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Posts Tagged ‘Etica’

I miei Credo: Vegetariani (…ancora…)

Posted by giannigirotto su 3 giugno 2012

Ho già scritto una serie di ragioni “matematiche” a favore della dieta vegetariana, e poi avevo postato un videodocumentario sui problemi connessi con l’allevamento del bestiame a scopi alimentari…

Adesso segnalo che una recente puntata di “Tellus“, il bel radioprogramma con il geologo Mario Tozzi, si è concentrata sul problema “cibo”.
Con un linguaggio accessibile a tutti, Tozzi spiega e commenta i dati inconfutabili che dimostrano come l’attuale dieta carnivora sia insostenibile, sopratutto stante la crescita economica dei Paesi cosidetti “BRIC“, e di come una quantità enorme di alimenti venono usati anzichè per l’alimentazione umana, per il bestiame, e quindi stando così le cose, i prezzi sono destinati a salire in maniera esagerata…

Vi consiglio di ascoltare tale puntata, è veramente molto illuminante…   :-))

 

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Modelli da diffondere – Sakena Yacoobi

Posted by giannigirotto su 14 settembre 2011

Sakena Yacoobi  ha 60 anni e da trenta si occupa di combattere la guerra con la cultura. Sakena è un’insegnante. Ogni giorno, escluso il venerdì, 350mila persone affollano le sue classi e prendono parte a quella che lei ha definito una “Jihad con la penna” ovvero imparano a leggere e a scrivere. Perché l’alfabetizzazione è la prima arma per sconfiggere la guerra e in un cervello occupato da quello che gli raccontano i libri piuttosto che da stragi spacciate per ideali di martirio, il fascino dei mitra e delle bombe attecchirà meno.

È stato in Pakistan, in mezzo ai profughi, alle donne che avevano subito violenze di ogni tipo, che Sakena ha capito che l’istruzione è l’unica via per risollevare la sua gente. Da allora non si è mai fermata e ha aperto scuole e raccolto studenti ovunque ha potuto. Nemmeno l’Afghanistan dei Talebani l’ha intimorita. Proprio all’epoca del loro dominio, negli anni Novanta ha fondato l’ Ali (Afghan Institute of Learning). “ Da Kabul, da Herat, da Logar, mi chiedevano di aprire scuole clandestine”, racconta Sakena Yacoobi suWired. “ Mi imposi allora una regola: se la gente era in grado di proteggerci e di darci i locali e il personale da preparare, l’avremmo fatto”.

Sekena si concentra sopratutto le bambine, che normalmente vengono per ultime come priorità di alfabetizzazione nelle famiglie povere: “Se educhi un bambino educhi un individuo, se educhi una bambina educhi una famiglia e dunque una comunità”

A mio avviso è una delle tante persone che veramente meritano il Nobel per la pace… e come al solito decine di altri articoli ed anche video li trovate sparsi su Internet, naturalmente la maggior parte è in Inglese, i telegiornali italiani invece preferiscono parlare delle “Papi girl” e di calcio…
Vi ricordo che trovate una scheda su altre grandissime persone nella mia sezione “Modelli“.

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Indispensabili: Onorevoli Wanted

Posted by giannigirotto su 31 agosto 2011

Aggiungo alla mia sezione “Indispensabili” questo libro, che permette di passare dalle generiche accuse e lamentele “da bar” rivolte genericamente a tutta la nostra classe politica, ad una presa di coscienza precisa e puntuale della situazione giudiziaria di tutti i nostri Parlamentari che hanno una posizione di condanna o un processo in corso con la Giustizia.

Una cosa però la voglio sottolineare subito, con il massimo sdegno: “la legge proibisce ai condannati a pene complessivamente superiori a 2 anni per delitti contro la Pubblica amministrazione di candidarsi nei consigli comunali, provinciali e regionali; e prevede la sospensione degli eletti nei tre enti locali in caso di condanna al primo grado, e la loro decadenza in caso di condanna passata in giudicato. La regola, però, non vale per i parlamentari, per i ministri, per i presidenti del Consiglio. Una strana dimenticanza che ha una sola spiegazione: le leggi non le fanno i consigli comunali, provinciali e regionali. Le fa il Parlamento.

Questo situazione grida vendetta: com’è possibile che un condannato per corruzione o qualsiasi altro reato non possa diventare consigliere comunale ma possa invece diventare un membro del Parlamento?  assurdo!!! oserei dire “Italiano!!!”

E giusto per chiarire subito di quali reati stiamo parlando ecco l’elenco:

Corruzione 18
Finanziamento illecito 16
Truffa 10
Abuso d’ufficio, falso 9
Associazione mafiosa 8
Bancarotta fraudolenta, turbativa d’asta 7
Associazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, falso in bilancio 6
Attentato alla Costituzione, attentato all’unità dello Stato, struttura paramilitare fuorilegge 5
Favoreggiamento, concussione, frode fiscale 4
Diffamazione, abuso edilizio, lesioni personali 3
Banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti 2
Omicidio,  associazione  sovversiva,  istigazione  a  delinquere,  favoreggiamento  mafioso,  aggiotaggio,  percosse,  violenza  a  corpo  politico,  incendio  aggravato,  calunnia,  falsa  testimonianza, voto di scambio, appropriazione indebita, violazione della privacy, oltraggio,  fabbricazione  di  esplosivi,  violazione  diritti  d’autore,  frode  in  pubblico  concorso, adulterazione di vini 1

e per essere ancora più precisi ecco i 25 condannati in via definitiva:

1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione.
4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato.
5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza.
8. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva.
9. D’Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio.
10. Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
11. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito.
12. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito.
13.  Farina Daniele  (Prc):  fabbricazione,  detenzione  e  porto  abusivo  di  ordigni  esplosivi,  resistenza  a  pubblico  ufficiale,  lesioni  personali  gravi  e  inosservanza  degli  ordini dell’autorità.
14. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata.
15. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito.
16. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale.
17. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata.
18. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali.

19. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito.
20. Pomicino Paolo Cirino (Dc): corruzione e finanziamento illecito.
21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria.
22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito.
23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico.
24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio.
25. Vito Alfredo (FI): corruzione.

Cliccando sulla copertina del libro sopra, o qui a fianco, potete scaricare gratis l’intero libro.

E se qualcuno vuole pensare che nel mio sito io mi limito alle denunce, faccio presente che cerco di essere il più possibile propositivo tramite la mie sezioni “Agisci“, “Indispensabili” e “Risparmio” nelle quali vi sono materiali, suggerimenti ed anche documentazione gratuita, come ad esempio i libri “Voglia di Cambiare” e “L’anticasta – l’Italia che funziona” che descrivono i casi di successo rispettivamente in Europa ed in Italia, nei settori come Energia, Edilizia, Lavoro, Logistica ecc. ecc. da cui molto possiamo imparare.

E sempre con spirito propositivo ho anche già pubblicato un articolo sul progetto “Openpolis“, il database pubblico su Internet che permette a tutti noi di avere il massimo delle informazioni su tutti i politici italiani che hanno e stanno calcando le scene, in modo appunto da poter essere il più possibile informati sulle attività e dichiarazioni di chi è da noi pagato per occuparsi della cosa pubblica.

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Indispensabili: L’anticasta – Per un’Etica dell’utopia

Posted by giannigirotto su 2 dicembre 2010

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti, capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare le esperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Ecco ora il capitolo (clicca sulla copertina per vedere gli altri…):

PER UN’ETICA DELL’UTOPIA

di ALEX ZANOTELLI

Credo che il problema centrale della nostra società sia un problema etico. Il cuore della nostra crisi è la mancanza di un etica sia personale che sociale….

Fromm ritiene che la vita è bella quando la si dona, quando la si dà. Fromm mette alla base di una sana psicologia il detto di Gesù: “Fratello/sorella, se la tua vita la tie­ni per te sei morto! Ma se sei capace di darla, di donarla sei vivo! (Marco 8, 35)”. Si è vivi, gioiosi, felici quando si dà o si dona; si è tristi e infelici quando ci si rinchiude in sé stessi…..invece…La costrizione al consumo è diventata per noi tanto profon­da quanto il bisogno di sopravvivere, perché il modello consumistico rivela che il nostro stesso essere e scopo sono cal­colabili unicamente in termini di ciò che possediamo sono misurabili soltanto secondo quanto abbiamo e prendiamo….diventiamo cose, anzi tubi digerenti. È così che si crea ‘O Sistema….

II nostro è un sistema idolatrico a cui siamo pronti sacrificare gli esseri umani sia per fame (dieci milioni di morti all’anno), sia per guerra. Siamo oggi disposti a sacrificare anche lo stesso Pianeta (l’incombente crisi ecolo­gica)….

Siamo tutti oggi convocati a scegliere tra la vita e la morte. E non è più sufficiente dirlo con le parole, ma con le scelte quotidiane in campo economica, politi­co, Sociale, familiare. Òggi l’uomo deve fare una scelta epocale…. Perché questo avvenga, ogni uomo e ogni donna do­vranno fare un grande salto di qualità in umanità e di to­tale apertura all’altro. Deve nascere l’uomo nuovo. Ma l’uomo nuovo dovrà poi imparare a tradurre tutta questa ricchezza personale in campo sociale, politico, economico e ambientale…

Sapremo noi fare questo passaggio epocale in tempi i relativamente brevi e su scala planetaria? ….. Già compaiono qua e là i germogli di un mondo nuovo, di cui le esperienze raccontate in questo libro sono limpidi esempi.

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Indispensabili: L’anticasta – i Gruppi d’Acquisto

Posted by giannigirotto su 24 novembre 2010

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti, capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare le esperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Invito tutti, una volta letto questi interessatissimi estratti, di comprare il testo originale per poter completare la lettura, e magari a regalarne una copia ai propri consiglieri comunali, per far loro vedere come un’altro modo di amministrare è possibile.

