Spa di diritto privato. La sua finalità quindi, che era sempre stata di fornire aiuto finanziario “disinteressato” ad Enti Pubblici ed Imprese, si è tragicamente tramutata in ricerca di guadagno e dividendi per gli azionisti, tra i quali figurano 64 fondazioni bancarie, che inoltre hanno pesantissime facoltà di nomina degli amministratori.

Da allora il suo raggio d’azione si è ampliato a dismisura, fino a farla intervenire in tutti i settori della politica economica del paese e su tutto il mercato finanziario internazionale, mentre le condizioni contrattuali per gli Enti Pubblici debitori sono persino peggiori di quelle di mercato.

Il libro effettua una vera radiografia su Cdp, mettendone a nudo le tante ombri, lacune, conflitti di interesse, clientelarismi e quant’altro di peggio la politica italiana offre. Qui il link per chi volesse comprarlo, visto che costa solo 5 euro. Diffondetelo e buona lettura.

Introduzione

Nel 2003 il governo Berlusconi trasforma Cdp, dopo 153 anni come Ente di diritto pubblico, in una Spa di diritto privato. Cdp continua a raccogliere il risparmio delle famiglie italiane attraverso i 14mila uffici postali, però inizia a diventare socio di maggioranza di molte importanti società (Snam, Eni e Terna per citarne qualcuna). La gestione privatistica dà i suoi frutti, per esempio con un utile netto di quasi 3 miliardi di euro nel terribile (per l’Italia) 2012.

Cap. 1) Abbiamo una Banca

Questo libro parla di tutto ciò che noi tutti già abbiamo ma non sappiamo di avere, e di quel poco che andrebbe fatto per soddisfare i bisogni più importanti nella nostra società e uscire da questa crisi in un modo del tutto diverso da quello che abbiamo tentato negli ultimi 20 anni.

i soldi ci sono: da anni ci ripetono sempre come un mantra che “non ci sono i soldi”, ma non è vero! Gli italiani posseggono €3300 miliardi in titoli finanziari, e di questi ci sono 230 miliardi sottoforma di risparmio postale gestito da Cdp.

Cdp presta innanzitutto soldi agli Enti Pubblici, anche con mutui trentennali. Questo ruolo è/sarebbe essenziale in quanto gli Enti Pubblici spesso implementano progetti non redditizzi (bonifiche, manutenzioni e sistemazioni edifici pubblici, scuole ecc.); quale impresa o investitore privato si degnerebbe di investire ingenti capitali immobilizzandoli per anni in opere che potranno dare un ritorno economico (indiretto) solo dopo alcuni decenni. Con l’arrivo del mantra “privato è bello” si è pensato che sarebbero state le imprese private a preoccuparsi di investire nel nostro futuro, ma gli anni sono passati e gli investimenti da parte dei privati non ce ne sono stati. Viceversa in questi anni il privato si è garantito lauti profitti grazie a tariffe più alte e senza investire sulle opere strutturali.

Quindi il passaggio a Spa di diritto privato di Cdp nel 2003 ha comportato che la stessa da allora ha seguito la logica del mercato, finanziando per lo più ciò che è profittevole, e non gli enti locali, le loro scuole o le opere di interesse generale, se non a tassi elevati per conseguire appunto un profitto. E questo ha comportato che Cdp si è comportata come una qualsiasi Banca “speculativa” che ha giocato d’azzardo con la finanza speculativa.

Una delle strade che proporremo nei prossimi capitoli, per gestire in altro modo la nostra banca potrà essere quella del “risparmio di scopo”, che significa in sostanza che dobbiamo essere noi a decidere a quali progetti devono essere dedicati i nostri risparmi depositati in Cdp (similmente a quanto si può fare con Banca Etica, ndr). Tutti gli altri capitoli li trovate qui.

I Padroni del mondo

Il titolo è molto forte ma credo sia purtroppo realistico, in quanto si parla delle grandi, grandissime, immense, inimmaginabilmente potenti banche multinazionali.

E’ un tema, quello della finanza, che ormai tratto da diverso tempo, ovviamente nel mio piccolo essendoci fior fior di Associazioni che lo fanno, per cui ho già pubblicato “La posta in gioco“, Dobbiamo restituire fiducia ai mercati – Falso!, Ho sognato una Banca, Il Risparmio Tradito,  Manuale di Finanza popolare, che trovate sempre nella suddetta sezione “Indispensabili“.

