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Posts Tagged ‘Attivismo’

Banca/Finanza Etica e oltre ….

Posted by giannigirotto su 25 Maggio 2010

Scrivo queste righe dopo aver vissuto la giornata del 22 maggio l’Assemblea nazionale dei soci di Banca Etica, che si è svolta a Padova. C’era un bella atmosfera, rilassata, persino gioiosa, sicuramente molto dinamica….con la formazione continua e inarrestabile di capanelli di gente che discuteva su mille iniziative della Banca e più in generale di tutto il mondo del volontariato, che la stragrande maggioranza dei soci conosce e di cui fa parte, complice anche il grande giardino posto immediatamente a fianco della sala assembleare, che ha dato accoglienza ad una lunghissima serie di mini-picnic e momenti di rilassamento…

Al di là del problema oggettivo della registrazione dei partecipanti, che ha preso più di 5 ore alla quindicina di dipendenti che erano addetti alla mansione, peraltro molto gentili e organizzati, e che dimostra una volta di più come senza un uso esteso della firma digitale (che esiste da più di 10 anni ma nessun “privato cittadino” può obiettivamente conoscere e usare) rimaniamo dei sudditi di serie B costretti a enormi sprechi di tempo e risorse per adempiere a molte formalità burocratiche che altrimenti potrebbero essere risolte con qualche “click” al computer…..al di là di questo appunto, vorrei riportare alcune riflessioni che sto facendo in questi giorni…

1) Banca Etica è nata per operare come Istituto di Credito, ma in realtà questo è solo un punto di appoggio per poter intervenire e operare a 360 gradi nella società. Aver costituito “Innesco” per operare nelle energie rinnovabili (e Salviato in uno dei suoi interventi ha ribadito che se un milione di utenti installassero i pannelli fotovoltaici da 3KW, avremmo la creazione di più energia di quanta ne dovrebbero produrre le 4 centrali nucleare che il governo vuole, con in più la generazione di un numero molto maggiore di occupati in tale settore…), essere partner di Jacopo Fo sia per il G.A.S. sul suddetto fotovoltaico ma anche per la creazione degli “Ecovillaggi“, essere supporter ufficiosi della Campagna per la ripublicizzazione dell’acqua, essere attivi tramite la tecnica dell’azionariato critico con l’ENI ed altre importanti società….ecc. ecc. dimostra come il gruppo di dirigenti, che sono naturalmente espressione della base degli azionisti, abbia una visione ed una voglia di impegnarsi globale, in cui come recita lo Statuto, il denaro è solo uno strumento per attivare progetti e soluzioni che aumentino il benessere di tutti gli uomini.

Per continuare su questa strada però servono risorse, sia intese come risorse umane, sia quelle finanziarie. E’ prioritario pertanto fare tutto il possibile per acquisire nuovi soci “attivi”, che si impegnino localmente nei vari GIT,  e aumentare parallelamente il capitale sociale, stante il famoso vincolo di legge che fissa il valore dei prestiti  a circa 10 volte il valore del cap. soc. Queste sono secondo me le priorità assolute che condizionano tutta l’operatività della Banca. In tal senso naturalmente vanno le future acquisizioni della Cooperativa Francese e di quella Spagnola.

2) Ancora troppi italiani non conoscono Banca Etica. Chi dice l’80% chi dice il 90%, sta di fatto che finchè B.E. non esce da questo limbo facciamo doppiamente fatica a crescere. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi con gli Enti “moltiplicatori/diffusori” come sono le altre realtà Associative e la scuola. Ritengo non vada trascurato anche il canale Internet, stante anche che è a “costo zero” farci conoscere dai blogger e usare più pervasivamente gli altri strumenti di social network.

3) L’attività bancaria è uno dei due grandi strumenti di accentramento e gestione del denaro. Le Assicurazioni sono a mio avviso l’altro grande strumento che ci manca. Mi piacerebbe che il nuovo CdA rafforzasse i rapporti con il CAES e si ponesse come obiettivo finale quello dell’ingresso nel mondo assicurativo. Viceversa questo resterà appannaggio esclusivo dei “soliti noti” grandi gruppi. Potrebbe essere una buona idea quella di fare un piccolo sondaggio interno ai soci di B.E. per vedere quanti di loro sarebbero favorevoli ad un’idea del genere.

