In più parti del mio sito affronto l’argomento degli appelli da sottoscrivere via Internet..perorandone la causa ed affermando che con essi si ottengono risultati concreti….
Sono felice pertanto di inserire due tra gli ultimi risultati positivi ottenuti da Associazioni di tutela dei diritti in questo caso nell’ambito del lavoro….
Beh, io sono socio di entrambe, come non esserne felice?
La Finanza etica e il Commercio equo e solidale condividono la visione di fondo che li ispira entrambi: l’idea che tutte le azioni economiche debbano e possano seguire i principi di un modello di sviluppo umano e sociale sostenibile, nel quale la produzione della ricchezza e la sua distribuzione siano fondati sui valori della solidarietà, della trasparenza e della realizzazione del bene comune.
In concreto Banca Etica ha siglato una convenzione con CTM-Altromercato – la maggiore organizzazione del commercio equo in Italia e la seconda a livello mondiale – per garantire condizioni di favore per alcune operazioni quali: scoperto di c/c; anticipo di contratti, contributi, fatture, etc. oltre naturalmente a linee di credito (mutui) a medio e lungo termine e fideiussioni. La convenzione prevede anche servizi commerciali quali l’installazione del POS e la gestione della tesoreria. Banca Etica in ogni caso non applica né le commissioni di massimo scoperto, né la trimestralizzazione degli interessi.
La convenzione coinvolge anche un terzo partner: il Consorzio MCC Servire di Brescia. Si tratta di un consorzio fidi nato per sostenere il settore del non profit ed in particolare i soggetti del commercio equo e solidale e che presta garanzia sugli affidamenti e ne cura la pre-istruttoria facilitando e snellendo così i tempi per le erogazioni.
Con CTM-Altromercato Banca Etica ha rafforzato la collaborazione dando vita anche a un certificato di deposito dedicato: coloro che sottoscrivono tali certificati di deposito sostengono l’attività svolta da CTM favorendo l’applicazione di condizioni agevolate sulla linea di credito accesa da CTM presso Banca Etica. Il risparmiatore, se lo richiede, ha la possibilità di rinunciare a parte della remunerazione favorendo, così, ulteriormente CTM. Ad aprile 2009 i CD dedicati a CTM hanno raggiunto un valore pari a circa 2 milioni di euro.
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“Ogni volta che la nostra Banca finanzia un’iniziativa del commercio equo e solidale mi sento particolarmente soddisfatto: finanza etica e commercio equo, insieme, sono l’esempio concreto di un’alternativa praticabile, giusta e sostenibile all’economia ingorda e sbilanciata che arricchisce pochi e sottrae risorse a molti”, dice il presidente di Banca Etica, Fabio Salviato
Ritengo sia scontato, scontatissimo lo dicono tutti no? ma nei fatti poi….
Credo che l’ambiente debba essere la priorità di tutto, di ogni singola azione. L’ambiente non è un lusso, un accessorio, una voce di bilancio, l’ambiente è il fondamento su cui si poggia tutto il resto; se l’ambiente non è in equilibrio, tutto il resto è in pericolo. E ricordo che nel termine “tutto il resto” ci siamo anche noi essere umani….ed attenzione che gli ultimi dati sono terribili, secondo il recentissimo ultimo rapporto dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature – un’organizzazione internazionale all’interno della quale partecipano ben 140 Paesi, con una rappresentanza di 77 Stati, 114 agenzie governative, più di 800 organizzazioni non governative, più di 10.000 scienziati ed esperti internazionalmente riconosciuti provenienti da più di 180 Paesi che lavorano all’interno delle Commissioni – quindi non degli sprovveduti quaraquaquà..) dichiara che oltre un terzo della flora e della fauna sono a rischio di estinzione. Una dichiarazione che dovrebbe farci schizzare tutti dalla sedia e sudare freddo, e che dovrebbe generare allarme rosso nei mass-media, che invece continueranno a propinarci politicuccia e cronaca pruriginosa per mantenerci nel nostro stato di ipnotica obnubilazione…
Oggi infatti termini come “sostenibilità”, “fonti rinnovabili” e similari, sono sulla bocca di tutti, ma poi?
Quanti si rendono conto che senza un cambiamento del proprio personale stile di vita non si risolve nulla? E attenzione che cambiamento non vuol dire automaticamente riduzione, regressione….ma alcune limitazioni le comporta, eccome, non possiamo nasconderci dietro un dito dicendo che possiamo continuare a sperperare le risorse come queste fossero infinite….
