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Posts Tagged ‘Telecomunicazioni’

I miei “Credo”: Internet e democrazia

Posted by giannigirotto su 30 luglio 2010

Che in linea di principio Internet sia uno strumento potenzialmente utilissimo alla democrazia, penso sia un concetto difficilmente opinabile.

Credo sia certamente utile in fase informativa, consentendo una pluralità e una libertà di fonti assolutamente non paragonabile a nessun altro mezzo.

I problemi e i dibattiti iniziano invece quando si passa alla fase di discussione/valutazione e votazione di proposte normative, perchè qui si passa dal dire al fare, e come al solito ci sta di mezzo il mare. E le ragioni sono, credo, diverse, provo a sistematizzarle:

a) L’inesistenza di uno specifico strumento/piattaforma Internet di utilizzo pratico che renda possibile organizzare le azioni per operare in tal senso ad una massa il più possibile vasta di persone (e se esiste nè io nè tanti altri amici del “terzo settore” lo conoscono). Infatti i tipici strumenti di social network offrono sì ampie possibilità di discussione, ma al momento di organizzare le stesse o semplicemente “votare” in senso stretto una proposta piuttosto che un’altra si fermano, non essendo naturalmente stati creati per questo e non avendo quindi tali funzionalità incorporate. Per questo aspetto è quindi auspicabile che possa vedere la luce al più presto il progetto “Agorà 2.0“, che al momento viene portato avanti naturalmente da gruppi più o meno organizzati di volontari di ONG varie e del terzo settore in generale. Invito tutti coloro che sono interessati e possono contribuire pertanto a visitare il sito relativo e farsi avanti con i promotori.

b) L’accessibilità/pervasività/velocità ed economicità della rete: qui torniamo all’ormai ripetitivo e sconfortate dibattito sul ritardo e l’arretratezza delle nostri linee di telecomunicazione. A mio avviso il problema è uno solo: politico. E il motivo è semplice: i “politici” di professione temono come l’acqua santa Internet, sanno che è altamente destabilizzante (per loro), che può effettivamente aumentare il livello di conoscenza e partecipazione democratica dei cittadini, e quindi da un lato da diversi anni cercano di mettergli il “bavaglio“, dall’altro, molto più prosaicamente, subdolamente e direi anche efficacemente, rallentano e boicottano lo sviluppo della “banda larga”, cioè della possibilità di usare Internet con una velocità e quindi fruibilità decente. Oserei dire che vi è pure un terzo fattore da considerare: la scarsità di servizio tramite la linea telefonica classica, favorisce il prosperare delle offerte economiche “alternative” dei vari operatori commerciali, vuoi le “chiavette” USB o similari delle varie Vodafone, TIM, WIND ecc., vuoi le soluzioni satellitari, vuoi altri tipi di soluzione…..che qualcuno potrebbe pensare ci siano delle “tangenti” sui fatturati così ottenuti? nooo lo escluderei vero, quando mai? A corredo vi è il problema del costo del dispositivo che ci consente di “navigare” in Internet. Vuoi che sia un telefonino cellulare/smartphone che dir si voglia, vuoi che sia un computer in tutte le sue forme e variazioni, stà di fatto che in ogni caso siamo comunque di fronte ad un costo che per una certa fascia non indifferente di cittadini è tutt’altro che ininfluente.

c) Le competenze. E qui dobbiamo distinguere nettamente tra:

c1) Le competenze nell’utilizzo di Internet. Questo è forse il problema minore, e purtattavia non è affatto risolto. Vi sono milioni di persone, tra le quali molti validissimi anziani che portano con sè un bagaglio esperenziale e di “saggezza di vita” non indifferente, che però sono attualmente esclusi dall’utilizzo dello strumento ITC in generale ed Internet in particolare. Ovviamente il problema si può risolvere in larga misura con un minimo di formazione, che li metta in grado semplicemente di “navigare” in Internet e saper compiere le funzioni indispensabili per essere utenti attivi dello stesso, e non meri spettatori. Ripeto, il problema è tutt’altro che risolto, e personalmente per quanto riguarda la volontà politica in proposito, valgono esattamente le stesse considerazioni fatte al punto precedente.

c2) La competenza in senso lato. E qui le cose si complicano assai. Infatti nel momento in cui vi fosse disponibile una piattaforma web con le funzionalità di organizzare e una serie di discussioni su varie tematiche, e votare le rispettive soluzioni preferite, ecco che alle stesse potrebbero partecipare anche persone che sono scarsamente o per nulla competenti in una tal materia. Peggio ancora persone che in malafede agiscono per influenzare gli altri partecipanti e spingerli in una determinata direzione. Fortunatamente ci possono essere degli ottimi sistemi per minimizzare questi “pericoli”, come per esempio il meccanismo già previsto dalla piattaforma suddetta “Agorà 2.0” per la dichiarazione delle proprie competenze, ed altri meccanismi di acquisizione di “punteggi di merito” legati alla quantità e qualità di apporti forniti. Il vantaggio come al solito è quello della trasparenza e della accessibilità totale da parte di tutti i partecipanti a quella determinata discussione, che quindi possono anche contestare in maniera puntuale eventuali dichiarazioni ed esperienze proclamate da qualcuno, che ritengono non veritiere. Qualcun altro potrebbe obiettare che ci sarebbe il rischio di “livellamento” della discussione al livello dei partecipanti meno competenti, ma io ritengo al contrario che da una parte, dopo un periodo di rodaggio, gli utenti saprebbero discernere le proposte sottoposte dai soggetti più competenti, e dall’altra proprio quest’ultime farebbero salire velocemente il livello di competenza media dei partecipanti alla discussione.

Insomma, non si può pensare e pretendere, a mio avviso, che la semplice presenza e disponibilità di uno strumento organizzativo evoluto comporti automaticamente la risoluzione di determinati problemi, ma certamente lo ritengo un grandissimo passo in avanti verso tale direzione.

Come al solito poi il destino di tale “strumento” dipenderà dalla buona volontà di tutti, dal momento che si dovrà passare da una fase meramente “criticativa” che a tutt’oggi permea molti ambienti di discussione e social network, ad una fase propositiva e costruttiva, ed alla fine anche aggregativa, probabilmente anche politica. Menziono anche la fase politica perchè se è vero che per determinate situazioni sarà necessario e sufficente un cambiamento, in senso di crescita, “culturale” e “personale” di ciascuno di noi, per altre sarà comunque indispensabile arrivare a far sì che la normativa in materia rispecchi quanto risultante dalla discussione democratica dei cittadini. E se la politica tradizionale non volesse ottemperare, quale altra soluzione rimane se non unire le forze delle varie associazioni che hanno messo in piedi tale strumento?

d) la saturazione da troppe informazioni: ebbene sì, questo è un serio effetto collaterale di Internet. Tutti quelli che hanno un account su facebook con più di un centinaio di “amici”, che usano anche altri social network, che fanno parte di Ong e Associazioni varie che comunicano anche via Internet, che si sono iscritti a diverse newsletter tematiche, ecc. ecc. ecc., conoscono bene questa situazione……si arriva ad un punto in cui semplicemente non si riesce nemmeno a dare una letta veloce a tutte le notizie che arrivano, figuriamoci verificarle ed approfondirle. In più diventa difficile e penoso scegliere le priorità e le urgenze a cui dare la preferenza del nostro tempo libero. Anche in questo caso tuttavia uno strumento di gestione delle problematiche, condivisibile da tutti via Internet, risulterebbe estremamente utile proprio perchè permetterebbe di passare da una fase di divulgazione e di critica di una determinata situazione, ad una fase in cui la si discute e si propongono le possibili soluzioni, facendo una volta per tutte il punto della situazione, anzichè lasciare che un determinato problema si trascini e ciclicamente torni alla ribalta dell’attenzione pubblica. E’ ovvio poi che ciascuno di noi deve scegliere gli argomenti su cui concentrare la propria attenzione, in base alle proprie competenze, disponibilità e perchè no anche desideri. Sarebbe infatti già un bel passo avanti se ciascuno di noi contribuisse a partecipare alla discussione ed alle proposte risolvere/dirigere una determinata questione.

e) la questione culturale: avere uno strumento di gestione democratica condivisa non è sufficente se non vi è una cultura che lo supporti. Forse l’italiano medio è abituato ormai da troppe generazioni ad essere un “passivo” lettore di giornali e spettatore televisivo, e ugualmente abituato a disinteressarsi dell’aspetto politico e sociale, delegando ai politici la cura della casa comune. E’ chiaro che qui ognuno di noi entra in gioco, e può e deve diventare un attore di una rinascita culturale. Prendiamo esempio dalle nazioni “nordiche”, dagli svizzeri, dai tedeschi, da chi vogliamo, forti delle esperienze e dei successi da questi già ottenuti. Come per gli aspetti, anche in questo settore la presenza di uno strumento apposito non può che favorire il consolidarsi di un circolo virtuoso di conoscenza/propositività/crescita/collettivizzazione delle problematiche sociali, che ci faccia uscire da quello che attualmente a mio modo di vedere è un circolo vizioso di disinteresse/corruzione/sfascio e degrado sociale.

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ADSL in zone scoperte – terzo articolo

Posted by giannigirotto su 13 aprile 2010

Poichè ritengo l’accesso ad Internet (a banda larga, cioè ad alta velocità, s’intende) un presupposto fondamentale di liberta, democrazia e sviluppo, continuo e continuerò sempre a divulgare notizie di sviluppi tecnici/pratici in tal senso, come ho fatto nel primo e secondo articolo.

In questo caso siamo di fronte ad uno di quei piccoli ma geniali uova di Colombo che molto spesso i tecnici italiani riescono ad estrarre dal cilindro.  Si tratta infatti di portare il segnale in zone che ne sono scoperte, usando delle antenne paraboliche che si “guardano” otticamente, cioè trasmettono da punto a punto. In questo modo il segnale viene trasmesso, tramite una parabola “trasmittente”, in una zona ancora non raggiunta dalla banda larga, mediante l’installazione della parabola “ricevente”, e poi da qui si possono usare tutte le “normali” tecnologie già standardizzate per diffondere il segnale localmente.

Schema funzionamento

Schema funzionamento

Una banalità insomma, proprio un uovo di Colombo, a bassissimo costo peraltro, pensato e realizzato da Mr. Wireless, l’affettuoso soprannome dato a Daniele Trinchero, e dai suoi collaboratori dell’iXem del Politecnico di Torino, ma che ha già permesso di ottenere importanti e lusinghieri risultati, come quello di portare Internet dapprima in uno “sperduto” comune montano Italiano, quindi in un villaggio amazzonico in Ecuador, e sperabilmente a breve, nel martoriato e disperato Darfur. Qui l’intera storia…

Chissà perchè la grandi compagnie non ci avevano ancora pensato?…..forse per vendere le loro soluzioni ben più complesse e costose, forse per non minacciare il loro oligopolio …….. noooo cosa andate a pensare……malfidenti….!!!

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Abitazioni autonome ed economiche – ecco la prossima rivoluzione

Posted by giannigirotto su 11 Maggio 2009

Obama spinge l’acceleratore sulle fonte rinnovabili abbandonando definitivamente il nucleare, così come stanno facendo diversi altri Paesi…..in Italia invece……beh magari il governo attuale non la pensa proprio così, ma in compenso il mondo reale si è messo in moto da un bel pezzo per ripensare il modo di produrre e consumare energia. In particolare voglio qui riportare due progetti emblematici sulla capacità innovativa e il know-how italiano. Non è detto certamente che sia tutto oro colato, certamente solo tra qualche anno sapremo valutare corretamente la bontà dei suddetti progetti, ma una cosa è sicura, questi non sono chiacchere da policiti, sono dei reali e concreti tentativi per effettuare un cambiamento in positivo della società, del modo di costruire e concepire le abitazioni e la vita stessa, e personalmente sono sicuro che la direzione imboccata sia quella giusta.

In ordine rigorosamente alfabetico il primo è Emiliano Cecchini, con il suo progetto “Vivere Off-Grid”, cioè con l’abitazione che non è allacciata nè alla rete elettrica, nè fognaria, nè del gas, nè dell’acqua, nè del telefono.

In massima sintesi questo significa un’abitazione autonoma, che produce energia dal solare, dall’eolico, e dal calore esterno, in parte la consuma immediatamente e in parte la immagazzina sotto forma di idrogeno (in una piccola bombola nel sottotetto) per i momenti in cui ve ne sarà più bisogno.

Un progetto assolutamente simile, sinergico, ma maggiormente concentrato sull’aspetto costruttivo delle abitazioni è quello di Cucinella Mario, e la sua “Casa da 100mila Euro”. Anche in questo caso l’abitazione è il più possibile autonoma grazie all’utilizzo di sole, vento, acqua piovana, geotermia, e l’auspicabile orto condominiale concimato con il derivato dal compostaggio dell’umido domestico.

Cosa aggiungere? da parte mia nulla, solo un augurio affinchè questo modo di pensare si diffonda non solo tra la popolazione ma anche tra i burocrati, anche se sarà difficile in quanto la decentralizzazione della produzione di energia e la conseguente maggiore autonomia dei cittadini è inversamente proporzionale alla possibilità di ricavare “mazzette” tipica delle gestioni centralizzate e monopoliste attuali.

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ADSL in zone scoperte – ancora

Posted by giannigirotto su 13 marzo 2009

Aggiungo un altro tassello alle possibilità tecniche di coprire zone attualmente non servite da linee ADSL via cavo o fibra, con il seguente articolo pubblicato da ICTBlog.

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E’ questione solo di tempo e larivoluzione nella diffusione di collegamenti dati è proprio dietro l’angolo.
Tra tecnologie emergenti, quella chiamataMIMO è una possibile soluzione, fornendo discrete capacite tecniche di trasmissione.
Harpax, una delle aziende italiane più attive nel campo soluzioni wireless professionali per la trasmissione di dati e fonia, ha presentato a fine dicembreInfiMAN 2×2.

InfiMAN 2×2, grazie alla tecnologiaMIMO 802.11n ed al sistema operativo proprietario di InfiNet, fornisce prestazioni particolarmente avanzate e migliori rispetto al precedente prodottoInfiLink, con capacità e portata della Base Station particolarmente elevate, consentendo di realizzare collegamenti Punto-Multipunto fino a 300 Mbps in aria(120Mbps netti Full Duplex) per ciascun settore, anche su distanze elevate.

I nuovi apparati InfiMAN 2×2 sono, quindi, ideali per la realizzazione di reti cittadine ad elevata velocità, reti CCTVbroadcast video ad alta qualità, per infrastrutture multipunto per WISP ed Operatori, per connettività rurale su lunghe distanze.

Tutte le soluzioni InfiNet, grazie alla piattaforma hardware dedicata e al software ottimizzato, sono caratterizzate da bassissimi ritardi di trasmissione e sono dunque ideali per il trasporto di applicazioni a banda larga e in tempo reale come VoIP, Internet, dati e video (TV e video sorveglianza).

Non ne conosciamo esattamente il costo, ma siamo sicuri che la vera rivoluzione è a portata di mano. E’ solo questione di tempo. Sarà importante capire quali standard trasmissimi del futuro saranno in grado di consolidarsi sul mercato della trasmissione dati.
E’ comunque certo che è questione di tempo e presto il mercato delle telecomunicazioni potrà vivere un’altra importante rivoluzione.

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ADSL in zone scoperte

Posted by giannigirotto su 22 gennaio 2009

Come ho già scritto, credo che la comunicazione sia potere. Ora come sapete in molte zone l’ADSL via cavo non arriva, e quindi molti cittadini sono tagliati fuori da Internet e tutti i suoi vantaggi. Nel tentativo di colmare questa lacuna vorrei segnalare che oltre alla possibilità di:

1) Usare le chiavette USB della Vodafone, Tim, Wind e Tre che certamente conoscete in quanto la pubblicità è martellante;

2) Richiedere al proprio comune una connessione wireless (e qui ogni comune si attrezza come meglio crede);

3) Verificare se l’offerta WIMAX di AriaDSL o degli altri operatori che hanno vinto la gara per la licenza di utilizzo di tale tecnologia, è attiva per la vostra zona;

esiste anche la possibilità di utilizzare degli operatori che usano un altra tecnologia via radio, che però non è nessuna delle due precedenti, che si chiama Hiperlan.

Ci sono due operatori ( EA4, e NGI) che offrono connessioni con prezzi e prestazioni assolutamente competitivi rispetto a quelli offerti via cavo telefonico.  Se vi interessa provate a verificare nei rispettivi siti se coprono già la vostra località. E buona fortuna.

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Gianni Girotto

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