Iniziamo pertanto con il primo esaltante capitolo che si potrebbe riassumere nello slogan “consumatori di tutto il mondo unitevi”… :

VINCERE LA PAURA DEL CAMBIAMENTO -risparmiare conviene e tanti iniziano a capirlo (di Jacopo Fo)

…….. C’è cibo in sovrabbondan­za: ogni anno buttiamo via la metà del cibo che producia­mo sulla Terra. E fabbrichiamo molti più tessuti di quanti ce ne possa­no servire. Bruciamo quattro volte i combustibili di cui avremmo bisogno perché non isoliamo le nostre abitazioni e usiamo mezzi di trasporto spinti da motori obsoleti e inefficienti…………

le multinazionali potrebbero risparmiare l’80-90% delle materie prime e dell’energia che consumano. Questa affermazione si basa sull’a­nalisi di decine di tecnologie innovative qua e là sperimentate

Jacopo Fo fa poi un brevissimo elenco dell’enorme spreco che lo Stato Italiano produce costantemente, affermando che una gestione corretta, normale, “non da ladri e cretini”, porterebbe ad un radicale mutamento in meglio della situazione sociale…………

Nel 1998, dopo aver letto Il banchiere dei poveri di Muhammad Yunus decisi di cercare anch’io di fare qualche cosa di concreto nel campo dell’economia. Per anni avevo dedicato tutte le mie energie alla produzione artistica e alla diffusione della cultura ribelle sbocciata negli anni settanta. Mi misi in testa di provare a diffondere pannelli solari per l’acqua calda e gruppi di acquisto di servizi (banca, assicu­razione, telefonia). L’idea, semplice, era che si potesse crea­re una struttura che oltre a diffondere principi di cooperazione ed ecologia mettesse a disposizione le nuove ecotecnologie e altri prodotti a prezzi onesti e con garanzie solide per i consumatori. Individuammo una serie di prodotti, li testammo, stipulammo contratti, creammo una serie di siti internet tematici e iniziammo a proporre il nostro pacchet­to innovativo e conveniente investendo parecchio denaro e lavoro nella diffusione della nostra proposta………….Quando finalmente il 28 febbraio 2007 la legge fu approvata nella forma corretta, partimmo con il gruppo di acquisto dei pannelli fotovoltaici raccogliendo in pochissimo tempo centinaia di adesioni e un’enorme risposta dal punto di vista dell’inte­resse: più di mezzo milione di persone entrò nella pagina web che Spiegava tutti i problemi relativi al fotovoltaico e come intendevamo affrontarli con il gruppo d’acquisto…………

Io credo che il fulcro del mantenimento del si­stema della violenza e della sopraffazione dipenda dalla forza dell’abitudine…..invece… Le esperienze degli ecovillaggi, dèi gruppi di acquisto, del commercio equo e solidale, delle banche del tempo, delle cooperative, mostrano che, a parità di reddito, le per­sone che fanno queste scelte hanno un tenore di vita più alto e una socialità più ricca e piacevole……

Ma la consociazione di questo gruppo è solo parziale. Bisognerebbe arrivare anche all’acquisto collettivo di au­to, elettrodomestici, case, assicurazioni e servizi bancali, riscaldamento, elettricità ecc. Il risparmio che si otterreb­be estendendo i gruppi di acquisto a tutti i prodotti e servizi raggiungerebbe l’equivalente di 3 stipendi all’anno.

Ciò significa cambiare radicalmente la situazione eco­nomica di una famiglia. Ma queste esperienze si diffondo­no con estrema lentezza nell’Occidente industrializzato. Diversa la situazione nei Paesi poveri dove le difficoltà spingono a buttarsi con meno paura nelle opportunità nuove che si presentano. Da noi invece i cambiamenti sono spesso rimandati se non sono strettamente necessari (cioè solo quando l’acqua tocca il sedere si impara a nuotare, ndr….)…... Poi mi sono dedicato a trovare anche il mo­do di finanziare tutto l’investimento necessario….. Ora sono arrivato al punto di offrire non solo un risparmio fin dal primo anno ma addirittura un anticipo in contanti, all’atto della firma del contratto, sui risparmi degli anni futuri…

…Che cosa succede se mettiamo insieme il risparmio energetico, i gruppi di acquisto, il microcredito e le impre­se capitaliste etiche? Otteniamo un mondo in cui le scelte di fondo delle multinazionali sono condizionate dai con­sumatori consociati che entrano nel merito della qualità dei prodotti. Oggi milioni di automobilisti desidererebbe­ro l’auto elettrica che si ricarica con i pannelli solari. Ma quest’auto al momento non è disponibile sul mercato non perché non sia possibile costruirla ma perché la domanda e l’offerta non s’incontrano………..

…se un gruppo di centomila consumatori si consociasse potrebbe avere subito un’auto elettrica e potrebbe perfino imporre scelte co­struttive. E otterrebbe anche prezzi molto interessanti. I gruppi di acquisto hanno un potere contrattuale potenzia­le enorme… I consumatori consociati possono offrire la sicurezza delle vendite attraverso acquisti programmati e al contempo tagliare i costi e i problemi legati alla vendita… E se un gruppo di consumatori può ordinare a un’azienda un’auto elettrica, può anche preten­dere che gli operai che la producono siano pagati in modo giusto e che durante il processo produttivo non siano causati danni all’ambiente. La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato.

La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato. I consumatori che diventano protagonisti dei loro stili di vita poi stanno anche molto attenti alla qualità dei poli­tici che votano, pretendendo da loro la stessa qualità che cercano nei consumi. Sono convinto che questo meccanismo si svilupperà in modo prepotente nei pròssimi vent’anni. Questo avverrà anche sulla spinta della neces­sità per tutte le famiglie di capire i propri consumi energe­tici e diminuirli drasticamente. Inoltre molti diventeranno microproduttori di energia dal sole o dal vento e anche questa democrazia energetica contribuirà a far crescere la cultura della razionalizzazione dei consumi.La conoscenza dei costi energetici sarà per molti il pri­mo passo verso lo sviluppo di una nuova coscienza dei consumi. E sarà questa nuova coscienza a cambiare il no­stro modo di vivere.Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le ammini­strazioni pubbliche. Già esistono esperienze, come viene mostrato in questo libro, di discussione pubblica delle scelte e dei bilanci comunali, ma in questa direzione si po­trebbe fare molto di più rendendo trasparenti e visibili in rete appalti, liste di attesa di ospedali, costi di ogni ufficio e tassi di produttività. E qui mi fermo.Nei prossimi anni vedremo come evolveranno le cose.Io credo che si svilupperanno in questa direzione.