E’ l’agricoltura? oggi l’agricoltura è tutto meno che sostenibile, basata com’è sul petrolio, petrolio che serve ovviamente per i macchinari, ma anche perchè sono fatti di petrolio i concimi e i vari prodotti chimici antiparassitari e diserbanti che vengono massicciamente impiegati nella coltivazione. E che dire puoi dei sistemi di coltivazioni e delle monocolture intensive che rendono il terreno sterile. Quanti sono coscienti che si deve iniziare una transazione verso un’agricoltura senza petrolio, visto che questo comunque finirà, tra 50, 100 o 200 anni nessuno ne è sicuro ma è sicurò che finirà, e cambiare un sistema così complesso e mastodontico sarà un operazione che occuperà decine di anni….vogliamo farla con calma o quando avremo l’acqua alla gola….??
Come pensare poi che l’incerimento dei rifiuti sia una soluzione, visto che le ceneri prodotte sono estremamente pericolose e quindi vanno stoccate in sicurezza….una volta si usavano le ceneri per fertilizzare i campi, ma ovviamente perchè erano il prodotto della combustione di materiali assolutamente naturali, ora invece si incenerisce una serie di materiali che presi singolarmente sarebbero riciclabili, ma bruciati assieme diventano pericolosissimi….quando avremo incenerito tutto allora cosa ci resterà?
Come possiamo pensare di continuare a produrre milioni di automobili all’anno, con un consumo spaventoso di energie e materiali, automobili che utilizzano il petrolio per funzionare, invece di incentivare i trasporti pubblici e ripensare profondamente tutto il settore della mobilità….
Insomma la lista potrebbe continuare molto a lungo, ma penso che il concetto sia chiaro. Io credo che qualsiasi strategia che l’umanità deciderà di adottare, che non metta al primo posto la salvaguardia dello stesso ambiente che ci ospita e rende la vita possibile, si risolverà in un fallimento che comporterà, come sta già comportando, molta povertà e molto dolore per miliardi di esseri umani.
Tempo fa avevo scritto un piccolo articolo disperato perchè non vedevo muoversi iniziative di aggregazione delle decine e centinaia di realtà del mondo del volontariato….poi ne ho scritto un altro che salutava la nascita del MES che pensavo sarebbe servito sopratutto a questo…
Mi fa piacere ora pubblicare questo messaggio di Jacopo Fo, uno di quelli che si da un mucchio da fare con molte delle suddette realtà, che ricalca gli stessi concetti, eccola:
Oggetto: 4 novembre 2009 – Creiamo un patto tra le associazioni di base! Zanotelli ci sta? E Grillo? E Gesualdi?
“In questi giorni si stanno tenendo incontri in tutta Italia. Fabio Salviato e Alfredo Giacon stanno zizagando per incontrare liste civiche, comitati e gruppi, portando ovunque quest’idea semplice: c’è un grande popolo che vuole usare il buon senso e la concretezza delle azioni che cambiano nel piccolo il mondo, ogni giorno. Questo popolo non ne può più della politica delle chiacchiere e degli inciuci, delle divisioni ideologiche, della tolleranza verso i corrotti e lo spreco di denaro pubblico. Io sto passando ore al telefono per cercare una mediazione con gli Amici di Beppe Grillo, i Comuni Virtuosi, il Movimento della Transizione, il Movimento per la Decrescita, i Videoteppisti Progressisti e il Comitato di Lotta Contro la Strage dei Ricci. Ognuno ha le sue ragioni, la sua visione particolare. I più difficili da trattare sono quelli del Comitato di Lotta Ricci. E’ gente un po’ ispida. D’altra parte o facciamo un grande patto tra tutti i sinceri progressisti oppure non ha senso. Il Comitato dei Ricci DEVE essere con noi. Non possiamo fare a meno di loro. Questa è una battaglia epocale. Dico veramente. Per riuscire a unirci dobbiamo cambiare le architravi del pensiero progressista in Italia. Alcuni milioni di persone DEVONO cambiare archetipi mentali radicati dai tempi dell’Inquisizione e dei roghi delle streghe. Questo è essenziale osservare: la debolezza del sistema Italia nasce dalla cultura delle vendette, delle faide. La passione delle sette segrete, delle massonerie, dei piccoli orti coltivati, la mania