Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Posts Tagged ‘Energia’

I miei Credo: Vegetariani (…ancora…)

Posted by giannigirotto su 3 giugno 2012

Ho già scritto una serie di ragioni “matematiche” a favore della dieta vegetariana, e poi avevo postato un videodocumentario sui problemi connessi con l’allevamento del bestiame a scopi alimentari…

Adesso segnalo che una recente puntata di “Tellus“, il bel radioprogramma con il geologo Mario Tozzi, si è concentrata sul problema “cibo”.
Con un linguaggio accessibile a tutti, Tozzi spiega e commenta i dati inconfutabili che dimostrano come l’attuale dieta carnivora sia insostenibile, sopratutto stante la crescita economica dei Paesi cosidetti “BRIC“, e di come una quantità enorme di alimenti venono usati anzichè per l’alimentazione umana, per il bestiame, e quindi stando così le cose, i prezzi sono destinati a salire in maniera esagerata…

Vi consiglio di ascoltare tale puntata, è veramente molto illuminante…   :-))

 

 se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto


Posted in Acqua, Agricoltura, Ambiente, Energia, Etica, Indispensabili, multinazionali, Povertà, Salute, Sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Indispensabili: L’anticasta – i Gruppi d’Acquisto

Posted by giannigirotto su 24 novembre 2010

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti, capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare le esperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Invito tutti, una volta letto questi interessatissimi estratti, di comprare il testo originale per poter completare la lettura, e magari a regalarne una copia ai propri consiglieri comunali, per far loro vedere come un’altro modo di amministrare è possibile.

Iniziamo pertanto con il primo esaltante capitolo che si potrebbe riassumere nello slogan “consumatori di tutto il mondo unitevi”… :

VINCERE LA PAURA DEL CAMBIAMENTO -risparmiare conviene e tanti iniziano a capirlo (di Jacopo Fo)

…….. C’è cibo in sovrabbondan­za: ogni anno buttiamo via la metà del cibo che producia­mo sulla Terra. E fabbrichiamo molti più tessuti di quanti ce ne possa­no servire. Bruciamo quattro volte i combustibili di cui avremmo bisogno perché non isoliamo le nostre abitazioni e usiamo mezzi di trasporto spinti da motori obsoleti e inefficienti…………

le multinazionali potrebbero risparmiare l’80-90% delle materie prime e dell’energia che consumano. Questa affermazione si basa sull’a­nalisi di decine di tecnologie innovative qua e là sperimentate

Jacopo Fo fa poi un brevissimo elenco dell’enorme spreco che lo Stato Italiano produce costantemente, affermando che una gestione corretta, normale, “non da ladri e cretini”, porterebbe ad un radicale mutamento in meglio della situazione sociale…………

Nel 1998, dopo aver letto Il banchiere dei poveri di Muhammad Yunus decisi di cercare anch’io di fare qualche cosa di concreto nel campo dell’economia. Per anni avevo dedicato tutte le mie energie alla produzione artistica e alla diffusione della cultura ribelle sbocciata negli anni settanta. Mi misi in testa di provare a diffondere pannelli solari per l’acqua calda e gruppi di acquisto di servizi (banca, assicu­razione, telefonia). L’idea, semplice, era che si potesse crea­re una struttura che oltre a diffondere principi di cooperazione ed ecologia mettesse a disposizione le nuove ecotecnologie e altri prodotti a prezzi onesti e con garanzie solide per i consumatori. Individuammo una serie di prodotti, li testammo, stipulammo contratti, creammo una serie di siti internet tematici e iniziammo a proporre il nostro pacchet­to innovativo e conveniente investendo parecchio denaro e lavoro nella diffusione della nostra proposta………….Quando finalmente il 28 febbraio 2007 la legge fu approvata nella forma corretta, partimmo con il gruppo di acquisto dei pannelli fotovoltaici raccogliendo in pochissimo tempo centinaia di adesioni e un’enorme risposta dal punto di vista dell’inte­resse: più di mezzo milione di persone entrò nella pagina web che Spiegava tutti i problemi relativi al fotovoltaico e come intendevamo affrontarli con il gruppo d’acquisto…………

Io credo che il fulcro del mantenimento del si­stema della violenza e della sopraffazione dipenda dalla forza dell’abitudine…..invece… Le esperienze degli ecovillaggi, dèi gruppi di acquisto, del commercio equo e solidale, delle banche del tempo, delle cooperative, mostrano che, a parità di reddito, le per­sone che fanno queste scelte hanno un tenore di vita più alto e una socialità più ricca e piacevole……

Ma la consociazione di questo gruppo è solo parziale. Bisognerebbe arrivare anche all’acquisto collettivo di au­to, elettrodomestici, case, assicurazioni e servizi bancali, riscaldamento, elettricità ecc. Il risparmio che si otterreb­be estendendo i gruppi di acquisto a tutti i prodotti e servizi raggiungerebbe l’equivalente di 3 stipendi all’anno.

Ciò significa cambiare radicalmente la situazione eco­nomica di una famiglia. Ma queste esperienze si diffondo­no con estrema lentezza nell’Occidente industrializzato. Diversa la situazione nei Paesi poveri dove le difficoltà spingono a buttarsi con meno paura nelle opportunità nuove che si presentano. Da noi invece i cambiamenti sono spesso rimandati se non sono strettamente necessari (cioè solo quando l’acqua tocca il sedere si impara a nuotare, ndr….)…... Poi mi sono dedicato a trovare anche il mo­do di finanziare tutto l’investimento necessario….. Ora sono arrivato al punto di offrire non solo un risparmio fin dal primo anno ma addirittura un anticipo in contanti, all’atto della firma del contratto, sui risparmi degli anni futuri…

…Che cosa succede se mettiamo insieme il risparmio energetico, i gruppi di acquisto, il microcredito e le impre­se capitaliste etiche? Otteniamo un mondo in cui le scelte di fondo delle multinazionali sono condizionate dai con­sumatori consociati che entrano nel merito della qualità dei prodotti. Oggi milioni di automobilisti desidererebbe­ro l’auto elettrica che si ricarica con i pannelli solari. Ma quest’auto al momento non è disponibile sul mercato non perché non sia possibile costruirla ma perché la domanda e l’offerta non s’incontrano………..