Anche in questo libro si denunciano come la grande finanza, complice una politica nel migliore dei casi distratta, nel peggiore collusa, abbia assunto delle dimensioni e delle modalità di agire estremamente pericolose e dannose per la stragrande maggioranza di tutti noi.

Naturalmente la finanza non opera necessariamente solo nel ristretto circolo bancario, ma si estende con migliaia di società industriali, commerciali, agricole, che sono per l’appunto gestite e/o di proprietà dal mondo finanziario, il tutto in un crescente regime di oligopolio che vede i grandi diventare sempre più grandi e potenti, e i piccolo soccombere fatalmente.

Da questa cruda analisi discende poi la necessità di trovare delle soluzioni, e l’autore propone la sua. Buona lettura. Tutti i capitoli riassunti li trovate qua.

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La Banda d’Italia!

la-banda-d-italia-101067So che dovrei usare un tono molto più indignato nel parlare dei deprecabilissimi (come minimo – illeggitimi e quindi truffaldini come massimo, ma questo può dichiararlo solo la magistratura, non certo io…) comportamenti di Banca d’Italia, ma non ci riesco, dal momento che sono molti anni che ho smesso di indignarmi dei comportamenti degli esseri umani, che so essere perfettamente capaci di qualunque bassezza e meschinità.

D’altronde indignarsi e basta lo fanno già in moltissimi, ma senza agire poi di conseguenza, e quindi dimostrandosi nel migliore dei casi pigri, nel medio ipocriti e nel peggiore complici.

Io invece me ne resto tranquillo, e affianco chi, come Elio Lannutti, denuncia i comportamenti, supposti appunto illeggittimi, a suon di carte bollate presso le sedi competenti.

Lo affianco nel senso che come Parlamentare lotto per gli stessi ideali di giustizia, e come cittadino faccio di tutto per informare i concittadini della realtà in oggetto. Ecco quindi che aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i riassunti di questo libro, che voglio offrire sia in versione videoriassunto, per chi se lo vuole ascoltare in auto, in bus, in treno, in bici ecc., sia in versione testo.

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Indispensabili: Io so e ho le prove!

io-so-e-ho-le-prove_imperatoreAncora una volta so che dovrei usare un tono estremamente più indignato nel parlare dei deprecabilissimi (come minimo – illeggitimi e quindi truffaldini come massimo, ma questo può dichiararlo solo la magistratura, non certo io…) comportamenti degli Istituti di Credito, delle banche insomma… Ma non ci riesco, anche perchè seguo questa materia da quasi trent’anni, e so da tempo di quanti misfatti si siano macchiate le suddette, che in questo libro vengono messe tutte in fila, e spiegate e dettagliate al di là di ogni ragionevole dubbio.

D’altronde indignarsi e basta lo fanno già in moltissimi, ma senza agire poi di conseguenza, e quindi dimostrandosi nel migliore dei casi pigri e indifferenti, nel medio ipocriti e nel peggiore complici.

Io continuo imperterrito come cittadino e, finchè lo sarò come Parlamentare, ad offrirvi riassunti di libri che approfondiscono la materia, e quindi e aggiungo alla mia sezione “Indispensabili“, i riassunti di questo libro, che voglio offrire sia in versione videoriassunto, per chi se lo vuole ascoltare in auto, in bus, in treno, in bici ecc., sia in versione testo.

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Caccia al tesoro

caccia_al_tesoro Aggiungo alla mia sezione Indispensabili questo libro che si va ad aggiungere agli altri che si occupano di grande finanza: ho già pubblicato “La posta in gioco“, Dobbiamo restituire fiducia ai mercati – Falso!, I Padroni del mondo, Ho sognato una Banca, Il Risparmio Tradito,  Manuale di Finanza popolare, Il titolo fa riferimento non tanto ad un galeone dei pirati o alle segrete di ad un castello medioevale, ma molto più prosaicamente ad una spaventosa quantità di denaro che non è mai stata pagata al fisco. E si badi bene, non si tratta automaticamente/sempre di attività illegale, cioè “evasione fiscale”, ma molto spesso di un’attività formalmente lecita, diciamo “al limite”, che viene indicata tecnicamente come “elusione fiscale”. Come si legge dal sottotitolo stiamo parlando di cifre elevatissime, che se invece di finire su questi circuiti di finanza speculativa, rimanessero nei paesi in cui sono state generate, risolverebbero quasi automaticamente l’attuale situazione di gravissima crisi in cui ci troviamo da diversi anni. Ed in più rimane la banalissima considerazione che ogni euro evaso o eluso che sia, è un euro che deve essere pagato dal resto dei cittadini. E questo semplicemente non è giusto. Chiedete ai politici che conoscete cosa stanno facendo per non farvi pagare al posto degli altri.