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La terra degli Gnu (Ognuno per sè e Dio per tutti)

Posted by giannigirotto su 22 marzo 2010

E’ da sempre che volevo scrivere un articolo identico! Ringrazio pertanto Mimmo Guarino che è riuscito a scriverlo come e meglio di quanto avrei fatto  io!

E’ superfluo pertanto che io dica che sono d’accordo al 101%, e che le mie iscrizioni a diverse Associazioni sono il mio tentativo e il mio contributo a favore degli “GnUmani”.

Quindi grazie ancora Mimmo, vi invito tutti a leggere questo bellissimo articolo cliccando o sulla foto a fianco o sul nome dell’autore….

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Indispensabili: Muhammad Yunus – Un Mondo senza povertà

Posted by giannigirotto su 24 febbraio 2010

Sono molto felice di mettere a disposizione, nella mia sezione “Indispensabili“, un estratto di questo libro del premio nobel per la pace Muhammad Yunus. Di lui in persona ho già detto, e l’ho inserito nella mia sezione “Modelli“: è un mito, una persona illuminata, intelligente, coraggiosa, pragmatica, e non si limita a parlare ma fa, fa , e fa moltissimo….

E’ inutile che ripeta quanto hanno già detto benissimo altri quando il libro è uscito, mi limito quindi a fornirvi il collegamento all’ ottimo articolo di Japoco Fo.

A quanto scritto da quest’ultimo, mi limito ad aggiungere questo ragionamento: una delle fondamentali iniziative che propone Yunus, è l'”impresa sociale”. Questa può essere una società che funziona come una qualsiasi altra impresa “capitalistica”, ma con la fondamentale differenza che non mira a fare profitto ma semplicemente ad autosostentarsi coprendo i propri costi, e detenuta da un ristretto numero di proprietari. Oppure può essere una società che mira al profitto, però i cui proprietari sono la massa della popolazione povera, cioè un azionariato estremamente diffuso appunto tra le classi meno abbienti, in questo modo gli utili verranno distribuiti appunto tra i poveri che avranno l’opportunità di migliorare la loro condizione.

Ebbene una forma che assomiglia abbastanza, a mio avviso, all'”impresa sociale” è quella che già oggi Banca Etica propone con il suo “azionariato critico”. Rimandandovi all’articolo specifico in cui ne parlo, in pratica già oggi chi ha qualche soldino da investire, lo può fare tramite gli appositi fondi di Banca Etica che per l’appunto acquistano anche azioni. E questa azioni o sono relative ad aziende “etiche” che operano nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, oppure aziende che etiche non sono, e le cui azioni vengono acquistate proprio per esercitare il diritto di voto connesso alla titolarità delle stesse, secondo i principi e la filosofia propria di Banca Etica.

Mi sembra che in entrambi i casi ci si avvicini abbastanza al concetto di “impresa sociale”, nell’attesa di vedere veramente tante realtà del genere prosperare…….

In ogni caso il consiglio è quello di leggere l’estratto del libro, e si vi appassiona, fate un salto in biblioteca per prenderlo in prestito…….

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Indispensabili: Bob Geldof – Tutto qui?

Posted by giannigirotto su 16 febbraio 2010

 

Sono particolarmente lieto di poter inserire un estratto di questo libro nella mia sezione “Indispensabili“.

Bob Geldof è per me un modello a cui ispirarsi, magari non totalmente nel carattere alcune volte non proprio d’etichetta, ma certamente nella profonda etica, onestà e mancanza di ipocrisia che lo contraddistingue.

Questo libro (titolo originale “Is that it?”), più precisamente la sua seconda parte, descrive gli avvenimenti che hanno inizio verso la fine del 1984 e per circa i due anni successivi.