…se un gruppo di centomila consumatori si consociasse potrebbe avere subito un’auto elettrica e potrebbe perfino imporre scelte co­struttive. E otterrebbe anche prezzi molto interessanti. I gruppi di acquisto hanno un potere contrattuale potenzia­le enorme… I consumatori consociati possono offrire la sicurezza delle vendite attraverso acquisti programmati e al contempo tagliare i costi e i problemi legati alla vendita… E se un gruppo di consumatori può ordinare a un’azienda un’auto elettrica, può anche preten­dere che gli operai che la producono siano pagati in modo giusto e che durante il processo produttivo non siano causati danni all’ambiente. La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato.

La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato. I consumatori che diventano protagonisti dei loro stili di vita poi stanno anche molto attenti alla qualità dei poli­tici che votano, pretendendo da loro la stessa qualità che cercano nei consumi. Sono convinto che questo meccanismo si svilupperà in modo prepotente nei pròssimi vent’anni. Questo avverrà anche sulla spinta della neces­sità per tutte le famiglie di capire i propri consumi energe­tici e diminuirli drasticamente. Inoltre molti diventeranno microproduttori di energia dal sole o dal vento e anche questa democrazia energetica contribuirà a far crescere la cultura della razionalizzazione dei consumi.La conoscenza dei costi energetici sarà per molti il pri­mo passo verso lo sviluppo di una nuova coscienza dei consumi. E sarà questa nuova coscienza a cambiare il no­stro modo di vivere.Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le ammini­strazioni pubbliche. Già esistono esperienze, come viene mostrato in questo libro, di discussione pubblica delle scelte e dei bilanci comunali, ma in questa direzione si po­trebbe fare molto di più rendendo trasparenti e visibili in rete appalti, liste di attesa di ospedali, costi di ogni ufficio e tassi di produttività. E qui mi fermo.Nei prossimi anni vedremo come evolveranno le cose.Io credo che si svilupperanno in questa direzione.

I consumatori hanno il potere sul mondo. Devono solo accorgersene e connettersi in rete.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Acqua, Agisci, Agricoltura, Ambiente, Associazionismo, Cooperazione, Democrazia, Economia/Finanza, Edilizia sostenibile, educazione, Energia, Etica, Famiglia, Indispensabili, Infrastrutture, Inganni, Mobilità, monopoli, multinazionali, Rifiuti/Riciclaggio, Risparmio, Salute, Società/Politica, Sostenibilità, Tecnologia utile | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Le multinazionali e la crisi: non è un loro problema!

Posted by giannigirotto su 21 settembre 2010

Mentre la crisi continua a mietere vittime tra i lavoratori e le piccole imprese, i grandi gruppi continuano a macinare profitti.

Proseguo ad implementare la mia sezione “Mercato“, riportando alcuni stralci dell’articolo pubblicato sul numero di Settembre 2010 della rivista “Valori“…..

– Sei delle dieci imprese con i maggiori utili appartengono al comparto energetico, stante l’enorme richiesta in continua crescita da Cina e India…

– nel settore automobilistico solo nell’ultimo anno le multinazionali hanno tagliato mezzo milione di posti di lavoro; dal 1999 ad oggi, in Europa e Nord America i dipendenti sono calati del 15% a vantaggio dei Paesi con salari più bassi.

– General Motors e Chrysler hanno ricevuto, a seguito della recente crisi, 84 miliardi di dollari di aiuti pubblici;

– Tra il 1999 e il 2008 in Europa il calo del settore automobilistico è stato del 29%, e si sono persi quasi 100mila posti di lavoro, e nel nord america il calo è stato del 38%.

– Nel corso degli ultimi 12 anni l’Italia è passata dall’essere il maggiore erogatore di aiuti al minore……quando si dice avere le idee chiare…..

Ecco gli approfondimenti….

Per portare maggiore equità a livello locale e globale, è necessario innazitutto diffondere un’informazione corretta, e ricordo a tutti che, anche tramite l’azionariato critico, ma non solo, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di voi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi sono piaciuti questi articoli della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in banche, Economia/Finanza, Energia, Inganni, Lavoro/Impresa, monopoli, multinazionali, Povertà, sfruttamento, Sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Il nucleare conviene? alle banche certamente!

Posted by giannigirotto su 30 agosto 2010

Di seguito riporto alcuni stralci dell’articolo/inchiesta pubblicato nel numero di luglio/agosto della rivista “Valori“, pubblicata dal Gruppo di Banca Etica, e che tratta del rapporto tra gli investimenti necessari per costruire le costosissime centrali nucleari, che rappresentano per gli istituti di credito un affare gigantesco.

– Le Banche francesi sono in primissima fila, con cifre enormi, nel business del finanziamento di tali opere. Sarà quindi un caso che l’italia di Berlusconi abbia stabilito rapporti strettissimi con il governo francese?

– Non esiste una domanda di energia elettrica aggiuntiva tale da giustificare nuovi grandi centrali nucleari (vedi riquadro verdino a sinistra dell’articolo….)

– I costi inizialmente previsti spesso lievitano enormemente, e per le banche questo è meraviglioso.