I consumatori hanno il potere sul mondo. Devono solo accorgersene e connettersi in rete.

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Le banche e la crisi: non è un loro problema!

Posted by giannigirotto su 6 ottobre 2010

– Banche: negli ultimi 10 anni i primi 62 gruppi bancari hanno incassato € 1200 miliardi di utili (cioè più di due milioni di miliardi di lire) e distribuito 692 miliardi (1,2 milioni di miliardi di lire) di dividendi, e la dimensione media di ciascun gruppo è quasi triplicata. Anche nel 2008, incuranti delle perdite, gli azionisti hanno intascato 55 miliardi di euro.

– Le banche hanno operato enormi speculazioni , sopratutto con i famigerati strumenti “derivati”, e stanno scaricando costi e rischi sui clienti, trasferendo soldi all’estero e con la cartolarizzazione, che nel 2008 ha raggiungo il record dei 76 miliardi di euro.

– Nel 2009 Bankitalia ha rilevato un raddoppio delle sanzioni irrogate alle banche, da 58 a 113.

– Gli aiuti pubblici erogati alle banche spesso sono serviti per ulteriori speculazioni anzichè per erogare credito alle aziende….

– La crisi non ha fatto altro che aumentare la distanza tra ricchi e poveri….negli ultimi trent’anni il rapporto tra salari e Pil nei Paesi Ocse è calato tra l’8 e il 12%.

– L’industria in generale ha recuperato tramite tagli occupazionali e delocalizzazioni, e continuerà a mettere sempre più sfacciatamente in competizione i lavoratori di diverse aree del mondo.

– Le prime cinque banche statunitensi hanno raddoppiato gli attivi rispetto alla fine del 2007.

Trovate gli approfondimenti nelle immagini seguenti, ordinate in sequenza…ah, un ultimo insignificante dettaglio, vi ricordate chi ha causato questa crisi, vero? e chi ha ricevuto vagonate di aiuti statali (cioè soldi di tutti noi) vero?

Per contrastare tali speculazioni è necessario diffondere il più possibile un’informazione corretta, e ricordo a tutti che tramite l’azionariato critico, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di noi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi sono piaciuti questi articoli della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

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No grazie, pago io!

Posted by giannigirotto su 28 settembre 2010

C’è chi dice no ai “regali” delle Multinazionali Farmaceutiche

GADGET, REGALI, PRANZI GRATIS, FESTE, VIAGGI OMAGGIO in hotel di lusso e località esotiche con la scusa di un convegno medico, interventi pubblici lautamente remunerati. Dura la vita dei medici. Nessuna ironia in questa affermazione: è davvero difficile per un medico rimanere intellettualmente indipendente, valutare correttamente l’efficacia e la reale utilità di un farmaco quando le case farmaceutiche fanno di tutto -anche attraverso la loro capillare rete di responsabili vendite (ipocritamente noti come “informatori farmaceutici”) – per convincere chi dovrà prescrivere i loro medicinali.
Il problema è reale e globale. E tocca da vicino la vita delle persone. Alcuni sanitari però hanno alzato la testa e rifiutato questa logica. Grandi nomi della medicina mondiale si sono esposti denunciando questo stato di cose. Come Drummond Rennie, vice direttore del Journal of thè American Medicai Association: «Vari scienziati sono disponibili, in nome del prestigio, a tagliare, falsificare, plagiare, ingannare, mentire, truffare e buttar via la loro reputazione, semplicemente per produrre più pubblicazioni, avanzare nella loro carriera e, ovviamente, fare soldi». O comeAdriane Fugh-Berman, professore dell’università di Georgetown, che ha ipotizzato il pericolo che «si arrivi a invalidare tutta la letteratura medica, principale fonte del processo decisionale clinico», tanto è pervasivo l’influsso delle corporation nelle pubblicazioni scientifiche.
Dietro di loro, in molti Paesi stanno nascendo movimenti di medici, infermieri e farmacisti che si oppongono allo strapotere delle lobby. In Italia, trecento di loro si sono riuniti nell’associazione “No Grazie Pago lo”: «I confini tra medicina e industria del farmaco stanno scomparendo e i loro ruoli tanto diversi vengono confusi. Scopo dell’industria del farmaco è vendere i propri prodotti per aumentare gli indici di Borsa delle società quotate. Scopo della medicina deve essere invece quello di proteggere la salute delle persone», spiega la pediatra modenese Luisella Grandori, coordinatrice del movimento.
Memore della filosofia “agire locale, pensare globale», il gruppo ha deciso di non accettare regali di alcun genere (nemmeno le penne biro o i block notes) dalle industrie del farmaco né tantomeno finanziamenti per andare ai convegni o per produrre materiale informativo destinato ai colleghi. Ma il loro impegno non si ferma qui. Nelle ricette prescrivere sempre il farmaco generico al posto di quello di marca. E, siccome il grande potere di Big Pharma sta nel controllare l’informazione medica, i “NoGrazie” lavorano per diffondere un nuovo tipo di formazione medica “non sponsorizzata”: «Al posto di lunghi viaggi ed eventi mondani – prosegue Grandori – si possono organizzare lavori in piccoli gruppi, che analizzino i risultati di un farmaco sulla base delle migliori evidenze possibili, valutandone la ricaduta sulla salute dei pazienti e concentrandosi sui problemi incontrati nella pratica quotidiana. È un modo molto più efficace per formarsi e che permette di sganciarsi dall’influenza del mercato».
I sanitari di “No Grazie Pago lo” non sono gli unici a lavorare per un nuovo tipo di rapporto tra medici e case farmaceutiche. Gruppi simili sono nati in molti altri Stati: So Free Lunch a New York e in Gran Bretagna, i No Gracias in Spagna, i Gezonde Scepsis in Olanda, i Mezis in Germania e gli Healthy Skepticism che, nati in Australia, hanno affiliati in tutto il mondo.