(clicca sull’immagine di copertina per i contenuti)

 

Il Risparmio Tradito

9788882390761Questo libro è un po’ un eccezione, in quanto è al contempo indispensabile e superato. E’ indispensabile perchè ci insegna come gestire il nostro risparmio senza fare gli errori classici e senza farci ingannare dal sistema bancario/assicurativo, e superato perchè dopo la recente tempesta finanziaria (che per le sole banche ci è costata sinora almeno 3000 miliardi di dollari = 6 milioni di miliardi di lirette) spero che tutti si siano resi conto di che cosa è in realtà il sistema finanziario.

Ma poichè la storia dimostra che raramente gli uomini imparano dai loro sbagli, per tutti coloro che vogliono premunirsi ed acquisire una competenza minima ma sufficente per non farsi più abbindolare, ecco il testo che fa al caso: “Il risparmio tradito (estratti)” – autore Beppe Scienza, laureato in matematica. Anche se è un testo del 2001 moltissime cose rimangono attuali, e molte altre ci permettono di capire meglio la situazione attuale. Io metto a disposizione un estratto del libro, il lettore deciderà poi se acquistare e tenere in salotto una copia cartacea, per diffondere scintille di conoscenza ai propri amici.

Per la presentazione riporto pari pari quella di Beppe Grillo, aggiungendo solo una cosa: nonostante il citato volume contenga centinaia di nomi e fatti precisi, l’autore non ha ricevuto nemmeno una querela. Che dica quindi la verita…..matematica??? ……buona lettura!

PREFAZIONE

Beppe Scienza: un nome bellissimo e un cognome un po’ inquietante… che m’ha fatto venire la curiosità di leggere questo libro, anche se per me l’argomento era nuovo.

Volevo vedere che cosa ci capivo e mi sono accorto che si capisce tutto. Il discorso fila liscio. Ma più si va avanti, più si scoprono cose che non girano per il verso giusto.

Non c’è dubbio: questo è un libro che dovrebbe fare preoccupare un bel po’ di gente. Molti risparmiatori, convinti di poter dormire fra due guanciali, quando purtroppo non è così. Ma anche tanti che danno cattivi consigli. Infatti l’autore, da buon matematico, si è messo a fare un po’ di conti e ne ha scoperte di cotte e di crude.

Di libri simili in Italia mi piacerebbe che ne venissero pubblicati tanti. Soprattutto scritti in questa maniera, cioè senza tanti fronzoli, ma in compenso con un mare di dati, esempi, confronti, citazioni e, cosa rara, facendo sempre nomi e cognomi.

Anche le indicazioni d’investimento dell’autore mi hanno convinto. Ho deciso quindi di seguire pedissequamente i suoi consigli, dandogli però appuntamento fra un anno esatto sotto il portone di casa sua!

Sant’Ilario di Nervi, 26 aprile 2001

Beppe Grillo

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PER RIMANERE AGGIORNATI (RADIO TRASMISSIONI)

Avrete ormai capito che l’argomento “Finanza”, etica e non, è immenso, ed estremamente variabile nel tempo, quindi mi permetto di consigliarvi due trasmissioni radio/podcast che vi aiutano a rimanere “aggiornati” sulle tematiche finanziarie:

Etica in Pillole

Il giorno delle locuste

Entrambe sono disponibili in formato podcast, per sentire comodamente in macchina, in autobus, in bici, a casa, in qualsiasi momento, con il vostro smartphone e le vostre cuffiette…

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ANCORA SULLA FINANZA “CLASSICA”

Dal 2008 al 2014 sono 128 i miliardi di dollari pagati a titolo di multe e patteggiamenti per truffe, dalle grandi banche, nel settore dei mutui immobiliari. Quanto hanno guadagnato quindi?