Bob Geldof era allora un cantante di un gruppo pop che aveva avuto un discreto successo internazionale negli anni appena precedenti, ma in quel periodo si trovava in crisi. Una sera vide un drammatico servizio della BBC sulla apocalittica situazione umanitaria in Etiopia…..e decide che non può mettere a tacere la sua coscienza semplicemente donando un po’ di soldi. Decide che deve donare un po’ di sè stesso, del suo tempo, del suo talento, di quello che riuscirà a fare…..quello che inizialmente parte come un piccolo progetto per fare un disco assieme ad altri cantanti Inglesi (Do they know it’s christmas’ time – Band Aid) , da vendere per beneficenza, diventa con il passare delle settimane prima, e dei mesi poi, il più grande evento che la storia della solidarietà umana ancora conosca….il megaconcerto LIVE AID.

E’ la storia esaltante di come una ferrea volontà unita ad un altruismo smisurato riescano a coinvolgere ed unire gli artisti, i produttori, tutto il mondo che gira intorno alla musica e ai mass-media, verso un risultato che per un’instante tocca l’utopia.

Ma non si tratterà solo di beneficenza fine a sè stessa…..pur essendo questo l’obiettivo e il movente iniziale che spinge Geldof assieme ad un nutrito gruppo di altre splendide persone a dedicarsi anima e corpo all’organizzazione del disco prima, del concerto poi, e alla gestione postuma dell’enorme cifra raccolta infine, Geldof si renderà conto che l’operazione più importante a cui vuole contribuire sarà quella di sollevare il velo sopra un’enorme sistema di ingiustizie politiche e sociali che condannano l’Africa ad un destino di miseria imposta.

Questa storia va letta da una parte perchè è esaltante, positiva al massimo. Ti riconcilia con il genere umano vedere come sia stato possibile mettere da parte le rivalità e le incomprensioni personali per contribuire alla riuscita di un bene comune più importante, in un impeto di sano entusiasmo ed puro altruismo difficilmente ritrovabili. Dall’altra parte per capire una volta di più l’ipocrisia di una grande parte del mondo politico e delle lobbies economiche che dominano il mondo “legalmente” mediante la determinazione di politiche commerciali progettate per mantenere l’Africa una “vacca da mungere” e nient’altro.

Personalmente ho letto questa storia molte volte, spesso per tirarmi su il morale e ricevere un’iniezione di fiducia da una parte, ed una lezione di moralità dall’altra.

Io non posso che esortarvi di cuore a leggerlo, credo sia davvero molto, molto importante, e spero accolgano il mio invito sopratutto i più giovani, in modo capiscano che vi sono ancora dei modelli a cui guardare. Sono convinto che se riuscirete a trovare il tempo per iniziare a leggerlo, non vi fermerete tanto presto, ed alla fine ringrazierete il cielo per aver potuto conoscere questa storia e quest’uomo……

Buona letturaGirotto

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Modelli – Wangari Maathai

Posted by giannigirotto su 6 febbraio 2010

Wangari Maathai è una donna che così tanto ha saputo fare per la sua Africa, e non solo, e così tanto sta continuando a fare….

Per le sue opere è stata premiata con il Nobel per la pace nel 2004..

Wangari Maathai è innanzitutto una donna dotata di enorme coraggio, che non si nasconde dietro fumose o diplomatiche dichiarazione, ma viceversa ha dichiarato “molti leader africani hanno paura di finire alla sbarra per le atrocità commesse nel loro Paese e poi, diciamolo chiaramente, spesso non rappresentano le loro popolazioni. Anzi, per restare al potere, tendono a dividerle per linee claniche, tribali, religiose. Sono loro stessi a provocare massacri, a mettere una popolazione contro l’altra.

Tra le varie iniziative in cui ha partecipato, la più famosa è stata la creazione del Green Belt Movement (Movimento cintura verde) per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi dell’ambiente e in particolare del disboscamento. Questo ha portato il Movimento a piantare negli anni successivi 40 milioni di alberi in Kenia. Sulla scia di tale idea le Nazioni Unite hanno lanciato nel 2006 una iniziativa chiamata Billion Tree Campaign (Campagna un miliardo di alberi) con l’obiettivo di piantare ogni anno un miliardo di alberi indigeni, e nei primi tre anni ne sono stati piantati 7 miliardi.