dei linguaggi cifrati, specialistici. La passione sulle disquisizioni sulla verginità della Madonna che portarono tanta gente a uccidere o a morire sono le stesse che ci impediscono oggi di unirci sui discorsi concreti. Ma io non credo che ci siano vere contraddizioni di fondo tra un socio di Banca Etica, un Amico di Grillo, un militante di una lista civica, un volontario del commercio equo, un verde, un membro di un gruppo acquisto. Anzi conosco un tale, Ermenegildo Piambetti che ha il conto corrente a Banca etica, è un miliatante dei gruppi di Grillo, fa la spesa consociata, lavora in un negozio del commercio etico, sta con la Lista Civica venuta fuori dal Comitato di Lotta Contro l’Inceneritore e sua moglie, Paola Zarzi, è consigliera comunale dei Verdi, e si amano. E siccome è romagnolo rischia di avere un grave problema. Cioè dover scegliere tra votare per il Movimento a 5 Stelle di Grillo, la Lista Civica, la lista del Patto proposto dal Mes, la Lista dei Verdi. E alla fin fine rischia pure il divorzio. Sembrerebbe un discorso facile da fare. Invece no. Le liste di Grillo sono già praticamente pronte con simboli e tutto, altri ancora non hanno deciso come si chiamano, altri hanno problemi a unirsi con altri perché… Difficile. E ancor più difficile perché la nostra gente è scazzata, sfiduciata, avvilita da questo super mostro berlusconiano, inossidabile, che abbatte gli avversari uno a uno a colpi di scoop sessuali e contemporaneamente si scopa qualunque cosa abbia la forma di una top model e comunque continua a raccogliere l’approvazione di milioni di italiani. Comunque sono ottimista. Forse sarà difficile unirsi da subito, per le prossime elezioni, ma credo che questo processo sia ormai avviato. Non è una questione secondaria. Un’ulteriore legislatura in mano alle destre sarebbe veramente troppo per la nostra fragile patria. L’obiettivo finale è arrivare a sfidare la destra con una coalizione che comprenda il PD e Idv. Ma questo sarà possibile solo se questi due partiti si rinnoveranno in modo totale. Il PD dovrebbe abbandonare la logica del’inciucio. Detta oggi sembra impossibile… Ma io ho speranza. I Democratici Usa non erano meglio del Partito Democratico Italiano eppure hanno espresso Obama. So che solo a parlare di trattare col PD a molti viene il mal di pancia. D’altra parte non ci sono alternative diverse allo sfacelo di Berlusconaccio. Nell’Idv invece è già scoppiato il rinnovamento. Micromega e Il Fatto hanno lanciato un dibattito sul destino del partito. Ci sono troppi furbetti che sono saltati a bordo per interesse personale. Di Pietro rispondendo a Flores D’Arcais ha ammesso che esiste un problema di De-Degregorizzazione del partito (neologismo che discende da De Gregorio, mitico filibustiere che buggerò Di Pietro, si fece eleggere nell’Idv e poi passò alla destra). Si pone poi la questione di costruire un partito che non sia controllato interamente da un solo uomo. E’ nata una fronda del rinnovamento e si mormora su De Magistris nuovo segretario… Lo so che non sarà facile… Ma s’ha da fa.
Costruire una forza unitaria delle realtà di base, del movimento etico, che realizzi risultati notevoli alle prossime regionali è un passo essenziale per influenzare Pd e Idv verso un cambiamento di rotta. In Francia un esperimento simile ha preso il 16% alle ultime elezioni. In fondo i cittadini attivi in Italia sono qualche milione. Si tratta di capirci.”
Jacopo Fo
Cosa dire? La pensiamo allo stesso modo (tranne che per il PD, che ritengo non-recuperabile in quanto la sua struttura secondo me ormai è definita e fatta per essere clientelare e asservita ai poteri forti…..ma forse mi sbaglio, sicuramente mi auguro di sbagliarmi….certamente deve fare una bella purga al suo interno…..). Naturalmente l’elenco che Jacopo ha fatto è solo esemplificativo, mancano certamente molti soggetti, io ci metto dentro senz’altro “Per il Bene Comune” che era nato semplicemente perchè Grillo 2 anni fa non era “sceso in campo” a livello politico come ha fatto ora…..e per il quale io stesso avevo votato….