– Ecco l’inchiesta di Altroconsumo: tutte bocciate tranne Banca Etica!

– Il nucleare conviene? alla banche certamente si!

– Il ruolo delle banche nella “bolla immobiliare” italiana.

Le banche e la crisi: non è un loro problema!

– Finanza e lobbies: binomio indissolubile.

– Finanza e lobbies: Unione Europea, chi produce le leggi?

– Finanza e lobbies: Unione Europea, qual’è la lobby più potente?

– Costi stellari sulle carte: multa dell’Antitrust.

– Paradisi fiscali: lotta solo a parole…

– Paradisi fiscali: situazione e riimedi (in breve)

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LA TUA BANCA E’ UGUALE?

Raccolta nient’affatto esaustiva delle differenze tra le banche normali e Banca Etica… (link…)

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AUTODIFESA….

Segnalo infine  che nella mia sezione con i  libri indispensabili  ho inserito, tra gli altri, il libro “Il risparmio tradito” di cui al link trovate gratuitamente un corposo estratto, del matematico Beppe Scienza (prof. dell’Univers. di Torino), che ci consiglia su come gestire il nostro risparmio senza fare gli errori classici e senza farci ingannare dal sistema bancario/assicurativo, e meglio ancora ci riporta una serie infinita di grossolani errori compiuti da tali attori (in buona o malafede giudicate voi), i più famosi dei quali sono i bond argentini e Parmalat, che si sono sempre rivelati deleteri per i risparmiatori, ma sui quali i responsabili non hanno mai pagato. Da leggere assolutamente prima di pensare a chi rivolgersi per la gestione del proprio risparmio.

20 Risposte to “Finanza Etica”

  1. Giovanni Becattini said

    Grazie per queste info. Sono un semplice lavoratore dipendente, insegnante, il mio conto in banca è molto modesto, ma da tempo cerco una collocazione migliore dei miei pochi euro perchè mi rode che anche solo un centesimo possa andare in attività illecite, magari vendita di armi etc. Ho trovato il vostro link per caso, studierò il caso e se è possibile trasferirò il mio conto su BE quanto prima. E poi diffonderò la notizia tra gli amici!!! Si deve sapere!!!!

    • giannigirotto said

      Grazie a te.🙂

  2. […] tentativo per ricevere e dare informazioni utili” (gran bel titolo, in my opinion). E ha appunto una sezione su finanza etica, dove parla ad esempio (anche se i post della sezione sono un po’ datati, a dire la verità, […]

    • giannigirotto said

      Grazie della menzione🙂 . Interessantissimo il tuo blog, l’ho inserito nella mia relativa sezione “Siti Amici” e mi sono “agganciato” alla tua pagina su facebook, i cui post sicuramente andrò a condividere molto spesso, visto che appunto la materia mi interessa assai…

  3. jb Mirabile-caruso said

    Trovo estremamente interessante il concetto di Banca Etica di cui – con mia grande vergogna – non ho mai sentito parlare. Mi domando adesso se Banca Etica sia presente fuori le mura Italiane. Risiedo in Canada e sarei a Voi oltremodo grato se mi forniste informazioni a riguasrdo. Grazie per il Vostro impegno nel campo dell’Etica Bancaria. I miei piùsentiti saluti. jb Mirabile-caruso.