– Unicredit è altresì impegnata. Ricordo che Unicredit che al 12% della Libia di Gheddafi e al 12% dell’Arabia Saudita. Vedi primo commento su http://www.beppegrillo.it/2010/08/la_bancarotta_della_terra/index.html

Per contrastare lo strapotere delle banche è neccessario diffondere il più possibile un’informazione corretta, e ricordo a tutti che tramite l’azionariato critico, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di noi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi sono piaciuti questi articoli della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Ambiente, banche, Economia/Finanza, Energia, Etica, Infrastrutture, Inganni, monopoli, multinazionali | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 1 Comment »

Indispensabili – Voglia di Cambiare: La Casa ideale a costi sostenibili

Posted by giannigirotto su 5 luglio 2010

Proseguo la sintesi di questo libro che ho inserito nella mia sezione “Indispensabili” per la sua proposività. Infatti non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, ma al contrario l’autore è andato a ricercare i modelli di eccellenza che permettono ad altri Paesi di risolvere al meglio tanti problemi. Giusto per darvi un assaggio del contenuto e stimolarvi a leggere questo e gli altri articoli:

– La Svezia ha quasi azzerato le morti bianche, conquistando il primato mondiale della sicurezza sul lavoro grazie all’”ombudsman” dei lavoratori, ovvero il delegato per la salute e la sicurezza.

– Con l’invenzione della corsia dinamica, in Spagna non si vedono più ingorghi in entrata e in uscita dall’autostrada, mentre i treni corrono superveloci.

– A Friburgo, in Germania, i cittadini hanno detto no al nucleare, ma contemporaneamente hanno detto sì alle energie “dolci” e trasformato l’energia solare in un formidabile business.

– L’Inghilterra ha scelto i migliori architetti per progettare case popolari di pregio e quartieri a misura d’uomo, e con controlli severi ha dimezzato le stragi sulle strade.

– I danesi non hanno più l’incubo della precarietà grazie alla “flessicurezza”, che da una parte consente agli imprenditori di licenziare con molta facilità il personale, dall’altra offre al disoccupato un’indennità del 80% dello stipendio e sopratutto un rientro velocissimo nel mondo del lavoro.

Vediamo ora il seguente capitolo:

LA CASA IDEALE A COSTI SOSTENIBILI

vediamo subito alcuni concetti specifici….:

presto nessuna casa potrà essere più costruita in Gran Bretagna senza un certificato di garan­zia ecologica;

– Basta case a due piani, sono invivibili per gli anziani. La casa adeguata per tutte le fasi della vita, preferibilmente su un piano solo, invece di costare farebbe risparmiare al contribuente ol­tre otto miliardi di euro nei prossimi sessant’anni. Perché ridurrebbe la necessità di ristrutturazioni da parte di anziani non più in grado di fare le scale o di stare da soli e abbatterebbe le spese a carico della comunità per pensionati e ospizi. Come deve essere la casa ideale per gli anziani? Eccola: posto auto fino a 3,3 metri di larghezza. Sentiero che porta dal box alla casa, così come tutti gli ingressi, a livello strada. Porte larghe almeno 75 centimetri e corridoi almeno 90 centimetri. Spazio per girare in car­rozzella in tutte le stanze. Sala da pranzo e una stanza da letto a pian­terreno. Bagni accessibili con la sedia a rotelle e provvisti di corri­mano. Possibilità di mettere un ascensore per disabili sulle scale. Prese, interruttori e altri comandi accessibili a tutti.

– Il colosso svedese Ikea sbarca in Gran Bre­tagna con la società Boklok che, dopo i mobili, vuole vendere agli inglesi il proprio modello Live-Smart di casa …… L’accordo con il governo, pre­vede la costruzione, da un capo all’altro del Regno Unito, di interi villaggi prefabbricati.

– dal 2016 tutte le nuove abitazioni siano a emissione zero di anidride carbonica. Un esempio concreto su tutti è la lottizzazione di BedZed, la prima cittadella simbolo di una «ur­banizzazione sostenibile»….«BedZed significa Beddington Zero Energy Development (zero impiego di idrocarburi) ….. Per costruire BedZed sono stati usati perlopiù materiali di recupero: le strutture d’acciaio di una vecchia stazione e di una centrale per la depurazione delle acque, il legno e il vetro provenienti dai cantieri della zona. I materiali nuovi sono stati ac­quistati a non più di cinquanta chilometri, per facilitare il traspor­to e ridurre le emissioni nocive di auto e camion. …… i muri sono spessi settanta centimetri, cioè due o tre volte quelli delle normali costruzioni. Sono formati da due strati di mattoni, E tutte le case sono orientale verso sud, per poter immagazzinare il massimo del calore.» La caldaia, comune all’intero complesso, è alimentata con legno di alberi abbattuti. L’acqua piovana viene raccolta dalla grondaia verso un serbatoio, pronta per essere riutilizzata per l’irrigazione o gli usi domestici. I bagni funzionano grazie a speciali raccoglitori dell’acqua piovana, che viene purificata e riciclata biologicamente su un letto di canne. Le pareti delle case sono ermeticamente coi­bentate per impedire lo scambio di calore con l’esterno, non solo tramite l’installazione di doppi e tripli vetri alle finestre ma anche e soprattutto nella scelta dei materiali di costruzione. Gli abitanti di qui producono localmente il 20 per cento dell’energia elettrica e, grazie ai minori sprechi energetici, abbattono del 25 per cento la restante bolletta di gas ed elettricità, e del 50 per cento il consu­mo di acqua rispetto a una normale abitazione inglese. Laddove non arriva l’architettura subentrano le regole del vivere civile. Per esempio ci si sposta con il car sharing, cioè con la condivisione delle quattroruote: alcune vetture elettriché sono gestite in comune dagli abitanti…..e questi sono stati appositamente mescolati come età e tipologia, per creare un miscuglio il più possibile eterogeneo…..