Fonte: rivista “Valori“ pubblicata da Banca Etica. E per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

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Il nucleare conviene? alle banche certamente!

Posted by giannigirotto su 30 agosto 2010

Di seguito riporto alcuni stralci dell’articolo/inchiesta pubblicato nel numero di luglio/agosto della rivista “Valori“, pubblicata dal Gruppo di Banca Etica, e che tratta del rapporto tra gli investimenti necessari per costruire le costosissime centrali nucleari, che rappresentano per gli istituti di credito un affare gigantesco.

– Le Banche francesi sono in primissima fila, con cifre enormi, nel business del finanziamento di tali opere. Sarà quindi un caso che l’italia di Berlusconi abbia stabilito rapporti strettissimi con il governo francese?

– Non esiste una domanda di energia elettrica aggiuntiva tale da giustificare nuovi grandi centrali nucleari (vedi riquadro verdino a sinistra dell’articolo….)

– I costi inizialmente previsti spesso lievitano enormemente, e per le banche questo è meraviglioso.

– Unicredit è altresì impegnata. Ricordo che Unicredit che al 12% della Libia di Gheddafi e al 12% dell’Arabia Saudita. Vedi primo commento su http://www.beppegrillo.it/2010/08/la_bancarotta_della_terra/index.html

Per contrastare lo strapotere delle banche è neccessario diffondere il più possibile un’informazione corretta, e ricordo a tutti che tramite l’azionariato critico, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di noi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi sono piaciuti questi articoli della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

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Indispensabili:Voglia di cambiare – famiglia, sinergie industriali e varie

Posted by giannigirotto su 19 luglio 2010

Proseguo la sintesi di questo libro che ho inserito nella mia sezione “Indispensabili” per la sua proposività. Infatti non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, ma al contrario l’autore è andato a ricercare i modelli di eccellenza che permettono ad altri Paesi di risolvere al meglio tanti problemi. Giusto per darvi un assaggio del contenuto e stimolarvi a leggere questo e gli altri articoli:

– La Svezia ha quasi azzerato le morti bianche, conquistando il primato mondiale della sicurezza sul lavoro grazie all’”ombudsman” dei lavoratori, ovvero il delegato per la salute e la sicurezza.

– Con l’invenzione della corsia dinamica, in Spagna non si vedono più ingorghi in entrata e in uscita dall’autostrada, mentre i treni corrono superveloci.

– A Friburgo, in Germania, i cittadini hanno detto no al nucleare, ma contemporaneamente hanno detto sì alle energie “dolci” e trasformato l’energia solare in un formidabile business.

– L’Inghilterra ha scelto i migliori architetti per progettare case popolari di pregio e quartieri a misura d’uomo, e con controlli severi ha dimezzato le stragi sulle strade.

– I danesi non hanno più l’incubo della precarietà grazie alla “flessicurezza”, che da una parte consente agli imprenditori di licenziare con molta facilità il personale, dall’altra offre al disoccupato un’indennità del 80% dello stipendio e sopratutto un rientro velocissimo nel mondo del lavoro.

Analizziamo quindi il seguente capitolo:

POLITICHE A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA:Il sostegno alla natalità si concretizza in Finlandia mediante duemila “Health Visitor” (Case della salute) che si occupano di aiutare i neogenitori dall’inizio della gravidanza sino ai tre anni di vita del bambino, seguendo un preciso protocollo che prevede visite, vaccinazioni e altri servizi di supporto. I Finlandesi hanno capito che “prevenire è meglio che curare”, anche economicamente, infatti per esempio…La pre­senza delle Health Visitor garantisce infatti la possibilità di ridurre il tempo della degenza di madre e figlio in ospedale dopo il parto in modo da abbattere il costo del ricovero e permettere un rapido ritorno a casa, con riduzione anche dei rischi di depressione post partum della madre. Gli incontri effettuati dalle Health Vìsitor hanno infatti trasmes­so tutte le informazioni necessarie alla gestione del neonato fin dal momento della nascita……

La Finlandia dedica il 15% della spesa sociale alla famiglia, contro il 4,2% dell’Italia. Viceversa l’Italia spende molto di più per pagare i (percentualmente) molto più numerosi parti cesarei e le altrettanto molto più numerose ecografie pre-parto, che però evidentemente non sono sufficenti ad abbassare il tasso di mortalità neonatale ai livelli finlandesi….