    • giannigirotto said

      Mi scuso per il ritardo, ma ho dovuto aspettare di avere un’occasione per poter parlare con il direttore della filiale di Treviso, a cui io faccio riferimento come semplice socio e correntista, per avere garanzia di notizie “fresche” e corrette.
      Purtroppo le notizie non sono buone, nel senso che la burocrazia bancaria a cui ovviamente anche Banca Etica deve sottoporsi, sconsiglia fortemente una gestione operativa dall’estero. Nel senso che esiste lo strumento dell’home banking ed è effettivamente operativo ed utilizzabile, ma una piccola serie di adempimenti burocratici che si devono fare all’inizio (apertura conto) e durante la vita operativa del conto stesso inficiano e complicano notevolmente la vita di un potenziale cliente che si trovi all’estero. In buona sostanza sia l’apertura del conto sia la gestione di fondi di investimento, sia altre operazioni richiedono LA PRESENZA FISICA DEL CLIENTE IN FILIALE, per la compilazione di modulistica alla presenza di un impiegato, che la legge prevede espressamente obbligatoria per garanzia di correttezza dell’operazione. A grande malincuore abbiamo già dovuto consigliare alcuni clienti che operavano all’estero di rinunciare. Ripeto purtroppo la burocrazia ci ostacola fortemente, nostro malgrado. La nostra voglia di internazionalità infatti si sta concretizzando con partnership molto profonde con realtà simili in Spagna e Francia.
      Mi spiace molto, come socio di Banca Etica ovviamente vorrei non ci fossero tutti questi laccioli burocratici che ci impediscono di attingere ad un potenziale così vasto come quello degli italiani all’estero. Unica cosa che mi sento di suggerire e perorare è una gestione “fiduciaria” tramite un parente/amico che risiede in Italia, che possa operare per conto di chi risiede all’estero, ma mi rendo conto che ovviamente la questione è estremamente delicata e non è certo facile trovare qualcuno di cui fidarsi in tal senso…

  4. angelina said

    abito alla periferia di roma dove posso atrire il conto cc qui

    • giannigirotto said

      Ciao, rispondo per tutti, nel sito http://www.bancaetica.it vi è la sezione contatti con la mappa dell’Italia e tutte le filiali e i banchieri ambulanti. Su Roma c’è la filiale in via Parigi, 17, tel. 06-42014305, email ufficio.roma@bancaetica.com
      🙂

  5. patrizia said

    Molto interessante! Da prendere in considerazione al piu’ presto!!

  6. donato pasqualiccho è la volta che leggo questo sito mi piacerebbe approfondire e capirne di più. said

    E’ la prima volta che leggo il post mi piacerebbe approfondire e capire di più.

    • giannigirotto said

      Beh, mi pare che il post abbia diverso materiale di approfondimento, in Internet ovviamente si trova di tutto e di più, basta cercare “Finanza etica”… e naturalmente puoi scrivermi una email si ti interessa qualcosa di specifico… 🙂

  7. Monica said

    Per Donato: se vuoi saperne di più su economia solidale e finanza etica ti suggerisco di leggere alcuni articoli pubblicati pochi giorni fa su una rivista on line. Eccoti il link http://pluraliweb.cesvot.it/altra-economia-4-del-pil-700mila-volontari A presto! Monica

  8. liberodipensare said

    Grazie per averlo segnalato sul blog “i segreti della casta” . Ho potuto in questo modo venire a conoscenza della Banca Etica.

  9. credo sia un ottima iniziativa anche io mi iscrivero al blog e condividero’ le vs iniziative………………….nell’attesa di poter aprire anche io un conto…….visto che ho chiuso 2 negozi e sn proprio alla frutta…………………………maledetti ladriiiiiiiiiiiiiiiii …………vi auguro tantissimo successo

  10. ArtEC said

    Veramente molto interessante.

  11. Il micro credito in un paese come il nostro lo ritengo una corbelleria che può funzionare solamente dove il valore della moneta del prestito è superiore e nn parificato. Comunque l’iniziativa è di per se d’ampio respiro e di tutto rispetto anche se ne dubito dei risultati che si possano ottenere.

    • giannigirotto said

      Rileggo ora (aprile 2016) a distanza di anni questo commento, e non posso fare a meno di sorridere, pensando a quanto ora le banche stanno iniziando a muoversi dopo l’iniziativa dei Parlamentari del Movimento 5 Stelle di restiture parte del loro stipendio proprio al fondo per il microcredito, cosa che ha permesso ad oggi di finanziare già più di mille microimprese, ma sopratutto ha dato avvio ad un circuito virtuoso sul quale le banche si stanno finalmente muovendo.

  12. […] E se leggendo questo libro vi prende una sana rabbia, non sprecatela in azioni inefficaci, fate la cosa più semplice e nel contempo più efficace possibile, cambiate banca e togliete l’ossigeno a questo sistema bancario marcio e predatorio, immettendolo in uno sano, quello della finanza etica, di cui parlo e pratico da anni… […]

  13. “se ti è piaciuto condividilo su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra”
    Mai provato a cliccare…?

    • giannigirotto said

      Si, mi ero scordato di eliminare tale riga, dal momento che subito sotto ci sono i pulsanti ufficiali di condivisione per i vari social… grazie della segnalazione.

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