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Indispensabili: L’anticasta – i Gruppi d’Acquisto

Posted by giannigirotto su 24 novembre 2010

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti, capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare le esperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Invito tutti, una volta letto questi interessatissimi estratti, di comprare il testo originale per poter completare la lettura, e magari a regalarne una copia ai propri consiglieri comunali, per far loro vedere come un’altro modo di amministrare è possibile.

Iniziamo pertanto con il primo esaltante capitolo che si potrebbe riassumere nello slogan “consumatori di tutto il mondo unitevi”… :

VINCERE LA PAURA DEL CAMBIAMENTO -risparmiare conviene e tanti iniziano a capirlo (di Jacopo Fo)

…….. C’è cibo in sovrabbondan­za: ogni anno buttiamo via la metà del cibo che producia­mo sulla Terra. E fabbrichiamo molti più tessuti di quanti ce ne possa­no servire. Bruciamo quattro volte i combustibili di cui avremmo bisogno perché non isoliamo le nostre abitazioni e usiamo mezzi di trasporto spinti da motori obsoleti e inefficienti…………

le multinazionali potrebbero risparmiare l’80-90% delle materie prime e dell’energia che consumano. Questa affermazione si basa sull’a­nalisi di decine di tecnologie innovative qua e là sperimentate

Jacopo Fo fa poi un brevissimo elenco dell’enorme spreco che lo Stato Italiano produce costantemente, affermando che una gestione corretta, normale, “non da ladri e cretini”, porterebbe ad un radicale mutamento in meglio della situazione sociale…………

Nel 1998, dopo aver letto Il banchiere dei poveri di Muhammad Yunus decisi di cercare anch’io di fare qualche cosa di concreto nel campo dell’economia. Per anni avevo dedicato tutte le mie energie alla produzione artistica e alla diffusione della cultura ribelle sbocciata negli anni settanta. Mi misi in testa di provare a diffondere pannelli solari per l’acqua calda e gruppi di acquisto di servizi (banca, assicu­razione, telefonia). L’idea, semplice, era che si potesse crea­re una struttura che oltre a diffondere principi di cooperazione ed ecologia mettesse a disposizione le nuove ecotecnologie e altri prodotti a prezzi onesti e con garanzie solide per i consumatori. Individuammo una serie di prodotti, li testammo, stipulammo contratti, creammo una serie di siti internet tematici e iniziammo a proporre il nostro pacchet­to innovativo e conveniente investendo parecchio denaro e lavoro nella diffusione della nostra proposta………….Quando finalmente il 28 febbraio 2007 la legge fu approvata nella forma corretta, partimmo con il gruppo di acquisto dei pannelli fotovoltaici raccogliendo in pochissimo tempo centinaia di adesioni e un’enorme risposta dal punto di vista dell’inte­resse: più di mezzo milione di persone entrò nella pagina web che Spiegava tutti i problemi relativi al fotovoltaico e come intendevamo affrontarli con il gruppo d’acquisto…………

Io credo che il fulcro del mantenimento del si­stema della violenza e della sopraffazione dipenda dalla forza dell’abitudine…..invece… Le esperienze degli ecovillaggi, dèi gruppi di acquisto, del commercio equo e solidale, delle banche del tempo, delle cooperative, mostrano che, a parità di reddito, le per­sone che fanno queste scelte hanno un tenore di vita più alto e una socialità più ricca e piacevole……

Ma la consociazione di questo gruppo è solo parziale. Bisognerebbe arrivare anche all’acquisto collettivo di au­to, elettrodomestici, case, assicurazioni e servizi bancali, riscaldamento, elettricità ecc. Il risparmio che si otterreb­be estendendo i gruppi di acquisto a tutti i prodotti e servizi raggiungerebbe l’equivalente di 3 stipendi all’anno.

Ciò significa cambiare radicalmente la situazione eco­nomica di una famiglia. Ma queste esperienze si diffondo­no con estrema lentezza nell’Occidente industrializzato. Diversa la situazione nei Paesi poveri dove le difficoltà spingono a buttarsi con meno paura nelle opportunità nuove che si presentano. Da noi invece i cambiamenti sono spesso rimandati se non sono strettamente necessari (cioè solo quando l’acqua tocca il sedere si impara a nuotare, ndr….)…... Poi mi sono dedicato a trovare anche il mo­do di finanziare tutto l’investimento necessario….. Ora sono arrivato al punto di offrire non solo un risparmio fin dal primo anno ma addirittura un anticipo in contanti, all’atto della firma del contratto, sui risparmi degli anni futuri…

…Che cosa succede se mettiamo insieme il risparmio energetico, i gruppi di acquisto, il microcredito e le impre­se capitaliste etiche? Otteniamo un mondo in cui le scelte di fondo delle multinazionali sono condizionate dai con­sumatori consociati che entrano nel merito della qualità dei prodotti. Oggi milioni di automobilisti desidererebbe­ro l’auto elettrica che si ricarica con i pannelli solari. Ma quest’auto al momento non è disponibile sul mercato non perché non sia possibile costruirla ma perché la domanda e l’offerta non s’incontrano………..

…se un gruppo di centomila consumatori si consociasse potrebbe avere subito un’auto elettrica e potrebbe perfino imporre scelte co­struttive. E otterrebbe anche prezzi molto interessanti. I gruppi di acquisto hanno un potere contrattuale potenzia­le enorme… I consumatori consociati possono offrire la sicurezza delle vendite attraverso acquisti programmati e al contempo tagliare i costi e i problemi legati alla vendita… E se un gruppo di consumatori può ordinare a un’azienda un’auto elettrica, può anche preten­dere che gli operai che la producono siano pagati in modo giusto e che durante il processo produttivo non siano causati danni all’ambiente. La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato.

La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato. I consumatori che diventano protagonisti dei loro stili di vita poi stanno anche molto attenti alla qualità dei poli­tici che votano, pretendendo da loro la stessa qualità che cercano nei consumi. Sono convinto che questo meccanismo si svilupperà in modo prepotente nei pròssimi vent’anni. Questo avverrà anche sulla spinta della neces­sità per tutte le famiglie di capire i propri consumi energe­tici e diminuirli drasticamente. Inoltre molti diventeranno microproduttori di energia dal sole o dal vento e anche questa democrazia energetica contribuirà a far crescere la cultura della razionalizzazione dei consumi.La conoscenza dei costi energetici sarà per molti il pri­mo passo verso lo sviluppo di una nuova coscienza dei consumi. E sarà questa nuova coscienza a cambiare il no­stro modo di vivere.Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le ammini­strazioni pubbliche. Già esistono esperienze, come viene mostrato in questo libro, di discussione pubblica delle scelte e dei bilanci comunali, ma in questa direzione si po­trebbe fare molto di più rendendo trasparenti e visibili in rete appalti, liste di attesa di ospedali, costi di ogni ufficio e tassi di produttività. E qui mi fermo.Nei prossimi anni vedremo come evolveranno le cose.Io credo che si svilupperanno in questa direzione.

I consumatori hanno il potere sul mondo. Devono solo accorgersene e connettersi in rete.

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Siti Amici: Diamo il voto alle Strutture Sanitarie

Posted by giannigirotto su 15 novembre 2010

Aggiungo nella mia sezione “Siti Amici” il banner del sito Pazienti.org, i cui creatori hanno avuto questa semplice quanto potenzialmente efficace idea:

I pazienti che si registrano hanno accesso a un database aggiornato su disturbi e centri di cura, senza dover annaspare qua e là per il Web, spesso perdendo tempo o, peggio, raccogliendo informazioni fuorvianti. Possono inoltre lasciare un voto/valutazione della struttura in cui sono stati. La piattaforma è interessante anche per medici e strutture sanitarie che, a loro volta, hanno la possibilità di farsi conoscere e di avere un feedback (riscontro) molto trasparente e immediato sulla qualità percepita della propria offerta.

«Vogliamo dare un servizio che prima non esisteva e innescare anche un processo di miglioramento collettivo», spiega Passaler, che si è ispirata direttamente a Patientopinion.org.uk fondata 5 anni fa dal britannico Paul Hodgkin. «Il confronto richiama tutti alla trasparenza e alla responsabilità: concetti apparentemente condivisi, ma che in realtà faticano ad affermarsi. La nostra ambizione è dimostrare che anche con pochi mezzi si possono promuovere cambiamenti profondi. E non solo quando si parla di salute e sanità».

«Pazienti.org non è pensato solo per i pazienti, ma anche per le strutture sanitarie e i medici», precisa subito Linnea Passaler, medico 32enne al centro del progetto con il pallino dell’e-democracy che blogga a P@zienti su questo sito. La piattaforma, attivata in beta dallo scorso maggio e da ottobre finalmente a pieno regime, organizza in modo omogeneo le informazioni sui servizi di tutte le strutture della sanità: pubblica o privata, e di qualunque dimensione, dalla grande clinica al piccolo studio. Un motore di ricerca studiato ad hoc permette di individuare in tutta Italia la prestazione medica che serve.

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E’ chiaro che questo sito diventerà via via sempre più utile man mano che noi utenti lo useremo lasciando i nostri giudizi sul luogo in cui siamo stati curati. Si tratta cioè di condividere le esperienze in modo che tutti ne possano avere beneficio. Il sito in questione diventerà cioè un’enorme memoria storica in campo sanitario, che consentirà a tutti noi, se vorremo contribuire, di scegliere dove curarci in base ai giudizi di coloro che ci hanno preceduto. Auspico ed invito pertanto tutti quelli che ne avranno la possibilità di iscriversi (in maniera totalmente anonima, quindi nessun timore…) e di inserire i propri giudizi.

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Filiera alimentare (segue): Modello autodistruttivo

Posted by giannigirotto su 13 novembre 2010

Proseguo le considerazioni inserite nel precedente post “Filiera Alimentare: il difetto è la norma“, riportando un ulteriore stralcio dell’articolo inserito nel numero di ottobre 2010 da Valori“, rivista pubblicata da Banca Etica. Le immagini sopra (clicca per ingrandirle) riportano l’articolo completo, di seguito invece gli stralci salienti:

La politica, intesa come meccanismo di distribuzione e il sistema degli incentivi concessi dall’Unione Europea, favorisce i grandi produttori e le catene distributive. Mediante una politica di prezzi bassissimi, scarsa programmazione e speculazione, tende ad alimentare gli sprechi e penalizzare i piccoli e medio/piccoli produttori.

– Il sistema dei sussidi dell’Unione Europea, nato con nobili intenti, è diventato un mostro, con paradossi tipo versare denaro per non coltivare (per esempio 90 miliardi di lire per distruggere l’uva).

Il 60% del valore dei prodotti agricoli va alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), il 23 all’industria di trasformazione, mentre solo il 17% resta al produttore. I prezzi dal produttore al banco del supermercato aumentano mediamente del 600%. (commento mio, questo è il risultato del mancato coordinamento dei produttori/agricoltori, di cui ritengo responsabile la Coldiretti).

Ogni anno rimangono sui campi, perchè non è conveniente raccoglierla, circa 8 milioni di tonnellate di ortofrutta, esattamente quanta ne consumano gli italiani in un anno. Insomma per ogni pomodoro mangiato, uno rimane sui campi a marcire…

– La PAC (Politica Agricola Comune) nata 50 anni fa con il giusto intento di aiutare un’agricoltura che usciva dalla 2° guerra mondiale, si è riformata recentemente, ma ha di fatto fallito il compito di rendere più efficente il mondo agricolo. Si attende proprio per questo mese di novembre un documento che segni l’inizio di (se spera) corpose modifiche alla PAC. Tenete gli orecchi bene aperti!

– Sono circa 60 miliardi di euro (120.000 miliardi di lire) all’anno i fondi che la PAC versa al mondo agricolo, in gran parte come detto alle multinazionali agricolo/alimentari.

– Di fronte a tale desolazione, una delle soluzioni possibili e attualmente funzionanti è quella dei G.A.S. (Gruppi di acquisto solidale), come riportato nel trafiletto nell’ultima pagina dell’articolo, che pagano il giusto prezzo al produttore, e saltando tutti gli intermediari commerciali, riescono spesso ad avere un prezzo per il consumatore inferiore a quello dei supermercati.

Per approfondire:

– Il sito www.farmsubsidy.org riporta il dettaglio di tutti i contributi pubblici concessi, cioè a chi e quanto, nazione per nazione.

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Per contrastare tali speculazioni è necessario diffondere il più possibile un’informazione corretta, e ricordo a tutti che tramite l’azionariato critico, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di noi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi è piaciuto questo articolo della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

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Risparmio: software gratuiti ma efficenti

Posted by giannigirotto su 12 ottobre 2010

Aggiunto alla premessa della mia sezione “Risparmio” il collegamento per scaricare un articolo di Altroconsumo che riporta l’elenco dei principali software GRATUITI che ognuno di noi può utilizzare per il proprio computer. Si va dal classico LibreOffice per gestire testi, tabelle, presentazioni, database, al programma per i file PDF, a Picasa per ritoccare le immagini, Winamp free per ascoltare musica, Recuva per recuperare file cancellati per sbaglio, Ccleaner per rimuovere i file inutili, Glary Utilities per la manutenzione del pc… sono tante le risorse gratuite offerte da internet per attrezzare il pc senza svuotare il portafoglio

I software gratuiti che compaiono nell’articolo sono sicuri dal punto di vista di virus e malware. L’unica precauzione, quando li si scarica, è evitare che installino sul vostro pc toolbar o pulsanti per fare pubblicità: basta non dare tutti gli ok alla cieca.

Potrà capitarvi di trovare più di un sito che consente di scaricare un programma. Come scegliere? Scaricando l’applicazione dal sito di chi l’ha creata avrete la certezza di procurarvi la versione più aggiornata. Se però c’è un sito specializzato in download di cui vi fidate, non ci sono controindicazioni a scaricarlo anche da lì.

Gianni Girotto

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Le banche e la crisi: non è un loro problema!

Posted by giannigirotto su 6 ottobre 2010

– Banche: negli ultimi 10 anni i primi 62 gruppi bancari hanno incassato € 1200 miliardi di utili (cioè più di due milioni di miliardi di lire) e distribuito 692 miliardi (1,2 milioni di miliardi di lire) di dividendi, e la dimensione media di ciascun gruppo è quasi triplicata. Anche nel 2008, incuranti delle perdite, gli azionisti hanno intascato 55 miliardi di euro.

– Le banche hanno operato enormi speculazioni , sopratutto con i famigerati strumenti “derivati”, e stanno scaricando costi e rischi sui clienti, trasferendo soldi all’estero e con la cartolarizzazione, che nel 2008 ha raggiungo il record dei 76 miliardi di euro.

– Nel 2009 Bankitalia ha rilevato un raddoppio delle sanzioni irrogate alle banche, da 58 a 113.

– Gli aiuti pubblici erogati alle banche spesso sono serviti per ulteriori speculazioni anzichè per erogare credito alle aziende….

– La crisi non ha fatto altro che aumentare la distanza tra ricchi e poveri….negli ultimi trent’anni il rapporto tra salari e Pil nei Paesi Ocse è calato tra l’8 e il 12%.

– L’industria in generale ha recuperato tramite tagli occupazionali e delocalizzazioni, e continuerà a mettere sempre più sfacciatamente in competizione i lavoratori di diverse aree del mondo.

– Le prime cinque banche statunitensi hanno raddoppiato gli attivi rispetto alla fine del 2007.

Trovate gli approfondimenti nelle immagini seguenti, ordinate in sequenza…ah, un ultimo insignificante dettaglio, vi ricordate chi ha causato questa crisi, vero? e chi ha ricevuto vagonate di aiuti statali (cioè soldi di tutti noi) vero?

Per contrastare tali speculazioni è necessario diffondere il più possibile un’informazione corretta, e ricordo a tutti che tramite l’azionariato critico, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di noi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi sono piaciuti questi articoli della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

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Un nuovo mondo è possibile: G.A.S. e D.E.S.

Posted by giannigirotto su 15 giugno 2010

Per la serie “Iniziative reali e concrete attive per migliorare questo brutto mondo”, sono estremamente lieto di apprendere che la scorsa settimana si è svolto un convegno nazionale dei GAS e dei DES, denominato “TERRITORI IN MOVIMENTO”.

Inanzitutto chiarisco che per GAS e DES si intendono rispettivamente i Gruppi di Acquisto Solidale, e i Distretti di Economia Solidale.

In parole povere siamo di fronte ad una sfida epocale: o soccombere tutti all’economia di mercato nel suo significato più duro di “legge della giungla”, ove vince il produttore in grado di ottenere la più alta differenza possibile tra costi di produzione e ricavi dalle vendite, a prescindere dal rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, oppure decidere di produrre e vendere in base  criteri di equosostenibilità, e privilegiando una filiera il più possibile locale.

Ora, è chiaro che tutti noi consumatori finali siamo ben felici di acquistare prodotti locali e di qualità  quando questi hanno un prezzo similare o persino più basso di quanto proposto dalla GDO-Grande Distr(ib)uzione Organizzata. Infatti in molti casi la filiera commerciale di un GAS è cortissima (parlo sopratutto del comparto alimentare), cioè si acquista direttamente dal produttore e si vende direttamente al consumatore finale, e quindi si risparmiano i ricarichi dei passaggi intermedi. E’ chiaro invece che i problemi sussistono quando i prodotti/servizi di queste realtà “equosolidali” costano di più. In questi casi quello che mi sento personalmente di dire è che ognuno di noi deve farsi i suoi conti in tasca e verificare se perlomeno una parte della spesa può essere fatta nei circuiti equosolidali. La scelta di prodotti è ormai molto ampia, e certamente si potranno trovare, con un minimo di sforzo degli articoli che hanno prezzi simili a quelli della GDO. Così facendo si va ben oltre un atto di beneficenza, perchè si mette in moto un circolo virtuoso che consente al produttore “equosolidale” di vivere, crescere e creare attorno a sè vero sviluppo, uscendo viceversa da un circolo vizioso di povertà, sfruttamento e sottosviluppo.

Ma in più vorrei sottolineare che l’acquisto di beni/servizi nei classici canali della GDO può comportare certamente un risparmio immediato in termini di prezzo, ma a lungo andare, quanti e quali costi indiretti comporta? Mi spiego con un esempio; io posso tranquillamente comprare oggi un paio di scarpe di ginnastica in gomma a 10 euro, per la cui fabbricazione sono stati sversati decine e decine di litri di acqua inquinata da solventi, coloranti, ammorbidenti e tante altre sostanze chimiche non biodegradabili. Chi pagherà un domani (che è ovviamente già oggi) le cure dei malati che diventeranno tali a causa dell’acqua inquinata che inevitabilmente entra nel ciclo alimentare? chi pagherà per la bonifica di terreni o corsi d’acqua così inquinati che la flora e la fauna muore? di più, chi pagherà da mangiare agli operai rimasti disoccupati perchè la loro fabbrica produce rispettando le norme a tutela dell’ambiente e dei lavoratori (e quindi con prezzi fianali più alti e “non concorrenziali”)? Ancora più banalmente, a tutti piace la benzina a basso costo, ma chi pagherà ora i danni derivanti dal disastro petrolifero nel Golfo del Messico? la BP certamente, ma come lo farà, se non innalzando i prezzi vuoi della benzina vuoi di tutti i prodotti che si fabbricano nelle industrie che certamente possiede in giro per il mondo…

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ADSL in zone scoperte – terzo articolo

Posted by giannigirotto su 13 aprile 2010

Poichè ritengo l’accesso ad Internet (a banda larga, cioè ad alta velocità, s’intende) un presupposto fondamentale di liberta, democrazia e sviluppo, continuo e continuerò sempre a divulgare notizie di sviluppi tecnici/pratici in tal senso, come ho fatto nel primo e secondo articolo.

In questo caso siamo di fronte ad uno di quei piccoli ma geniali uova di Colombo che molto spesso i tecnici italiani riescono ad estrarre dal cilindro.  Si tratta infatti di portare il segnale in zone che ne sono scoperte, usando delle antenne paraboliche che si “guardano” otticamente, cioè trasmettono da punto a punto. In questo modo il segnale viene trasmesso, tramite una parabola “trasmittente”, in una zona ancora non raggiunta dalla banda larga, mediante l’installazione della parabola “ricevente”, e poi da qui si possono usare tutte le “normali” tecnologie già standardizzate per diffondere il segnale localmente.

Schema funzionamento

Schema funzionamento

Una banalità insomma, proprio un uovo di Colombo, a bassissimo costo peraltro, pensato e realizzato da Mr. Wireless, l’affettuoso soprannome dato a Daniele Trinchero, e dai suoi collaboratori dell’iXem del Politecnico di Torino, ma che ha già permesso di ottenere importanti e lusinghieri risultati, come quello di portare Internet dapprima in uno “sperduto” comune montano Italiano, quindi in un villaggio amazzonico in Ecuador, e sperabilmente a breve, nel martoriato e disperato Darfur. Qui l’intera storia…

Chissà perchè la grandi compagnie non ci avevano ancora pensato?…..forse per vendere le loro soluzioni ben più complesse e costose, forse per non minacciare il loro oligopolio …….. noooo cosa andate a pensare……malfidenti….!!!

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I miei credo – Denaro (2a parte)

Posted by giannigirotto su 30 marzo 2010

Come ho già scritto, credo che il denaro sia potere, e quindi più denaro gestisce una certa entità, più potere detiene.

Ora tutti noi sappiamo che il denaro da molti anni a questa parte ha due circuiti privilegiati di flusso, è cioè il mondo Bancario e il mondo Assicurativo. Credo molti di noi sappiano perfettamente i vizi e i problemi legati a queste due tipologie di aziende, ma molti meno conoscono delle corrispondenti alternative etiche. Per quanto riguarda le banche, nel mio sito ho parlato più volte di Banca Etica, e quindi non starò a ripetermi ulteriormente. Ma siccome Banca Etica attualmente non entra nel mondo assicurativo, vorrei attirare la vostra attenzione verso una realtà assicurativa che gli assomiglia, e quindi va a coprire questa enorme voragine “attira-soldi” che ad oggi viene gestita nella quasi totalità con criteri tipici del mondo imprenditoriale-speculativo.

Cedo pertanto la parola, o meglio la tastiera, a Piero Bonis che essendo del mestiere ci presenta brevemente questa interessantissima realtà:

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Le spinte etico- solidali sono in movimento da anni anche nel settore assicurativo.

Banca Popolare Etica ha raggiunto l’obiettivo e la visibilità di soggetto portatore di una economia alternativa in un mercato orientato al profitto ed alla speculazione.

Siccome banche ed assicurazioni vanno a braccetto, anzi nel nostro sistema economico agiscono come un unico soggetto decisionale (lobby?), ecco che la Cooperativa C.A.E.S. (Consorzio Assicurativo Etico Solidale), unica per ora in Italia, punta alla nascita di una Impresa di assicurazione etica.

Non ci sono ancora i numeri sufficienti e quindi per ora Caes è un intermediario, una agenzia, che “appoggia” i propri clienti/assicurati presso Assimoco Assicurazioni, società che per tradizione e per target è vicina al mondo cooperativo e delle banche popolari.

Finora Caes ha raccolto un cospicuo portafoglio clienti ed è un valido riferimento nel settore no profit delle cooperative e delle associazioni.

Il sito www.consorziocaes.org è una valida piattaforma per trovare informazioni (mission, storia, e organizzazione), per conoscere i prodotti (presentazione delle polizze) e per chiedere preventivi. Altri riferimenti si possono trovare anche nelle sedi di Banca etica.

Alcuni pregi: la trasparenza (riguardo anche alle provvigioni riconosciute), la chiarezza delle clausole, la destinazione etica degli “utili”.

Caratteristica che distingue i prodotti Caes nel mercato assicurativo è la normativa studiata, discussa e concordata con l’Impresa di assicurazione (mandante) secondo criteri di equità, solidarietà, eticità, ecc.

Naturalmente il “potere contrattuale” di Caes è direttamente proporzionale alla forza del portafoglio, cioè dipende dal numero e dalla consistenza dei premi raccolti.

Caes non vende prodotti finanziari o speculativi; non vende prodotti vita che non siano tecnicamente assicurativi (cd. rischio puro); nel mercato assicurativo è concorrenziale nelle polizze per cooperative e per associazioni; sebbene la sede sia solo a Milano ha una buona gestione dei contratti via internet e via posta.

Nel nostro territorio ci sono già persone e associazioni che operano con Caes singolarmente o in gruppo.

Se non si riesce a liberarsi dalle assicurazioni … vale la pena pensarci.

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Banche del Tempo: siamo tutti più ricchi!

Posted by giannigirotto su 3 dicembre 2009

Ho già dedicato un breve articolo sull’argomento un paio di mesi fa, ma credo sia opportuno dire ancora qualcosa.

In questi tempi in cui arrivare a fine mese è sempre più difficile, ed altrettanto lo è coltivare dei buoni rapporti sociali e di amicizia, ecco che la Banca del Tempo può diventare una notevole risorsa su entrambi i fronti.

In fondo la BdT non è altro che una riproposizione in chiave organizzata di quello che “una volta” si faceva spontaneamente tra vicini e compaesani e fra parenti……io vengo a darti una mano ad erigere uno steccato, e tu me la rendi durante la vendemmia, io vengo a sistemarti una porta che si incastra, e tu mi rammendi un paio di pantaloni…..e così via….