Wangari Maathai è una persona che ragiona globalmente e agisce localmente, ed ha capito che in Africa si deve dare priorità alla creazione di posti di lavoro, in speciale per le donne, che sono il vero collante della società. Ma il suo impegno non si ferma certo qui, dal momento che si occupa anche di Aids, tutela delle specie in via di estinzione, clima, democrazia, tutela della cultura e sulla campagna “Cancella il debito“……

Nel 2005 la prestigiosa rivista “Time” l’ha nominata come una delle 100 persone più influenti del pianeta, e l’altrettanto famosa rivista “Forbes” come una delle 100 donne più potenti del pianeta.

I nostri giornali invece non l’hanno mai considerata molto, e questo dovrebbe confermarvi definitivamente sulla qualità e grandezza della persona in oggetto…..

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Cancella il debito – la quadratura del cerchio

Posted by giannigirotto su 19 gennaio 2010

Vediamo se riesco a spiegarmi:

– in Italia alcuni partiti e cittadini si lamentano dei troppi immigrati, così come fanno d’altronde altri partiti/cittadini in altre nazioni…..

– sempre nelle stesse nazioni moltissimi cittadini, per lo più della classe operaia e medio-borghese si lamentano perchè i loro stipendi da molti anni non crescono in proporzione al costo della vita, e sopratutto vi sono moltissimi licenziamenti ed intere fette di economia in crisi, a causa della “delocalizzazione” delle aziende nei Paesi (ovviamente poveri) in cui il costo della manodopera è più basso….

– nel corso degli ultimi due anni si è assistito all’esplosione della c.d. “bolla finanziaria”, che ha dimostrato, se ve ne fosse stato ancora bisogno, che il sistema finanziario mondiale è pesantemente drogato e mal gestito…..

Allora, se noi riduciamo la povertà nei Paesi poveri, il relativo livello di vità crescerà, nascerà un’economia ed un’imprenditorialità locali, e cresceranno anche gli stipendi locali, e di conseguenza diminuirà per le aziende estere la convenienza a spostare in tali Paesi le loro produzioni, che rimarranno pertanto nei Paesi d’origine, evitando le relative crisi e licenziamenti. Contemporaneamente se nei Paesi poveri il livello di vita crescerà, diminuirà l’emigrazione verso i Paesi ricchi.

Ora, una cosa che ancora troppi pochi sanno è che moltissimi Paesi poveri sono presi in una spirale perversa, un circolo vizioso, costituito da un ammontare di debiti estremamente elevato, con un relativo montante di interesse che per quanto si sforzino di pagare non ci riescono (e naturalmente i soldi versati per pagare il debito sono soldi sottratti allo sviluppo locale delle infrastrutture, dei servizi, dell’economia……). Cioè tali Paesi non riescono a pagare nemmeno tutti gli interessi maturati e quindi il debito non diminuisce mai. In pratica questi Paesi hanno sborsato negli ultimi 30 anni (da tanto dura la cosa) cifre elevatissime per pagare un debito che viceversa non si è mai ridotto. Questo perchè i Paesi ricchi, 30 anni fa furono talmente “furbi” da convincere quelli poveri a contrarre forti prestiti a condizioni che sembravano molto buone…….sembravano (i tassi d’interesse erano addirittura negativi…)…un po’ come è successo a tanti italiani che hanno contratto un mutuo a condizioni che sembravano buone……sembravano….

Ora, come già detto, i Paesi poveri con tali debiti, nella grande maggioranza dei casi hanno versato cifre che moralmente dovrebbero giustificare un totale annullamento dei debiti stessi. Negli ultimi anni il Sud del mondo ha ripagato più di 230 miliardi di dollari l’anno su un debito che supera i 2.500 miliardi di dollari a fronte di 50 miliardi di dollari di aiuti e di 100 miliardi di rimesse che gli immigrati mandano ai loro paesi. Il povero Sud diventa sempre più un finanziatore del ricco Nord offrendo come garanzia per il ripagamento del debito le proprie risorse naturali e perpetrando così un’ingiustizia storica mai risolta, che smaschera l’ipocrisia delle misure adottate fino ad ora per affrontare la questione del debito.

Quindi o annulliamo il debito perchè siamo persone etiche, o lo annulliamo perchè ci conviene, ci fa quadrare il cerchio, mette in moto il meccanismo sudescritto che apporterà benefici a tutti. Tutto qui? forse non è tutto qui, ma è un ottimo inizio.