VARIE

– il governo inglese vieta alle amministrazioni pubbliche di negoziare in prodotti derivati con le banche («si occupino di rattoppare le buche dell’asfalto e di garantire i servizi essenziali ai cittadini»), esercizio in cui ci stanno cimentando invece molte municipalità italiane con l’intenzione di risollevare le casse comunali e che si stanno rivelando micidiali bombe finanziarie nei bilanci: per la sola Milano, (fonte «II Mondo») duecento milioni nel 2008 con quattro banche inglesi….

– la Spagna ha ripopolato dei villaggi fantasma, piccoli borghi abbandonati nel sud del paese, con famiglie di immigrati rumeni. Marco Martiniello, docente all’università di Liegi, e uno dei maggiori esperti europei di fenomeni migratori, invita a copiare questo metodo, già adottato anche in Canada, e dice ai governi europei: «Facciamo arrivare famiglie che ripopolino i villaggi abbandonati». Dieci, quindici famiglie alle quali offrono lavoro, casa, servizi…

per ridurre le “stragi del sabato sera” …durante i fine settimana il numero dei mezzi pubblici circolanti nelle principali città inglesi viene potenziato, così da consentire a chi voglia uscire di lasciare l’auto in garage. E i taxi, pur non essendo di proprietà comunale, vengono cooptati e suddivisi in turni, in modo che a qualsiasi ora della notte chi è troppo ubriaco per mettersi al volante possa arrivare a casa sano e salvo a un prezzo contenuto.

Simbiosi industriali per massimizzare l’efficenza e ridurre i costi: Kalundborg (Danimarca) oggi è sede di quattro grandi industrie: Asnaes Power Station, una centrale elettrica alimentata a carbone; Novo-Nordisk, una fabbrica di enzimi e prodotti farmaceutici; Gyproc, una fabbrica di pannelli di cartongesso; Statoil, una raffineria.

Asnaes produce elettricità generando vapore utilizzato dalla Stato il per riscaldare i propri oleodotti (coprendo così il 40 per cento del suo fabbisogno di calore) e dalla Novo-Nordisk (che copre così il 100 per cento del proprio fabbisogno di energia termica) come fonte di pressione e calore. Il resto del vapore è distribuito a un allevamento di pesci e al riscaldamento di tutte le case cittadine. In questo modo l’efficienza del carbone utilizzato dalla centrale elettrica è salita dal 40 percento a più del 90 per cento. Gyproc, invece, beneficia del vapore della Asnaes e del solfato di calcio prodotto dai suoi filtri installati per ridurre le emissioni di zolfo. Il gas, sottoprodotto del processo di raffinazione della Statoil, passa attraverso un processo di desulfurizzazione dal quale esce lo zolfo solido (utilizzato dalla Kemira Acid, una fabbrica della Jut-id) e il gas desulfurizzato, utilizzato da Gyproc e Asnaes invece di essere bruciato. In questo modo Asnaes risparmia trentamila tonnellate di carbone all’anno mentre Gyproc copre il 95 per cento del può fabbisogno di gas. Statoil, inoltre, fornisce le proprie acque di scarto ad Asnaes per il raffreddamento dei suoi boiler (che copre così il 75 per cento del 30 fabbisogno d’acqua). Novo-Nordisk fornisce gratuitamente la propria fanghiglia di scarto, ricca di azoto, agli agricoltori locali, che così arrivano a risparmiare circa cinquantamila euro l’anno di fertilizzanti ciascuno….

Fondi Europei: 35 anni fa gli irlandesi erano agli ultimi posti a livello di ricchezza personale, mentre oggi hanno superato tutti in Europa, passando davanti a tedeschi e inglesi, ed arrivando a tallonare i giapponesi, che sono i più ricchi al mondo. Come? I fondi europei sono stati abilmente usati per creare una rete di infrastrutture modernissime….i governi che si sono succeduti hanno introdotto una serie di agevolazioni fiscali che hanno favorito l’arrivo sull’isola di molte multinazionali….un efficentissimo sistema bancario con accesso per le nuove imprese a linee di credito immediate e a basso costo, unito alla detassazione delle nuove attività imprenditoriali, ha permesso il all’Irlanda….che è diventata…il principale esportatore mondiale di software e servizi del terziario avanzato. La ragione di questo primato risiede nella non tassazione dei diritti d’autore, per cui l’Irlanda viene scelta come base per la commercializzazionein tutto il mondo di molti prodotti coperti da copyright, come la musica e i programmi per computer.

La beffa per noi italiani è che “Nel corso degli anni ’80 e ’90 l’Irlanda ha ricevuto un volume di fondi dall’Unione Europea pari a quelli che sono stati destinati al Sud Italia”…..ma i risultati sono stati molto diversi, ed anzi il l’Italia ha dovuto fisicamente restituire molti miliardi di euro di finanziamenti ricevuti perchè non sono stati spesi…

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Indispensabili: Voglia di cambiare – La sicurezza sul lavoro

Posted by giannigirotto su 24 giugno 2010

Proseguo ad implementare la mia sezione “Indispensabili” con questo libro che si caratterizza per la sua proposività. Infatti l’ho scelto perchè non è l’ennesimo libro di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, ma al contrario l’autore è andato a ricercare i modelli di eccellenza che permettono ad altri Paesi di risolvere al meglio tanti problemi. Giusto per darvi un assaggio del contenuto:

– La Svezia ha quasi azzerato le morti bianche, conquistando il primato mondiale della sicurezza sul lavoro grazie all'”ombudsman” dei lavoratori, ovvero il delegato per la salute e la sicurezza.