Quanto sopra si unisce alla facilità, velocità e “cambiabilità” nel mercato dei mutui-casa, con pratiche che si possono fare anche al telefono e portano all’erogazione del prestito in una settimana….

Da noi l’edilizia sociale, cancellata dall’ideologia liberista, è un elenco di inadempienze, di disinteresse e di voracità dello Stato. La tassazione porta via agli enti di gestione delle case popolari fino al 35 per cento degli introiti degli affìtti con il peso sociale di un’e­mergenza che rischia di sfuggire di mano: perché aumentano gli abusivi (un inquilino su cinque), i delinquenti, i taglieggiatori, i clandestini, quelli che fanno paura agli anziani soli e agli onesti barricati nei casermoni delle perfìerie urbane, costretti a rendere conto a improponibili capibastone, i nuovi boss del mercato degli affitti. La politica ha usato le case popolari come una mangiatoia per i voti, senza contrastare con un piano vero il degrado e il fabbi­sogno abitativo. Nelle case popolari italiane ormai un abitante su due è un anziano che fa fatica a tirare a fine mese. Ma c’è una mas­sa crescente di richieste inevase, a Roma mancano almeno ventitremila alloggi e a Milano quasi diciassettemila. Gli enti sono soffoca­ti, non ci sono i soldi, i fondi statali sono prosciugati e anche le re­gioni, cui spetta un ruolo decisivo, avviano pochi programmi e ba­dano a gestire il patrimonio esistente: se ne vanno per un terzo in Irpef, Irpeg, Ici e altro. E poi aumenta la pressione degli immigrati: in certe case di cinquanta metri quadrati dormono anche in otto nei letti a castello. La situazione riassunta in pochi numeri:

– 270 miliardi di euro: il valore sul mercato del patrimonio di case possedute dallo Stato. Ma che dal 2002 al 2006 ci è costato oltre novecento milioni di euro. Tra occupazioni abusive (un inquilino su cinque), gestioni clientelari e inquilini morosi.

– 1.100.000: gli alloggi disponibili in Italia, secondo Federcasa, il triplo che in Francia e in Gran Bretagna.

– 62.000: le unità abitative nella sola città di Milano e provincia. Si tratta del maggior patrimonio immobiliare pubblico. Nel 2006 nel capoluogo lombardo sono stati aggiudicati 322 appartamenti. Altri 140 sono stati occupati.

– 600.000: le case popolari mancanti in Italia, in base alle domande inevase.

– 14,39: la percentuale degli alloggi dell’Istituto case popolari (lacp) occupati in Sicilia senza titolo rispetto al totale degli alloggi gestiti. L’isola è in testa a questo fenomeno, seguita dalla Campania (13,58 per cento).

– 9,7 per cento: il peso (per spese e affino) sul bilancio familiare nel Regno Unito. In Italia sale al 24,7 per cento.

riqualificare il vecchio, anzichè costruire sempre nuovo: a Londra stanno… riqualificando un territorio di sessantacinque chilometri lungo le rive del Tamigi, pieno …di industrie in abbandono (come a Milano, dove le aree industriali dismesse sono la maggiore risorsa territoriale esistente). È una miniera preziosa di 3150 ettari di terreno edificabile che sarà trasformato, entro il 2016, in centosessantamila unità immobiliari, dall’architettura moderna ed ecosostenibili. «Entro il 2008 saranno pronte trentamila case da destinare alle categorie più deboli, che potranno affittarle con le medesime modalità vigenti per le case popolari»…… Oltre a venire incontro all’ingente richiesta di alloggi, il progetto produrrà anche centottantamila nuovi posti di lavoro.

Infine gli inglese sono riusciti a riportare in ottime condizioni proprio il Tamigi, che era ormai moribondo, attraverso una serie di interventi semplici e di buon senso che neppure voglio elencare, visto che qui in Italia non sono le leggi che mancano ma la volontà di farle applicare…..e le classi dirigenti preferiscono ancora pensare all’ambiente come ad una discarica inesauribile, credendosi immuni dalle leggi della chimica del ciclo alimentare…

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Ambiente, banche, Economia/Finanza, Edilizia sostenibile, Energia, Indispensabili, Lavoro/Impresa, Società/Politica, Sostenibilità, Tecnologia utile | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Indispensabili – La Deriva – Quali fonti energetiche?

Posted by giannigirotto su 16 aprile 2010

clicca per l'indice capitoli...Proseguo la lettura di questo testo che consente di passare dalle generiche accuse e lamentele “da bar”, alla presa di conoscenza precisa e puntuale di moltissime disfunzioni tipicamente italiane, tipicamente assurde, frutto della nostra burocrazia e del nostro concetto di Stato come entità fine a sè stessa e dotata di una propria cervellotica intelligenza.

In realtà sappiamo bene che lo Stato siamo noi, e la situazione che ci circonda non è altro il risultato di molteplici intrallazzi e scambi di favori tra le varie “caste” che detengono il potere, e per le quali ogni mezzo è buono per arraffare denaro sotto forma diretta di mazzette/tangenti, o indiretta sotto forma di appalti vinti e commesse aggiudicate, o qualsivoglia altra forma di speculazione.

Cap.6 – Ingordi d’energia, senza pagar dazio

Avvertenza: il libro è stato pubblicato nel 2008, per cui è presumibile sia stato scritto qualche mese prima, ma sopratutto forse con dei dati e statistiche che non sempre sono aggiornatissime…..se vi interessa inoltre una disamina più completa sull’argomento ricordo che in questo sito potete leggere anche il libro “Energia oggi e domani….” scritto dai prof.ri universitari Balzani e Armaroli.