Insomma il messaggio e l’invito è sempre lo stesso: guardiamo alle tante cose che condividiamo anzichè alle poche che non condividiamo, e uniamoci. Gianni Girotto
Onde dare una scossa salutare che incentivasse una reale concorrenza tra le Banche, il precedente Governo aveva emanato una legge ( n° 40 del 2 aprile 2007 (cosiddetta Legge Bersani), assolutamente tuttora in vigore, sulla possibilità di trasferire il proprio mutuo da una Banca ad un’altra che offrisse condizioni migliori. Cosa significa?
Significa che un mutuatario può trasferire il suo debito ad un’altra banca senza sopportare costi per le formalità della sostituzione.
Mediante tale legge la nuova banca subentra nella garanzia ipotecaria già iscritta dal creditore originario. A seguito di ciò l’atto di surroga del mutuo risulterà da un’annotazione a margine dell’ipoteca.
Così, mentre in passato la sostituzione implicava la cancellazione della vecchia ipoteca e l’iscrizione di una nuova, quest’operazione può essere ora realizzata mediante un contratto di surrogazione del mutuo originario.
La Legge 244 del 24 dicembre 2007 stabilisce che con la surroga del mutuo deve essere garantita al cliente “l’esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura.” Così tutta l’operazione potrà essere condotta senza sopportare spese di sorta, neanche quelle relative all’atto notarile.
Fin qui la teoria, in pratica………….in pratica le Banche, padrone come sono dell’Italia e della politica, fanno quello che vogliono, anche perchè la legge suddetta si è “dimenticata” di prevedere delle sanzioni in caso di mancato rispetto………..Come difendersi allora? Innanzitutto conoscendo chiaramente i propri diritti ed insistendo per il loro rispetto; a tal scopo vi metto a disposizione l’ultimo articolo in merito dell’Associazione Altroconsumo, che da anni si batte per una maggiore trasparenza e rispetto della legge da parte di tutte le società che abusano della loro posizione dominante, e quindi in primis delle Banche.
Buona lettura e buona difesa dei vostri diritti. Gianni Girotto
Sono veramente lieto di dedicare queste righe ad un’idea di cui sono venuto oggi a conoscenza e che sono convinto avrà un grande sviluppo.
Tutti noi probabilmente conosciamo diversi strumenti di social-network e di scambio/condivisione di idee e progetti, ma che io sappia mancava uno strumento agile e veloce che mi permettesse di visualizzare GEOGRAFICAMENTE la presenza di persone disponibili a condividere qualcosa di loro stessi e della loro vita con altre persone, sopratutto, per motivi pratici, vicini di casa o comunque abitanti nei paraggi…..
Beh, questo sito/progetto si propone molto semplicemente ma altrettanto efficacemente, di mostrare proprio una mappa dell’Italia, ovviamente ingrandibile sino al massimo dettaglio, con cui poter vedere se nella propria zona di interesse vi sono altre persone che vogliono condividere qualcosa con me, con cui posso scambiare esperienze, consigli, passare parte del mio tempo, aiutarsi reciprocamente……..
Insomma questa idea prende un po’ di quello che può essere una banca del tempo, un po’ qualcosa da un portale come Zoes (che contiene molte più funzionalità, una delle quali è molto simile, cioè è una mappa, ma per ricerche di Eventi e/o Associazioni e/o GAS e/o Produttori e/o lavoro/stage), un po’ perchè no anche quello che sono i siti per incontri/amicizie, con l’obiettivo di facilitare al massimo le relazioni interpersonali nella propria città e nelle vicinanze.
Insomma è un altro mattoncino che il mondo virtuale mette a disposizione per migliorare il mondo reale. Se ne facciamo buon uso potrà darci delle soddisfazioni.
L’invito pertanto è ad inserire la vostra presenza e cominciare a cercare i vostri prossimi (e vicini) amici reali.
Un paio di settimane fa ho conosciuto Paolo Barrai ad un incontro organizzato dai “Grillini” di Treviso. Paolo Barrai è un giovane economista, ma già con una lunga esperienza alle spalle.