– Con l’invenzione della corsia dinamica, in Spagna non si vedono più ingorghi in entrata e in uscita dall’autostrada, mentre i treni corrono superveloci.

– A Friburgo, in Germania, i cittadini hanno detto no al nucleare, ma contemporaneamente hanno detto sì alle energie “dolci” e trasformato l’energia solare in un formidabile business.

– L’Inghilterra ha scelto i migliori architetti per progettare case popolari di pregio e quartieri a misura d’uomo, e con controlli severi ha dimezzato le stragi sulle strade.

– I danesi non hanno più l’incubo della precarietà grazie alla “flessicurezza”, che da una parte consente agli imprenditori di licenziare con molta facilità il personale, dall’altra offre al disoccupato un’indennità del 80% dello stipendio e sopratutto un rientro velocissimo nel mondo del lavoro.

Quindi bando agli indugi e vediamo subito di cominciare la lettura:

PROLOGO

Viaggio nella «meglio Europa»

Ho visto un paese che ha quasi azzerato le morti bianche, conqui­stando il primato mondiale della sicurezza sul lavoro in fabbriche e cantieri.

Ho visto costruire, in un altro paese, case e quartieri popolari di pregio.

Ho visto come, con quattro semplici mosse, hanno dimezzato in dieci anni le stragi sulle strade.

Ho visto affiancare alla mobilità sul lavoro una straordinaria sicu­rezza sociale.

Ho visto politici tornare a scuola, sui banchi dell’università, per aggiornarsi sulla materia a loro delegata.

Ho visto al lavoro la macchina dell’industria turistica che, con dolce efficacia, ha stracciato tutti gli altri concorrenti.

Ho visto alberghi completamente free oil, funzionanti senza una goccia di petrolio, e case e fabbriche alimentate a energia solare e con altre fonti «dolci».

Ho visto grandi fiumi risanati e tornati a essere sede ambita di pe­sci pregiati.

Ho visto l’equivalente di una Cassa per il Mezzogiorno creare il miracolo della rinascita di una nazione.

Ho visto amministratori pubblici pagati quanto normali dirigenti e non di più………………………

Di lavoro in Italia si muore. In Svezia no

Questo paragrafo si apre con un triste elenco di incidenti mortali sul lavoro, spesso conseguenze di una sicurezza carente perchè costosa per l’azienda……….All’Inaii ne hanno contate milleduecentosettantaquattro nel 2005. Sono au­mentate a milletrecentodue nel 2006, con la Lombardia che, con le sue duecentodiciassette vittime, detiene il triste primato nazionale, seguito da Veneto (centosei) e dall’Emilia Romagna (centocinque). E non è andata meglio nel 2007. Un milione di incidenti l’anno e più di mille morti, un lavoratore ucciso ogni sette ore……………

La Svezia del buon lavoro ha la storia e il volto del­l’operaio che mi viene incontro in una fabbrica di Soedertaelje, a mezz’ora d’auto da Stoccolma. Tòmmy Baecklund, cinquantotto  anni, è uno dei più anziani ombudsman dei lavoratori operante al nord, responsabile della sicurezza alla Scania, la principale azienda di veicoli industriali. A lui approdano i reclami di ognuno dei tremilaquattrocento dipendenti filtrati da centoventi altri ombudsman che lavorano tra queste mura. La partecipazione dei lavoratori alla politica di prevenzione qui è più sviluppata che altrove in Europa. Sono circa duecentomila i delegati alla sicurezza. La nomina di un delegato alla sicurezza è obbligatoria per tutte le imprese con alme­no cinque dipendenti. I delegati regionali sono invece circa millecinquecento e coprono centosettantamila piccole e piccolissime im­prese.

Tommy è entrato in fabbrica a ventitré anni come collaudatore. Ricevette per la prima volta questo incarico nel 1978. L’incarico va­leva per tre anni, ma da allora è sempre stato riconfermato: la fidu­cia dei suoi colleghi ha premiato il costante calo degli incidenti in fabbrica.

Dal suo computer, sovrastato da un piccolo casco giallo simbolo della sicurezza, estrae le cifre puntuali: l’ultimo incidente mortale c’è stato quindici anni fa. Da allora alla Scania hanno registrato me­no infortuni e sempre più lievi. Nel 1989 per un milione di ore la­vorative ci sono stati quarantacinque incidenti. Nel 1990 gli inci­denti sono scesi a trentasette; un anno dopo a ventiquattro; poi a venti; poi a dodici. Nel 2007, hanno toccato la punta più bassa fi­nora: dieci. «E ci battiamo per cancellare anche questa piccola cifra residua», sottolinea orgoglioso Tommy.

Nel suo ufficio angusto, in cui si fatica a stare in tre (io, lui e il fotografo), Tommy ricostruisce una giornata tipo nella sua vita. Ogni mattina all’arrivo in fabbrica trova nel computer segnalazio­ni di eventuali inconvenienti che richiedono il suo intervento riso­lutivo. Un operaio ha avuto il dito del piede fratturato da una la­miera scivolata di mano? Uno «scudo» d’acciaio proteggerà d’ora in poi la parte superiore delle scarpe di chi lavora in quel reparto. Una fiammata della fornace ha sfiorato un lavoratore che si è avvi­cinato troppo al fuoco? Viene posizionato un raggio laser a pochi metri dalla fornace: se qualcuno lo supera, automaticamente cala  un portellone per chiudere la bocca della fornace e renderla così inoffensiva.