……….poveri come siamo di materie prime, la nostra autonomia è pari al 12% del totale. Per il resto dipen­diamo dall’estero. Il 12% lo compriamo direttamente dai Paesi vicini….. Il 75% ce lo facciamo da noi ma solo grazie a materie prime acquistate da governi e società stranieri (gas dalla Russia e dall’Algeria, pe­trolio da più parti). Risultato: l’energia elettrica prodotta in Ita­lia costa il 60% più della media europea, due volte quella fran­cese e tre volte quella svedese.

Il capitolo prosegue con la descrizione delle conseguenze dei referendum che “bocciarono” il nucleare in Italia. Ora mentre resta aperto il dibattito se tale decisione fu giusta o meno ecco alcuni fatti poco conosciuti: La centrale di Caorso, in quel momento spenta perché sta­vano cambiando il combustibile, non venne più riaccesa. Quel­la di Montalto di Castro, intitolata ad Alessandro Volta, era praticamente pronta. Restavano da montare le turbine, inserire le barre d’uranio e girare l’interruttore: non fu mai avviata. Era costata 6000 miliardi di lire. Avrebbero dovuto smantellarla, si decise di soprassedere: troppi soldi, centinaia di miliardi. Ma siccome il sito era ormai attrezzato, si avviò lì accanto la costru­zione di una centrale termoelettrica: la più grande d’Europa, con una ciminiera di 200 metri. «Per l’amor di Dio: no!», scongiurò il presidente dell’E­nea, Umberto Colombo. Spiegando che, per una complessa questione tecnica, se fosse passata la linea di una riconversione a gas dell’impianto si sarebbe finito «per accettare tutto il peg­gio del nucleare in termini di costi d’investimento e tutto il peg­gio del gas sul piano dei costi d’esercizio. Insomma, un capola­voro di inefficienza economica. Con effetti negativi per il siste­ma industriale». Aveva ragione lui. Vent’anni dopo, tra una cosa e l’altra, al­cune stime calcolano che la nuova centrale di Montalto di Ca­stro sia costata in valuta attuale 8 miliardi di euro. Una cifra enorme anche se la centrale facesse il suo dovere. Cosa che non accade. Perché non solo è l’impianto a olio e gas più grande d’Europa ma è anche uno dei più antieconomici: consuma al­meno il 15% in più rispetto agli altri impianti. E se sulla carta può produrre 20 miliardi di chilowattora l’anno, nel 2007 ne ha generati in realtà solo 7: un terzo. Non basta. Dopo il referendum si pose il problema di co­me «indennizzare» l’Enel e i suoi fornitori per l’affare andato a monte. Soluzione scontata: un sovrapprezzo sulle bollette. Du­rato fino al febbraio del-2000, quando vennero materialmente chiusi i rubinetti degli «oneri nucleari». Bilancio finale: 8 mi­liardi di euro abbondanti all’Enel (il triplo dei 2,8 previsti da una commissione presieduta da Luigi Spaventa) più altri 2 scar­si ai fornitori, dalla Fiat all’Ansaldo……

……..Con una beffa. Preso atto delle «pulsioni ambientaliste» emerse al referendum, il settimo governo di Giulio Andreottì pensò be­ne nel 1992 di incentivare chi avesse prodotto energie «da fonti rinnovabili». Solo che al dunque (provvedimento del «Comita­to interministeriale prezzi numero 6», da cui la sigla Cip6) ven­nero aggiunte due magiche paroline: «e assimilate». E finì all’i­taliana, con l’assimilazione anche delle peggiori schifezze. In alcune raffinerie, racconta l’ex presidente della Com­missione attività produttive Bruno Tabacci, «si diede vita a cen­trali che funzionano a petrolio e hanno gli incentivi del Cip6, esattamente come l’energia eolica o fotovoltaica. Impianti del­l’Api dei Brachetti Peretti, della Erg dei Garrone, della Saras dei Moratti… Per avere un’idea, i contributi erogati col Cip6, finiti in grandissima parte ai petrolieri con il giochino delle fon­ti assimilate, sono stati pari a 2 miliardi di euro l’anno per 15 anni. Totale: 30 miliardi. Una cuccagna».

e le fonti pulite, rinnovabili, gli altri Stati……….In ogni caso, si sono mossi. Cercando sul serio le alternative possibili. Come hanno fatto tutti i governi seri in tutto il mondo. Compresi quelli che il petrolio ce l’hanno. Come il Texas che, ha scritto sulla «Repubblica» Maurizio Ricci, «si sta affermando come la locomotiva della rivoluzione del vento in corso negli Stati Uniti» e ha già una selva di pale coliche per un totale di 4000 megawatt (sette volte l’Italia) e ha già attirato investimenti dell’Enel per 100 milioni di dollari. O la Gran Bretagna, che se­condo l’«Independent on Sunday» vuole piantare entro una dozzina di anni, in mezzo al mare così che non disturbino nep­pure la vista giacché l’occhio vuole la sua parte, centinaia e cen­tinaia di altissimi «mulini» che riforniscano centrali coliche in grado di «alimentare ogni singola abitazione del Regno Unito».