Per chi volesse approfondire rimando al sito collegato all’immagine ad inizio articolo (è un sito in inglese), oppure lo invito a cercare su un motore di ricerca “Cancella il debito“……vedrete che è un tema di cui si parla in tutto il mondo…(anche Bono e Bob Geldof)..ma ancora molto si deve fare…….se mi sbaglio correggetemi…..

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Una favola di Natale

Posted by giannigirotto su 31 dicembre 2009

ni Girotto

Aggiungo un’altra storiella di Lupo Alberto nella mia sezione “Indispensabili“.

In questo caso è una feroce denuncia, anche se nell’apparenta bonarietà della storiella, dello sfruttamento dei Paesi poveri da parte di quelli ricchi. Lascio al lettore ogni altra considerazione, e rinnovo i miei complimenti e la mia stima a Silver.

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Modelli da diffondere -Muhammad Yunus

Posted by giannigirotto su 23 dicembre 2009

Muhammad Yunus, forse meglio conosciuto come “Il banchiere dei poveri” ha avuto, in Italia, un breve momento di notorietà televisiva solo in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la pace, da lui appunto vinto nel 2006.

In realtà anche lui meriterebbe un’attenzione mediatica ben più estesa, dal momento che la sua Banca, che offre microcredito alle fasce più povere della popolazione, ha letteralmente cambiato la vita di milioni di persone.

Ma andiamo con ordine; nel 1976 Yunus fondò la Grameen Bank, prima banca al mondo ad effettuare prestiti ai più poveri tra i poveri basandosi non già sulla solvibilità, bensì sulla fiducia.

Da allora, la Grameen Bank ha erogato più di 6 miliardi di dollari ad oltre 7 milioni di richiedenti. Per garantirne il rimborso, la banca si serve di gruppi di solidarietà, piccoli gruppi informali destinatari del finanziamento, i cui membri si sostengono vicendevolmente negli sforzi di avanzamento economico individuale ed hanno la responsabilità solidale per il rimborso del prestito.

Il grande merito di Yunus è stato l’aver capito che nella maggior parte dei casi la povertà NON è dovuta all’ignoranza o alla pigrizia delle persone, bensi ad una struttura sociale e culturare ereditata che li incatena alla povertà, all’interno di un circolo vizioso.

Emblematico fu il caso che convinse Yunus a concedere, di tasca propria, il suo primo prestito ai poveri: era il 1974 e, nelle misere strade del villaggio di Jobra, Yunus incontrò una donna che intrecciava bambù per fare sgabelli. Sufia era brava, abile, infaticabile. E poverissima.
Non guadagnava più di due centesimi di dollaro al giorno. Era costretta a comprare la materia prima da un commerciante-usuraio che obbligava la donna a rivendere solo a lui i suoi sgabelli. Con 22 centesimi di dollari, Sufia si sarebbe affrancata dal suo “padrone”, avrebbe potuto acquistare il bambù liberamente e rivenderlo, con profitti più alti, al mercato del paese: avrebbe, in altre parole, cominciato a sconfiggere la povertà.

Ecco quindi che la chiave del successo consiste nell’emancipazione femminile (sono le donne il vero motore sociale, familiare ed economico dei paesi poveri) e nell’effettuare prestiti di piccolo importo sufficenti però ad innescare un circolo virtuoso nei confronti del gruppo di riceventi, che si impegna collettivamente, sulla parola, alla restituzione. Ed una volta che ha dato ad un gruppo di poveri l’occasione per uscire dalla povertà, la risposta è eccezionale, il tasso di restituzione dei prestiti erogati è infatti, in media, del 99%;

Il microcredito è diventato uno degli strumenti di finanziamento utilizzati in tutto il mondo per promuovere lo sviluppo economico e sociale, diffuso in oltre 100 Stati, dagli Stati Uniti all’Uganda.