Con la BdT ora questo scambio diventa maggiormente organizzato e geograficamente più esteso, e quindi la varietà di favori, competenze e disponibilità a cui si può attingere sono di conseguenza maggiori….

Se è quindi vero che ogni famiglia, ognuno di noi, può ricavarne un beneficio pratico immediato (e vi sembra poco?), secondo me il vero valore aggiunto rimane quello relativo allo sviluppo di un tessuto “sano” di relazioni, al non chiudersi in noi stessi, anche al non considerare sempre l’acquisto di beni materiali o servizi come unica soluzione ad un’esigenza…..

Se infatti le BdT riescono a trovare degli spazi per incontri collettivi, ecco come possono far nascere una serie di rapporti con persone disponibili a mettersi in gioco, a relazionarsi con gli altri, e questi altri sono in genere persone che hanno una sensibilità ed oserei dire una bontà tipiche del mondo del volontariato…..

Ecco quindi che le BdT diventano un ulteriore baluardo contro quella “civiltà dell’usa e getta” che imperversa intorno a noi. Sapere che invece di buttare un paio di pantaloni ho una “correntista” disposta a rammendarmeli, che invece di buttare la lavatrice c’è un socio molto bravo a ripararla, sapere che vi sono socie disposte ad insegnare la nobile arte culinaria piuttosto che l’arte dello stiro, piuttosto che fare la marmellata, o che c’è un’infermiera disposta a farti al tuo domicilio le iniezioni o i famigerati prelievi del sangue che altrimenti ti portano via mezza mattinata…….

Insomma diventare soci di una BdT (operazione peraltro a costo zero o comunque molto basso) significa da un lato accrescere la propria rete relazionale in maniera più che positiva, e dall’altro a contribuire a diminuire quella crescita “fasulla” basata sul continuo acquisto di beni di consumo, dal momento che viceversa si utilizzano beni e servizi che sono oggetto di mero “scambio” e non di vendita.

Un ultimo accenno per un argomente assolutamente importante, e cioè la vera uguaglianza che si determina tra i correntisti di una BdT; che il socio sia un avvocato o un pensionato o una casalinga o un infermiera (come succede a Maserada nella BdT di cui sono socio), nessun servizio è più importante di un altro, un ora di tempo è un ora di tempo, sia che sia stata dedicata a preparare la marmellata, che a fare istruzione sulla creazione di un sito Internet, che a stirare le camice o tinteggiare una parete, a prescindere da chi tu sia e quale professione svolgi nella vita di tutti i giorni…..totale uguaglianza…..

Di questi tempi vi sembra poco….??

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Dal virtuale al reale: MondoNuovo

Posted by giannigirotto su 21 ottobre 2009

Sono veramente lieto di dedicare queste righe ad un’idea di cui sono venuto oggi a conoscenza e che sono convinto avrà un grande sviluppo.

Tutti noi probabilmente conosciamo diversi strumenti di social-network e di scambio/condivisione di idee e progetti, ma che io sappia mancava uno strumento agile e veloce che mi permettesse di visualizzare GEOGRAFICAMENTE la presenza di persone disponibili a condividere qualcosa di loro stessi e della loro vita con altre persone, sopratutto, per motivi pratici, vicini di casa o comunque abitanti nei paraggi…..

Beh, questo sito/progetto si propone molto semplicemente ma altrettanto efficacemente, di mostrare proprio una mappa dell’Italia, ovviamente ingrandibile sino al massimo dettaglio, con cui poter vedere se nella propria zona di interesse vi sono altre persone che vogliono condividere qualcosa con me, con cui posso scambiare esperienze, consigli, passare parte del mio tempo, aiutarsi reciprocamente……..

Insomma questa idea prende un po’ di quello che può essere una banca del tempo, un po’ qualcosa da un portale come Zoes (che contiene molte più funzionalità, una delle quali è molto simile, cioè è una mappa, ma per ricerche di Eventi e/o Associazioni e/o GAS e/o Produttori e/o lavoro/stage), un po’ perchè no anche quello che sono i siti per incontri/amicizie, con l’obiettivo di facilitare al massimo le relazioni interpersonali nella propria città e nelle vicinanze.

Insomma è un altro mattoncino che il mondo virtuale mette a disposizione per migliorare il mondo reale. Se ne facciamo buon uso potrà darci delle soddisfazioni.

L’invito pertanto è ad inserire la vostra presenza e cominciare a cercare i vostri prossimi (e vicini) amici reali.

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