Si sono mossi i danesi, che al largo dello Jutland hanno co­struito un parco eolico, l’Horns Rev, con 80 turbine alte decine di metri che producono tanta elettricità da soddisfare i consu­mi di 150.000 famiglie e godono ormai di un quinto dell’ener­gia strappata al vento. Si sono mossi i tedeschi che hanno fatto perfino del Reichstag, la sede del Parlamento, un «eco-edifi­cio» che funzionerà completamente con energia prodotta da fonti rinnovabili: eolica, solare, biomasse. Si sono mossi gli spa­gnoli, con risultati così incoraggianti da fare scrivere nel marzo 2008 a Elisabetta Rosaspina sul «Corriere della Sera»: «Bolo abita in Spagna e lavora sodo. Una formidabile settimana di maltempo ha fatto esultare la Rete elettrica spagnola (Ree). Per la prima volta, nel Paese, il 25,5% dell’energia elettrica è stato somministrato dalla produzione eolica: 203.998 megawatt al­l’ora, in un solo giorno, martedì scorso, che segna la data di un record nella storia dell’energia del vento».

Anche noi, ha spiegato a «Panorama» Rainer Karan, diret­tore generale della Vestas di Tarante che produce pale della ca­sa madre danese, avremmo «un ottimo potenziale di vento, concentrato soprattutto nelle regioni del Sud». Peccato, sorri­de Gianfìlippo Mancini dell’Enel, che «l’iter autorizzativo varia da 27 a 84 mesi rendendo la rincorsa dell’Italia verso lo stan­dard degli altri Paesi europei molto lenta».

Per fare il campo eolico nella cosentina Cozzo del Lupo, con l’accordo col Comune in tasca, ci sono voluti 6 anni. Per quello di Macchiagodena, in Molise, 7. E la sostituzione di 8 pale di un impianto eolico a Frosolone, in provincia di Isernia, ha richiesto 11 passaggi burocratici, 11 firme e 18 mesi di tem­po. Per 8 pale.

Fatto sta che la Spagna ha oggi 15.000 torri eoliche, la Ger­mania 22.200, noi solo 2700. Risultato: abbiamo preso al vento nel 2007 appena lo 0,8% dell’energia che ci serve. Contro il 7,5 della Spagna, il 4,8 della Germania, il 2,8% di Grecia e Olanda. Come mai? Perché le pale rovinano il paesaggio. Così han­no risposto, sprezzanti del ridicolo, i consiglieri dell’assemblea campana che il 28 dicembre del 2007, in coda all’approvazione della Finanziaria regionale, si sono scatenati approvando in un baleno 81 risoluzioni. Merce varia. Dall’istituzione del premio «Mela annurca d’oro» alla sagra della Porziuncola di Ceppaloni. Ma su tutto il blocco, votato all’unanimità «fino al varo del piano energetico regionale», degli impianti eolici, rei di «com­promettere il contesto ambientale». Ma come! Hanno lasciato devastare la costa da Sperlonga a Salerno, hanno chiuso gli occhi per decenni su almeno 225 discariche clandestine (dati del corpo forestale) riempite di pattume tossico, hanno strillato per anni a parole contro mostri di cemento come l’Hotel Fuenti, non hanno mai avuto il fegato di sfidare i 700.000 abusivi che negli anni hanno costruito 45.000 edifici nella «zona rossa» ad altissimo rischio sulle pendici del Vesuvio (di cui 5000 dentro lo stesso Parco del vulcano) e da­vanti all’immenso sfascio della sgangherata periferia partenopea strafatta di immondizia, loro di cosa si preoccupano? Dei mulini a vento!

e il solare? Un gruppo di scienziati riuniti nella Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation (Trec) ha messo a punto un progetto per sfruttare il luogo più assolato e disabitato del mondo, il Sahara, dove il sole batte 365 giorni l’anno e dove una distesa di pannelli solari potrebbe scaldare a temperature altissime una condotta speciale che alimenterebbe, ha spiegato sull’«Espresso» Federico Terrazza, una turbina in grado di pro­durre energia elettrica in quantità. Una cosa nuova, capace di «soddisfare l’attuale domanda di energia elettrica di Europa, Medio Oriente e Nord Africa» con 35 impianti che occupereb­bero solo lo 0,3% della superficie del deserto.

Anche Rubbia è al lavoro sul «solare termodinamico». Col Progetto Archimede. Ispirandosi al genio siracusano che con­centrando il calore del sole in grandi specchi «ustori» riuscì a incendiare le navi romane che assediavano la città, il premio Nobel ha previsto di piazzare un chilometro quadrato di spec­chi parabolici che assorbono e scaricano il calore su una rete di tubi dentro i quali scorre una miscela di sali che viene portata a 550 gradi, una temperatura impossibile da raggiungere col «so­lare» tradizionale fotovoltaico. «È come uno scaldabagno: puoi farti la doccia anche di notte o quando non c’è il sole.»

Costretto ad andarsene dall’Enea ai tempi del governo berlusconiano dopo essere stato bollato di incapacità da Claudio Regis, un sedicente ingegnere soprannominato «Valvola» e no­minato nel CdA per meriti leghisti, il grande fisico goriziano ha potuto per anni portare avanti il suo progetto solo in Spagna. Dove fu accolto a braccia aperte e dove oggi stanno nascendo una ventina di centrali solari di ultima generazione.

E qui è il punto. L’ipocrisia più fastidiosa. Costretti a di­pendere per l’88% dall’estero e diffidenti se non ostili a ogni altra forma di energia, ci riempiamo la bocca da anni con «il solare, il solare, il solare!». Poi vai a vedere i numeri e scopri che nel 2006 la Germania, dove il sole è quello che è, ha pro­dotto col solare 2000 gigawattore di energia elettrica, contro le 35 dell’Italia: 57 volte di più. Che in Austria, altro Paese dal cli­ma non mediterraneo, ci sono come in Grecia 200 metri qua­drati di pannelli per la produzione d’acqua calda ogni mille abi­tanti, da noi solo 8. Che il Lussemburgo, nonostante sia grande poco più della metà del Molise e abbia 182 giorni di pioggia l’anno, produce col «solare» il 60% dell’elettricità che coi pan­nelli produciamo noi.