Tommy mi informa che da parte dei dirigenti della Scania c’è la massima collaborazione nel trovare antidoti ai rischi: più che le norme di legge (i codici svedesi prevedono multe salate e anche l’arresto dei responsabili aziendali, evenienza mai successa) in Sve­zia vale il confronto continuo e l’accettazione comune delle prio­rità in fabbrica. Che, nel caso specifico della Scania, vedono al pri­mo posto la sicurezza e l’ambiente, seguiti dalla qualità del pro­dotto, dalla puntualità nella consegna e, infine, dai profìtti che non mancano proprio perché sono stati rispettati sicurezza, tempi e qualità. «In Italia, dove pure gli strumenti legislativi sono buoni, mi risulta che queste priorità siano in molti casi rovesciate. E que­sta esasperata attenzione al profitto e disattenzione verso il decisi­vo capitale umano spiega quella mostruosità del dato statistico dei tréquattro morti che piangete ogni giorno. Voi italiani dovreste chiedere la tolleranza zero verso chi sbaglia. E dovreste far funzio­nare al meglio i controlli, dall’interno della fabbrica e dall’esterno, tramite gli ispettori.

«E magari sviluppare il sistema dei premi per le aziende e gli ope­rai che raggiungono obiettivi non solo di fatturato ma anche di si­curezza. Così avverrà quel cambiamento di cultura necessario anche da parte di molti lavoratori che tendono a sottovalutare l’applicazio­ne delle norme di sicurezza»………..

Sicurezza e parità sessuale

Nel Parlamento svedese la metà dei membri sono donne. Il lettore  mi conceda un ampliamento dell’orizzonte del buon lavoro in Svezia. Qui la sicurezza non è tutto. In Italia la parola lavoro è preva­lentemente al maschile. Un recente studio dell’Eurispes sulle donne che lavorano pone l’Italia all’ultimo posto in Europa: 45,1 per cento contro il 71,6 della Svezia. Qui l’intelligenza e la professionalità del­le donne sono ritenute una risorsa chiave del paese e lo Stato si è or­ganizzato perché questa sia messa a disposizione del lavoro attraverso una fitta rete di servizi, a partire dagli asili: perché il figlio non è solo della donna, ma una risorsa per il futuro dello Stato………..

……..La sfida della parità dei sessi nei luoghi di lavoro e nelle istituzio­ni è ancora all’ordine del giorno. Me la sintetizza, nel suo ufficio in­terno al Parlamento, Gunilla Upmark, una giurista passata dal tri­bunale di Stoccolma a capo della commissione del Lavoro del Parla­mento svedese. Gunilla si serve, invece che di molte parole, di soli quattro numeri chiave:

– 100% del salario: oltre mezzo secolo fa la donna gua­dagnava la metà, oggi siamo all’80 per cento. Lo stesso discorso va­le per l’Italia, dove non conta la bravura e nemmeno l’anzianità. Conta il sesso: se sei donna guadagni meno, il 9 per cento in meno di un collega «maschio» e fino al 26 per cento nel ruolo di mana­ger…………….

– 50 per cento di occupate nelle istituzioni e nelle imprese. E qui, nonostante alcuni picchi, c’è ancora strada da percorrere. …………… Un misero 16 per cento di cattedre femminili nelle univer­sità di Svezia, un lillipuziano 1,5 per cento ai vertici della Borsa di Stoccolma. ……. In Italia le donne ai vertici sono ancora considerate «simpatiche eccezioni» (solo il 5 per cento siede nei consigli d’amministrazione).

– 50 per cento dei congedi per paternità (qui il cammino è duro, ma l’asticella sale: venti padri su cento usufruiscono oggi di questa opportunità, fino a pochi anni fa si contavano sulle dita di una mano. Come si contano oggi, nel 2008, in Italia: solo quattro mariti su cento utilizzano la legge del congedo di paternità nata otto anni fa.

– E infine lo zero per cento di violenze contro le donne: gli ulti­mi dati indicano in cinquecento, su nove milioni di abitanti, i con­dannati per casi di violenza (in Italia invece l’Istat fornisce cifre da choc: quattordici milioni le donne vittime di violenza fisica e psi­chica, sette milioni gli stupri e abusi, per il 70 per cento colpevole è il partner).

LINK UTILI

II portale nazionale della pubblica amministrazione: www.sverige.se è un por­tale d’accesso a tutti i siti web del settore pubblico nazionale ed è un ottimo punto di partenza per chiunque desideri cercare un’istituzione o un organismo pubblico. Il sito descrive inoltre in maniera particolareggiata il funzionamento del settore pubblico svedese, fornisce link utili ai siti del Parlamento svedese, del governo, dei consigli di contea, dei comuni e delle autorità, degli uffici del­la previdenza sociale e delle università.

Il sito internet ufficiale dell’Ente svedese per viaggi e turismo www.visitswe-den.com (in italiano) contiene una guida pratica e dettagliata al paese. Le pagi­ne forniscono guide apposite a seconda del paese di origine selezionato dall’u­tente. Le rubriche «Cosa fare», «Dove pernottare» e «Dove andare» aiutano gli utenti a organizzare il proprio soggiorno in Svezia.

Per un quadro aggiornato sugli infortuni sul lavoro in Italia, si suggeriscono i portali http://www.inail.it dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infor­tuni sul lavoro, e http://www.anmil.it dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro.

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