Yunus ha continuato con diverse altre attività sempre con l’obiettivo di ridurre la poverta, attività che spaziano all’accordo con una società specializzata nel produrre alimenti ad alta capacità nutritiva per le popolazioni affamate, al avere recentemente commissionato alla Wolkswagen la realizzazione di un veicolo multiuso molto economico dotato di un motore che possa essere usato sulle auto, rimosso, montato su barche,  rimosso e utilizzato come gruppo elettrogeno o per irrigare i campi, in modo da poter migliorare notevolmente la vita delle popolazioni che vivono nelle aree in prossimità dei fiumi e del mare. Altro progetto portato avanti sempre con un accordo con un impresa privata è quello di agevolare l’accesso all’acqua potabile,  Inoltre ha creato una fondazione chiamata “Yunus Centre” che funge ora da supporto organizzativo e direttivo per le suddette e le molteplici altre iniziative che questa geniale persona ha sviluppato e svilupperà in futuro.

Partner italiano di Yunus è Banca Etica. Yunus ha scritto anche molti libri che parlano della sua lotta alla povertà, ecco un estratto del suo ultimo testo – “Un mondo senza povertà“.

Vi ricordo che trovate una scheda su altre grandissime persone nella mia sezione “Modelli“.

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Modelli da diffondere – Bob Geldof

Posted by giannigirotto su 17 dicembre 2009

Ho aperto una nuova sezione del sito, dedicata a far conoscere quelle persone che con il loro comportamento e le loro opere si sono dimostrate in grado di migliorare questo mondo.

Ora, poichè questo mondo è controllato da tutt’altro che brave persone, le summenzionate ricevono dai mass-media un’attenzione decisamente troppo scarsa, naturalmente per non turbare troppo lo status-quo esistente. A mio avviso invece se ne dovrebbe parlare tutti i giorni, perchè esse hanno portato e portano un germe di  cambiamento positivo, e dovrebbero diventare dei modelli di riferimento delle future generazioni.

Nel mio piccolo tenterò di diffondere il loro esempio, il loro messaggio ed il loro coraggio.

Inizio con una persona che ha segnato profondamente la mia vita, e di cui non esito a proclamare la mia stima ed empatia più profonda. Bob Geldof.

Bob Geldof ha ricevuto dalla Regina Elisabetta il titolo di “Cavaliere” (la massima onorificenza britannica), è stato nominato “Uomo di Pace” dai vincitori del premio Nobel per la pace,  è stato cinque volte candidato al premio Nobel per la pace, ed ha ricevuto numerosissime altre attestazioni onorifiche, poichè in definitiva è stato ed è tuttora l’uomo che più di ogni altro ha contribuito a migliorare fattivamente la vita di milioni di persone.

Bob Geldof ha organizzato dapprima “Band Aid” nel 1984 e quindi “Live Aid” nel 1985, raccogliendo circa 250 miliardi delle vecchie lire interamente impiegate per soccorrere le popolazioni africane colpite dall’immane carestia che le stava affligendo.

Ma la sua opera è andata ben oltre ad un pur gigantesca raccolta di fondi.

Egli infatti ha avuto il grandissimo merito di voler capire i meccanismi che stanno dietro la povertà.

Quindi si è circondato di persone esperte appartenenti al mondo del volontariato e delle ONG per sviscerare tali problematiche, ed innanzitutto ha capito che le nazioni povere sono incatenate a vita ad un circolo vizioso essendo obbligate al pagamento di enormi quantità di denaro a puro titolo di interessi su prestiti contratti quando il tasso era bassissimo (ed è poi salito moltissimo, da noi si chiamerebbe banalmente strozzinaggio…..), e si trovano quindi ad avere un debito sempre crescente che non gli permette di investire risorse in opere e infrastrutture di sviluppo.  Per contrastare tale gigantesca ingiustizia ha quindi creato e supportando la Campagna “Cancella il debito” (“drop the debt” in inglese”) . Memorabile è stata in tal senso la visita nel 1999 a papa Giovanni Paolo II, che aveva aderito e appoggiato tale campagna, in compagnia di Bono degli U2 (nella foto linkata non si vede, ma a fianco di Bono c’è Bob Geldof  e Quincy Jones).

Come dicevo Geldof ha voluto capire i meccanismi che stanno alla base della povertà, ed oltre al meccanismo perverso degli interessi sul debito, ha scoperto le molte altre terribili verità del neocolonialismo e del capitalismo selvaggio, per esempio:

– il divieto per i paesi poveri produttori di materie prime di esportarle se sono lavorate. Cio determina che non possono quindi nascere in quei paesi industrie di trasformazione…..i locali sono troppo poveri per comprare prodotti alimentari lavorati, e vige appunto il divieto di esportazione, quindi nessun sviluppo industriale in tal senso…..

– il meccanismo di crezione all’interno della Comunità Europea di enormi depositi di immagazzinaggio di prodotti alimentari, in modo da far sì il prodotto circolante non sia mai troppo e che il prezzo non scenda quindi troppo in basso…..in sostanza lo si mantiene alto artificialmente….

– Il meccanismo dei sussidi ai prodotti agricoli a favore dei produttori dei paesi sviluppati, ricchi. Quello che a prima vista sembrerebbe un giusto aiuto a favore degli agricoltori, si rivela un meccanismo per arricchire le grandi multinazionali produttrici, che si vedono cioè beneficiarie di sostanziosi aiuti finanziari, e sopratutto che vedono eliminata alla radice la potenziale concorrenza degli agricoltori dei paesi poveri. Questi infatti non ricevendo sussidi hanno un costo di produzione più alto, e di conseguenza non possono vendere le loro merci “sottocosto”, come invece si possono permettere i produttori dei paesi ricchi, grazie ai sussidi……

– La sistematica razzia delle risorse naturali da parte dei Paesi ricchi nei confronti di quelli poveri, che ne hanno determinato e continuano a determinare un terribile impoverimento. Quando Geldof andò nel 1985 in Etiopia, allora devastata da una terribile carestia, gli fu spiegato che il Paese aveva subito un disboscamento selvaggio, con il conseguente deterioramente del territorio e del ciclo dell’acqua, ed era quella la vera ragione per cui la carestia aveva assunto proporzioni apocalittiche…..

In buona sostanza Geldof capì che il benessere delle nazioni ricche è assolutamente legato allo sfruttamento delle risorse e della manodopera dei Paesi poveri, ed ha avuto il merito di portare all’attenzione del grosso pubblico (di lingua inglese, perchè qui da noi la RAI non lo ha badato neanche di striscio) queste situazioni paradossali. Sfruttando infatti la notorietà che gli era derivata dall’aver organizzato i due eventi musicali suddetti ed i conseguenti inviti ad incontrare personalità politiche un po’ in tutto il mondo, ha imposto la sua “diplomazia punk” alle televisioni ed agli interlocutori, semplicemente dicendo pane al pane e vino al vino, non subendo di timori riverenziali nei confronti di nessuno, ma anzi attaccandolo direttamente per la mancanza di una politica che ristabilisse la giustizia mondiale.

Bob Geldof è stato innovativo anche nel suo approccio sulle modalità di fare beneficenza, e sulla logistica relativa. Ha creato una fondazione per la gestione del patrimonio che aveva ricevuto mediante le sue raccolte di fondi, ed una volta resosi conto che il costo del trasporto andava ad incidere in maniera esorbitante sulle spese, ha acquistato una propria flotta logistica, che si è rivelata molto più economica di un affitto di strutture altrui, e che difatti ora viene utilizzate anche da molte altre associazioni di volontariato e ONG in generale.

Geldof continua il suo impegno totale verso l’Africa e la lotta alla povertà in generale, essendo membro dell’Africa Progress Panel, e della ONE, quest’ultima in particolare conta 2 milioni di attivisti, essendo una giunzione di Bread for the World Institute, CARE USA, International Medical Corps, International Rescue Committee, Mercy Corps, Oxfam America, Plan USA, Save the Children, World Concern, World Vision.

Ma per capire meglio il carattere di quest’uomo straordinario, vi esorto caldamente a leggere la seconda parte del suo libro/biografia “Tutto qui?“. La seconda parte infatti descrive minuziosamente gli accadimenti che hanno inizio dalla sera in cui Geldof vide un servizio televisivo della BBC concernente la drammatica situazione in Etiopia, sino all’organizzazione dei due eventi musicali e ai mesi successivi in cui Geldof incontra diverse importantissime personalità politiche per perorare la causa dell’Africa. Questa parte del libro è entusiasmante, in quanto dimostra e racconta come certe volte i miracoli “umani” siano possibili, e come la gente spesso non aspetti altro che una buona occasione per tirare fuori la parte migliore di sè per collaborare alla riuscita di progetti meritevoli ed altruistici. Personalmente in diverse occasioni in cui mi sono sentito depresso sono ricorso alla lettura di questa parte del libro che mi ha sempre portato una grossa iniezione di fiducia ed entusiasmo. Ma a prescindere da questo il libro riporta degli avvenimenti che è bene le future generazioni conoscano, sono convinto che li prenderanno ad esempio. Nei prossimi giorni farò il possibile per mettere a disposizione un estratto di tale libro….

Vi ricordo che trovate una scheda su altre grandissime persone nella mia sezione “Modelli“.

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Banche del Tempo: siamo tutti più ricchi!

Posted by giannigirotto su 3 dicembre 2009

Ho già dedicato un breve articolo sull’argomento un paio di mesi fa, ma credo sia opportuno dire ancora qualcosa.

In questi tempi in cui arrivare a fine mese è sempre più difficile, ed altrettanto lo è coltivare dei buoni rapporti sociali e di amicizia, ecco che la Banca del Tempo può diventare una notevole risorsa su entrambi i fronti.

In fondo la BdT non è altro che una riproposizione in chiave organizzata di quello che “una volta” si faceva spontaneamente tra vicini e compaesani e fra parenti……io vengo a darti una mano ad erigere uno steccato, e tu me la rendi durante la vendemmia, io vengo a sistemarti una porta che si incastra, e tu mi rammendi un paio di pantaloni…..e così via….

Con la BdT ora questo scambio diventa maggiormente organizzato e geograficamente più esteso, e quindi la varietà di favori, competenze e disponibilità a cui si può attingere sono di conseguenza maggiori….

Se è quindi vero che ogni famiglia, ognuno di noi, può ricavarne un beneficio pratico immediato (e vi sembra poco?), secondo me il vero valore aggiunto rimane quello relativo allo sviluppo di un tessuto “sano” di relazioni, al non chiudersi in noi stessi, anche al non considerare sempre l’acquisto di beni materiali o servizi come unica soluzione ad un’esigenza…..

Se infatti le BdT riescono a trovare degli spazi per incontri collettivi, ecco come possono far nascere una serie di rapporti con persone disponibili a mettersi in gioco, a relazionarsi con gli altri, e questi altri sono in genere persone che hanno una sensibilità ed oserei dire una bontà tipiche del mondo del volontariato…..

Ecco quindi che le BdT diventano un ulteriore baluardo contro quella “civiltà dell’usa e getta” che imperversa intorno a noi. Sapere che invece di buttare un paio di pantaloni ho una “correntista” disposta a rammendarmeli, che invece di buttare la lavatrice c’è un socio molto bravo a ripararla, sapere che vi sono socie disposte ad insegnare la nobile arte culinaria piuttosto che l’arte dello stiro, piuttosto che fare la marmellata, o che c’è un’infermiera disposta a farti al tuo domicilio le iniezioni o i famigerati prelievi del sangue che altrimenti ti portano via mezza mattinata…….

Insomma diventare soci di una BdT (operazione peraltro a costo zero o comunque molto basso) significa da un lato accrescere la propria rete relazionale in maniera più che positiva, e dall’altro a contribuire a diminuire quella crescita “fasulla” basata sul continuo acquisto di beni di consumo, dal momento che viceversa si utilizzano beni e servizi che sono oggetto di mero “scambio” e non di vendita.

Un ultimo accenno per un argomente assolutamente importante, e cioè la vera uguaglianza che si determina tra i correntisti di una BdT; che il socio sia un avvocato o un pensionato o una casalinga o un infermiera (come succede a Maserada nella BdT di cui sono socio), nessun servizio è più importante di un altro, un ora di tempo è un ora di tempo, sia che sia stata dedicata a preparare la marmellata, che a fare istruzione sulla creazione di un sito Internet, che a stirare le camice o tinteggiare una parete, a prescindere da chi tu sia e quale professione svolgi nella vita di tutti i giorni…..totale uguaglianza…..

Di questi tempi vi sembra poco….??

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