Ma la «chicca» è una circolare mandata nel novembre del 2007 dalla soprintendente per i Beni architettonici e il paesag­gio del Lazio Anna Maria Affanni a una sessantina di Comuni. Tre righe. Oggetto: impianti fotovoltaici. «Si informa che la Di­rczione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio con nota del 22/10/2007 prot. n. 13635 ha comunicato di so­spendere qualsiasi iniziativa in materia, in attesa che il Comita­to di settore elabori uno schema di norma di indirizzo a valore per tutto il territorio nazionale.» Norme attese da anni. Tradu­zione: fermi tutti. Basta pannelli solari. Sono così brutti, sui tet­ti assolati del Bel Paese…

se ti piace condividi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto


Posted in Ambiente, Energia, Indispensabili, Società/Politica, Tecnologia utile | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »

I miei Credo: Vegetariani (2° parte)

Posted by giannigirotto su 8 marzo 2010

Meat the truth - Carne, la verità sconosciuta //

Avevo già scritto una serie di ragioni “matematiche” a favore della dieta vegetariana, ora, senza arrivare ancora a quelle morali, mi limito semplicemente a presentare questo documentario, fatto di cifre e di fatti, opinabili finchè si vuole, ma sulle quali credo sia bene riflettere….

Sapevate per esempio che una mucca produce in un giorno lo stesso gas serra di un fuoristrada?
Il solo allevamento causa il 18% del riscaldamento globale, percentuale simile a quella dell’industria e maggiore di quella del settore dei trasporti pubblici e privati (13,5%).
Con un linguaggio accessibile a tutti, interviste con scienziati, animazioni, statistiche, il documentario intende dare un contributo al dibattito sul tema, dimostrando che ciò che mangiamo ha una grossa influenza sul futuro del pianeta. E come potrebbe essere altrimenti?

Le informazioni scientifiche derivano e sono state convalidate dalla FAO (Organizzazione per l’Agricoltura e l’Alimentazione dell’ONU), dal World Watch Institute e dall’Istituto per gli Studi Ambientali della Libera Università di Amsterdam.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Acqua, Agricoltura, Ambiente, Energia, Etica, Indispensabili, multinazionali, Povertà, Salute, Sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 3 Comments »

I miei “Credo”: Ambiente

Posted by giannigirotto su 10 novembre 2009

Ritengo sia scontato, scontatissimo lo dicono tutti no? ma nei fatti poi….

Credo che l’ambiente debba essere la priorità di tutto, di ogni singola azione. L’ambiente non è un lusso, un accessorio, una voce di bilancio, l’ambiente è il fondamento su cui si poggia tutto il resto; se l’ambiente non è in equilibrio, tutto il resto è in pericolo. E ricordo che nel termine “tutto il resto” ci siamo anche noi essere umani….ed attenzione che gli ultimi dati sono terribili, secondo il recentissimo ultimo rapporto dell’IUCN (International Union for Conservation of Natureun’organizzazione internazionale all’interno della quale partecipano ben 140 Paesi, con una rappresentanza di 77 Stati, 114 agenzie governative, più di 800 organizzazioni non governative, più di 10.000 scienziati ed esperti internazionalmente riconosciuti provenienti da più di 180 Paesi che lavorano all’interno delle Commissioni – quindi non degli sprovveduti quaraquaquà..) dichiara che oltre un terzo della flora e della fauna sono a rischio di estinzione. Una dichiarazione che dovrebbe farci schizzare tutti dalla sedia e sudare freddo, e che dovrebbe generare allarme rosso nei mass-media, che invece continueranno a propinarci politicuccia e cronaca pruriginosa per mantenerci nel nostro stato di ipnotica obnubilazione…

Oggi infatti termini come “sostenibilità”, “fonti rinnovabili” e similari, sono sulla bocca di tutti, ma poi?

Quanti si rendono conto che senza un cambiamento del proprio personale stile di vita non si risolve nulla? E attenzione che cambiamento non vuol dire automaticamente riduzione, regressione….ma alcune limitazioni le comporta, eccome, non possiamo nasconderci dietro un dito dicendo che possiamo continuare a sperperare le risorse come queste fossero infinite….

Ecco allora che come Einstein diceva “Nulla darà la possibilità di sopravvivenza alla Terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”, e quindi bisogna iniziare perlomeno a ridurre sensibilmente il consumo di carne e derivati, che richiedono immense quantità di energia per essere prodotti, trasportati e conservati…

E’ l’agricoltura? oggi l’agricoltura è tutto meno che sostenibile, basata com’è sul petrolio, petrolio che serve ovviamente per i macchinari, ma anche perchè sono fatti di petrolio i concimi e i vari prodotti chimici antiparassitari e diserbanti che vengono massicciamente impiegati nella coltivazione. E che dire puoi dei sistemi di coltivazioni e delle monocolture intensive che rendono il terreno sterile. Quanti sono coscienti che si deve iniziare una transazione verso un’agricoltura senza petrolio, visto che questo comunque finirà, tra 50, 100 o 200 anni nessuno ne è sicuro ma è sicurò che finirà, e cambiare un sistema così complesso e mastodontico sarà un operazione che occuperà decine di anni….vogliamo farla con calma o quando avremo l’acqua alla gola….??

Come pensare poi che l’incerimento dei rifiuti sia una soluzione, visto che le ceneri prodotte sono estremamente pericolose e quindi vanno stoccate in sicurezza….una volta si usavano le ceneri per fertilizzare i campi, ma ovviamente perchè erano il prodotto della combustione di materiali assolutamente naturali, ora invece si incenerisce una serie di materiali che presi singolarmente sarebbero riciclabili, ma bruciati assieme diventano pericolosissimi….quando avremo incenerito tutto allora cosa ci resterà?