La cosa che a me interessa comunicare è che questo signore gestisce una serie di blog che trattano delle materie economiche/finanziarie. La particolarità stà nel fatto che Barrai appartiene a quella schiera di professionisti fortemente “etici” e non omologati, nel senso cioè che non hanno problemi a dire pane al pane e vino al vino, senza preoccuparsi che la loro opinione si o meno “politically correct” e/o politicamente conveniente e/o asservita . Questo si traduce quindi, da diversi anni a questa parte, in una serie articoli di allarme sulla situazione economica attuale, ben motivati tecnicamente ma comprensibili comunque a tutti, e in critiche impietose e altrettanto motivate sulla mancanza di dispiegamento di correttivi adeguati, comunque estremamente difficili da determinare e dolorosi da attuare. In buona sostanza, e mi scuso per la grossolanità, Barrai conferma che stiamo vivendo con uno stile di vita al di sopra delle nostre reali possibilità, e che quindi dobbiamo ridurlo, e che comunque sarà estremamente difficile affrontare il confronto con il BRIC (Brasile Russia India e Cina) che di fatto sono già i nuovi protagonisti del mercato globale.
Insomma, per tutti coloro che vogliono essere realmente informati sull’economia locale e globale, è un sito che mi sento di consigliare fortemente. Gianni Girotto
ZOES è il portale del volontariato, o perlomeno questo è lo spirito con cui è stato pensato, e direi che le premesse per avvicinarsi il più possibile a questo risultato ci sono. Ma è limitativo dire che è rivolto al mondo del volontariato, è semplicemente rivolto al mondo delle persone sensibili ai principi dell’equità e sostenibilità. Tutti ne possono essere protagonisti attivi, o semplici ma non per questo meno importanti usufruttori.
Brevemente, Zoes è una piattaforma di social network che mette in relazione persone, gruppi, imprese, associazioni ed enti che condividono i principi e le pratiche dell’equosostenibilità; tra le sue funzionalità offre:
- una mappa per esplorare il mondo delle reti, delle iniziative, delle azioni e delle opportunità dell’economia solidale e della sostenibilità;
- una sezione di e-commerce funzionante e comoda, che privilegia l’acquisto collettivo, la filiera corta e il prezzo trasparente;
- una serie di strumenti partecipativi (blog, forum, wiki,calendario eventi, mappe tematiche, una piattaforma per la formazione a distanza….) per promuovere azioni di cittadinanza attiva;
In Zoes si possono registare semplici cittadini così come gruppi, imprese, negozi, aziende, associazioni, comitati ecc. ecc. ed ognuna specifica in una dettagliata scheda anagrafica le proprie competenze, in modo che ciascuno possa rivolgere delle domande su un determinato argomento, e queste verranno automaticamente inoltrate a coloro che si sono dichiarati esperti in quel settore…..
Zoes quindi permetterà di portare maggiormente alla luce, e in maniera più comoda e usufruibile, tutto quel mondo di economia alternativa, solidale, informale di cui la nostra società è così ricca per l’impegno personale di migliaia e migliaia di persone.
Naturalmente, come per tutti gli strumenti di social network, solo iniziando ad utilizzarli ci si può rendere conto della loro utilità, per cui vi invito a registrarvi ed iniziare la vostra navigazione su ZOES.
Gianni Girotto
Un social network che mette in relazione persone, gruppi, imprese, associazioni ed enti che condividono i principi e le pratiche dell’equosostenibilità
In questi giorni tanto si parla e si parlerà del famigerato “Scudo Fiscale”, grazie al quale rientreranno in Italia miliardi e miliardi di euro, ma sarebbe meglio dire circa seicentomila miliardi di lire, una cifra difficilmente immaginabile…..
Vorrei fare alcuni distinguo e una domanda: chi e come ha calcolato la cifra di 300 miliardi di Euro di valore previsto dei capitali che rientreranno; come ha fatto a calcolarla, se pur spannometricamente? se sono capitali “nascosti”, su banche svizzere e paradisi fiscali, come fanno ad avere un idea delle loro dimensioni? hanno tirato ad indovinare? oppure sanno, eccome se sanno ….? ma se sanno perchè non agiscono….?
A dire il vero ci sarebbero molte altre domande da fare, a partire dal perchè le persone “normali” devono pagare il 30-40-50% di tasse mentre questi “anonimi” (visto che la legge garantisce l’anonimato) pagheranno solo il 5%….., ma sono considerazioni già fatte e rifatte
Il distinguo che vorrei fare io invece è semplice, e lo avrete già capito se avete visto il video: non tutte le Banche si sono prestate a questa operazione (decidete voi se vergognosa oppure lecita). Tutte meno una, tutte meno Banca Etica, per il quale da sempre il denaro non è il fine, non è l’obiettivo da raggiungere con tutti i mezzi e a tutti i costi, ma viceversa un semplice strumento da usare con scienza e coscienza per aiutare un vero sviluppo, basato su equità, condivisione e trasparenza.
Se siete d’accordo aiutate Banca Etica, aiuterete i vostri figli a trovare, un domani, un mondo più giusto.
Ringrazio Claudio Messora – Byoblu - per il video. Gianni Girotto
In questo periodo il Ministro della Giustizia, Alfano afferma che si devono costruire nuove carceri per risolvere i problemi legati alla criminalità nel nostro Paese.
Vorrei esporre una riflessione. Partiamo dalle fondamenta del nostro Ordinamento, la Costituzione, questa proclama all’art. 27 che:
a) L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
b) Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Ripeto, queste due frasi non sono mere opinioni mie personali, sono LEGGE FONDAMENTALE ITALIANA, così come lo è tutto quanto è scritto nella Costituzione.
Già nel 1972 Alberto Sordi fece uno storico film “Detenuto in attesa di giudizio” che ben denunciava questa assurdità del sistema Italia. Ma da allora ben poco è cambiato…..
Secondo, visto che la Costituzione impone che la pena deve “tendere alla rieducazione”, perchè non utilizzare di più l’affidamento ai servizi sociali?
Credo che la risposta alla suddette questioni sia molto semplice:
- Un condannato in misura alternativa, in affidamento ai servizi sociali, costa 5 euro al giorno allo Stato, un detenuto invece costa dai 150 ai 200 euro al giorno allo Stato.
Questo significa che ogni giorno spendiamo circa 9 milioni di euro per il mantenimento dei detenuti. Quindi più di 3 Miliardi all’anno (6000 miliardi di vecchie lire…..)
Qualcuno ha detto che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, per cui non è che questa situazione sia determinata dalla volontà dolosa dei soliti noti di approffittare del giro di denaro e relative inevitabili tangenti/favori/scambi che ci graviteranno intorno? E’ una domanda eh, sia ben chiaro, non sia mai detto che io dubiti dell’onestà dei nostri politici ed amministratori….. valutate voi.
Infine, a cappello, per chi potesse pensare che i “servizi sociali” siano una misura troppo “debole”, vorrei sottoporre quest’ultimo dato:
Tempo fa invocavo in un mio articolo la nascita di un qualcosa che fungesse da aggregatore di tutta quella miriade di Associazioni, Gruppi, Comitati ecc. che si battono per tamponare la situazione attuale, lottando ad armi fortemente impari con i poteri forti che controllano la politica italiana, e quindi di fatto il destino del Paese.
Ora io non so se questo neonato movimento, partorito a Giugno nel corso della Manifestazione “Terra Futura“, sarà la soluzione, ma spero e mi auguro e sono fortemente convinto che almeno contribuirà in tal senso.
La mia fiducia si basa sulle premesse, che mi pare ci siano proprio, a partire dalla figura di uno dei fondatori, quel Fabio Salviato, attuale Presidente di Banca Etica (ma il mandato è in scadenza è non può essere rinnovato per Statuto, per cui non sommerà gli incarichi…) e l’immediata adesione di Jacopo Fo che tanto e tanto bene sta facendo con Alcatraz e tutte le altre iniziative associazionistiche che porta avanti.
Durante la presentazione Salviato ha detto che “…..questo movimento non vuole essere e non è un partito. Bensì un ente di certificazione di partiti di qualunque schieramento, purchè ne abbiano i requisiti. Per capirci saremo la Green-Peace della politica, ed il nostro slogan non lascia dubbi: nella cultura liberi, nella politica uguali, nell’economia solidali“….
Ma come tutte le iniziative sociale, il suo successo o insuccesso dipenderà ovviamente dal livello quantitativo e qualitativo di partecipazione dei singoli cittadini e di tutte le altre realtà sociali esistenti che ne condividono premesse e finalità. Vi invito pertanto a leggere i documenti programmatici del Movimento, in particolare il “Patto per la Nuova Era“, e, se d’accordo, ad aderire.
movimento che non vuole essere e non è un partito. Bensì un ente di certificazione di partiti di qualunque schieramento, purchè ne abbiano i requisiti. Per capirci saremo la Green-Peace della politica, ed il nostro slogan non lascia dubbi: nella cultura liberi, nella politica uguali, nell’economia solidali»