Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

  • visite ricevute

    • 368.498
  • Iscriviti

  • Add to Google

  • Categorie

  • Archivi

Posts Tagged ‘Salute’

ABBIATE UNA LUNGA E SANA VITA!

Posted by giannigirotto su 31 dicembre 2021

Credo che la maggior parte di noi desideri avere una vita che sia lunga e contemporaneamente sana, cioè in salute. Da migliaia di anni ci si interroga su come fare per avere questo, ora io vi consiglio di vedere ed ascoltare quanto spiegato in questo recentissimo, recentissimo, dialogo tra due scienzati (potete attivare la “traduzione automatica” selezionando l’italiano, funziona molto bene), di cui trovate molto altro materiale su Internet, in particolare del dr. David Sinclair. Lo aggiungo alla mia sezione “indispensabili” Per carità nessuna ricerca del sacro graal, della fontana della giovinezza o di stregonerie, qui si parla solo di scienza! Questo è il mio “regalo” di fine anno e contemporanemante il mio augurio: Buona e lunga vita a tutti.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Indispensabili: L’anticasta – i Gruppi d’Acquisto

Posted by giannigirotto su 24 novembre 2010

Dopo aver inserito diverso tempo fa il libro “La Casta” nella mia sezione “Indispensabili“, sono estremamente felice di poter iniziare l’inserimento di estratti, capitolo per capitolo, di questo testo che spero diventi un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono utilizzare le esperienze positive già portate a termine in varie località italiane, per replicarle ovunque sia opportuno. Segnalo solo che questo libro parla di esperienze italiane, mentre in un altro testo, “Voglia di Cambiare“, sempre presente nella sezione “Indispensabili“, sono contenute le esperienze di successo avvenute in vari Paesi Europei.

Invito tutti, una volta letto questi interessatissimi estratti, di comprare il testo originale per poter completare la lettura, e magari a regalarne una copia ai propri consiglieri comunali, per far loro vedere come un’altro modo di amministrare è possibile.

Iniziamo pertanto con il primo esaltante capitolo che si potrebbe riassumere nello slogan “consumatori di tutto il mondo unitevi”… :

VINCERE LA PAURA DEL CAMBIAMENTO -risparmiare conviene e tanti iniziano a capirlo (di Jacopo Fo)

…….. C’è cibo in sovrabbondan­za: ogni anno buttiamo via la metà del cibo che producia­mo sulla Terra. E fabbrichiamo molti più tessuti di quanti ce ne possa­no servire. Bruciamo quattro volte i combustibili di cui avremmo bisogno perché non isoliamo le nostre abitazioni e usiamo mezzi di trasporto spinti da motori obsoleti e inefficienti…………

le multinazionali potrebbero risparmiare l’80-90% delle materie prime e dell’energia che consumano. Questa affermazione si basa sull’a­nalisi di decine di tecnologie innovative qua e là sperimentate

Jacopo Fo fa poi un brevissimo elenco dell’enorme spreco che lo Stato Italiano produce costantemente, affermando che una gestione corretta, normale, “non da ladri e cretini”, porterebbe ad un radicale mutamento in meglio della situazione sociale…………

Nel 1998, dopo aver letto Il banchiere dei poveri di Muhammad Yunus decisi di cercare anch’io di fare qualche cosa di concreto nel campo dell’economia. Per anni avevo dedicato tutte le mie energie alla produzione artistica e alla diffusione della cultura ribelle sbocciata negli anni settanta. Mi misi in testa di provare a diffondere pannelli solari per l’acqua calda e gruppi di acquisto di servizi (banca, assicu­razione, telefonia). L’idea, semplice, era che si potesse crea­re una struttura che oltre a diffondere principi di cooperazione ed ecologia mettesse a disposizione le nuove ecotecnologie e altri prodotti a prezzi onesti e con garanzie solide per i consumatori. Individuammo una serie di prodotti, li testammo, stipulammo contratti, creammo una serie di siti internet tematici e iniziammo a proporre il nostro pacchet­to innovativo e conveniente investendo parecchio denaro e lavoro nella diffusione della nostra proposta………….Quando finalmente il 28 febbraio 2007 la legge fu approvata nella forma corretta, partimmo con il gruppo di acquisto dei pannelli fotovoltaici raccogliendo in pochissimo tempo centinaia di adesioni e un’enorme risposta dal punto di vista dell’inte­resse: più di mezzo milione di persone entrò nella pagina web che Spiegava tutti i problemi relativi al fotovoltaico e come intendevamo affrontarli con il gruppo d’acquisto…………

Io credo che il fulcro del mantenimento del si­stema della violenza e della sopraffazione dipenda dalla forza dell’abitudine…..invece… Le esperienze degli ecovillaggi, dèi gruppi di acquisto, del commercio equo e solidale, delle banche del tempo, delle cooperative, mostrano che, a parità di reddito, le per­sone che fanno queste scelte hanno un tenore di vita più alto e una socialità più ricca e piacevole……

Ma la consociazione di questo gruppo è solo parziale. Bisognerebbe arrivare anche all’acquisto collettivo di au­to, elettrodomestici, case, assicurazioni e servizi bancali, riscaldamento, elettricità ecc. Il risparmio che si otterreb­be estendendo i gruppi di acquisto a tutti i prodotti e servizi raggiungerebbe l’equivalente di 3 stipendi all’anno.

Ciò significa cambiare radicalmente la situazione eco­nomica di una famiglia. Ma queste esperienze si diffondo­no con estrema lentezza nell’Occidente industrializzato. Diversa la situazione nei Paesi poveri dove le difficoltà spingono a buttarsi con meno paura nelle opportunità nuove che si presentano. Da noi invece i cambiamenti sono spesso rimandati se non sono strettamente necessari (cioè solo quando l’acqua tocca il sedere si impara a nuotare, ndr….)…... Poi mi sono dedicato a trovare anche il mo­do di finanziare tutto l’investimento necessario….. Ora sono arrivato al punto di offrire non solo un risparmio fin dal primo anno ma addirittura un anticipo in contanti, all’atto della firma del contratto, sui risparmi degli anni futuri…

…Che cosa succede se mettiamo insieme il risparmio energetico, i gruppi di acquisto, il microcredito e le impre­se capitaliste etiche? Otteniamo un mondo in cui le scelte di fondo delle multinazionali sono condizionate dai con­sumatori consociati che entrano nel merito della qualità dei prodotti. Oggi milioni di automobilisti desidererebbe­ro l’auto elettrica che si ricarica con i pannelli solari. Ma quest’auto al momento non è disponibile sul mercato non perché non sia possibile costruirla ma perché la domanda e l’offerta non s’incontrano………..

…se un gruppo di centomila consumatori si consociasse potrebbe avere subito un’auto elettrica e potrebbe perfino imporre scelte co­struttive. E otterrebbe anche prezzi molto interessanti. I gruppi di acquisto hanno un potere contrattuale potenzia­le enorme… I consumatori consociati possono offrire la sicurezza delle vendite attraverso acquisti programmati e al contempo tagliare i costi e i problemi legati alla vendita… E se un gruppo di consumatori può ordinare a un’azienda un’auto elettrica, può anche preten­dere che gli operai che la producono siano pagati in modo giusto e che durante il processo produttivo non siano causati danni all’ambiente. La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato.