Come possiamo pensare di continuare a produrre milioni di automobili all’anno, con un consumo spaventoso di energie e materiali, automobili che utilizzano il petrolio per funzionare, invece di incentivare i trasporti pubblici e ripensare profondamente tutto il settore della mobilità….

Insomma la lista potrebbe continuare molto a lungo, ma penso che il concetto sia chiaro. Io credo che qualsiasi strategia che l’umanità deciderà di adottare, che non metta al primo posto la salvaguardia dello stesso ambiente che ci ospita e rende la vita possibile, si risolverà in un fallimento che comporterà, come sta già comportando, molta povertà e molto dolore per miliardi di esseri umani.

Posted in Acqua, Agisci, Agricoltura, Ambiente, Crisi umanitarie, Energia, Etica, multinazionali, Rifiuti/Riciclaggio, Sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Una domanda sorge spontanea…..

Posted by giannigirotto su 26 giugno 2009

Negli ultimi giorni i telegiornali e i massmedia di tutto l’occidente stanno parlando moltissimo, a ragione, dei gravi fatti che accadono in Iran.

Dico che ne parlano a ragione perchè naturalmente qualunque sia la situazione, l’uso della repressione e della violenza in ogni sua forma è totalmente da condannare.  Ed è altresì evidente che in qualsiasi nazione la democrazia, il popolo, la maggioranza, dovrebbe essere sempre in grado di determinare il proprio percorso di vita sociale.

Ma una domanda mi sorge spontanea: ammesso e non concesso che effettivamente la democrazia sia in pericolo in IRAN, come mai le Nazioni sviluppate ci tengono così tanto a divulgare la notizia, mentre tacciono colpevolmente situazioni similari ed anzi ben più gravi che durano da moltissimi anni in tante altre parti del mondo? Perchè tanto interesse per l’Iran? Dov’erano i massmedia durante il massacro in Ruanda che causò due milioni di morti in poche settimane? Dove sono i massmedia oggi che in Sudan, nella regione del Darfur vi è una guerra civile in corso che causa centinaia di morti al giorno? Perchè tacciono sulla guerra in Colombia tra i narcotrafficanti ed il governo? E in Zimbabwe? anche lì c’è una situazione disperata dovuta proprio alle elezioni presidenziali dello scorso anno, eppure nessuno ne parla………  e in Birmania/Myanmar, in cui c’è un premio nobel per la pace agli arresti domiciliari da 20 anni e un Paese intero soggiogato da una dittatura militare? E la Cina? lì non esiste neppure la possibilità di scendere in piazza a contestare, la strage di piazza Tiananmen non solo è rimasta totalmente impunita, ma è stata dimenticata, anche e sopratutto da quei stessi massmedia che adesso assurgono a difensori della democrazia in Iran…..e la lista potrebbe continuare purtroppo molto, molto a lungo …… ma dove sono in tutti questi casi i massmedia?

Forse che l’Iran è diverso perchè possiede ingentissime riserve di petrolio? forse……..Gianni Girotto

Bookmark and Share

Posted in Crisi umanitarie, Economia/Finanza, Etica, guerra & pace, Società/Politica | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Abitazioni autonome ed economiche – ecco la prossima rivoluzione

Posted by giannigirotto su 11 Mag 2009

Obama spinge l’acceleratore sulle fonte rinnovabili abbandonando definitivamente il nucleare, così come stanno facendo diversi altri Paesi…..in Italia invece……beh magari il governo attuale non la pensa proprio così, ma in compenso il mondo reale si è messo in moto da un bel pezzo per ripensare il modo di produrre e consumare energia. In particolare voglio qui riportare due progetti emblematici sulla capacità innovativa e il know-how italiano. Non è detto certamente che sia tutto oro colato, certamente solo tra qualche anno sapremo valutare corretamente la bontà dei suddetti progetti, ma una cosa è sicura, questi non sono chiacchere da policiti, sono dei reali e concreti tentativi per effettuare un cambiamento in positivo della società, del modo di costruire e concepire le abitazioni e la vita stessa, e personalmente sono sicuro che la direzione imboccata sia quella giusta.

In ordine rigorosamente alfabetico il primo è Emiliano Cecchini, con il suo progetto “Vivere Off-Grid”, cioè con l’abitazione che non è allacciata nè alla rete elettrica, nè fognaria, nè del gas, nè dell’acqua, nè del telefono.

In massima sintesi questo significa un’abitazione autonoma, che produce energia dal solare, dall’eolico, e dal calore esterno, in parte la consuma immediatamente e in parte la immagazzina sotto forma di idrogeno (in una piccola bombola nel sottotetto) per i momenti in cui ve ne sarà più bisogno.

Un progetto assolutamente simile, sinergico, ma maggiormente concentrato sull’aspetto costruttivo delle abitazioni è quello di Cucinella Mario, e la sua “Casa da 100mila Euro”. Anche in questo caso l’abitazione è il più possibile autonoma grazie all’utilizzo di sole, vento, acqua piovana, geotermia, e l’auspicabile orto condominiale concimato con il derivato dal compostaggio dell’umido domestico.

Cosa aggiungere? da parte mia nulla, solo un augurio affinchè questo modo di pensare si diffonda non solo tra la popolazione ma anche tra i burocrati, anche se sarà difficile in quanto la decentralizzazione della produzione di energia e la conseguente maggiore autonomia dei cittadini è inversamente proporzionale alla possibilità di ricavare “mazzette” tipica delle gestioni centralizzate e monopoliste attuali.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Ambiente, Energia, Rifiuti/Riciclaggio, Tecnologia utile | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »