Tracce

Il mio tentativo per ricevere e dare informazioni utili.

Multinazionali

Un argomento facile facile…..

Anche in questo caso questa pagina mi serve per fissare alcuni punti importanti e cercare di sistemizzare le nozioni ed informazioni che ho accumulato negli anni e che naturalmente si trovano amplificate milioni di volte su Internet….

Innanzitutto, se compilassimo una lista delle prime cento economie del mondo, includendovi sia i Paesi, in base al loro prodotto interno lordo, sia le imprese, in base al loro fatturato, scopriremmo che 44 sono multinazionali (fonte: Altreconomia).

Poi scopriremmo che dallo scoppio della gravissima crisi mondiale del 2007-2008, mentre il pianeta è avviluppato in una spirale verso il basso, le prime 200 multinazionali del mondo stanno meglio! Mentre a Bruxelles continuano ad aumentare il numero dei “lobbisti”, che al 2015 Lobbyfacts.eu quantifica in trentamila, e questo diverse volte porta al deprecabilissimo fenomeno delle “porte girevoli” (qui un report europeo), mai efficacemente regolamentato.

Di seguito i principali oligopoli per settore:

Finanza: Nel 2011 5 SIM (Società di Intermediazione Mobiliare e divisioni bancarie: JP Morgan, Bank Of America, Citybank, Goldman Sachs, HSBC Usa) e 5 banche (Deutsche Bank, UBS, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, BNP-Paribas) controllano il 90% dei derivati.

Sette Compagnie nazionali controllano 1/3 del mercato del Petrolio; Le “nuove sette sorelle” sono Saudi Aramco, la russa Gazprom, CNPC della Cina, NIOC dell’Iran, PDVSA del Venezuela, la brasiliana Petrobras e la Petronas della Malesia. Tutte sono di proprietà dello Stato e insieme controllano quasi un terzo della produzione di petrolio e gas del mondo, e più di un terzo del totale delle sue riserve di petrolio e di gas.

– Nel 1980 le multinazionali che si contendevano il mercato dell’agrichimica erano venti. Nel 2002 si erano ridotti a sei: Syngenta, Aventis, Monsanto, BASF, Dow Bayer e DuPont. Oggi, nel 2016, sono tre! tre aziende decidono il destino di pesticidi e fertilizzanti chimici agricoli mondiali.

– 9 transazioni su 10 del mercato cerealicolo mondiale interessano 4 corporations, ADM, Bunge, Cargill, Louis Dreyfus

– parlando di commercializzazione, o meglio di GDO (Grande distribuzione organizzata), una posizione di netto oligopolio è detenuta da 10 multinazionali: I dieci più influenti sono Nestlé, Kraft-Mondelez, Unilever, PepsiCo, Mars, Danone, Kellogg’s, General Mills, Associated British Food e The Coca-Cola Company.

Otto multinazionali controllano oltre il 50% del mercato dei farmaci; e La strategia per mantenere il dominio. Il sistema di corruzione e di influenza delle multinazionali sulla sanità Italiana.

Canali informativi/massmedia: Oggi le quattro maggiori agenzie stampa del mondo gestiscono da sole l’80% del flusso di notizie: si tratta delle statunitensi Associated Press e United Press International, della britannica Reuters e della francese France Press. La quasi totalità delle informazioni provenienti dal Sud del mondo passa attraverso queste grandi agenzie di stampa prima di raggiungere i nostri giornali e i nostri telegiornali. Lo spazio che esse dedicano ai paesi più poveri è stimato intorno al 10 – 30% delle notizie complessive.
L’esclusione di larga parte del Sud dai circuiti informativi è soltanto una parte del problema. In realtà, l’aspetto più preoccupante è il crescente predominio e la frequente manipolazione, da parte dei paesi più ricchi, dell’informazione proveniente dal Sud. – See more at: http://www.rivistamissioniconsolata.it/new/articolo.php?id=2390#sthash.rwBCTlFw.dpuf

________________________________________________

E’ in atto un processo di privatizzazione delle forme di vita, attraverso il meccanismo dei brevetti.

L’enorme spreco di generi alimentari lungo tutto la filiera produzione/distribuzione/consumo è un elemento predeterminato, voluto, per mantenere un livello di prezzi elevato e consentire i massimi profitti ai grandi attori del settore.

Il 60% del valore dei prodotti agricoli va alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), il 23 all’industria di trasformazione, mentre solo il 17% resta al produttore. I prezzi dal produttore al banco del supermercato aumentano mediamente del 600%. Contemporaneamente, il meccanismo di distribuzione e il sistema degli incentivi concessi dall’Unione Europea, favorisce i grandi produttori e le catene distributive. Mediante una politica di prezzi bassissimi, scarsa programmazione e speculazione, tende ad alimentare gli sprechi e penalizzare i piccoli e medio/piccoli produttori.

Ecco le dettagliate inchieste dell’Associazione Altroconsumo (330 mila soci) nei settori banche, abbigliamento (una in particolare sui jeans), riso, hard discount, notebook, smartphone, caffè, banane, arance, ananas e zucchero, che dimostrano la pessima condotta delle multinazionali. Ancora sull’abbigliamento, un aggiornamento a marzo 2016 sul processo di eliminazione delle sostanze tossiche dalla filiera del tessile, che è al momento la seconda filiera maggiormente inquinante al mondo.

Qui invece un veloce pannello riassuntivo (in inglese ma i termini sono abbastanza noti), sullo sfruttamento di lavoratori e ambiente da parte delle grandi aziende di elettronica…

– Parlando di attività di lobbying in generale, da una ricerca compiuta da una Fondazione Statunitense, si è calcolato come per ogni dollaro investito nella politica, le compagnie che finanziano Partiti e/o singoli politici, ricevono in ritorno 650 dollari tra “contratti di fornitura ed altri tipi di assistenza”.

..

AGGIORNAMENTI

– 21-10-2010: Le multinazionali e la crisi: non è un loro problema!

– 21-11-2010: La finanza intensifica l’uso dei lobbisti per mantenere lo status quo esistente contro tentativi di riformare il mercato dopo la grande crisi del 2008.

– 03-05-2013: I paradisi fiscali: situazione e rimedi (in breve), mentre una trattazione completa ed esaustiva la trovate nel libro, che ho riassunto e pubblicato capitolo per capitolo, “Caccia al tesoro“.

– 07-12-2015: OCSE rivela: le aziende pagano sempre meno tasse: il peso delle tasse pagate dalle aziende registrate nei 34 Paesi OCSE è passato dal 3,6% al 2,8% del Pil. Quello della tassazione individuale è salito nel medesimo periodo dall’8,8 all’8,9%



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: