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Condivisione/Sharing

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report_rai3Questa sezione è una delle migliori dimostrazioni pratiche di quanti benefici pratici, cioè economici e reali, possa portare la diffusione e l’uso di uno strumento come Internet, che viceversa viene visto, da ancora troppi italiani, come una “diavoleria tecnologica” astratta ed esterna alla normale quotidianità.

Innanzitutto ecco un servizio di Report, di maggio 2015, che spiega molto bene di cosa stiamo parlando…

Internet insomma può servire, e realmente serve, anche per condividere le risorse, i mezzi, gli strumenti, in modo di non essere costretti ad acquistare, noleggiare, spendere. Ecco allora che si possono condividere le biciclette, i tragitti in auto, camere da letto per ospitarsi a vicenda, quando non adirittura l’intera casa per farsi una vacanza appunto scambiandosi le case per qualche tempo, si possono barattare e scambiarsi gli oggetti più vari, gli abiti (tipo mercatini di una volta, con la differenza che l’ambito territoriale può essere molto ma molto più vasto), ci si può scambiare il tempo con le banche del tempo, organizzare al meglio i rapporti con il vicinato ottimizzando tempi e spazi, si possono organizzare e gestire acquisti singoli e di gruppo direttamente al produttore eliminando la filiera di intermediari, cercare un piccolo finanziamento per far partire un tuo progetto, condivedere spazi di lavoro (cioè uffici attrezzati) con altri professionisti, affittare i tuoi immobili o i tuoi attrezzi direttamente evitando le intermediazioni, ecc. ecc. ecc…

Una cosa mi permetto di consigliare ancora in premessa: per non rimanere esclusi da questo mondo che si sta sviluppando a velocità vertiginosa, tenete d’occhio le promozioni nelle tariffe telefoniche scegliete una proposta tariffaria che vi permetta di “navigare” liberamente in Internet il più possibile, saranno queste le cose che stanno già facendo e faranno sempre più la differenza, cioè l’essere da una parte o dall’altra del “digital divide.

Vediamo pertanto di fare un piccolo e parzialissimo elenco di prodotti/servizi di condivisione:

  • Abbigliamento: vi sono siti e relative App che consentono di scambiarsi gli abiti. Questa una di quelle attive in lingua italiana.
  • Banche del tempo: il concetto è semplice, si condivide il tempo, ci si scambiano ore di tempo. Io ti aiuto durante la festa di compleanno di tua figlia, e qualche altro membro della “banca del tempo” mi aiuterà a raccogliere le mele, e a sua volta si farà aiutare da qualche altro socio nel tinteggiare la casa… e così via… quello che un tempo si faceva spontaneamente all’interno di una comunità, ora si può organizzare in maniera più tecnologica con una banca del tempo, tutte le info qui e/o qui.
  • Coworking: per coworking si intende la condivisione di spazi di lavoro, tipicamente la condivisione di uffici. In buona sostanza chi non si può permettere uno spazio “tutto suo”, può affittare, a giorni, a periodi, uno spazio in un ambiente appunto comune, inteso non solo come metri quadri non arredati, ma viceversa arredati e dotati di tutte le attrezzature comuni di lavoro. Tra i vantaggi, il ritrovarsi a stretto contatto con un’ampia eterogeneità di professionisti, con i quali si può magari dialogare e instaurare rapporti di collaborazione. Come sempre anche in questo settore c’è chi fa della condivisione “vera”, senza scopo di lucro, e chi invece (per carità legittimamente) ne ricava lucro. Io segnalo che a livello mondiale trovate su questo sito una mappa appunto mondiale degli spazi in oggetto, mentre in quest’altro, un sito commerciale con alcune sedi in Italia. Vi sono altre iniziative simili che trovate nella mia sezione “consumo critico“, su una tabella riassuntiva.
  • Credito/Crowdfunding: “crowd funding” letteralmente significa “fondi dalla folla, dalla massa, dal pubblico… In pratica significa: io ho un’idea imprenditoriale, un progetto, ma non ho i soldi per portarlo avanti; allora lo presento sul web, a tutti, chiedendo a chi vuole di prestarmi un po’ di soldi, o come normale prestito, oppure in cambio di una quota dell’impresa che nascerà se la raccolta va a buon fine. In Italia esistono parecchie “piattaforme” che fanno da punto di riferimento e gestione operativa di tali “raccolte”, per cui conviene fare una ricerca aggiornata, dal momento che il settore si sta evolvendo molto rapidamente, ma per chi vuole una analisi riassuntiva e panoramica della situazione, al 2015, trova qui un report redatto da un’Università per conto di una nota compagnia di telecomunicazioni.
  • Credito/Anticipo fatture: questo in realtà è un servizio “al limite” del concetto di condivisione/sharing, direi anzi che è più semplicemente un utilizzare la rete per avere un miglior accesso al credito. Comunque dal momento che lo ritengo utile, lo segnalo. In pratica chi ha fatture sulle quali vuole avere immediatamente il maggior anticipo possibile, può metterle in un “asta online”, ove vengono vendute al miglior offerente. Non solo, l’emittente fattura, decide prima che inizi l’asta, quanto è disponibile a “perdere” sul valore complessivo della fattura, su un range che va normalmente tra lo 0,5 e l’1%. Terminata l’asta l’emittente fattura riceverà il 90% del valore originale della fattura, ed il restante 10% meno il tasso suddetto lo riceverà quando il vincitore dell’asta avrà incassato per intero la fattura. Tutti i dettagli qui.
  • Credito/social lending: il social lending è la possibilità che la rete Internet offre ai privati di prestarsi denaro tra loro, per il tramite di appositi siti web, che sono naturalmente creati e gestiti da aziende, a scopo di lucro. Il motivo per cui lo inserisco comunque in questa sezione “Risparmio” è perchè non è escluso che per alcune categorie di persone il prestito si riveli maggiormente conveniente rispetto a quello che potrebbe ottenere dalle normali banche. Però invito alla prudenza. In Italia esistono due società che gestiscono questo tipo di prestiti: Smartika e Prestiamoci, analizzate in questo articolo. Molto più critico l’articolo di Altroconsumo sempre sulle suddette due società.
  • M0bilità: Si parte dal famosissimo blablacar, che permette di condividere l’auto con altri passeggeri, o viceversa di farsi dare un passaggio da altri automobilisti, condividendo le spese. Pertanto il proprietario dell’auto dimunuirà la spesa del proprio viaggio, e i passeggeri comunque viaggeranno ad un costo che è una frazione di quello che avrebbero affrontato viaggiando con il proprio mezzo. Come avrete intuito questa iniziativa è totalmene priva di finalità di lucro, quindi non ha nulla a vedere con il famoso Uber, che invece è un’iniziativa commerciale, appunto con scopo di lucro sia per i gestori sia per gli autisti delle autovetture.
  • Turismo/Ospitalità: un modo decisamente economico per andare in vacanza è il couchsurfing . (letteralmente “fare surf tra i divani”). Su alcuni siti infatti camere per gli ospiti o sistemazioni analoge, vengono messe a disposizione gratuitamente dai più di 400.000 couchsurfers sparsi in più di 200 paesi e 35.000 città del mondo. Un passo ancora più spinto è quello di scambiarsi la propria casa con qualcun’altro. Qui un articolo di marzo 2016 di Altroconsumo che confronta 10 piattaforme online in tema.
  • Turismo nautico: EasyHarbor è una community che consente di scambiare il proprio posto barca con quello di un altro diportista. Per vari motivi capita che molti posti barca vengono lasciati liberi e restano inutilizzati. Easy Harbor mette in contatto i proprietari, o gli affittuari, dei posti barca attraverso una community che, attraverso lo scambio dell’ormeggio lasciato libero, consente di ridurre o annullare i costi d’ormeggio in porto
  • Vicinato: segnalo questo sito, che si pone l’obiettivo di aiutare la conoscenza e collaborazione tra vicini di casi, tra abitanti di uno stesso quartiere o di una piccola cittadina. Gli interessati si registrano, iniziano ad interagire con gli altri, e da questi ultimi vengono giudicati in termini di affidabilità e serietà.

Buona condivisione…

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