La consociazione degli acqui­sti avrebbe la possibilità di dissuadere gli imprenditori malvagi dal fomentare guerre e disastri ambientali, per­ché in un mercato controllato dai consumatori questi comportamenti verrebbero penalizzati dall’esclusione di queste imprese dal mercato consociato. I consumatori che diventano protagonisti dei loro stili di vita poi stanno anche molto attenti alla qualità dei poli­tici che votano, pretendendo da loro la stessa qualità che cercano nei consumi. Sono convinto che questo meccanismo si svilupperà in modo prepotente nei pròssimi vent’anni. Questo avverrà anche sulla spinta della neces­sità per tutte le famiglie di capire i propri consumi energe­tici e diminuirli drasticamente. Inoltre molti diventeranno microproduttori di energia dal sole o dal vento e anche questa democrazia energetica contribuirà a far crescere la cultura della razionalizzazione dei consumi.La conoscenza dei costi energetici sarà per molti il pri­mo passo verso lo sviluppo di una nuova coscienza dei consumi. E sarà questa nuova coscienza a cambiare il no­stro modo di vivere.Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per le ammini­strazioni pubbliche. Già esistono esperienze, come viene mostrato in questo libro, di discussione pubblica delle scelte e dei bilanci comunali, ma in questa direzione si po­trebbe fare molto di più rendendo trasparenti e visibili in rete appalti, liste di attesa di ospedali, costi di ogni ufficio e tassi di produttività. E qui mi fermo.Nei prossimi anni vedremo come evolveranno le cose.Io credo che si svilupperanno in questa direzione.

I consumatori hanno il potere sul mondo. Devono solo accorgersene e connettersi in rete.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Acqua, Agisci, Agricoltura, Ambiente, Associazionismo, Cooperazione, Democrazia, Economia/Finanza, Edilizia sostenibile, educazione, Energia, Etica, Famiglia, Indispensabili, Infrastrutture, Inganni, Mobilità, monopoli, multinazionali, Rifiuti/Riciclaggio, Risparmio, Salute, Società/Politica, Sostenibilità, Tecnologia utile | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Siti Amici: Diamo il voto alle Strutture Sanitarie

Posted by giannigirotto su 15 novembre 2010

Aggiungo nella mia sezione “Siti Amici” il banner del sito Pazienti.org, i cui creatori hanno avuto questa semplice quanto potenzialmente efficace idea:

I pazienti che si registrano hanno accesso a un database aggiornato su disturbi e centri di cura, senza dover annaspare qua e là per il Web, spesso perdendo tempo o, peggio, raccogliendo informazioni fuorvianti. Possono inoltre lasciare un voto/valutazione della struttura in cui sono stati. La piattaforma è interessante anche per medici e strutture sanitarie che, a loro volta, hanno la possibilità di farsi conoscere e di avere un feedback (riscontro) molto trasparente e immediato sulla qualità percepita della propria offerta.

«Vogliamo dare un servizio che prima non esisteva e innescare anche un processo di miglioramento collettivo», spiega Passaler, che si è ispirata direttamente a Patientopinion.org.uk fondata 5 anni fa dal britannico Paul Hodgkin. «Il confronto richiama tutti alla trasparenza e alla responsabilità: concetti apparentemente condivisi, ma che in realtà faticano ad affermarsi. La nostra ambizione è dimostrare che anche con pochi mezzi si possono promuovere cambiamenti profondi. E non solo quando si parla di salute e sanità».

«Pazienti.org non è pensato solo per i pazienti, ma anche per le strutture sanitarie e i medici», precisa subito Linnea Passaler, medico 32enne al centro del progetto con il pallino dell’e-democracy che blogga a P@zienti su questo sito. La piattaforma, attivata in beta dallo scorso maggio e da ottobre finalmente a pieno regime, organizza in modo omogeneo le informazioni sui servizi di tutte le strutture della sanità: pubblica o privata, e di qualunque dimensione, dalla grande clinica al piccolo studio. Un motore di ricerca studiato ad hoc permette di individuare in tutta Italia la prestazione medica che serve.

———————————————–

E’ chiaro che questo sito diventerà via via sempre più utile man mano che noi utenti lo useremo lasciando i nostri giudizi sul luogo in cui siamo stati curati. Si tratta cioè di condividere le esperienze in modo che tutti ne possano avere beneficio. Il sito in questione diventerà cioè un’enorme memoria storica in campo sanitario, che consentirà a tutti noi, se vorremo contribuire, di scegliere dove curarci in base ai giudizi di coloro che ci hanno preceduto. Auspico ed invito pertanto tutti quelli che ne avranno la possibilità di iscriversi (in maniera totalmente anonima, quindi nessun timore…) e di inserire i propri giudizi.

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Associazionismo, Democrazia, Infrastrutture, Risparmio, Salute, Tecnologia utile | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Filiera alimentare (segue): Modello autodistruttivo

Posted by giannigirotto su 13 novembre 2010

Proseguo le considerazioni inserite nel precedente post “Filiera Alimentare: il difetto è la norma“, riportando un ulteriore stralcio dell’articolo inserito nel numero di ottobre 2010 da Valori“, rivista pubblicata da Banca Etica. Le immagini sopra (clicca per ingrandirle) riportano l’articolo completo, di seguito invece gli stralci salienti:

La politica, intesa come meccanismo di distribuzione e il sistema degli incentivi concessi dall’Unione Europea, favorisce i grandi produttori e le catene distributive. Mediante una politica di prezzi bassissimi, scarsa programmazione e speculazione, tende ad alimentare gli sprechi e penalizzare i piccoli e medio/piccoli produttori.

– Il sistema dei sussidi dell’Unione Europea, nato con nobili intenti, è diventato un mostro, con paradossi tipo versare denaro per non coltivare (per esempio 90 miliardi di lire per distruggere l’uva).

Il 60% del valore dei prodotti agricoli va alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), il 23 all’industria di trasformazione, mentre solo il 17% resta al produttore. I prezzi dal produttore al banco del supermercato aumentano mediamente del 600%. (commento mio, questo è il risultato del mancato coordinamento dei produttori/agricoltori, di cui ritengo responsabile la Coldiretti).

Ogni anno rimangono sui campi, perchè non è conveniente raccoglierla, circa 8 milioni di tonnellate di ortofrutta, esattamente quanta ne consumano gli italiani in un anno. Insomma per ogni pomodoro mangiato, uno rimane sui campi a marcire…

– La PAC (Politica Agricola Comune) nata 50 anni fa con il giusto intento di aiutare un’agricoltura che usciva dalla 2° guerra mondiale, si è riformata recentemente, ma ha di fatto fallito il compito di rendere più efficente il mondo agricolo. Si attende proprio per questo mese di novembre un documento che segni l’inizio di (se spera) corpose modifiche alla PAC. Tenete gli orecchi bene aperti!

– Sono circa 60 miliardi di euro (120.000 miliardi di lire) all’anno i fondi che la PAC versa al mondo agricolo, in gran parte come detto alle multinazionali agricolo/alimentari.

– Di fronte a tale desolazione, una delle soluzioni possibili e attualmente funzionanti è quella dei G.A.S. (Gruppi di acquisto solidale), come riportato nel trafiletto nell’ultima pagina dell’articolo, che pagano il giusto prezzo al produttore, e saltando tutti gli intermediari commerciali, riescono spesso ad avere un prezzo per il consumatore inferiore a quello dei supermercati.

Per approfondire:

– Il sito www.farmsubsidy.org riporta il dettaglio di tutti i contributi pubblici concessi, cioè a chi e quanto, nazione per nazione.

____________________________________________________

Per contrastare tali speculazioni è necessario diffondere il più possibile un’informazione corretta, e ricordo a tutti che tramite l’azionariato critico, Banca Etica è in prima linea per fare la sua parte, ma ha bisogno dell’ aiuto concreto di noi tutti. Se volete unirvi visitate il sito di Banca Etica.

Vi è piaciuto questo articolo della rivista “Valori“? Per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Agricoltura, Associazionismo, banche, Economia/Finanza, Infrastrutture, Inganni, Lavoro/Impresa, monopoli, multinazionali, Risparmio, Salute, Società/Politica, Sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Leave a Comment »

Indispensabili: Il segreto dei bambini felici

Posted by giannigirotto su 26 ottobre 2010

Segreto bambini felici

Quale compito può essere più importante dell’essere dei buoni genitori?

Personalmente credo nessuno, in quanto riuscire a crescere bene i propri figli è desiderio di ognuno di noi, oltre ad essere il viatico più efficace per generare un futuro migliore. Infatti se ciascun genitore riuscisse a crescere i propri figli in modo diventino anche solo leggermente migliori dei propri genitori, nel giro di poche generazioni potremmo debellare fame, guerre e povertà.

Certo che tale nobile intenzione è tutt’altro che semplice…..e la letteratura educativa in tale settore è estremamente prolissa e variegata.

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un libro, “Il segreto dei bambini felici”, che ho voluto inserire nella mia sezione “Indispensabili“. In tale sezione troverete anche un altro libro avente lo stesso tema ed obiettivo,  cioè “Genitori efficaci” (che non a caso viene citato e utilizzato anche nel presente libro).

Come ho fatto appunto per “Genitori efficaci”, anche in questo caso provo a riassumere al massimo il contenuto, invitandovi però a leggere il libro intero perchè ovviamente posso sbagliarmi:

-Il ragionamento di fondo su cui si basa il libro è che il cervello, sia degli adulti ma sopratutto dei bambini (che non hanno sviluppato ancora adeguate difese psicologiche) è talmente ricettivo che assorbe profondamente i contenuti che gli vengono trasmessi, e li assorbe tanto più solidamente quanto più vengono espressi in maniera emozionante. Purtroppo spesso l’emozione più forte è la rabbia e i momenti di sfogo, in cui diciamo ai nostri bambini cose molto spesso negative, che loro appunto assorbono e interiorizzano profondamente.

– Quindi nei momenti di rabbia i genitori trasmettono messaggi alle menti dei figli, e questi mes­saggi, se non vengono contestati risolutamente, esercitano il loro Influsso per tutta la vita.

I bambini badano più alla nostra espressività emozionale che al contenuto del messaggio. Non fingetevi soddisfatti o affettuosi quando non vi sentite tali, perché così create confusione: il bambino può diventare in­sicuro e può sviluppare, a lungo andare, un disturbo grave. Pos­siamo esprimere sinceramente i nostri sentimenti senza mortificare i bambini. I figli sono in grado di accettare che un genitore dica: « Sono molto stanco oggi », oppure: « Adesso sono troppo arrabbiato », soprattutto se il discorso corrisponde alle sensazio­ni che provano. Ciò li aiuta a comprendere che anche il genitore è umano, e questo è senz’altro positivo.

Espressioni positive: significa dare un altro approccio all’educazione, cioè anzichè dare messaggi di possibili pericoli o cose negative, volgiamoli al positivo: esempio possiamo dire a un bambino: « Non litigare, oggi, a scuola! » Oppure possiamo dire: « Passa una bella giornata, oggi, a scuola, e gioca soltanto con i compagni con cui vai d’accordo». In breve, è preferibile spiegare chiaramente ai bambini il modo corretto di agire e di comportarsi, anzichè procedere per divieti o paventare pericoli.

– I bambini hanno bisogno di sentirsi amati, cioè di ricevere almeno una volta al giorno qualche minuto di sincera e completa attenzione, fisica ed emotiva. Se non la ricevono sono disposti a combinare qualche marachella pur di ricevere attenzione, anche se sotto forma di rimproveri. Infatti un’emozione, anche se leggermente dolorosa, è da loro preferita in confronto all’assenza totale di emozioni.

– Svolgete dei lavori/attività pratiche assieme: La fiducia e la confidenza si sviluppano a poco a poco, mentre si accatasta la legna, o si ripara l’automobile, o si lavora in giardino…

– Per aiutare i vostri figli a crescere e risolvere autonomamente i problemi, utilizzate la tecnica dell'”ascolto attivo“, spiegata nel libro “Genitori efficaci” presente sempre nella sezione “Indispensabili

– Ancora una volta viene confermato che è molto più probabile che imitino quello che fate, anzi­ché eseguire ciò che dite. Badate dunque a offrire loro i modelli dei comportamenti che desiderate che adottino.

Il libro affronta approfonditamente la gestione dei sentimenti: paura, rabbia, tristezza e gioia, e come insegnare ai bambini a gestirli e controllarli. Ciò comprende anche le “distorsioni” emotive come il broncio, la timidezza e il capriccio…

– Il bisogno di limiti avvertito dai bambini è uno dei segreti di cui i genitori debbono essere a conoscenza. Tutti i bambini hanno la necessità di sapere che qualcuno è in grado di controllarli. Se riuscirete a trasmettere (coi fatti, con l’esempio, con l’atteggiamento oltre che con le parole) ai vostri figli che li amate incondizionatamente e non li abbandonerete mai, cioè che siete affidabili, questi accetteranno anche la vostra severità e le regole che vorrete stabilire.

– Per farli crescere correttamente e permettere che si formino una corretta autostima, fate in modo di assegnare loro il prima possibile dei compiti nella tenuta/gestione della casa (per esempio apparecchiare/sparecchiare la tavola), ovviamente proporzionati all’età. Le prime volte seguiteli, e se necessario correggeteli, ma un po’ alla volta lasciategli l’autonomia e la responsabilità relativa.

– I bam­bini crescono più serenamente e più felicemente quando mam­ma e papà manifestano l’affetto che li unisce e l’interesse reci­proco…

– I genitori, per poter svolgere bene il loro compito, devono trovare il modo di occuparsi di loro stessi, darsi delle gratificazioni, concedersi 10 minuti al giorno solo per loro (intesi come coppia), e arrivare alla consapevolezza che i figli sono sì importanti, ma non devono SEMPRE avere la precedenza.

– Durante la crescita il bambino attraversa della “fasi” mediamente abbastanza classificabili, con comportamenti abbastanza tipici. Il libro ne elenca sei, e per ognuna ne spiega comportamenti e i provvedimenti che possono aiutarvi.

Ovviamente quanto sopra è solo un’estrema mia sintesi personale di quanto riportato dal libro, che spiega e chiarisce centinaia di aspetti ugualmente importanti. Io ho trovato un estratto, scaricabile gratuitamente, che spero vi piaccia e vi invogli a comprare il libro o a recarvi in biblioteca per prenderlo in prestito.

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto


Posted in educazione, Famiglia, Indispensabili, psicologia, Salute | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

No grazie, pago io!

Posted by giannigirotto su 28 settembre 2010

C’è chi dice no ai “regali” delle Multinazionali Farmaceutiche

GADGET, REGALI, PRANZI GRATIS, FESTE, VIAGGI OMAGGIO in hotel di lusso e località esotiche con la scusa di un convegno medico, interventi pubblici lautamente remunerati. Dura la vita dei medici. Nessuna ironia in questa affermazione: è davvero difficile per un medico rimanere intellettualmente indipendente, valutare correttamente l’efficacia e la reale utilità di un farmaco quando le case farmaceutiche fanno di tutto -anche attraverso la loro capillare rete di responsabili vendite (ipocritamente noti come “informatori farmaceutici”) – per convincere chi dovrà prescrivere i loro medicinali.
Il problema è reale e globale. E tocca da vicino la vita delle persone. Alcuni sanitari però hanno alzato la testa e rifiutato questa logica. Grandi nomi della medicina mondiale si sono esposti denunciando questo stato di cose. Come Drummond Rennie, vice direttore del Journal of thè American Medicai Association: «Vari scienziati sono disponibili, in nome del prestigio, a tagliare, falsificare, plagiare, ingannare, mentire, truffare e buttar via la loro reputazione, semplicemente per produrre più pubblicazioni, avanzare nella loro carriera e, ovviamente, fare soldi». O comeAdriane Fugh-Berman, professore dell’università di Georgetown, che ha ipotizzato il pericolo che «si arrivi a invalidare tutta la letteratura medica, principale fonte del processo decisionale clinico», tanto è pervasivo l’influsso delle corporation nelle pubblicazioni scientifiche.
Dietro di loro, in molti Paesi stanno nascendo movimenti di medici, infermieri e farmacisti che si oppongono allo strapotere delle lobby. In Italia, trecento di loro si sono riuniti nell’associazione “No Grazie Pago lo”: «I confini tra medicina e industria del farmaco stanno scomparendo e i loro ruoli tanto diversi vengono confusi. Scopo dell’industria del farmaco è vendere i propri prodotti per aumentare gli indici di Borsa delle società quotate. Scopo della medicina deve essere invece quello di proteggere la salute delle persone», spiega la pediatra modenese Luisella Grandori, coordinatrice del movimento.
Memore della filosofia “agire locale, pensare globale», il gruppo ha deciso di non accettare regali di alcun genere (nemmeno le penne biro o i block notes) dalle industrie del farmaco né tantomeno finanziamenti per andare ai convegni o per produrre materiale informativo destinato ai colleghi. Ma il loro impegno non si ferma qui. Nelle ricette prescrivere sempre il farmaco generico al posto di quello di marca. E, siccome il grande potere di Big Pharma sta nel controllare l’informazione medica, i “NoGrazie” lavorano per diffondere un nuovo tipo di formazione medica “non sponsorizzata”: «Al posto di lunghi viaggi ed eventi mondani – prosegue Grandori – si possono organizzare lavori in piccoli gruppi, che analizzino i risultati di un farmaco sulla base delle migliori evidenze possibili, valutandone la ricaduta sulla salute dei pazienti e concentrandosi sui problemi incontrati nella pratica quotidiana. È un modo molto più efficace per formarsi e che permette di sganciarsi dall’influenza del mercato».
I sanitari di “No Grazie Pago lo” non sono gli unici a lavorare per un nuovo tipo di rapporto tra medici e case farmaceutiche. Gruppi simili sono nati in molti altri Stati: So Free Lunch a New York e in Gran Bretagna, i No Gracias in Spagna, i Gezonde Scepsis in Olanda, i Mezis in Germania e gli Healthy Skepticism che, nati in Australia, hanno affiliati in tutto il mondo.

Fonte: rivista “Valori“ pubblicata da Banca Etica. E per chi fosse interessato è disponibile online un vasto archivio con tutti gli arretrati (tranne i numeri più recenti)…

Bookmark and Share Gianni Girotto

Posted in Associazionismo, Cooperazione, Etica, Inganni, monopoli, multinazionali, Salute | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Indispensabili – La Deriva: Sanità e Politica

Posted by giannigirotto su 6 Maggio 2010

Proseguo la lettura di questo testo che consente di passare dalle generiche accuse e lamentele “da bar”, alla presa di conoscenza precisa e puntuale di moltissime disfunzioni tipicamente italiane, tipicamente assurde, frutto della nostra burocrazia e del nostro concetto di Stato come entità fine a sè stessa e dotata di una propria cervellotica intelligenza.

In realtà sappiamo bene che lo Stato siamo noi, e la situazione che ci circonda non è altro il risultato di molteplici intrallazzi e scambi di favori tra le varie “caste” che detengono il potere, e per le quali ogni mezzo è buono per arraffare denaro sotto forma diretta di mazzette/tangenti, o indiretta sotto forma di appalti vinti e commesse aggiudicate, o qualsivoglia altra forma di speculazione.

PREMESSA per questo specifico capitolo: per chi vuole approfondire i mille mali della Sanità Italiana, con i suoi sprechi, truffe, corruzioni, clientelarismi, lobby, baronati ecc. può leggere sempre gratis il libro “La Casta Bianca“, scritto da un medico che ha dedicato la sua vita per una Sanità onesta, e che ne analizza a fondo i meccanismi, e propone anche qualche efficace rimedio .

Cap.15 Prostate d’oro, primari tesserati

In sala operatoria preferite affidarvi a un chirurgo democratico o forzista, socialista o mastelliano? Se la domanda vi sembra de­menziale, toccate ferro: i primari sono scelti così, per la tessera, sempre più spesso. E non lo dicono i «grillini», i giornalisti rom-piscatole o i bastiancontrari: lo dicono loro stessi, i medici. Come quei nove luminari che qualche tempo fa, guidati da Silvio Garattini, firmarono una lettera pubblicata dal «Corrie­re» sotto un tìtolo per niente disfattista: Manifesto per la rina­scita della sanità. Dov’era scritto: «II direttore generale, che ha sostituito il Consiglio d’amministrazione nel 1995, doveva dare dinamicità, rispondere in prima persona delle sue scelte (e del bilancio). Ma presto ci si è accorti che direttori generali si di­venta solo se vicini a questo o quel partito. È necessario, inve­ce, separare la politica dalla gestione e scegliere i direttori delle Asl e degli ospedali sulla base delle competenze. La questione dell’appartenenza a un partito non riguarda solo il direttore ge­nerale. A loro volta i direttori generali scelgono i primari e i di­rettori di dipartimento privilegiando il criterio di appartenenza politica piuttosto che le competenze. È forse il problema più grave della sanità italiana»………..

eppure…… l’Italia spende per la sanità, in rapporto al proprio PiiL più o meno quanto gli altri Paesi del-l’Ocse: il 9%………….In compenso, grondiamo di medici: 636 ogni centomila abitanti, dati 2005, contro una media che negli altri 26 Paesi d’Eu­ropa è di 460. Per non parlare degli infermieri, che secondo l’A­genzia sanitaria nazionale sono, sempre ogni centomila persone, 1494. Fatto sta che al capezzale dei 214.000 letti pubblici com­plessivi (day hospital, degenza ordinaria e a pagamento) contati dall’Annuario statistico sanitario 2005, si affollano (compresi gli amministrativi) 648.000 persone: tre per ogni letto. Volendo contare solo quelli occupati, quattro……con però alcune gravi lacune…..su 105.652 medici presenti negli ospedali gli odontoiatri a disposizione di chi non è benestante e non ha una mutua integrativa, sono solo 163…….

il capitolo prosegue con spiegazioni ed esempi di inefficenza, sprechi ed ingiustificate differenze sia  livello di servizi sia a livello di trattamento del Personale..

………….come sempre, all’italiana, i i premi sono stati spartiti e distribuiti a pioggia. Per dare qualche soddisfazione. Per garantire un ritocco agli stipendi. Per consolare i depressi. Un po’ ovunque. Dalla Lombardia alla Si­cilia. Risultato: a Vibo, dove i dipendenti dell’azienda ospeda­liere sono oltre 1900 per 191 ricoveri medi giornalieri, ci sono 40 primari, 85 dirigenti di strutture semplici e 153 medici ad «alta specializzazione». Compresi molti che, allo stesso tempo, non possono esercitare perché hanno il certificato di inido­neità. Come un ostetrico che non può assistere ai parti perché va in agitazione. O un chirurgo che si è fatto esentare dalla sala operatoria perché ha un debole per il vino……..

………

Non bastasse l’ambizione personale, ci si è messa anche una leggina che, inserita nell’ultimo decreto «milleproroghe» del Berlusconi bis, consente agli atenei di aggirare il divieto a spen­dere più del 90% del bilancio in stipendi. Dice dunque quella leggina, regalo della lobby parlamentare universitaria, che fanno eccezione i soldi dati a chi fa assistenza sanitaria negli ospedali. Più ne risultano fare assistenza in corsia, pagati o meno, più gli atenei possono aggirare i limiti. Da quel momento, ovvio, tutti in camice bianco! Sulla carta. Come se lavorassero al capezzale dei malati anche i laureati in Giurisprudenza che insno Sto­ria della medicina o Medicina legale come la moglie e la figlia del potentissimo preside della Sapienza Luigi Frati. I numeri dicono tutto. Sono «convenzionati» (cioè lavora­no teoricamente anche in corsia, tra i malati) 8 docenti di Medi­cina su 10, pari quasi a un quinto di tutti i professori universitari italiani. Poco più della metà a Milano (56%), poco meno di tre quarti a Torino (73%), addirittura il 93% a Messina e il 99% a Napoli. Ma se solo 9 convenzionati su 10 prendono davvero 13 o 18.000 euro di indennità (pur concorrendo tutti insieme a sgretolare il tetto agli stipendi) quelli che la incassano sul serio cambiano da posto a posto. Alla romana Sapienza sono 6 e mez­zo su 10, a Messina 9 e mezzo, alla Seconda Università di Napo­li tutti ma proprio tutti fatta eccezione per un miserabile 0,56%. Più curioso ancora è il confronto sui 12.055 tecnici e am­ministrativi convenzionati, che rappresentano quasi un quarto di tutto il personale non docente degli atenei. Direte: mica van­no in corsia, i bidelli e i bibliotecarii Invece sì. Sulla carta. Co­me fossero lì con lo stetoscopio ad assistere i malati. Cambia, però, da zona a zona. Abissalmente. I convenzionati a Verona sono il 9,3%, a Firenze il 6,2, a Pavia 11,8, a Trieste lo 0,1. Ze­ro virgola uno!

Ma alla Sapienza la quota di dattilografi e archivisti, impie­gati e funzionari teoricamente impegnati in giro per i reparti, dicono i dati ufficiali del ministero, sale (dati ufficiali del mini­stero) al 52%. E alla famigerata Seconda Università di Napoli (dove già battono cassa come «ospedalieri» 57 professori su 100, compresi quelli di facoltà che non hanno nulla a che fare con la medicina) si impenna fino a uno sbalorditivo 83%. E, insomma, l’andazzo è tale che, tra medici e impiegati, le inden­nità per l’assistenza ospedaliera ci costa un miliardo di euro l’anno. Tondo tondo. Vi pare normale? Ed è normale che si trovi in Sicilia un quarto di tutti gli am­bulatori e i laboratori privati accreditati in Italia? Cifre alla ma­no: nell’isola ce n’è uno ogni 3553 abitanti. Il quintuplo che nel Veneto e in Lombardia, 13 volte più che in Piemonte. Sarà un caso che nell’isola i politici, spesso medici di professione come Giovanni Mercadante, finito in galera con l’accusa di essere «un punto di riferimento per la cura degli interessi di Bernardo Provenzano nel periodo della sua latitanza», hanno le mani sul­le cliniche?……………con tariffe e stipendi fuori di testa……Il trattamento per il tumore alla prostata con «terapia conformazionale statica a sei campi» veniva pagato dalla Regione 136.439,95 euro. Sapete quanto co­sta in base al nuovo tariffario applicato dal commissario? Di­ciassette volte di meno: 8093 euro. La terapia tradizionale per il tumore alla mammella era arrivata a costare anche 46.480 euro contro i 3314 del tariffario piemontese e i 2324 di quello nuovo siciliano: venti volte di più. Per non dire di certi stipendi, come quello del radiologo Michele Oliveri: oggi guadagna «solo» un centinaio di migliaia di euro l’anno ma ai bei tempi, grazie a una percentuale del 7% di quanto riusciva a fatturare, aveva la bu­sta paga di un centravanti di serie A: un milione e 200.000 euro….

la gestione politica della sanità pubblica è stata registrata per caso da una giornalista nel ’94…Elisabetta Rosaspina del «Corriere» chiamò la presidenza della Regione Lombardia per avere notizie delle nomine alle Asl e un incauto partecipan­te alla riunione, dopo avere messo giù il telefono due o tre vol­te, premette per sbaglio il pulsante del «vivavoce». Consenten­do alla giornalista di ascoltare in diretta tutta la spartizione.

«Una voce: “Noi vi lasciamo Magenta e ci portiamo a casa Vimercate”. Un’altra: “Molla Cernusco e facciamo un discorso su Garbagnate”. Una terza: “A Lecco mandate chi volete, ma non un pidiessino, sennò Cristofori ci resta di merda”. Una quarta: “Se non mi date il Gaetano Pini, mi dimetto e fate la giunta con il Pds”. (…) “Se Piazza va a Lecco, e Berger al posto di Grotti, mettiamo Arduini a Milano 2, ma Riboldi resta fuori.” “A Cernusco sono d’accordo di mettere uno del Pds e Grotti su Milano 6.” “Posso chiedere ai pidiessini di spostarsi da Cernu­sco a Garbagnate.”» E avanti così, per tre ore: «”Dunque, a Milano, su 17 Usl e 8 ospedali, il Ppi ha 5 Usl e 2 ospedali, mi pare ragionevole”. “Voi chiudete con 2 ospedali, San Carlo e Fatebene, e 3 Usl, noi con 3 ospedali e 5 Usl, la Lega con un ospedale e 6 Usl, il Pds 2 più 2″».

…………..

Risultato: a decidere spesso è la politica. «Non spesso, sempre», corregge secco Stefano Biasioli, segretario nazionale della Cimo, la Confederazione italiana medici ospedalieri, con­siderata vicina ai moderati. «Nelle Regioni di destra fanno car­riera i medici di destra, nelle Regióni di sinistra i medici di sini­stra. È un’intrusione massiccia. Pesantissima. Non solo nella scelta dei primari ma anche dei dottori, degli infermieri… Cer­to, il fenomeno in Campania, in Calabria o in Sicilia è terrifi­cante. Ma riguarda, purtroppo, tutto il Paese. Tutto.» Carlo Lusenti, a nome dell’Anaao, conferma: «Se non sem­pre, la politica ci mette il naso nove volte su dieci. Per carità, non c’è solo la politica. Ct sono le lobby universitarie, le corda­te, i sindacati… Ma è certo che, se la politica non cambia il si­stema delle nomine…»………….

il capitolo prosegue con esempi e dichiarazioni, da cui risulta evidente che non solo tale gestione è tollerata, ma addirittura considerata giusta, nel senso che il politici sono concordi nel dire che le nomine degli amministratori sanitari devono essere decise a livello politico, valga per tutti la dichiarazione del leghista Veneto Galan…perché le scelte di politica sani­taria sono, lo dice la parola stessa, politiche: «Il sottoscritto non ha fatto null’altro che applicare quanto previsto dalla legge, che attribuisce al presidente l’onere e la responsabilità della scelta…….».

quindi non lamentiamoci della sanità italiana, visto che abbiamo votato noi i politici che la gestiscono……

se ti piace condividi su Facebook e/o altri siti cliccando qui a destra Bookmark and Share  Gianni Girotto


Posted in Inganni, Salute, Società/Politica | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Indispensabili: Economia Canaglia – 5° capitolo

Posted by giannigirotto su 14 febbraio 2010

Sinora nella mia sezione “Indispensabili” ho inserito i collegamenti a dei file con gli estratti dei libri che volevo segnalare. Ora con questo libro, di Loretta Napoleoni, per il quale la ringrazio pubblicamente, ho cambiato approccio.

In questo caso infatti inserisco un capitolo alla volta, sempre sotto forma di estratto, ma direttamente leggibile.

Considero questo libro veramente “indispensabile”, perchè chiude il cerchio fra la liberalizzazione del mercato globale e il crescente peggioramento della condizione socioeconomica di enormi strati della popolazione, in particolare la cosidetta “classe media” e le prime vittime manco a dirlo sono state le donne, e ci offre una chiara visione degli scenari che ci aspettano nel futuro. L’economia canaglia ha definito per legge che i privati e le aziende possono brevettere qualsiasi forma di vita, dai batteri ai geni, facendo quindi pagare chiunque li usi. Di conseguenza tutti noi paghiamo pesantissimi dazi, il più delle volte senza saperlo, sia per effettuare esami, che per usare medicinali, o sotto forma di mancata concorrenza determinata da questi monopoli. Per esempio, è un fatto che chi detiene i brevetti, come il proprietario del gene dell’epatite C, continua a ricevere milioni dai laboratori di ricerca di tutto il mondo.

In un mondo dove tutto ciò che conta è il prezzo, tutto viene contraffatto, anche le parti di ricambio degli aerei, con la conseguenza che la maggior parte degli ultimi mortali incidenti aerei (anche quello del Concorde francese) sono stati causate da parti di ricambio contraffatte e ovviamente di scarsissima qualità.

Invito pertanto veramente tutti a divulgare i contenuti puntuali e documentati di questo libro, segnalandoli ai propri amici. La conoscenza infatti è il primo passo per raggiungere vera libertà e progresso civile. Buona lettura

Capitolo 5 – Fingi

……….Nella primavera del 2006 l’autorità francese per 1’antitrust cita in giudizio svariate ditte di cosmetici, tra cui L’Oréal, Chanel, Christian Dior, Yves Saint Laurent, Estée Lauder e Clinique, «perché in collusione per mantenere alti i prezzi ai danni dei consumatori. Le autorità francesi multano le aziende per un totale di 64 milioni di dollari con l’accusa di aver infranto le norme antitrust dell’Unione Europea. Secondo questa tattica del «controllo dei prezzi al dettaglio», il cartello impone lo stesso prezzo al dettaglio a chiunque venda i suoi profumi e decide il tetto degli sconti………Molti marchi famosi, inoltre, fanno in modo che il prodotto scarseggi per mantenere alti i prezzi………..

………In Cina la pirateria è uno stile di vita economico inscindibilmente legato a secoli di ricidaggio della storia. Quando la storia viene «riciclata», scritta e riscritta per soddisfare le esigenze dell’ autorità del momento, la realtà svanisce e con lei tutti i suoi accessori…….

……..Ma lo sviluppo economico della Cina comincia a risentire della disparità dei redditi, della diffusissima corruzione, dell’aumento della criminalità, della prostituzione dilagante, dell’epidemia di Aids, dell’inquinamento atmosferico e dello sfruttamento del lavoro. «Ogni volta che apri il giornale ci sono sempre scandali, violenza e omicidi. Il tasso di criminalità in Cina aumenta in modo direttamente proporzionale alla crescita economica o addirittura più in fretta»………

………Le triadi (la criminalità organizzata cinese) sono coinvolte nella spedizione all’ estero dei falsi e nel traffico di manodopera a buon mercato. Quest’ultima è un’attività in crescita, responsabile della proliferazione dello sfruttamento cinese in Occidente. Parigi ospita il più alto numero di immigrati cinesi illegali dell’Unione Europea. Un rapporto del 2006 pubblicato dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) stima che gli immigrati illegali cinesi in Francia siano 50000: il 70 per cento vive a Parigi, il resto nelle zone orientali e settentrionali. In Italia, nel 1980, c’erano 730 immigrati cinesi, tra legali e illegali. Nel 2004 la Caritas ne calcola 100000. Secondo l’Europol, quello cinese è il gruppo etnico in Europa che cresce di più ed è anche quello che costa meno in termini di manodopera. La Oil conferma che la prima destinazione degli immigrati cinesi non è più l’America ma l’Europa, perché introdurli clandestinamente negli Stati Uniti costa il doppio. Inoltre, chi chiede lo status di rifugiato riceve un trattamento più generoso nei paesi europei che negli Stati Uniti.

Poiché ottenere il visto dell’Unione Europea è pressoché impossibile, gli immigrati cinesi fanno affidamento soprattutto sulle reti clandestine di trafficanti che chiedono 10-20000 euro a persona per il viaggio. Spesso, dopo aver ricevuto un passaggio illegale per l’Europa, l’immigrato vive dai due ai dieci anni in semischiavitù per ripagarlo. L’Oil stima che il 75 per cento degli immigrati cinesi entrati illegalmente in Francia abbia con i suoi trafficanti un debito che va dai 12000 ai 20000 euro.

I trafficanti trattengono direttamente una parte del salario degli immigrati grazie ad accordi con i datori di lavoro. Per farlo, requisiscono ai clandestini la carta d’identità e il passaporto all’inizio del viaggio e li consegnano ai datori di lavoro in Europa. «La situazione più comune è che i documenti della persona siano confiscati dal trafficante, il quale li consegna al datore di lavoro, che a sua volta versa il salario del lavoratore al trafficante per ripagare il debito» spiega Gao Yun, un avvocato dell’Oil. A quel punto «la trappola si chiude: gli immigrati impiegano dai due ai dieci anni per estinguere il debito. Da quel momento in poi, entrano anche in una rete economica clandestina etnica difficile da definire; diventano invisibili per paura di essere arrestati. Ogni anno le organizzazioni criminali cinesi introducono illegalmente in Europa decine di migliaia di lavoratori……….Le imprese cinesi fanno la loro fortuna sulla manodopera connazionale a basso costo sia in patria che all’estero, e ciò facilita la penetrazione nei mercati. L’Antimafia italiana conferma che la straordinaria competitività dei cinesi in Europa dipende proprio dallo sfruttamento del lavoro in nero e della manodopera a basso costo………….I ricavi delle attività cinesi non entrano mai nel circuito monetario del paese che li ospita perché non sono depositati nel sistema bancario ufficiale: la maggior parte resta in contanti e quindi non viene tassata……

I biopirati, una sorta di versione moderna dei «cacciatori bianchi» nel continente nero, razziano l’Africa alla ricerca dei suoi organismi biologici……

Un rapporto del 2006 sulla biopirateria, commissionato dal Centro africano per la biosicurezzà (Acb), rivela che dallo sfruttamento dei batteri della Rift Valley la Genencor guadagna 3,4 miliardi di dollari l’anno senza pagare tasse all’amministrazione locale. Il governo di Nairobi denuncia continuamente la situazione e chiede invano un risarcimento.

La biopirateria alimenta molte industrie che forniscono prodotti ai consumatori occidentali. La Procter & Gamble usa un microrganismo del lago Nakuru per produrre detersivo. La Sygenta, un colosso biotecnologico svizzero, ha ottenuto il brevetto in Europa e nel Nord America di una pianta di Usambala, Tanzania, a sudest del Kilimanjaro, nota come Impatiens Usambarensis. È la terza pianta più venduta negli Stati Uniti, con ricavi annuali che raggiungono i 148 milioni di dollari.

Spesso la biopirateria passa inosservata malgrado la sua evidente illegalità perché è protetta dal complesso sistema dei brevetti. Le industrie possono brevettare qualsiasi cosa e da quel momento in poi ne possiedono il marchio, a prescindere dall’origine della sostanza brevettata. Nel 2004 l’olandese Soil and Crop Improvements ha brevettato la proprietà intellettuale del teff, un cereale che cresce in Etiopia, e di tutti i derivati del suo fiore. Il teff è l’alimento base di 80 milioni di etiopi.

Le multinazionali dei cosmetici, con una mossa scaltra, hanno registrato molti enzimi, microrganismi e funghi africani come nuovi prodotti di bellezza. La statunitense Unigen lo ha fatto con l’aloe ferox del Sudafrica, una pianta usata dalla sua affiliata sudcoreana per produrre una crema sbiancante chiamata Aloewhite. Tutto a spese dell’Africa.

La preda più spaventosa della biopirateria sono però i nostri geni. «Un quinto dei geni presenti nel nostro corpo è di proprietà di privati» scrive Michael Crichton in un editoriale dell’International Herald Tribune del 2007. Anche i geni patogeni, quelli legati a gravi malattie e fondamentali per scoprirne la cura, sono di proprietà di privati. Individui e società registrano i geni a loro nome per rivendicare il diritto di riscuotere denaro ogni volta che il gene viene usato, anche e soprattutto per le ricerche mediche. Ovviamente le tariffe dei brevetti moltiplicano esponenzialmente il costo della cura e così, alla fine, chi paga sono i pazienti.

 

Posted in Ambiente, Economia/Finanza, Etica, Inganni, Lavoro/Impresa, Malavita, monopoli, multinazionali, Salute, sfruttamento, Società/Politica | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Indispensabili: Genitori/Amici/Persone Efficaci

Posted by giannigirotto su 9 gennaio 2010

Quale compito può essere più importante dell’essere dei buoni genitori?

Personalmente credo nessuno, in quanto riuscire a crescere bene i propri figli è desiderio di ognuno di noi, oltre ad essere il viatico più efficace per generare un futuro migliore. Infatti se ciascun genitore riuscisse a crescere i propri figli in modo diventino anche solo leggermente migliori dei propri genitori, nel giro di poche generazioni potremmo debellare fame, guerre e povertà.

Certo che tale nobile intenzione è tutt’altro che semplice…..e la letteratura educativa in tale settore è estremamente prolissa e variegata.

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un libro, che ho quindi voluto inserire nella mia sezione “Indispensabili“, che presenta un impagabile pregio: pur essendo stato scritto con riguardo ai figli, in realtà può e viene effettivamente usato per qualsiasi tipo di rapporto interpersonale, tra amici, soci, parenti, coniugi, maestri e alunni…..ecco spiegata quindi la differenza tra il titolo del libro e il titolo dato a questo articolo…..

Personalmente mi trovo in piena sintonia con quanto viene ampiamente spiegato in questo libro, che mi sembra basato sul puro buon senso, sulla logica e sulla non-ipocrisia.

Cercherò ora di riassumere brevissimamente alcuni importanti concetti solo per incuriosirvi e stimolarvi alla sua lettura integrale. Cliccando invece o sopra l’immagine del libro stesso o qui a fianco, potrete scaricare un ampio estratto dello stesso che ho trovato in Internet.

– il libro esamina compiutamente la tecnica cosidetta dell'”ascolto attivo“, che si concentra nell’evitare di imporre il proprio giudizio e le proprie considerazioni, invitando invece (con un atteggimento di sincera attenzione e condivisione) l’interlocutore ad aprirsi e spiegare i propri sentimente e quindi le vere motivazioni del suo comportamento, passo questo che spesso consente all’interlocutore di arrivare da solo alla migliore soluzione del problema in essere;

– L’importanza di utilizzare messaggi “in prima persona” anzichè “in seconda persona”. Con il primo tipo infatti si comunicano i propri sentimenti ed idee, senza dare giudizi e/o imposizioni come accade spesso con i messaggi in seconda persona.

– ogniqualvolta in un rapporto vi sono conflitti o problemi, si può scegliere, consciamente o inconsciamente, di adottare un atteggiamento di conflitto, nel quale alla fine uno dei due interlocutori vincerà e uno perderà, oppure instaurare un dialogo sincero che evisceri la vera causa del problema e consenta ad entrambe le parti di proporre delle soluzioni condivise. Per quanto riguarda rapporti in cui le parti hanno diversa quantità di potere (quindi specialmente genitori e figli) è estramemente dannoso instaurare un rapporto basato su confronti “di forza”, nei quali cioè ognuno tenta ostinatamente di imporre la propria visione delle cose, fintantochè il soggetto dotato di maggior potere si impone. Questo tipo di rapporto infatti genera e genererà una lunga serie di serie problematiche, anche gravi. Viceversa l’approccio “senza perdenti” implica l’instaurazione di un dialogo più sincero, responsabilizza gli interlocutori e consente una crescita equilibrata dei figli. Inoltre una soluzione consensuale basata sul principio della partecipazione, garantisce migliori risultati e minori conflittualità.

– Il trasferimento dei “valori” morali dei genitori ai figli non può venire per imposizione, ma solo dando un esempio coerente con il proprio comportamento, rispetto a quanto si predica. Inoltre è altamente controproducente sprecare tempo ed energie per cercare di cambiare dei comportamenti che non influenzano veramente la vita del figlio e della famiglia (tipo la lunghezza dei capelli o il modo di vestire), ma concentrarsi esclusivamente sui dei problemi seri e oggettivi. Riporto dal libro: “I genitori trasmettono i propri valori vivendoli coerentemente, e non costringendo i figli a vivere secondo gli stessi. Credo fermamente che una delle principali ragioni per cui oggi gli adolescenti protestano respingendo molti dei valori della società adulta sia riconducibile al fatto che si sono resi conto di come gli adulti spesso predicano in un modo, ma agiscono in un altro.

– Trattare i figli il più possibile come persone, dandogli la possibilità di guadagnarsi stima e responsabilità via via crescenti. Ricordiamoci di quando eravamo ragazzi noi, cosa ci infastidiva maggiormente?

– Non subire passivamente il tipo di educazione e insegnamenti che provengono da scuole, televisione ecc., ma attivarsi per correggerle e migliorarle. In gioco c’è il futuro dei nostri figli.

– Fare introspezione: non accetto i miei figli perchè non accetto me stesso? considero i figli una mia proprietà o degli esseri umani autonomi? la mia relazione primaria è quella coniugale o quella con i figli? Gli unici valori e principi validi sono quelli in cui io credo?

Ripeto che i punti suddetti sono un condensato estremo di un intero libro, quindi vanno presi con le pinze e non garantisco certo di aver reso correttamente quanto il libro stesso espone, sono solo un tentativo……

Bookmark and ShareGianni Girotto

Posted in educazione, Indispensabili, psicologia, Salute | Contrassegnato da tag: , , , , | 4 Comments »

I miei “Credo”: Ambiente

Posted by giannigirotto su 10 novembre 2009

Ritengo sia scontato, scontatissimo lo dicono tutti no? ma nei fatti poi….

Credo che l’ambiente debba essere la priorità di tutto, di ogni singola azione. L’ambiente non è un lusso, un accessorio, una voce di bilancio, l’ambiente è il fondamento su cui si poggia tutto il resto; se l’ambiente non è in equilibrio, tutto il resto è in pericolo. E ricordo che nel termine “tutto il resto” ci siamo anche noi essere umani….ed attenzione che gli ultimi dati sono terribili, secondo il recentissimo ultimo rapporto dell’IUCN (International Union for Conservation of Natureun’organizzazione internazionale all’interno della quale partecipano ben 140 Paesi, con una rappresentanza di 77 Stati, 114 agenzie governative, più di 800 organizzazioni non governative, più di 10.000 scienziati ed esperti internazionalmente riconosciuti provenienti da più di 180 Paesi che lavorano all’interno delle Commissioni – quindi non degli sprovveduti quaraquaquà..) dichiara che oltre un terzo della flora e della fauna sono a rischio di estinzione. Una dichiarazione che dovrebbe farci schizzare tutti dalla sedia e sudare freddo, e che dovrebbe generare allarme rosso nei mass-media, che invece continueranno a propinarci politicuccia e cronaca pruriginosa per mantenerci nel nostro stato di ipnotica obnubilazione…

Oggi infatti termini come “sostenibilità”, “fonti rinnovabili” e similari, sono sulla bocca di tutti, ma poi?

Quanti si rendono conto che senza un cambiamento del proprio personale stile di vita non si risolve nulla? E attenzione che cambiamento non vuol dire automaticamente riduzione, regressione….ma alcune limitazioni le comporta, eccome, non possiamo nasconderci dietro un dito dicendo che possiamo continuare a sperperare le risorse come queste fossero infinite….

Ecco allora che come Einstein diceva “Nulla darà la possibilità di sopravvivenza alla Terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”, e quindi bisogna iniziare perlomeno a ridurre sensibilmente il consumo di carne e derivati, che richiedono immense quantità di energia per essere prodotti, trasportati e conservati…

E’ l’agricoltura? oggi l’agricoltura è tutto meno che sostenibile, basata com’è sul petrolio, petrolio che serve ovviamente per i macchinari, ma anche perchè sono fatti di petrolio i concimi e i vari prodotti chimici antiparassitari e diserbanti che vengono massicciamente impiegati nella coltivazione. E che dire puoi dei sistemi di coltivazioni e delle monocolture intensive che rendono il terreno sterile. Quanti sono coscienti che si deve iniziare una transazione verso un’agricoltura senza petrolio, visto che questo comunque finirà, tra 50, 100 o 200 anni nessuno ne è sicuro ma è sicurò che finirà, e cambiare un sistema così complesso e mastodontico sarà un operazione che occuperà decine di anni….vogliamo farla con calma o quando avremo l’acqua alla gola….??

Come pensare poi che l’incerimento dei rifiuti sia una soluzione, visto che le ceneri prodotte sono estremamente pericolose e quindi vanno stoccate in sicurezza….una volta si usavano le ceneri per fertilizzare i campi, ma ovviamente perchè erano il prodotto della combustione di materiali assolutamente naturali, ora invece si incenerisce una serie di materiali che presi singolarmente sarebbero riciclabili, ma bruciati assieme diventano pericolosissimi….quando avremo incenerito tutto allora cosa ci resterà?

Come possiamo pensare di continuare a produrre milioni di automobili all’anno, con un consumo spaventoso di energie e materiali, automobili che utilizzano il petrolio per funzionare, invece di incentivare i trasporti pubblici e ripensare profondamente tutto il settore della mobilità….

Insomma la lista potrebbe continuare molto a lungo, ma penso che il concetto sia chiaro. Io credo che qualsiasi strategia che l’umanità deciderà di adottare, che non metta al primo posto la salvaguardia dello stesso ambiente che ci ospita e rende la vita possibile, si risolverà in un fallimento che comporterà, come sta già comportando, molta povertà e molto dolore per miliardi di esseri umani.

Posted in Acqua, Agisci, Agricoltura, Ambiente, Crisi umanitarie, Energia, Etica, multinazionali, Rifiuti/Riciclaggio, Sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | 1 Comment »